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lunedì 8 marzo 2021

La polizia contro Pasolini, Pasolini contro la polizia - "Quel bastardo è morto"

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro




La polizia contro Pasolini, Pasolini contro la polizia

Reportage di Wu Ming 1, scrittore

"Quel bastardo è morto"

Elisei Marcello, di anni 19, muore alle tre di notte, solo come un cane alla catena in una casa abbandonata. Muore dopo un giorno e una notte di urla, suppliche, gemiti, lasciato senza cibo né acqua, legato per i polsi e le caviglie a un tavolaccio in una cella del carcere di Regina Coeli. Ha la broncopolmonite, è in stato di shock, la cella è gelida. I legacci bloccano la circolazione del sangue. Da una cella vicina un altro detenuto, il neofascista Paolo Signorelli, sente il ragazzo gridare a lungo, poi rantolare, invocare acqua, infine il silenzio. La mattina, chiede lumi su cosa sia accaduto. "Quel bastardo è morto", taglia corto un agente di custodia. È il 29 novembre 1959.

Marcello Elisei stava scontando una condanna a quattro anni e sette mesi per aver rubato gomme d’automobile. Aveva dato segni di disagio psichico. Segni chiarissimi: aveva ingoiato chiodi, poi rimossi con una lavanda gastrica; il giorno prima aveva battuto più volte la testa contro un muro, cercando di uccidersi. I medici del carcere lo avevano accusato di "simulare". Le guardie lo avevano trascinato via con la forza e legato al tavolaccio.