""Quanto al futuro, ascolti:
i suoi figli fascisti
veleggeranno
verso i mondi della Nuova Preistoria.
Io me ne staro' la',
come colui che
sulle rive del mare
in cui ricomincia la vita.
Solo, o quasi, sul vecchio litorale
tra ruderi di antiche civilta',
Ravenna
Ostia, o Bombay - e' uguale -
con Dei che si scrostano, problemi vecchi
- quale la lotta di classe -
che
si dissolvono...
Come un partigiano
morto prima del maggio del '45,
comincero' piano piano a decompormi,
nella luce straziante di quel mare,
poeta e cittadino dimenticato"
Poesia in forma di rosa, che esce, sempre da Garzanti, nel 1964 è composta da componimenti che vanno dal '61 al '63, più un lungo poemetto in appendice intitolato Vittoria ed è la più ampia delle raccolte di Pasolini.
Poesia in forma di rosa
I. LA REALTA'
Ballata delle madri
La Guinea
Poesie mondane:
Una coltre di primule...
Scheletri col vestito...
Quando una troupe...
Vedo la troupe in ozio...
Un solo rudere...
Ci vediamo in proiezione...
Lavoro tutto il giorno...Supplica a mia madre
La ricerca di una casa
La realta'












resistenza antifascista friulana nascono conflitti intestini. I comunisti delle brigate garibaldine premono per un'annessione del Friuli alla Jugoslavia titoista, mentre la brigata Osoppo si fa paladina della italianità del Friuli. Guido scrive in proposito a Pier Paolo, perché si impegni, con suoi articoli, a difendere le posizioni della Osoppo.
Le circostanze della morte del fratello Guido rappresentano sicuramente una difficoltà da superare per l'adesione al Pci. Pasolini comunque ha sempre evitato strumentalizzazioni di quella faccenda, gli sembrava di infangare la memoria di Guido. Pier Paolo dovrà giustificare quell'adesione anche verso la madre e il padre, il quale incolpava la moglie di aver permesso che Guido frequentasse degli sbandati.
Di questi anni i manifesti murali disegnati e scritti da Pier Paolo Pasolini; scritti di denuncia contro il costituito potere democristiano.
Pasolini si trova proiettato nel giro di qualche giorno in un baratro apparentemente senza uscita. La risonanza a Casarsa dei fatti di Ramuscello avrà una vasta eco. Davanti ai carabinieri cerca di giustificare quei fatti, intrinsecamente confermando le accuse, come una esperienza eccezionale, una sorta di sbandamento intellettuale: questo non fa che peggiorare la sua posizione: è espulso dal Pci, perde il posto di insegnante, si incrina momentaneamente il rapporto con la madre, è la disfatta. Pasolini decide di fuggire da Casarsa, dal suo Friuli spesso mitizzato; insieme alla madre si trasferisce a Roma, è l'inizio di una nuova vita per Pier Paolo. Scriverà in seguito: