"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pasolini: Poetica popolare e colta
Ricordo di un poeta molisano: Eugenio Cirese
La Fiera Letteraria
20 marzo 1955
pag. 5
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
Eugenio Cirese è indubbiamente come si usa dire una perfetta figura «rappresentativa» del suo tempo: quando alla parola «tempo» i lettori della «Fiera» attribuiscano un significato più complesso e più storicamente circostanziato di quello che solitamente gli si dà parlando di prodotti poetici. Il tempo in cui Cirese ha operato si presenta certamente come marginale e minore rispetto a quello centrale della poesia novecentesca, dalla «Voce» all'ermetismo: non solo per la ragione determinante che il suo mezzo linguistico è il dialetto, ma anche per la poetica che tale uso del dialetto comporta: poetica che ha avuto almeno due o tre fasi, chiaramente catalogabili, e tutte tipiche, quasi da laboratorio: una fase «melica» di tipo digiacomiano, una fase «socialistica» e una fase «squisita», se i cartellini hanno qualche valore, anche in uno schematico contributo commemorativo.





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