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Biografia, lavori in corso - a breve anche il 1974 e il 1975

lunedì 31 maggio 2021

LA LUNGA STRADA DI SABBIA - Pasolini, giro d’Italia in Fiat 1100

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro




LA LUNGA STRADA DI SABBIA
Pasolini, Giro d’Italia in Fiat 1100
Di Massimiliano Sardina
Letto e recensito da Amedit


   Quando s’incammina sulla lunga strada di sabbia Pasolini ha da poco compiuto trentasette anni. Siamo alla vigilia dei mitici anni Sessanta, precisamente tra il giugno e l’agosto del 1959, e al volante di un’agile e scattante Fiat 1100 lo scrittore si lancia in un avventuroso tour lungo le coste della penisola italiana, dal confine con la Francia fino a Trieste. Una U che arriva ad abbracciare anche la Sicilia (e che per ragioni logistiche lascia fuori la Sardegna), un’ellisse che risalendo il suo tracciato sulla via del ritorno – quando Pier Paolo rivisita i luoghi e le sabbie della sua infanzia – sembra virare nella geometria simbolica di un cerchio che si chiude. Scopo dell’insolito viaggio è la realizzazione di un ampio reportage per la rivista Successo, un documentario sull’estate degli italiani (dal nord borghese dei moderni stabilimenti attrezzati al sud preumano, incantevole e primitivo); Pasolini ai testi e Paolo di Paolo alle

Pasolini - "Arrivo a Napoli la sera"...

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dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro




Pasolini - "Arrivo a Napoli la sera"...
(Tratto da: La lunga strada di sabbia)

 La lunga strada di sabbia uscì nel 1959 sulla rivista «Successo»
Oggi in: Pier Paolo Pasolini. Romanzi e racconti 1946-1961, a cura di Walter Siti.

Napoli, luglio

Arrivo a Napoli verso sera: il temporale gira lontano sui monti pagani. Ceno da Ciro, fermato invano dalla Bersagliera in persona che mi trattiene per la camicia, poi dai camerieri della Zi’ Teresa. Passo il ponticello, là dietro la sagoma del castello: un giovane con un mazzo di rose mi ferma, mi offre una rosa.
«La vita è dura, signorì!» 
mi fa. È il primo. Accanto al ristorante ce n’è a frotte, piccoli come insetti, che si lanciano sul forestiero, picchiando come aviogetti, insistendo come vecchie mosche. La ragione è sempre loro. Tutto il porticciolo è in subbuglio: una folla di barche sotto la luna immensa, e mucchi infiniti delle cose più incredibili, sul mare, sulle banchine. I guaglioni si gettano in mare a raccogliere le monete gettate dagli stranieri. Girano intorno ai venditori di ostriche e cozze.

Esco dal ristorante, mi adocchiano ma non si fidano: vesto con una maglietta, i calzoni americani bianchi Lee e ho i capelli tagliati corti: sono incerti. Ma poi il più piccolo di tutti, un mostro, poverino, senza testa senza gambe senza braccia, senza corpo: solo con due scarpe sfondate e con una bocca, mi si mette davanti, in coda alla ganga: mette una mano dietro la schiena, la tende aperta, e chiede:
«Dieci lì, dieci lì!» 
Gliene do cinquanta. È fatta: l’esercito dei poveri pidocchi mi è attorno: riattraverso il ponte seguito da loro: il venditore di rose anche lui, «speruto» (ansioso) di guadagnare qualcosa, ci rifà:
«La vita è dura, signorì!». 
Sotto l’acqua ribolle, vecchia come il mondo: con una puzza di pesce che accora. Via Caracciolo davanti è una carambola. Tutta Napoli intorno al golfo è solo una pioggia di lumi in infinite ghirlande.
 «Dieci lì, dieci lì!» «Cinguanta lì!» 
In capo al ponte, un cocchiere afferra uno dei pidocchietti che, sollevato da terra, dimostra gli anni che ha, cioè ormai sedici diciassette: è un nano. Messo a sedere sul muretto e sbatacchiato a colpi sulla capa, si mette sul tono malandrino, parla come un avvocato, come Marotta:
«Io songo piccolo!» 
Fa la faccia del cinque-e-tre-otto, del mariuole-’e-mezzanotte: la furberia guappa e inespressiva:
«Songo pìccolo!» 
(con un fortissimo accento sulla i)
«Songo nano! Tutti nella famiglia mia siamo nani!» 
Passa lenta per via Caracciolo una scartellata (auto della polizia), seguita subito da una urtulella (jeep). Le facce diventano ilari. Tutti sono lì innocenti a pigliare il fresco. Un nacannella (sfruttatore) lì accanto, davanti al Santa Lucia, fischietta:
’Na frangetella ’e nuvole
’na vranca ’e stelle chiare...
Il piccolissimo delle dieci lire parte a razzo, a testa bassa, pieno di energia come un pazzo, assale una coppia di capitalisti tedeschi, lui in kaki, con cappello a larghe tese, lei con un truce vestito stampato a fiori verdi e celesti, con due gambe che sembrano vasi da fiori: non li lascia finché non gli ha strappato una moneta: con la moneta stretta in pugno, senza vedere se si tratta di un pataccone, di un centone o solo di dieci lire, schizza verso il nano: e gliela dà. Il nano è il capo: gli altri, di sei sette anni, lavorano per lui. Passa, con la gamba corta, il calzone largo alla pulcinella e delle meravigliose magliette, una ganga di paladini (ragazzi di vita): cantano a squarciagola:
’Na frangetella ’e nuvoleee
’na vranca ’e stelle chiare...
Quella notte a Napoli non sono andato a dormire: ho girato come un pazzo: là si poltriva in mezzo ai giardini, qua si inaugurava un nuovo caffè, tutto rosso, il Caffè del Sole, là marinai combinavano con donne, lungo ammassi di barche, qua borghesi si dondolavano alle sdraie dei bar scintillanti. Tre o quattro volte sono andato e tornato da Posillipo. Ho fatto l’aurora, ho visto il Vesuvio, vicino che si poteva toccarlo con la mano, contro un cielo, ormai rosso, avvampante, come nascondesse dietro un paradiso incendiato.



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Pier Paolo Pasolini - Come leggere Penna

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Come leggere Penna
Pier Paolo Pasolini
Tratto da Passione e Ideologia
Garzanti -1960.


   Un esame critico della poesia di Penna, abbastanza esteso, sulla rivista «Paragone» l’abbiamo scritto a proposito della plaquette Una strana gioia di vivere (Scheiwiller , 1956) ora inclusa nelle recenti poesie (Garzanti, 1957, e uno dei premi Viareggio dell’anno): a proposito di queste poesie, dunque, che sono gran parte della produzione di Penna, non ci resterebbe qui che riassumerci: perciò preferiamo fare alcune osservazioni marginali ma nuove. 

IN CERCA DI TOMMASO - nei luoghi di "Una vita violenta" di Pasolini

"ERETICO & CORSARO"



Il romanzo è ambientato nella periferia di Roma, a Pietralata, sulle rive dell’Aniene. La "Piccola Shangai”, un quartiere di baracche dove viveva Tommasino e descritto dall'autore nel suo romanzo. Pasolini fa una rapida descrizione di luoghi fino ad arrivare ai caseggiati dell' INA-case, nuova abitazione della famiglia di Tommaso, che rappresenta la meta desiderata. Descrive i luoghi per utilità di

Pasolini a Ravello

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dedicate a Pier Paolo Pasolini

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Pasolini a Ravello

E' il 1959, ha appena pubblicato "Una vita violenta" e, con una Millecento, gira l’Italia per il settimanale “Successo” (diretto da Tofanelli) che, dal 4 luglio 1959, pubblicherà a puntate "La lunga strada di sabbia". Partito dalla Liguria, traccia nel suo viaggio una linea continua: scende l’Italia e arrivato a Napoli (“che ebbrezza partire da Napoli”), gira in semicerchio alle falde del Vesuvio

Pasolini sui fatti di Reggio Emilia - Vie Nuove n. 33 a. XV, 20 agosto 1960

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Dalla rubrica "Dialoghi con Pasolini"
Vie Nuove n. 33 a. XV, 20 agosto 1960

Ho acquistato il disco realizzato da Vie Nuove sui fatti di Reggio Emilia e le assicuro che quella cronaca sonora di un delitto tanto efferato mi ha profondamente colpito. Suppongo, del resto, che anche lei l'abbia ascoltata, per cui non sto a descriverle i sentimenti che ho provato durante l'audizione. Ciò che vorrei chiederle, invece, è cosa pensa dell'iniziativa. Credo si tratti di una iniziativa assolutamente nuova e penso sarebbe il caso di estenderla e potenziarla. In un paese dove i dischi che si vendono contengono quasi sempre

giovedì 27 maggio 2021

Il piombo e le rose, di Adriano Sofri, l'Unità 17 maggio 2004

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Il piombo e le rose, di Adriano Sofri
l'Unità 17 maggio 2004

Benché ormai addestrato dalla lettura dei libri puntuali di Valeria Gandus e di Pier Mario Fasanotti, resto inadeguato come pochi a pronunciarmi sui delitti. Anche in questo lungo tramonto della mia esistenza, mi interessano molto i miei coinquilini, ma non per i loro delitti. Nonostante i loro delitti. Dopotutto, la casistica è diventata striminzita. Piccolo spaccio, per lo più, e furti, scippi, effrazioni e maldestre rapine, tutto ispirato dalla dannata droga, e poi assassinii di donne: mogli, fidanzate, sconosciute, prostitute. Gli uomini che ammazzano donne - la

Pier Paolo Pasolini attore: l’esordio - Il Gobbo di Carlo Lizzani (1960)

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Il Gobbo di Carlo Lizzani (1960)

Riflessioni personali di Massimo Mancini


Pier Paolo Pasolini, diamante dalle mille sfaccettature, regista, pittore, giornalista e, come disse Moravia, poeta e romanziere, osservava, analizzava e collegava gli eventi e le mutazioni celate nell’inconscio collettivo. Come un faro, Pasolini tentava di diradare la nebbia che velocemente stava offuscando le menti, tanto da cambiare le abitudini della nostra società, omologata e protesa verso il consumo

Fabrizio De Andrè e Pier Paolo Pasolini - Una storia sbagliata

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«È una storia mica male insabbiata, è una storia sbagliata»

Una storia sbagliata
Testo e musica: Fabrizio De Andrè/Massimo Bubola

Il testo del brano è dedicato a Pier Paolo Pasolini e tratta
della tragica scomparsa del poeta, avvenuta nel 1975

«È una storia di periferia, è una storia da una botta e via, è una storia sconclusionata,
è una storia sbagliata. Una spiaggia ai piedi del letto, stazione Termini ai piedi del cuore,

è una notte un po' concitata, una notte sbagliata»


La canzone fu commissionata a De André per fare da sigla a due documentari Rai sulle morti di Pasolini e Wilma Montesi. Il cantautore coinvolse nel progetto l'amico Massimo, suo sodale di quel periodo, e insieme decisero subito di concentrarsi su Pasolini, non perché ritenessero la modella meno importante, ma perché: «...a noi che scrivevamo canzoni, come credo d'altra parte a tutti coloro che si sentivano in qualche misura legati al mondo della letteratura e dello

J.P.Sartre, non fate il processo a Pasolini

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Jean-Paul Sartre: non fate il processo a Pasolini
Corriere della sera, 14.3.1976


Io sono francese. Nel caso Pasolini, il giovane assassino è italiano. A Roma egli ha assassinato Pasolini, grande poeta italiano, e sarà giudicato da un tribunale italiano. Quindi ci si potrebbe anche stupire che uno straniero intervenga su un problema specificamente italiano, se delitti del genere non fossero già stati compiuti in quasi tutti i paesi e se questo “affare” italiano non avesse in realtà portata internazionale.

Pelosi è stato dichiarato “immaturo” dai periti psichiatri: il che, se tale referto fosse accettato dal tribunale, comporterebbe senza dubbio la sua liberazione o una condanna leggera. Se dovessimo accettare questa tesi, la cosa sarebbe

venerdì 14 maggio 2021

Pasolini ma che cosa aveva in mente? - di Alberto Moravia

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Ma che cosa aveva in mente?

L'Espresso del 09/11/1975

La storia e la personalità di Pier Paolo Pasolini raccontate da Alberto Moravia


Chi era, che cercava Pasolini? In principio c'è stata, perché non ammetterlo?, l'omosessualità, intesa però nella stessa maniera dell'eterosessualità: come rapporto con il reale, come filo di Arianna nel labirinto della vita. Pensiamo un momento solo alla fondamentale importanza che ha sempre avuto nella cultura occidentale l'amore; come dall'amore siano venute le grandi costruzioni dello spirito, i grandi sistemi conoscitivi; e vedremo che l'omosessualità ha avuto nella

La voce di Pasolini, di Carlo Bo

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Pier Paolo Pasolini, La meglio gioventù : poesie friulane. Sansoni, 1954.


 












 
Il rapporto che legava Pasolini a Carlo Bo non doveva essere lineare - a giudicare dal tono di questa dedica - ma quando a luglio dell'anno successivo (1955) si tenne a Milano il processo contro Ragazzi di vita, questo terminerà con una sentenza di assoluzione con "formula piena", grazie anche alle testimonianze di Carlo Bo, che aveva dichiarato il libro essere ricco di valori religiosi "perché spinge alla pietà verso i poveri e i diseredati" e non contenente oscenità perché "i dialoghi sono dialoghi di ragazzi e l'autore ha sentito la necessità di rappresentarli così come in realtà", e di Giuseppe Ungaretti, che inviò una lettera firmata ai magistrati che si occupavano del caso Ragazzi di vita dicendo loro che si trattava di un abbaglio clamoroso perché il romanzo di Pasolini era semplicemente la cosa più bella che si poteva leggere in quegli anni.

Quando il 2 novembre 1975 venne a sapere della sua tragica fine, Carlo Bo scrisse un contributo emozionato apparso sulla "Nuova Antologia" dello stesso mese dal titolo "La voce di Pasolini":

"Alla luce livida di questo mattino del due novembre in cui hanno ritrovato il suo corpo straziato, la sua figura e la sua opera ritrovano un significato maggiore, meglio il modo della morte ci serve per capire nel senso buono il Pasolini "corsaro" [...]: l'impazienza, la furia delle sue ultime polemiche tracciavano il volto del nemico contro cui si batteva."






Carlo Bo, La voce di Pasolini. In: "La nuova antologia", n. 2099 - novembre 1975.

Fonte:
 Pubblicato da
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martedì 11 maggio 2021

Andreotti: Pasolini? Lui andava cercandosi dei guai, in verità...

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Pasolini? 
Lui andava cercandosi dei guai, in verità... 

Interrogativi di Pier Paolo Pasolini - Bianco e Nero, fascicolo 9/12, 1974

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Interrogativi di Pier Paolo Pasolini 

Bianco e Nero
mensile di studio su cinema e spettacolo
fascicolo 9/12, 1974
pag. 157 - 160
Convegno su: « cinema, industria e cultura »


Ogni opera, è ambigua. Ma io dico non in difesa della sua unità; bensì in polemica con la sua unità. Ogni unità è infatti idealistica. (Noi ci poniamo evidentemente, anzitutto, su un terreno culturale materialista). L'ambiguità dell'arte non è dunque, malgrado le apparenze, un dato negativo in quanto irrazionalistico, e quindi decadentistico e borghese. L'ambiguità dell'arte è un dato positivo, in quanto presuppone nell'opera due momenti diversi, che la lacerano, e ne

Pier Paolo Pasolini, Racconto la mia vita - l'Unità 4 novembre 1975.

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Fonte:
l'Unità 4 novembre 1975.


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domenica 9 maggio 2021

Pasolini, da Chaucer alle Mille e una notte - Liliana Madeo, La Stampa, 24 giugno 1972

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Il film liberato in censura 

Pasolini, da Chaucer alle Mille e una


 notte


Vuole completare la trilogia, iniziata con Boccaccio 



(Nostro servizio particolare) 

Roma. 23 giugno. 


Il sollievo di Pier Paolo Pasolini è profondo: I racconti di Canterbury, bocciato in prima istanza dalla censura, ha ottenuto il visto in appello. 

« Questa volta me l'ero vista brutta — confessa —. Avevo temuto che il film non potesse uscire, o che mi fossero chiesti tagli impossibili da accettare. Spesso ho avuto guai con la censura, mai però un rifiuto così reciso. Da anni vengono fatte promesse solenni di abolire questa arcaica istituzione, ma niente cambia. E i censori che un anno fa, anche se turbati, non avrebbero avuto il coraggio di negare ai Racconti il visto, oggi si sono fatti di nuovo aggressivi, imbaldanziti dal clima generale di restaurazione in Italia ». 

Nella sua casa all'Eur le finestre sono spalancate su un terrazzo pieno di piante e le tende sono gonfie di vento. Le carte della corrispondenza e degli appunti, i

Pasolini, "Ora posso lavorare tranquillo" - La Stampa 24 novembre 1968

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Pier Paolo Pasolini, intervistato nel « deposito d'arte » dove sta allestendo la sua commedia « Orgia »

Lo scrittore-regista a Torino: 

"Ora posso lavorare tranquillo" 


Pasolini ha appreso la notizia dell'assoluzione a Torino, mentre stava terminando le prove della commedia che andrà in scena mercoledì sera, per la stagione del nostro Teatro Stabile. Gliel'ha telefonata da Venezia il produttore del film, Franco Rossellini, nipote del celebre regista. Lo abbiamo incontrato pochi minuti dopo, nel « deposito d'arte San Fermo », il singolare ambiente da lui scelto per il

sabato 8 maggio 2021

II segreto di Pasolini scrittore della vita violenta - La Stampa, 23 maggio 1962

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II segreto di Pasolini scrittore della vita violenta

La Stampa, 23 maggio 1962

Roma, maggio. 

All'inizio di Pasolini è una parola dolce e lenta del dialetto friulano: « Rosada ». Era l'autunno del '43, il ventunenne Pier Paolo aveva, lasciato Bologna dove stava per laurearsi in lettere e si era rifugiato a Casarsa, nel Friuli, il paese materno. Un mattino pieno di sole e tuttora fresco degli umori notturni, lo studente mentre sostava sotto un pergolato, udì due ragazze conversare poco lontano: quella

venerdì 7 maggio 2021

Pier Paolo Pasolini, Charta ( sporca )

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Ringrazio Barbara Croce per avermi inviato le immagini del volume.


Charta  ( sporca )


Bisogna assentarsi ogni tanto dai luoghi dei Doveri,
per il mondo Occidentale - tornare ricoperti
degli allori della Integrazione
allora si è utili alla Riv...
altrimenti se egli fa il monaco ( per protesta, rigore e

Pier Paolo Pasolini, A un figlio mai nato

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Pier Paolo Pasolini - Gilda, il primo amore

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mercoledì 5 maggio 2021

Pier Paolo Pasolini, La tosse dell'operaio - Tempo n° 45, 8 novembre 1969

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Pier Paolo Pasolini, La tosse dell'operaio

Tempo n° 45, 8 novembre 1969


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