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Biografia, lavori in corso - a breve anche il 1974 e il 1975

venerdì 18 marzo 2022

Pier Paolo Pasolini - Che fare col "buon selvaggio"?

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro





Che fare col "buon selvaggio"? 
di Pier Paolo Pasolini

 Scritto nel 1970 e pubblicato postumo su “L’Illustrazione Italiana”, febbraio-marzo 1982 
ora in Saggi sulla Politica e sulla società, Meridiani Mondadori, Milano 1999. 


Noi borghesi abbiamo sempre saputo benissimo «che fare» col «buon selvaggio». Prima ne abbiamo negato l'esistenza, deridendo l'inventore della formula.
Un sacrificio in campo romantico trovava risarcimen­to in campo prima illuminista e poi positivista.
In seguito, dal momento in cui non è stato più possibile sostenere la rimozione, abbiamo adottato altre due misu­re: da una parte l'integrazione reciproca tra la cultura per eccellenza (la nostra) e la cultura (ammessa) del «buon selvaggio»; dall'altra parte il riconoscimento oggettivo di quest'ultima cultura come un «insieme» esaustivo una volta per sempre della totalità, in strutture immodificabili (Lévy-Strauss). Il trionfalismo della Negritudine (con Senghor che ne sventolava il vessillo) era il centro della prima soluzione; nella

Pier Paolo Pasolini, "Io e Boccaccio" - «L'Espresso», 22 novembre 1970. Intervista rilasciata a Dario Bellezza

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Io e Boccaccio

«L'Espresso», 22 novembre 1970. 

Intervista rilasciata a Dario Bellezza



Delle cento novelle scritte da Boccaccio, undici stanno per essere trascritte sullo schermo: a compiere quest'opera di copista è Pier Paolo Pasolini. Ma sarà davvero, il suo, un lavoro di copista, di docile illustratore d'un testo ormai «sacro»? Come ha reagito un intellettuale come tue; ricco di umori imprevedibili; all'incontro col mondo boccaccesco? Il Decameron di Pasolini sarà una /avola estetizzante, un gioco ermetico, o una colorita ricostruzione storica? Nelle pagine che seguono il regista spiega come ha visto e ha tentato di reinventare il massimo capolavoro della prosa italiana.