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Biografia, lavori in corso - a breve anche il 1974 e il 1975

sabato 19 dicembre 2020

1964 COMIZI D’AMORE

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro




1964 COMIZI D’AMORE


Ma davvero agli uomini interessa qualcos'altro che vivere? Tonino e Graziella si sposano. Del loro amore essi sanno soltanto che è amore. [...] Dei loro futuri figli sanno soltanto che saranno figli. È soprattutto quando è lieta e innocente che la vita non ha pietà.
Due ragazzi italiani si sposano. E in questo loro giorno tutto il male e tutto il
bene precedenti ad essi sembrano annullarsi, come il ricordo della tempesta nella pace.
Ogni diritto è crudele, ed essi, esercitando il proprio diritto ad essere ciò che furono i loro padri e le loro madri, non fanno altro che confermare, cari come sono alla vita, la lietezza e l'innocenza della vita.
Così la conoscenza del male e del bene -
la storia, che non è né lieta né innocente - si trova sempre di fronte a questa spietata smemoratezza di chi vive, alla sua sovrana umiltà.
Tonino e Graziella si sposano: e chi sa, tace, di fronte alla loro grazia che non vuole sapere.
E invece il silenzio è colpevole: e l'augurio a Tonino e a Graziella sia: «Al vostro amore si aggiunga la coscienza del vostro amore».

PASOLINI (fuori campo)


È un film-inchiesta sul sesso e sull'amore  nell'Italia dei primi anni sessanta nel quale Pasolini intervistatore rivolge le sue domande a persone di diversa età, sesso, condizione sociale, dal sud contadino fino al  nord industrializzato. Il film documentario si articola in tre ricerche più un prologo e un epilogo, il tutto commentato oltre che da Pasolini, da Moravia che vede
positivamente il lavoro definendolo cinema-verità (
Moravia: per la prima volta si parla della questione sessuale, che è un tabù in Tv e nei salotti. È una dissacrazione) e da Cesare Musatti, che da scettico, pensa che la gente non sia sincera nelle sue risposte (Musatti: la gente non risponde o risponde in modo falso. Dal punto di vista psicanalitico ignoranza e paura non sono separate:
c'è la possibilità che nascondiamo a noi stessi determinate cose perché ci fanno paura).
 Uno specchio che riflette <<"Un turbinio, un caos, una babilonia di opinioni diverse. Le più ridicole, inconcepibili e contraddittorie. E ingenue, infantili, scandalizzate, apparentemente sensate, in realtà prive di ogni senso logico.">>(1), un eccezionale esempio particolarmente vivo di cinema diretto.

[...]

«E tutto questo potrebbe avere una soluzione finale - sempre al livello "sentimentale e poetico" ma in coincidenza con lo spirito scientifico del film - ponendo come problema conclusivo il matrimonio e la procreazione. [...] Ecco, andare per le chiese e i municipi; scegliere una coppia, giovane, sana, umile e seguirla, nella
sua antica festa sempre uguale... Penserei a un matrimonio popolare, in cui il senso "della vita sana per quanto fittiziamente e poeticamente trionfa sulla vita tragica", ha più forza di convinzione; un bel giovane, una bella ragazza che vanno a sposarsi, lei vestita sommariamente di bianco, lui vestito sommariamente di nero, verso la chiesa povera del quartiere... coi gruppi dei
parenti... [...] se qualcuno glielo chiede, potrebbero darsi un bacio. E proprio così il film potrebbe concludersi: con questo rapido, casto bacio, il bacio finale dei buoni vecchi film. [...]» (2)






Alcuni dei titoli che Pasolini voleva dare al film, prima di quello definitivo, Comizi D'Amore:

Natura e contro natura
Il Don Giovanni
Cento paia di buoi
Magma scandaloso
Magma imbarazzante


Il titolo definitivo verrà tratto da una frase del vecchio finale, poi scartato, del Sogno di una cosa; «bisogna chiarire l’odio in comizi d’amore», frase di Renata dopo la morte di don Paolo.


Probabilmente l'idea iniziale di Pasolini era quella di realizzare un film-verità (cinéma-vérité) molto più complesso rispetto al solo tema della sessualità
degli italiani (
Prostituzione, pederastia, psicoanalisi, matrimonio, sado-masochismo, esibizionismo, feticismo, verginità, masturbazione, droga, religione, politica, morale, igiene e vita di relazione sono gli aspetti appuntati a mano da Pasolini in quella che sembra essere la prima versione del progetto):

Caro Alfredo, come sempre la «realtà» è
diversa dalle intenzioni. Nel caso di un film o di un’opera letteraria, la «realtà» è la sua concretezza stilistica. Ebbene, per il film dal titolo (provvisorio!) «Cento paia di buoi», l’atto del girare ha costituito (con mia parziale sorpresa, dato che era il mio primo lavoro di carattere documentario) un lento stravolgimento della mia «idea stilistica del film». Mi sono trovato davanti a del
materiale nuovo, pieno di straripante concretezza visiva.  

In che senso il film è diventato un altro? Direi soprattutto nel senso che i protagonisti non sono più «color che sanno», come chiamavo scherzosamente me, Moravia, Musatti e gli altri dotti che avrebbero dovuto spiegare al pubblico i problemi della vita sessuale; ma, protagonista, è diventato il pubblico,
cioè le centinaia di interrogati, con Arriflex e registratore, in tutta l’Italia. La loro vivezza, la loro spettacolare fisicità, la loro antipatia, la loro simpatia, i loro strafalcioni, i loro candori, le loro saggezze, come dire, la loro «italianità», hanno preso prepotentemente il posto riservato alla nostra premura didascalica, e si sono presentatati sullo schermo «come ciò che importa».

Dividerò le interviste collettive in quattro-cinque capitoli  

I. sul sesso in generale, sua importanza, suo peso, suo significato ecc.;
Il. «Scandaloso», sul problema dello «scandalo», l’irrazionalità dello scandalizzarsi e la necessità di porsi davanti al problema senza questo arcaico inalberarsi della ragione;
III. «La vera Italia», sul problema dei
rapporti tra sesso e società - matrimonio, onore sessuale, divorzio, controllo delle nascite ecc. - da cui dovrebbe saltar fuori una immagine dell’Italia violentemente inedita;

IV. «Schifo o pietà», sul problema della anormalità sessuale;  
V. «Dal basso e dal profondo», sul problema della prostituzione - e quindi della miseria, del contrasto fra Nord e
Sud, e indirettamente, dell’autentica vita sessuale dei proletariati e dei sottoproletariati italiani.

Quasi piloni di questi capitoli-arcate, dovrebbero essere le interviste con Moravia e Musatti: momenti di riflessione e sistemazione del caos. Interviste accompagnate dalla musica del Don Giovanni di Mozart. Perciò ho dato al film un nuovo titolo: «IL DON GIOVANNI».(3)



Le riprese
Marzo-novembre 1963.

Esterni: Napoli, Porta Capuana (interviste ai passanti sulla prostituzione); vicoli dei bassi napoletani.

Sicilia: Palermo, intervista a Ignazio Buttitta; popolani al rione San Pietro; contadini e braccianti a Camporeale e Partinico; Cefalù.

Lazio: Roma, Via Eufrate all’Eur, casa di Pier Paolo Pasolini (intervista a Alberto Moravia e Cesare Musatti); chiesa di Centocelle (il matrimonio di Graziella); spiagge romane; Fiumicino.

Milano, fabbriche (intervista alle operaie sulla legge Merlin); Idroscalo di Milano.

Toscana: Firenze, una bottega d’artigiano (intervista ai clienti); Viareggio, lungomare (intervista di notte ai passanti), campo sportivo (intervista a Peppino Di Capri e altri).

Bologna, Università (intervista agli studenti); Stadio comunale (intervista alla squadra di calcio del Bologna). Campagna emiliana tra Bologna e Modena (intervista ad alcuni contadini).

Venezia Lido (intervista a Camilla Cedema, Oriana Fallaci, Adele Cambria); intervista ad alcuni bagnanti tra cui Antonella Lualdi.

Calabria: Catanzaro, la campagna, un bar (intervista ai frequentatori del bar); Crotone.




Comizi d'amore, al montaggio, fu infine diviso in quattro parti:

I - Grande fritto misto all'italiana
II - Schifo o pietà?
III - La vera Italia?
IV - Dal basso e dal profondo



Comizi D'Amore:

Direttori della fotografia: Mario Bernardo - Tonino Delli Colli
Direttore della prduzione: Eliseo Boschi
Montaggio: Nino Baragli
Assistente tecnica: Andreina Casini
Operatori alla macchina: Vittorio Bernini - Franco Delli Colli - Cesare Fontana
Fonici: Oscar De Arcangelis - Carlo Ramundo
Assistenti operatore: Francesco Cappelli - Sandro Ruzzolini
Negativi: Ferrania p.30 - Kodak -
Stabilimento di sviluppo e stampa: Istituto Luce
Sonorizzazione: Fonolux
Edizioni e registrazioni musicali: R.C.A. italiana
Voce: Lello Bersani
Interventi e commenti: Alberto Moravia - Cesare Musatti
Prodotto da Alfredo Bini per ARCO film
Regia: Pier Paolo Pasolini


Il 17 aprile del 1964, in risposta ad una domanda della ARCO film del 16-4-1964, la prima legione della commissione di revisione cinematografica da parere positivo alla proiezione al pubblico, con divieto ai minori di 18 anni. Il nulla osta ai termini della legge 21-4-1962, numero 161, viene rilasciato il 18 aprile 1964 con la seguente motivazione: 
il divieto ai minori degli anni 18, per sequenze che esprimono concetti di costume sessuale pregiudizievole all'età evolutiva e alla formazione psicologica dei minori.
Il 28 febbraio 1992 su richiesta di RETEITALIA SPA ( Fininvest ), la commissione di revisione cinematografica toglie il divieto ai minori di 18 anni, a seguito delle seguenti modifiche:


  • Alleggerimento intervista a ragazzo interno balera; eliminazione dialogo da "Sai cos'è il sadismo per esempio" a "però io sono uscito una volta con una lesbica - mt 7,4
Alleggerimento intervista al giovane napoletano che descrive il problema dei militari che con la loro diaria non riescono a pagare le prostitute - mt 11,9


Lunghezza totale dei tagli metri 19,3 in 35mm.
Lunghezza totale del film dopo i tagli metri 2570 in 35mm.

Bruno Esposito


Note:

1- Pasolini per il cinema,Meridiani Mondadori (2001)
2- Pasolini per il cinema,Meridiani Mondadori (2001)
3- Lettera del settembre 1963 ad Alfredo Bini

*****


...

PASOLINI Senti eh, guagliò, come nascono i bambini, lo sai? Come sei nato tu, non lo sai? Non lo sai?

1° BAMBINO Uno zio mio.

PASOLINI Eh? Uno zio tuo sei nato... T'ha portato uno zio?

2° BAMBINO A me mi ha portato la
cicogna.

PASOLINI T'ha portato la cicogna. E tu? Come sei nato?

3° BAMBINO Sono nato sotto 'e cuperte.

PASOLINI Senti, vediamo un po' chi di voi tre sa dirmi come, come voi siete nati, come nascono i bambini. Chi me lo
sa dire? Tu lo sai dire?

4° BAMBINO No.

PASOLINI Non lo sai dire? E tu Matteo lo sa i come sono nati i bambini... E tu? Neanche tu... E tu?

4° BAMBINO Lo sai come sono nati i picchiriddi?

5° BAMBINO Io 'o saccio.Io 'o saccio. 

4° BAMBINO E diccillo, diccillo.E diccillo, diccillo. 

PASOLINI Vieni qui, vieni qui, vieni qui. Tu non lo sai? Non lo sai? Non sono nati sotto i fiori, sotto i cavoli, li ha portati la cicogna no?

6° BAMBINO No...

PASOLINI E allora come sono nati?

BAMBINO Eh...

PASOLINI Come sono nati i piccirilli?



*****
...

ORIANA FALLACI Nella società in cui viviamo, che è una società che tende chiaramente, spudoratamente, al matriarcato..., nei paesi più potenti di noi, basta pensare all'America, basta pensare alla Russia, basta pensare alla Cina rossa, le donne hanno una importanza indiscutibile, hanno la ricchezza nelle loro mani, la potenza nelle loro mani, sono, sono, possono
fare qualsiasi lavoro e possono comportarsi anche sessualmente come gli uomini.

PASOLINI   Secondo lei, Cambria, c'è una parità sessuale tra l'uomo e la donna, o no?

ADELE CAMBRIA   Non c'è ancora perché io direi che nemmeno la donna 
ha il coraggio di pretenderla. Ha paura di perdere alcuni vantaggi tipicamente borghesi, per esempio in Italia ancora il concetto della ragazza-madre è una colpa gravissima, a meno che non sia riscattata dalla popolarità.

PASOLINI   Ma strano però questo, perché quando una donna è libera in tutti gli altri campi, perché ancora nel
campo sessuale deve essere arretrata e schiava?

CAMILLA CEDERNA   Sono sempre casi isolati, di una classe un po'avanzata, insomma, sono casi di una élite a cui lei ha la fortuna di appartenere, no?
PASOLINI  Così appare la solita divisione tra Nord e Sud, intanto.

ADELE CAMBRIA   Bisogna fare una distinzione, anche nel Sud: il proletariato, non parlo del proletariato contadino, è molto libero, la piccola borghesia è ancora ipocrita e i contadini..., allora la situazione è diversa: per loro, che non posseggono niente, l'onore della donna è la ricchezza: perduto quello si è perduto tutto. Si arriva a questi assurdi, che sono certo deprecabili. Una famiglia di quattro figlie muore di fame, perché è solo il padre a lavorare. Le figlie non possono andare a lavorare perché possono perdere la verginità, lavorando, e allora si sta a casa e ci si nutre di pane e fichi e basta.

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PASOLINI   Senta signora, lei che cosa ne pensa dello stato di privazione in cui vivono le ragazze e in fondo anche i ragazzi qui in Sicilia?

SIGNORA   Eh, la persona priva, poi diventa più ostinata, viceversa la persona invece che è libera, la persona insomma, che è libera, si sa mantenere migliore di quelle che sono trattenute:
cioè la persona che è stata trattenuta, poi si slancia e diventa pericolosa.

PASOLINI   Giusto, le donne, le ragazze  soprattutto  sono  molto  meno  libere,  non  hanno  la  libertà  che  ha un uomo.

SIGNORA   È logico, questo è per tutte.

PASOLINI   Ma le sembra giusto che sia così o no?

SIGNORA   Veramente anche la donna avrebbe il dovere di avere un po'di svago, un po di libertà.

PASOLINI   E come mai qui in Sicilia invece non c'è?

SIGNORA   Eh, siccome l'uso è così, non ci fa tanto... non ci facciamo tanto caso...

PASOLINI   Non vorreste che cambiasse?

2a SIGNORA  Non sono dello stesso parere.

PASOLINI   Ah sì, non vorreste che cambiasse, che anche le donne fossero più libere, fossero più moderne?

SIGNORA   Eh, sarebbe anche il nostro diritto... (Grida di ragazzini) ... Uh, mari, s'ammazzano...

PASOLINI   Venga qui, venga qui anche lei...

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PASOLINI   Ungaretti, secondo lei esiste la normalità e la anormalità sessuale?

GIUSEPPE UNGARETTI   Eh... senta, ogni uomo è fatto in un modo diverso... dico nella sua struttura fisica è fatto in un modo diverso, fatto anche in un modo diverso nella sua combinazione spirituale, no... quindi tutti gli uomini 
sono a loro modo anormali, tutti gli uomini sono in un certo senso in contrasto con la natura, e questo sino dal primo momento... sino dal primo momento: l'atto di civiltà, che è un atto di prepotenza umana sulla natura, è un atto contro natura.

PASOLINI   Sono molto indiscreto se le chiedo di dirmi qualcosa a proposito di ,
norma, di trasgressioni della norma sulla sua esperienza intima, personale?

UNGARETTI   Beh... io personalmente, che cosa vuole, io personalmente sono un uomo, sono un poeta... quindi incomincio con trasgredire tutte le leggi facendo della poesia... Ora sono vecchio e allora non rispetto più che le leggi della vecchiaia, che purtroppo sono le leggi della morte.

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PASOLINI   Professor Musatti e Moravia, io mi rivolgo a voi come a due autorità e vi chiedo che senso può avere fare un'inchiesta come quella che ho cominciato. Tu Moravia, che ne pensi?

MORAVIA   Mah, penso che sia bene farla, qualunque siano gli effetti e i risultati di questa intervista; perché è una cosa che si fa per la prima volta,
cioè per la prima volta, o quasi, credo che si faccia un film che i francesi chiamano cinema-verità, e per la prima volta questo cinema-verità in Italia parla della questione sessuale, la quale è tabù non soltanto sullo schermo, ma perfino nei salotti o nelle conversazioni abituali; perciò credo che in sé e per sé, l'intervista sia... sia bene farla.

MUSATTI   Io penserei che la gente o non risponde o risponde in modo falso.

PASOLINI   E questo per quale ragione? Per ignoranza del problema o per paura?

MUSATTI   Ma... lei sa che da un punto di vista psicanalitico l'ignoranza e la paura non sono due cose staccate. 
Esiste un'ignoranza per paura, cioè esiste la possibilità che noi nascondiamo a noi stessi determinate cose perché ce ne difendiamo, e allora queste cose le ignoriamo: e per ciò che riguarda il sesso, è proprio così.

PASOLINI   Una specie di crociata contro l'ignoranza e la paura. Insomma questi sono i termini più o meno di una dissacrazione, non ti pare Moravia?

MORAVIA   Sì, è questo che volevo dire... è una dissacrazione.

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DI CAPRI   Anche perché sono un ragazzo troppo... sì... 

PASOLINI   Allora, mi dica, allora per lei personalmente lo è o no un problema importante?

DI CAPRI   No, per me personalmente è importante, insomma, oddio è tutto, 
però nel mondo di oggi, sa, queste cose...

PASOLINI   Ho capito. Secondo lei questo problema si presenta sotto una maschera diversa, ma nel profondo invece è importante. Voleva dire questo?

DI CAPRI   Sì, questo, esatto.

PASOLINI   Grazie.

DI CAPRI   Prego

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PASOLINI   Senti, secondo te il problema sessuale nel mondo contemporaneo è molto importante o no?

RAGAZZINO   Il problema...?

PASOLINI    Sessuale.

RAGAZZINO    Non ho capito.

PASOLINI    Eh, non c'è peggior sordo di chi non vuol capire... Il sesso ha molta importanza nel mondo contemporaneo?

RAGAZZINO    Beh... no.

PASOLINI    E per te lo è o no?

RAGAZZINO    No no... no

PASOLINI    Allora devo dedurre che per te il problema più emozionante non è quello del rapporto con le ragazze o con le donne quando sarai più grande...

RAGAZZINO    Sì, ma guardi, il mio problema è di trovare un'anima con cui vivere felice il resto della mia vita... Chiuso.

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PASOLINI   Sono reduce da un mondo di scandalizzati. Tu, Moravia, ti scandalizzi o no?

MORAVIA   No, mai, assolutamente mai, l'unica... Insomma, potrei dire che mi scandalizza la stupidità, ma poi non è vero neanche. Io penso che bisogna sempre cercare di capire, che c'è sempre possibilità concreta di capire le
cose, e le cose che si capiscono non scandalizzano. Tutt'al più vanno, vanno riferite ad un giudizio, e il giudizio è legittimo, non lo scandalo.

PASOLINI   Senti, ma tu riesci ad immaginare, a concepire, a raffigurare dentro di te il fenomeno dello scandalizzarsi?

MORAVIA   La persona che si scandalizza, il personaggio che si scandalizza è il personaggio che vede qualche cosa di diverso da se stesso e al tempo stesso di minaccioso per se stesso; cioè non soltanto è una cosa diversa, ma minaccia la propria persona, sia fisicamente, sia nel senso dell'immagine che questa persona si fa di se stesso. Lo scandalo, in fondo, è
una paura di perdere la propria personalità, è una paura primitiva.

PASOLINI   In conclusione, chi si scandalizza è psicologicamente incerto, cioè praticamente un conformista.

MORAVIA   Effettivamente è vero. La persona che si scandalizza è una persona profondamente incerta.

MUSATTI   Le opinioni relative alla vita sessuale hanno una determinata funzione difensiva, per la gente, e cioè il ritenere che le cose debbano essere in una determinata maniera conformemente a certe convenzioni, a certe istituzioni, ha una sua funzione psicologica; difende, per esempio, da quello che è l'aggressione... dei propri
impulsi istintivi. Ora noi abbiamo paura della nostra istintività e ce ne difendiamo precisamente con... con queste forme di conformismo...

PASOLINI   Lo scandalo come elemento dell'istinto di conservazione, dunque. Tu cosa diresti, Moravia, per concludere?

MORAVIA   Ecco, io direi questo, che 
una credenza che sia stata conquistata con la ragione e con un esatto esame della realtà è abbastanza elastica per non scandalizzarsi mai... Se invece è una credenza ricevuta senza una analisi seria delle ragioni per cui è stata ricevuta, accettata, sì, per tradizione, per pigrizia, per educazione passiva è... un conformismo...

PASOLINI   Il conformismo, insomma, come testarda certezza degli incerti.

...
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PASOLINI   Secondo voi, il matrimonio risolve il problema del sesso o no?

RAGAZZO No... questo veramente no.

PASOLINI   Ma per quale ragione, che cosa resta fuori?

RAGAZZO   Beh... secondo me il matrimonio è una cosa troppo
monotona, una cosa troppo... direi che dopo un certo periodo di tempo per forza di cose, assolutamente si esaurisce da sé... quindi secondo me è assolutamente...

PASOLINI   E quando... la carica sessuale del matrimonio si è esaurita, che cosa si dovrebbe fare?

RAGAZZO   Assolutamente il divorzio, questo...

PASOLINI   Il divorzio soltanto per ragioni sessuali?

RAGAZZO   Ah... io direi di sì... perché non ci sono altri... anche se non ci sono motivi, secondo me, anche se non ci sono motivi validi, se non ci sono cose
grosse... basta da solo il fatto che si sia esaurita la carica sessuale per cui una persona non riesce più a sentire interesse per l'altra, è già sufficiente da solo perché questa...

PASOLINI   Per rendere infelice l'unione. Lei è d'accordo?

UOMO   No, senz'altro no, decisamente
no, sono perfettamente... non so, d'idee opposte, anzi forse il signore è scapolo, non sa neanche che cosa significhi il matrimonio, non ha figli, quindi non può esprimere un giudizio sul matrimonio...

PASOLINI   Questo è suo figlio?

UOMO   Ma senz'altro, senz'altro, questo è mio figlio e il matrimonio è 
tutta un'altra cosa... il matrimonio è qualcosa di sacro, qualcosa che non si può dire in due parole, poi il matrimonio non si basa sulla vita sessuale dei coniugi. La vita sessuale dei coniugi a un bel momento è del tutto distante, è del tutto una cosa diversa, è... addirittura diventa per me un complemento alla vita matrimoniale, perché la vita matrimoniale è ben altra cosa.

PASOLINI   Ho capito: è un fatto sociale, lei dice... 

UOMO   Sì, sì, senz'altro, senz'altro.

PASOLINI   Lei pensa... allora difende, in un certo senso, la famiglia, il nucleo familiare?

UOMO   Sì, senz'altro, senz'altro.

...

*****

...

PASOLINI   Ha mai sentito parlare di quelle cose terribili che sono le anormalità sessuali?

SIGNORINA   No.

PASOLINI   Non sa niente in questo campo... Non sa che ci sono dei ragazzi e delle ragazze che non sono come gli altri dal punto di vista sessuale?

SIGNORINA   No.

PASOLINI   Mai sentito parlare, no? Per esempio, non ha mai sentito parlare di invertiti, per esempio, no?

SIGNORINA   Ah... beh... sì, di quello ne ho sentito ancora parlare...

PASOLINI   E non ha idea di che cosa sia questa gente? 

SIGNORINA   Beh, non lo so che cosa sia, perché io... non lo so.

PASOLINI   Ma senta, se lei a un certo punto si sposerà ed avrà i figli; i figli a un certo punto possono essere anche loro di queste persone.

SIGNORINA   Ah... speriamo di no.

PASOLINI   Speriamo di no, glielo auguro di tutto cuore, ma comunque certi problemi bisogna conoscerli, per poterli curare in ogni caso, no?

SIGNORINA   Sì, va beh... ma saranno magari da piccoli, invertiti, speriamo che da grandi cambino.

...

*****

...

PASOLINI   Senta, lei è un uomo che si scandalizza o no?

FERROVIERE   Io, no.

PASOLINI   Decisamente no... ma lei pensa che in Italia, in generale, di fronte alle cose del sesso, la gente si scandalizzi, oppure di fronte ad esse ha un atteggiamento razionale?

FERROVIERE   Io penso che sia razionale... Perché c'è una parte che si scandalizza e una parte no, ma oggi andiamo verso non scandalizzarci.

PASOLINI   Ma per esempio di fronte a certe anormalità, a certi eccessi, la gente si scandalizza o no?

FERROVIERE   Scandalizzarsi vuol dire, insomma, perlomeno io penso, che uno dice diventare rosso, vergognarsi, ecc. Mbeh, non mi fa niente, perché ormai sono un uomo di una certa età, però, insomma, non sta bene farlo, ecco, in un luogo pubblico, per la strada, ecc... Insomma non sta bene. Se le cose le vogliono fare, le facciano pure, in separata sede, che tanto oggi ne fanno
tante...

PASOLINI   Sì, ma nel campo che dicevamo prima, delle irregolarità sessuali, lei si scandalizza?

FERROVIERE   Beh... sì, perché penso come uomo, penso che mi fanno schifo, insomma.

PASOLINI   Ma mi dica, che cosa prova quando si scandalizza? 

FERROVIERE   Beh, io niente... io sento dentro di me che è una cosa che non può andare, insomma.

PASOLINI   Ma una cosa così, che non si determina bene... un sentimento vago, oscuro, di fastidio, insomma.

FERROVIERE   Di fastidio, più che altro, sì.

PASOLINI   Aveva cominciato col dire che non si scandalizzava... Comunque lei pensa che in Italia si scandalizzano più le persone politicamente a destra o le persone politicamente a sinistra?

FERROVIERE   Beh... io penso più quelle di centro.

...

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PASOLINI   Comunque tu da borghese ti senti un dongiovanni? 

1° MILITARE   No... un dongiovanni... penso... mi sono, mi sono espresso un po', un po'male.

PASOLINI   Ma insomma, ti piacerebbe esserlo un dongiovanni o no?

1° MILITARE   Ma, sinceramente, no. 

PASOLINI   No, e perché?

1° MILITARE   È la società che mi rende... questa società, bisogna essere dongiovanni altrimenti... altrimenti... 

PASOLINI   In questa società bisogna essere dongiovanni, perché, se no...

1° MILITARE   Se no... sei un fallito. 

PASOLINI   Interessante. E tu? 

2° MILITARE   No.

PASOLINI   No, e come mai? 

2° MILITARE   Perché so'basso.

PASOLINI   Ma ti piacerebbe essere un po'più alto per poter essere un rubacuori?

2° MILITARE   No... no, son bene come sono. So'abbastanza buono...

PASOLINI   Ah, insomma, delle donne le conquisti ugualmente. 

2° MILITARE   Ugualmente.

PASOLINI   E sentiamo un po', quante donne al giorno vorresti conquistare?

2° MILITARE   Conquistare... mi contenterei di tre.., quattro... 

PASOLINI   Ma insomma, vorresti essere
un dongiovanni allora, in conclusione?

2° MILITARE   Ma no, il dongiovanni conquista le donne più belle, noi ci... ci accontentiamo anche di quelle più scarse.

PASOLINI   Ah... Ho capito... senti, e tu ti senti un dongiovanni o no?

3° MILITARE   Beh... io no, veramente.

PASOLINI   E perché?

3° MILITARE   E... perché non ho il fisico per essere un dongiovanni.

PASOLINI   Il fisico del dongiovanni... beh, ma sai, il fisico non conta, sai, possono contare altre qualità.

3° MILITARE   E le... qualità ce n'ho poche. 

PASOLINI   Ma ti piacerebbe esserlo? 

3° MILITARE   Ostia, se mi piacerebbe. 

PASOLINI   E tu abruzzesino?

4° MILITARE   Un dongiovanni proprio no, perché, insomma, non sono proprio un dongiovannone, no, ma comunque un dongiovannino mediocre.., insomma mi piacerebbe. 

PASOLINI   E tu veneziano?

5° MILITARE   Perché non piaccio alle .
ragazze perché ho il naso storto

PASOLINI   Ah! Se tu dovessi scegliere e uno ti dicesse o tu sei un grande dongiovanni o un bravo padre di famiglia, cosa preferiresti?

6° MILITARE   Beh.., meglio.., un bravo padre di famiglia.

PASOLINI   E tu?

5° MILITARE   Sceglierei il padre di famiglia. 

PASOLINI   Bravo. E tu romano?

7° MILITARE   A me me piacerebbe esse un dongiovanni, ma bisogna avecce i sordi, innanzitutto e fa 'na vita agiata per esse un dongiovanni.

...

*****

...

PASOLINI   Si può sapere quanto guadagna al mese pressappoco?

1a OPERAIA   Ecco, siccome è a cottimo, quindi non è sempre la solita paga: insomma oscilla sulle cinquanta, cinquantadue, secondo del cottimo.

PASOLINI   Bene, lei sa che ci sono delle donne che lavorano di notte, nei 
viali, lei mi capisce... che guadagnano tanto più di lei... in modo non onesto... E lei perché ha scelto la strada dell'onestà?

1a OPERAIA   Guardi, sono stata abituata così, secondo i miei genitori... quindi...

PASOLINI  La tentazione della 
ricchezza, l'idea di guadagnare sei o sette volte dipiù...

1a OPERAIA   Affatto...

PASOLINI   Ecco, io vorrei sapere qual è la ragione per cui voi avete scelto di guadagnare poco, relativamente, lavorando tanto, anziché quell'altra strada.

2a OPERAIA   Perché è meglio un lavoro onesto che uno disonesto.

PASOLINI   E lei cosa dice?

3a OPERAIA   Eh, io dico anche io così. 

PASOLINI   Cioè per onestà.

4a OPERAIA   Per onestà, giusto.
PASOLINI   Ma quali sono le ragioni che le impediscono di cedere alla tentazione del guadagnare molto di più?

5a OPERAIA   Perché mi piace fare la ragazza seria.

PASOLINI   Ma perché? Perché è 
religiosa, per ragioni morali, perché?

5a OPERAIA   Per tutto, ragioni morali, e perché sono anche religiosa.

PASOLINI   E delle donne che invece sono disoneste, hanno ceduto alle tentazioni, cosa ne pensa lei?

5a OPERAIA   Penso che potrebbero 
far meglio a fare quello che faccio io, che non fare quei mestieri lì.

3a OPERAIA   Io direi che non è mica giusto guadagnare il pane in quel modo li, no.

PASOLINI   Sì, ma perché?

3a OPERAIA   Eh, per me, la vedo una 
cosa fuori... fuori uso... del normale, voglio dire, ecco...

4a OPERAIA   Naturalmente, è una vita che poi stanca, quella, e... 

PASOLINI   Ma voi le disprezzate le donne di quel tipo?

4a OPERAIA   No.

3a OPERAIA   No.

2a OPERAIA   Son furbe.

...







Curatore, Bruno Esposito

Collaborano alla creazione di queste pagine corsare:

Carlo Picca
Mario Pozzi
Alessandro Barbato
Maria Vittoria Chiarelli
Giovanna Caterina Salice
Simona Zecchi