Pier Paolo Pasolini - Le pagine corsare
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Pasolini - VITA, OPERE E MORTE
Pasolini Biografia Breve - Le Pagine Corsare
lunedì 26 ottobre 2026
Pier Paolo Pasolini, Capodanno in cella: I fatti di Chioggia e la genesi della persecuzione giudiziaria.
"Le pagine corsare "
Il Capodanno in cella:
sabato 24 ottobre 2026
Pier Paolo Pasolini, una conversazione su Edipo Re, con Jean Narboni - Cahiers du Cinema, numero 192, luglio/agosto 1967, pag. 31
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini
con Jean Narboni
una conversazione su Edipo Re
(Intervista registrata al magnetofono da Jean Narboni e tradotta dall'italiano da M. Di Vettimo.)
( © Questa trascrizione da cartaceo e la traduzione, è stata curata da Bruno Esposito )
Cahiers Dopo "Uccellacci e uccellini", film moderno per eccellenza e persino quadro sintetico di quasi tutti i problemi moderni, lei si rivolge di nuovo al passato con l'adattamento dell'"Edipo" di Sofocle...
Pasolini "Edipo re" non è un film interamente antico. Ci sono un prologo e un epilogo moderni. Il prologo è l'infanzia di un bambino, che potrebbe essere uno di noi, il quale sogna l'intero mito di Edipo così come lo ha raccontato Sofocle, con elementi freudiani, s'intende. Alla fine, questo bambino è vecchio e cieco, ed è un po' quello che a suo tempo è stato Tiresia, cioè una sorta di profeta, di "homo sapiens", di saggio che suona motivi con il suo flauto e attraversa il mondo contemporaneo. La prima scena si svolge a Bologna nel 1967 e lì questo vecchio cieco suona un motivo che richiama l'epoca borghese, il mondo "liberale", insomma il mondo capitalista. La seconda scena si svolge a Milano, vicino a una fabbrica dove ci sono degli operai, e lì Edipo suona al flauto motivi della Rivoluzione Russa. Alla fine, sempre alla ricerca di un posto nuovo dove stabilirsi, dove fermarsi, ritorna verso i luoghi in cui per la prima volta ha visto sua madre, e nel film è accompagnato dal tema musicale della madre. Non abbandono quindi del tutto il mondo moderno con questo film e, d'altra parte, nel mito di Edipo vi è un gran numero di temi eterni, quindi attuali...
venerdì 23 ottobre 2026
Pasolini, 9 domande sul romanzo - Nuovi Argomenti, N. 38-39 - Maggio-Agosto 1959, pag. 45-46-47
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pasolini, 9 domande sul romanzo
NUOVI ARGOMENTI
N. 38-39 - Maggio-Agosto 1959
Rivista bimestrale diretta da
ALBERTO MORAVIA e ALBERTO CAROCCI
SOMMARIO
9 DOMANDE SUL ROMANZO
con le risposte di Giorgio Bassani,
Italo Calvino,
Carlo Cassola,
Eugenio Montale,
Elsa Morante,
Alberto Moravia,
Pier Paolo Pasolini,
Guido Piovene,
Sergio Solmi,
Elémire Zolla.
Le domande:
9 DOMANDE SUL ROMANZO
1) Credete che ci sia una crisi del romanzo in quanto genere letterario o piuttosto una crisi del romanzo in quanto il romanzo partecipa della crisi più generale di tutte le arti?
2) Si parla molto del romanzo saggistico. Pensate che esso sia destinato a prendere il posto del romanzo di pura rappresentazione (ossia behaviurista?). In altri termini Musil sostituirà Hemingway?
3) La scuola narrativa francese di cui fanno parte Butor, Rob-. be-Grillet, Nathalie Serraute e altri proclama che il romanzo volta definitivamente le spalle alla psicologia. Bisognerebbe far parlare gli oggetti, tenersi ad una realtà puramente visiva. Qual è il vostro parere?
4) Non vi sarà sfuggito che i romanzi moderni sono scritti sempre meno in terza persona, sempre più spesso in prima persona. E che questa prima persona tende sempre più ad essere la voce stessa dell'autore (l'io di Moll Flanders, tanto per fare un esempio, equivaleva invece ad una terza persona). Credete che si potrà mai tornare al romanzo di pura oggettività, del tipo ottocentesco? Oppure pensate che il romanzo oggettivo non è più possibile?
5) Che cosa pensate del realismo socialista nella narrativa?
6) Il problema del linguaggio nel romanzo è prima di tutto il problema del rapporto dello scrittore con la realtà della sua narrativa. Credete che questo linguaggio debba essere trasparente come un'acqua limpida in fondo alla quale si distinguono tutti gli oggetti, in altri termini credete che il romanziere debba lasciar parlare le cose? Oppure credete che il romanziere debba prima di tutto essere scrittore e anche perfino vistosamente scrittore?
7) Che cosa pensate nell'uso del dialetto nel romanzo? Credete che si possa dire tutto con il dialetto, sia pure in maniera dialettale? Oppure pensate che soltanto la lingua sia il linguaggio della cultura e che il dialetto abbia dei limiti molto forti?
8) Credete alla possibilità di un romanzo nazionale storico? Ossia nel quale in qualche modo siano rappresentati i fatti d'Italia, recenti o meno recenti. Credete che sia possibile, in altri termini, ricostruire vicende e destini che non siano puramente individuali? e fuori del tempo « storico »?
9) Quali sono i romanzieri che preferite e perché?
(Nota redazionale)
giovedì 22 ottobre 2026
Pasolini, Bestemmia - Cinema & Film, Anno I, N. 2, Primavera 1967, pag.224
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pasolini
Bestemmia
Cinema & Film
Anno I
N. 2
Primavera 1967
pag.224
Frammento di Bestemmia
Pier Paolo Pasolini:
un solo ricordo di poemi o pitture;
voglio non solo non conoscere il Dante, o il Masaccio
o il Pontormo che a lungo hanno dominato
i miei occhi, il mio cuore,
i miei sensi: ma non voglio
neanche
conoscere la lingua e la pittura.
sabato 26 settembre 2026
Pasolini, da « La ricotta » a « Il Vangelo secondo Matteo » - di Virgilio Fantuzzi, da "Lo scandalo Pasolini, Bianco e Nero, fascicolo 1/4, gennaio/aprile 1976
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pasolini
da « La ricotta » a « Il Vangelo secondo Matteo »
[Introduzione della Redazione]La faglia del sacro e il corpo a corpo con la forma
Rileggere oggi l'intervento di Virgilio Fantuzzi, pubblicato nel fascicolo speciale di Bianco e Nero a ridosso dell'assassinio di Pasolini, significa sottrarre Il Vangelo secondo Matteo sia all'agiografia cattolica sia alla liquidazione moralistica della sinistra ortodossa dell'epoca. Fantuzzi penetra nel laboratorio più doloroso del regista, cogliendo il biennio 1962-1964 non come una parabola di "ritorno all'ovile" o di pacificazione neocattolica, ma come un corpo a corpo disperato tra ragione marxista e irrazionalismo poetico.
Il saggio svela la traiettoria sotterranea che lega il film mancato su un santo eretico (Bestemmia) all'autocaricatura de La ricotta, fino all'approdo al testo di Matteo. Pasolini non cerca il dogma; compie un'operazione di mimesi eretica. Sceglie di guardare l'evento cristiano attraverso gli occhi di un credente ipotetico per liberare una sacralità arcaica e barbarica, usandola come arma contromoderna contro l'imminente omologazione neocapitalista.
Bruno Esposito
Pasolini, da « La ricotta » a « Il Vangelo secondo Matteo »
di Virgilio Fantuzzi («Bianco e Nero», fascicolo 1/4, gennaio/aprile 1976)
Primavera medioevale. Un Santo eretico
(chiamato Bestemmia, dai compari.
Sarà un magnaccia, al solito. Chiedere
al dolente Leonetti consulenza
su prostituzione Medioevo).
Poi visione. La passione popolare
(una infinita carrellata con Maria
che avanza, chiedendo in umbro
del figlio, cantando in umbro l'agonia) ⁵⁸.
Così Bestemmia vide Cristo — e per forza!
Lo vide com'era lui: un corpo [...].
Aveva la sua stessa natura, e, tacendo, parlava con lui.
Era prossimo suo, figlio d'un'altra madre; ancora giovane;
ma cosa diceva il linguaggio della sua Carne?
Che moriva.
Lo dicevano gli occhi rovesciati,
le guance tese e grige di mummia,
i capelli coperti di un sudore denso come pus,
il piccolo torace d'uomo sapiente squarciato
con le labbra della ferita orlate di marciume,
le braccia disperatamente tese,
e tutto il corpo tirato giù dal suo peso
come una vittima nuda sul trogolo,
le gambe bagnate di orina
gocciolata giù come alle bestie,
finò sui piedi, a mescolarsi col sangue,
le feci incollate alle coscie e puzzolenti,
le nuove sopra le vecchie, già secche,
perdate dal povero ano senza più volontà ⁶⁰.
mercoledì 23 settembre 2026
Pier Paolo Pasolini: "La mia vita la mia carne..." - Epoca, n. 1310, 15 novembre 1975, pag. 24 e 25
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
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| FOTO DI VITTORIANO RASTELLI |
È un pezzo dal valore inestimabile e toccante, poiché funge da vero e proprio testamento autobiografico spirituale. Pasolini ripercorre i nodi cruciali della sua esistenza: la scoperta della poesia tramite la madre, il legame viscerale con la terra e il dialetto friulano, la tragica morte del fratello partigiano Guido e il traumatico ma fecondo impatto con le borgate romane. Il testo evidenzia la sua costante scissione interiore tra il rigore della lingua colta e l'amore per l'autenticità popolare.
Bruno Esposito
Creazione lirica e angoscia esistenziale in una testimonianza autobiografica
Pier Paolo Pasolini
La mia vita la mia carne...
martedì 14 luglio 2026
J. C. De Brasi, interviste a Pier Paolo Pasolini - El Porteño, novembre 1983, da pag. 38 a pag. 43
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
J. C. De Brasi
interviste a Pier Paolo Pasolini
El Porteño
novembre 1983
da pag. 38 a pag. 43
Nota critica all'intervista di Juan Carlos De Brasi a Pier Paolo Pasolini (El Porteño, 1983)
domenica 12 luglio 2026
Pier Paolo Pasolini, intervista su Porcile rilasciata a Gian Piero Brunetta - Cahiers du Cinema, numero 212, maggio 1969, pag. 13-14-15
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini
intervista su Porcile
rilasciata a Gian Piero Brunetta
Dal Popolo alla Massa: la nascita di Porcile
Il testo ruota attorno a tre snodi che definiscono la nuova postura politica e poetica di Pasolini.
1. La fine del mondo gramsciano



















