Pier Paolo Pasolini: Un piccolo Werther, Enrico Fracassi (1902-24)
La Libertà d'Italia
Anno III
numero 181
1 agosto 1950
pagina 3
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
Di seguito:
1) Commento critico al saggio ad opera del curatore del blog
2) Il saggio di Pier Paolo Pasolini
Caso Fracassi: il contagio di un romanzo di dieci minuti
Nel saggio Un piccolo Werther (1950), Pasolini compie un gesto critico che si inserisce perfettamente nella genealogia dei “casi” letterari: individua un punto marginale, apparentemente secondario – l’opera postuma di Enrico Fracassi, poeta romano morto suicida nel 1924 – e lo porta al centro della scena, sottraendolo alla riduzione biografica che ne aveva limitato la ricezione. Congedo non è, per Pasolini, una raccolta di liriche né un diario frammentario: è un oggetto narrativo estremo, un «romanzo che si legge in dieci minuti», dove il tempo non scorre ma si contrae, si coagula, si tende fino a diventare spasimo. La scrittura non rappresenta la vita: ne è la pressione interna, la deformazione, la ferita.
Il “caso Fracassi” si regge su tre intuizioni critiche che definiscono la sua singolarità nel primo Novecento.
Il “caso Fracassi” si regge su tre intuizioni critiche che definiscono la sua singolarità nel primo Novecento.



