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sabato 31 gennaio 2026

Pasolini parla del Teorema Intervista di Anne Capelle - Intervista riprodotta in Uno por uno – Collana Testimonianze , n. 1, marzo 1970

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Pasolini parla del Teorema
Intervista di Anne Capelle

Intervista riprodotta in Uno por uno

Collana Testimonianze

n. 1

marzo 1970

A questo link, trovi tutte le interviste: Interviste a Pasolini - Le pagine Corsare 



– Quali sono l’ipotesi, la tesi e la dimostrazione di questo teorema ?

– La presenza persistente dei grandi miti nel contesto della vita moderna mi ha sempre commosso, ma ancor di più l'incessante influenza del sacro sulla nostra vita quotidiana. È questa presenza, innegabile ma impossibile da analizzare razionalmente, che cerco di chiarire nei miei lavori scritti e filmati, e che spiego sotto forma di parabola in Teorema .

– Non hai paura della semplificazione eccessiva di una storia che sembra una dimostrazione matematica?

– “Solo la poesia mi attrae ancora come mezzo di espressione più poetico. Scopro una realtà che non ha nulla a che fare con il realismo. E poiché questa realtà mi preoccupa sempre di più, sono attratto dal cinema: il cinema coglie la realtà anche al di là della volontà del regista e degli attori. Teorema è la storia di uno sconosciuto molto bello, molto buono, molto diverso dalla famiglia borghese milanese che lo accoglie come ospite. Tutti lo amano, tutti saranno sfidati da lui, posseduti da lui nel senso assoluto del termine. Poi se ne va. E questa presenza che se ne va li lascia devastati.”

martedì 13 gennaio 2026

Un testo di Pier Paolo Pasolini - Amilcar G. Romero - El Escarabajo de Oro , n. 41, novembre 1970, pag. 16-17-18

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Un testo di Pier Paolo Pasolini

 Amilcar G. Romero

El Escarabajo de Oro

n. 41

novembre 1970

pag. 16-17-18

( © Questa trascrizione da cartaceo e la traduzione in italiano, è stata curata da Bruno Esposito )


A questo link, trovi tutte le interviste: Interviste a Pasolini - Le pagine Corsare 

 

Abbiamo registrato il seguente testo di Pasolini sulla base di domande che il lettore potrà dedurre dai sottotitoli. La traduzione, autorizzata dall'autore, è di nostra proprietà.
AMILCAR G. ROMERO

Ho già parlato e scritto di ciò che intendo, a livello semiologico, nel cinema, per piano sequenza. Si tratta di un'azione che si svolge interamente in un'unica inquadratura, con la macchina da presa fissa su un punto, dotata solo di un suo particolare movimento – una panoramica laterale o dall'alto verso il basso – e che ha, a mio avviso, la caratteristica di essere il più naturalistico tra i mezzi tecnici o figure retoriche a cui fa appello il linguaggio cinematografico. Ad esempio, se qualcuno volesse filmare noi adesso, qui, intorno al tavolo di questo hotel, e ricorresse al mezzo più naturalistico, userebbe la ripresa in piano sequenza. Posiziona la telecamera in un punto qualsiasi e riprende interamente questa conversazione, ciò che diciamo e facciamo, senza muoversi, nel senso che quello è il punto fisso da cui si guarderà tutto.

L'unica operazione soggettiva è scegliere il punto di vista. Una volta scelto questo punto di vista, che è quello della telecamera, tutto ciò che lui rappresenterà è la realtà. Ma nel momento in cui Ma nel momento in cui il cameraman elaborasse altri - che siano primi piani di ciascuno di noi, dettagli delle nostre mani, del tavolo e poi li montasse -, allora non sarebbe più un'operazione naturalistica. In questo caso starebbe manipolando la realtà, stilizzandola.

lunedì 5 gennaio 2026

Pasolini: estratto della conferenza stampa che ha tenuto, insieme a Maria Callas, al Festival del Mar del Plata (1970)- Amilcar Romero, Primer Plano , vol. I, n. 3, inverno 1972

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Pasolini
estratto della conferenza stampa che ha tenuto, insieme a Maria Callas
Festival del Mar del Plata

(1970)

Amilcar Romero

Primer Plano
(Ediciones Universitarias Valparaíso (Cile))

vol. I

n. 3

inverno 1972

da pag. 29 a pag. 39

( © Questa trascrizione da cartaceo e la traduzione, è stata curata da Bruno Esposito ) - (La traduzione, anche se non è precisa nella forma, lo è certamente nei contenuti)

A questo link, trovi tutte le interviste: Interviste a Pasolini - Le pagine Corsare 

Pier Paolo Pasolini
El mundo unico de un autor

Questa nota è la sintesi di tre dibattiti e interviste consecutive tenute da Pasolini: la conferenza stampa che ha tenuto, insieme a Maria Callas, a tutti i giornalisti del Festival del Mar del Plata (1970); una conversazione piuttosto informale il giorno successivo, nelle sale da pranzo dell'Hermitage Hotel, con diversi critici argentini e alla quale ho preso parte; e, infine, un faccia a faccia, 36 ore dopo, in cui abbiamo trattato nuovamente tutti gli argomenti affrontati, chiarendone alcuni, commentandone altri, confermandone altri ancora. Per ovvie ragioni ho riassunto le tre in una sola, come se fosse l'ultima. O forse sarebbe meglio dire: ho completato e modificato quest'ultima, aggiungendo ciò che era stato lasciato in sospeso o sottinteso e che ho ritenuto importante aggiungere.  Ma alcuni degli argomenti trattati - a dire il vero - hanno avuto origine da domande sollevate dai partecipanti alle precedenti. Non ho ritenuto necessario specificare quali mi appartengono e quali no: mi è sembrato un personalismo stupido, oltre al fatto che, ad eccezione dei nomi di due o tre amici, degli altri non mi ricordo nemmeno. E per di più: Pasolini in nessuna di queste conversazioni, dato che ero presente a tutte, ha parlato in segreto o rivolgendosi a qualcuno in particolare. Pertanto, ciò che mi sembra più corretto specificare che l'interlocutore che dialoga con il regista italiano può essere chiunque, compreso lei, che ora ci leggerà.

Un'altra cosa. Come alcuni avranno notato, l'argomento della sua opinione personale sul marxismo e sul cristianesimo non è stato toccato nell'ultima conversazione. Ho ritenuto preferibile che Pasolini, prima di definire se stesso, lo facesse attraverso le sue opinioni su questioni che riguardano direttamente il cinema come mezzo di espressione e tutte le implicazioni che questo comporta. Per il resto, credo che attraverso le sue risposte questo sia ben chiaro. L'onestà e la sincerità con cui in tutto Il modo in cui ha gestito il momento, la sua provata modestia, il suo atteggiamento indagatore, le sue contraddizioni e, infine, il suo approccio alla vita - non solo all'arte in particolare, il che sarebbe un'aberrazione - la sua opera, in definitiva, parlano più delle normali e banali frasi pompose e magniloquenti in cui spesso si rifugiano i personaggi famosi intervistati quando vengono colpiti da domande dello stesso calibro. Per concludere, resta da dire - anche se è ovvio - che le conclusioni, le definizioni e la loro utilità sono lasciate ai lettori, che in realtà sono i veri destinatari. Se così fosse, e credo che Pasolini la penserebbe allo stesso modo, la funzione di questo lavoro sarebbe più che soddisfatta.



– Durante la sua conferenza stampa di due giorni fa, la discussione si è concentrata quasi esclusivamente sulla mitologia. E non è stata colpa sua, ma piuttosto di chi le ha fatto le domande. Ma credo che questo sia piuttosto significativo. Cosa la interessa?

– Ripeto quello che ho detto ai giornalisti argentini: il mito o la leggenda hanno attualità. Ed è questo che cerco.

– Beh, ma perché insistere a parlare di questo argomento?

– Insistere? Non mi limito a quel campo.


- "Va bene. Hai girato altro; pensa ai tuoi primi film. Ma queste domande ripetute sono dovute al fatto che ultimamente non ti sei allontanato molto da lì. Voglio parlare di Medea . Hai preso la tragedia di Euripide e, quando arrivi a un certo punto, è come se qualcosa si rompesse: reinterpreti tutto. Non so se sbaglio o se sto semplificando troppo, ma sembra una tacita proposta tra il mondo sacro, antico, religioso e quello attuale, essenzialmente laico e tecnologicamente avanzato. È così?"

- (Annuisce lentamente)


– Ma allontanandosi dalle leggi della tragedia, non crolla forse la tesi che sembra alla base del film?

(Sorridendo). – Mi sono basato solo su Euripide, su un testo per cercare di creare un ponte, un collegamento, una continuità tra il mondo antico e quello moderno. Niente di più. È tutto ciò che ho voluto.

–  Hai indicato che non ti interessa il mondo biblico o classico per ciò che significano in sé, ma come riferimento al mondo che rappresentano, mostrano e descrivono, per poi fare riferimenti da lì al presente, sia del Terzo Mondo che del neocapitalismo.

domenica 7 settembre 2025

Pier Paolo Pasolini, Il Giorno Unico e una poesia iterata - Il Dramma, anno 46, numero 1, gennaio 1970 - pag. 17 e pag. 18

"Le pagine corsare " 

dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pier Paolo Pasolini
Il Giorno Unico

una poesia iterata

Il Dramma

anno 46

numero 1

gennaio 1970

pag. 17 e pag. 18

( © Questa trascrizione da cartaceo è stata curata da Bruno Esposito )


Prefazione dettata per la prima raccolta di versi di Vera Gherarducci, Il Giorno Unico, di prossima pubblicazione presso l’editore Guanda.

C i vuol poco a capire che le poesie di Vera Gherarducci sono vere poesie. Appena ne ho lette alcune - o meglio appena ho letto i primi versi della prima poesia - ho deciso subito di pubblicare la Gherarducci su uno dei primi numeri della nuova serie di « Nuovi Argomenti », senza avere il minimo dubbio.

L’occhiata tipografica a una poesia della Gherarducci non convince, stia bene attento a questo il lettore: l’occhio sembra non desiderare leggere versi disposti in quel modo: perché si tratta di un modo apparentemente vecchio, datato; tutti i mille poeti e poetesse della provincia italiana dispongono i versi sulla pagina in quel modo: credo si tratti dell’adozione in massa della metrica dell’Ungaretti di moda negli anni Quaranta (i primi) e della successiva codificazione, che ha sostituito in qualche modo quella dannunziana.

domenica 13 luglio 2025

Pasolini, Nell'Africa nera resta un vuoto fra i millenni «Il Giorno», 20 marzo 1970

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Eretico e Corsaro



Pasolini
Nell'Africa nera resta un vuoto fra i millenni

Il Giorno
20 marzo 1970

Nella Costa d'Avorio si parlano 80 lingue diverse; questo significa che nella Costa d'Avorio vivono 80 piccoli popoli diversi, legati tra loro dai legami puramente teorici che legano fra di loro, per esempio, gli indoeuropei.
Lo stesso fenomeno si ha in tutta l'Africa nera equatoriale: gli Ibo, gli Youruba e gli Haussa nella Nigeria, non sono che le «razze» più importanti del paese; insieme ad esse convivono decine di altre tribù, con lingue e tradizioni diverse.
Nell'Africa sudanese il fenomeno è un po' più semplificato; il Mali, il Niger e la Nigeria hanno in comune molte popolazioni (i Peul, i Tuareg, per esempio) le quali dunque - pur essendo ognuna per lingua e tradizioni strettamente unitaria - appartengono a Stati diversi.

sabato 28 giugno 2025

Il Boccaccio di Pasolini senza << messaggi >> - Bavid Grieco, intervista Pier Paolo Pasolini - L'Unità del 23 settembre 1970, pag.9

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Eretico e Corsaro



Il Boccaccio di Pasolini senza << messaggi >>
Bavid Grieco, intervista Pier Paolo Pasolini sul set del Decamerone

L'Unità del 23 settembre 1970

pag.9

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )

Nostro servizio

Caserta 22

<< Ve lo dico subito a scanso di equivoci in questo film non ci sono attori è tutta gente presa dallo stracciarolo >>

<< e tu allora che cosa sei? >>

<< Io n'attore?  Me voi offenne che so n'attore io? >>

(cosi ha esordito il simpatico Ninetto Davoli alla vista del curioso giornalista arrivato chissà come sul set dell' ultimo film di Pier Paolo Pasolini, II Decamerone. A dir la verità, c'era proprio da chiedersi come fare per raggiungere la troupe impegnata in un fantastico quanto remoto paesino. Si tratta di Caserta vecchia,  una cittadina medioevale arroccata sul cocuzzolo di collina abbastanza alta sopra l'altra Caserta, ed è qui che è stato dato il primo giro di manovella al Decamerone. Uno dei soliti grandi problemi del Sud.

martedì 20 maggio 2025

Pasolini, Distinzione - Tempo, 10 gennaio 1970 - pag. 23

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pasolini
Distinzione

Tempo

10 gennaio 1970 

pag. 23

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )


In ugual misura 

Caro Pasolini, 

posso accettare la differenza fra "senso comune" e "buon senso" ma non capisco la tua avversione per l'uomo medio (nè posso necessariamente identificarlo col fascista o col qualunquista) . 

Raggiunta una certa maturità mi sembra naturale aderire alle regole del gioco e cercare di passare nel migliore dei modi attraverso la nascita alla maturità di cui sopra e la morte: gioie, dolori, amori, ambizioni, realizzazioni, eccetera. 

giovedì 8 giugno 2023

Pier Paolo Pasolini - L' evoluzione della mia poetica fotografica - Progresso fotografico, anno 77, nº 9, Settembre 1970

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dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

 (Pier Paolo Pasolini, durante le riprese del film "Salò o le 120 giornate di Sodoma" ) 

Intervista a Pier Paolo Pasolini
L' evoluzione della mia poetica fotografica

Pasolini. per il cinema

I meridiani 

a cura di Walter Siti

( Pubblicato anche in Progresso fotografico, anno 77, nº 9, Settembre 1970 - con il titolo: Incontro con i nostri lettori celebri, Pier Paolo Pasolini )


Pier Paolo Pasolini non è solo uno scrittore di successo, ma anche un regista altrettanto famoso. La cinematografia italiana gli deve film acuti, polemici, esasperati. La cultura cinematografica gli è debitrice di temi, certo mai facili, ma sempre profondamente umani, sempre ispirati, come i volti, come i gesti degli attori, alla vita difficile ed assurda di ogni giorno. Film come Il Vangelo secondo Matteo, Teorema e via via sino all’ultimissimo Medea non sono mai fine a se stessi ma appaiono piuttosto come gli anelli ben congegnati di una medesima catena, la catena umana che si distende nel tempo diversa e sempre uguale. I meriti di Pasolini regista sono innumerevoli, non ultimo quello di aver trasferito sulla celluloide le sue esperienze letterarie, l’essere riuscito a tradurre in immagini da cassetta una filosofia che non lo è altrettanto, ma a parte ogni altra considerazione c’è un fattore che ha collocato Pasolini tra i registi d’avanguardia: la particolare attenzione che egli dedica alla fotografia. Nella sua casa romana tra valanghe di libri e di appunti, Pasolini parla con voce pacata, lentamente. Veste in maniera anonima, non si atteggia, solo quella sua incredibile faccia dai lineamenti scavati stona con il resto del corpo che è esile, timido nei movimenti.

Come vede lei oggi la situazione della fotografia in generale?

martedì 31 gennaio 2023

Pier Paolo Pasolini, biografia breve - 1970, «Ci sono dei vecchietti allegri, io sarò uno di quelli»

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Epoca, 18 - 10 - 1970 - numero 1047


 Pier Paolo Pasolini
biografia breve
1970
 «Ci sono dei vecchietti allegri, io sarò uno di quelli»

A questo link, trovi la Biografia breve completa: Biografia Breve-Le Pagine Corsare


"L'ora è confusa e noi come perduti la viviamo".


Insieme a Dacia Maraini, Maria Callas e Alberto Moravia, fa un viaggio in Africa: Dakar, Abidjan, Mali. 

La seguì a Parigi - lei venne a Roma. Con lei, Moravia e Dacia, in quattro, compì un viaggio in Africa, fra il dicembre 1970 e il gennaio 1971. La chiamava: «Uccellino con potente voce d’aquila / e aquila tremante».


«Vado in Africa a dicembre, venite con me?»
Dall'inverno del '68 al biennio '69-'70, Pasolini effettuò numerose riprese in Uganda, Tanzania e Tanganika e all'Università Roma “La Sapienza” (instaurando in quell'occasione un dialogo con alcuni studenti africani)


Ho pianto di vere lacrime, davanti a 
un idoletto della tribù Baule, fatto di 
legno e filamenti vegetali; ho pianto 
perché quello era il piccolo nume 
contadino del Lazio di Turno. 
Lacrime su un mondo perduto 

anche nelle sue ultime propaggini. 


Regia:  Pier Paolo Pasolini

Fotografia:  Giorgio Pelloni;

Commento:  Pier Paolo Pasolini;

Musica:  Gato Barbieri;

Montaggio:  Cleofe Conversi, Pier Paolo Pisolini;

Produzione:  Gian Vittorio Baldi per IDI Cinematografica;

Distribuzione:  Cineteca di Bologna; origine: Italia, 1970;

Durata:  55’.


Uno dei più belli di Pasolini. Mai convenzionale, mai pittoresco, il documentario ci mostra un’Africa autentica, per niente esotica e perciò tanto più misteriosa del mistero proprio dell’esistenza, coi suoi vasti paesaggi da preistoria, i suoi miseri villaggi abitati da un’umanità contadina e primitiva, le sue due o tre città modernissime già industriali e proletarie. Pasolini ‘sente’ l’Africa nera con la stessa simpatia poetica e originale con la quale a suo tempo ha sentito le borgate e il sottoproletariato romano.
(Moravia, 1971)  


 Tornato dal viaggio africano, lo attende una lettera di Nicola Cattedra, il nuovo direttore di «Tempo», che lo informa di non aver pubblicato il suo pezzo in quanto i temi affrontati, «specificamente politici». Dopo un ultimo articolo, che appare il 24 gennaio, la collaborazione con il settimanale Tempo, presso il quale scriveva per la rubrica "Il caos", si interrompe.

lunedì 30 gennaio 2023

Pier Paolo Pasolini, A li scopini - Appunti per un romanzo sull'immondizia, 1970.

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pier Paolo Pasolini
A li scopini

Appunti per un romanzo sull'immondizia
Appendice a Trasumanar e organizzar
1970.


Vorrei dirvi di una giornata di sole
che splendette nell’Aprile del 1970 su Roma:
gli scopini stavano a casa loro.
Stiamo qui, a casa nostra, in borgata:
il nostro interprete sa tutto di noi, l’unica
differenza sta nel fatto che lui -
chi parla per noi - si trova davanti al fatto inesprimibile,
ch’esser scopino è un gran mistero.
Nessuno sa né dove né quando
viene ‘sta vocazione.

lunedì 7 novembre 2022

Pasolini ha copiato Giotto per il Giudizio Universale - La Stampa, 7 novembre 1970.

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Il regista conclude il "Decamerone,, 

Pasolini ha copiato Giotto per il Giudizio Universale 

Manichini impiccati, diavoli pelosi, beati e gerarchie: tutto «alla napoletana» 

La Stampa, 7 novembre 1970.

Pag. 7

(Trascrizione dal cartaceo curata da Bruno Esposito)

(Nostro servizio particolare) 

Roma, 6 novembre. 

(l.m.)  All'ultimo giro di manovella del Decamerone di Pier Paolo Pasolini l'operatore Tonino Delli Colli e tutti i tecnici della troupe hanno un'aria stravolta, sfiniti come sono dalle sei settimane di riprese in esterni fra Napoli, Caserta, Ravello, Amalfi, Bolzano, Viterbo, Roma e persino lo Yemen. Il regista conserva la consueta calma e gentilezza. Si gira, oggi, all'aperto; è stato ricostruito un Giudizio Universale sulla base di quello, famosissimo, di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova, con manichini a grandezza naturale impiccati ed appesi ad uncini di ferro, diavoli pelosi, beati paludati in ampi manti, gerarchie celesti disposte in scala ed un enorme manichino raffigurante una Madonna severa, che sostituisce Dio padre.

 « E' un giudizio universale alla napoletana — spiega Pasolini — perché le novelle di Boccaccio che ho portato sullo schermo sono state calate nell'ambiente napoletano, napoletano è il linguaggio usato per quasi tutto il film, e a Napoli — si sa — si invoca sempre la Madonna, non Dio ». 

Il viso più scavato del solito, l'occhio inquieto e febbrile, Pasolini definisce questo suo Decamerone 

« il più lieto e solare fra ì film prima fatti », 

ricollegandolo per il lato realistico ad Accattone e Mamma Roma, per la vena onirica e surreale a Uccellacci e uccellini. Teorema, La ricotta. 

La fatica sembra che non pesi su di lui. Parla già del prossimo film che girerà, una vita di San Paolo riportata fra i grattacieli di New York e i boulevards di Parigi, mettendo l'accento sul momento in cui nasce la Chiesa come organismo burocratico e potenza temporale, 

« e San Paolo quindi fallisce al suo compito di organizzatore». 

Il regista annunzia anche la prossima pubblicazione di un suo volume di versi, per lo più inediti. 

« Sono stato fermo due anni — egli ha detto —. Ho scritto solo "versi su commissione" o versi molto brutti. Poi sono tornato a cercare questo mezzo di espressione, ma il perché non saprei spiegarlo. Anche alla stesura di alcune tragedie sto lavorando alacremente. Tre sono terminate. Altre tre sono ancora incomplete ». 

Queste forme di cinema collettivo che si stanno tentando — gli chiediamo — crede che abbiano una validità? Pensa di dargli il suo contributo? 

« Io sono in un certo senso all'antica — risponde —. Per me la paternità di un'opera spetta solo al suo creatore. A meno che non si tratti di documenti, testimonianze, interpretazioni storiche. In questo caso il lavoro di équipe è utile e positivo. Ad un filmato di questo tipo sto già lavorando da tempo con un gruppo di giovani di "Potere Operaio". Intendiamo raccontare, interpretandolo e giudicandolo con partecipazione e passione civili, questo ultimo anno della storia italiana. C'è il problema della diffusione. Di far arrivare cioè il prodotto ad un pubblico il più vasto possibile. Ebbene: noi gireremo per le città, le università, ovunque sarà possibile allestire proiezioni di questo filmato. Se ci saranno dall'alto divieti ed opposizioni, noi li affronteremo, direttamente ».


@Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare


Curatore, Bruno Esposito

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martedì 28 giugno 2022

San Paolo in doppiopetto grigio sulla via di Pasolini - Stampa Sera, mercoledi 7 e giovedi 8 gennaio 1970

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro




San Paolo in doppiopetto grigio sulla via di Pasolini  

Stampa Sera
mercoledi 7 e giovedi 8 gennaio 1970
Adele Galloni
(Trascrizione curata da B. Esposito)

Un San Paolo in doppiopetto grigio, capelli  « beat ». il viso emaciato e intelligente di Terzìeff. ecco il protagonista del prossimo film di Pasolini. 

« Per ora ho scelto solo lui, gli altri attori 1: troverò girando, come Santo Stefano, d: cui simboleggerò il martirio facendolo fucilare a Parigi dai nazisti, perché il mio film sarà moderno, attualissimo ». 

La sceneggiatura de « Le lettere di S. Paolo » da cui Pasolini trarrà questo film, e pronta da tempo. 

domenica 1 maggio 2022

Pier Paolo Pasolini, AL LETTORE NUOVO - 1970

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Nel 1970, Pier Paolo Pasolini raccoglie in un volume intitolato Poesie, per Garzanti, versi tratti da Le ceneri di Gramsci (1957), La religione del mio tempo (1961) e Poesia in forma di rosa (1964). Per Pasolini questo è un atto conclusivo di un periodo letterario per aprirne un altro e su richiesta di Livio Garzanti ne scrive l’introduzione intitolandola: 

lunedì 18 aprile 2022

I luoghi campani del Decameron di Pier Paolo Pasolini

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro







I luoghi campani del Decameron di Pier Paolo Pasolini
di Luigi Fusco

Pasolini riuscì a combinare arte figurativa e cinema, svelando paesaggi ed edifici storici della Campania, luoghi ai limiti della storia, e in un certo senso fuori dalla storia.

Basilica di Santa Chiara
Lo scrittore e regista Pier Paolo Pasolini durante gli anni dei suoi studi universitari, svoltisi presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna, si dedicò con particolare interesse non solo alle varie tematiche della letteratura italiana, ma anche alle questioni convenzionali delle indagini stilistiche e filologiche della Storia dell’Arte.
Tale approccio avvenne attraverso le lezioni di Storia dell’Arte medioevale e moderna tenute, al tempo, da Roberto Longhi: Storico dell’Arte di fama internazionale ed il primo studioso ad introdurre in Italia i nuovi metodi di critica storico-artistica di tipo formale.
L’incontro fra Pasolini e Longhi avvenne nel 1941, in occasione dei corsi, tenuti da quest’ultimo, incentrati Sui fatti di Masolino e Masaccio. A margine delle suddette lezioni, il giovane scrittore pensò di conseguire la laurea in lettere scrivendo una tesi sulla Pittura Italiana del Novecento, ma, nonostante vi avesse cominciato a metter mano, non portò a termine il progetto.

venerdì 18 marzo 2022

Pier Paolo Pasolini - Che fare col "buon selvaggio"?

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro





Che fare col "buon selvaggio"? 
di Pier Paolo Pasolini

 Scritto nel 1970 e pubblicato postumo su “L’Illustrazione Italiana”, febbraio-marzo 1982 
ora in Saggi sulla Politica e sulla società, Meridiani Mondadori, Milano 1999. 


Noi borghesi abbiamo sempre saputo benissimo «che fare» col «buon selvaggio». Prima ne abbiamo negato l'esistenza, deridendo l'inventore della formula.
Un sacrificio in campo romantico trovava risarcimen­to in campo prima illuminista e poi positivista.
In seguito, dal momento in cui non è stato più possibile sostenere la rimozione, abbiamo adottato altre due misu­re: da una parte l'integrazione reciproca tra la cultura per eccellenza (la nostra) e la cultura (ammessa) del «buon selvaggio»; dall'altra parte il riconoscimento oggettivo di quest'ultima cultura come un «insieme» esaustivo una volta per sempre della totalità, in strutture immodificabili (Lévy-Strauss). Il trionfalismo della Negritudine (con Senghor che ne sventolava il vessillo) era il centro della prima soluzione; nella

Pier Paolo Pasolini, "Io e Boccaccio" - «L'Espresso», 22 novembre 1970. Intervista rilasciata a Dario Bellezza

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Io e Boccaccio

«L'Espresso», 22 novembre 1970. 

Intervista rilasciata a Dario Bellezza



Delle cento novelle scritte da Boccaccio, undici stanno per essere trascritte sullo schermo: a compiere quest'opera di copista è Pier Paolo Pasolini. Ma sarà davvero, il suo, un lavoro di copista, di docile illustratore d'un testo ormai «sacro»? Come ha reagito un intellettuale come tue; ricco di umori imprevedibili; all'incontro col mondo boccaccesco? Il Decameron di Pasolini sarà una /avola estetizzante, un gioco ermetico, o una colorita ricostruzione storica? Nelle pagine che seguono il regista spiega come ha visto e ha tentato di reinventare il massimo capolavoro della prosa italiana.

giovedì 17 marzo 2022

'Come si fa a non amare Pasolini' - Appunti per un romanzo sull'immondizia

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


L'Unità aprile 1970


'Come si fa a non amare Pasolini'
(Mimmo Calopresti)

APPUNTI PER UN ROMANZO SULL'IMMONDIZIA

«Puoi chiamare termovalorizzatore un inceneritore,
operatore ecologico uno spazzino
o diversamente abile un disabile,
ma questo non risolverà i loro problemi.»


Siamo in aprile del 1970 e gli "scopini" decidono di organizzare tre giorni di protesta, per rivendicare condizioni di lavoro meno proibitive. Alla notizia di questa protesta, Pier Paolo Pasolini decide di girare un documentario prodotto dalla Unitelefilm. Ottantacinque minuti girati in mezzo ai netturbini in rivolta. Immagini in bianco del primo sciopero romano della categoria. Materiale grezzo, privo di struttura narrativa, organizzato in tre sequenze: 

martedì 28 dicembre 2021

Pier Paolo Pasolini, 1969 - MEDEA - con un'intervista a Maria Callas

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Ho riprodotto in Medea tutti i temi dei film precedenti. Medea è il confronto dell’universo arcaico, ieratico, clericale, con il mondo di Giasone, mondo invece razionale e pragmatico. Giasone è l’eroe attuale che non solo ha perso il senso metafisico, ma neppure si pone ancora questioni del genere. E’ il tecnico abulico, la cui ricerca è esclusivamente intenta al successo.
Confrontato all’altra civiltà, alla razza dello spirito, fa scattare una tragedia spaventosa. L’intero dramma poggia su questa reciproca contrapposizione di due culture, sull’irriducibilità reciproca di due civiltà. Potrebbe essere benissimo la storia di un popolo del Terzo Mondo, che vivesse la stessa catastrofe venendo a contatto con la civiltà occidentale materialistica. Del
resto, nell’irreligiosità, nell’assenza di ogni metafisica, Giasone vedeva nel centauro un animale favoloso, pieno di poesia. Poi, man mano che passava il tempo, il centauro è divenuto ragionatore e saggio, ed è finito col divenire un uomo uguale a Giasone. Alla fine, i due centauri si sovrappongono, ma non per questo si aboliscono. Il superamento è un’illusione. Nulla si perde...

P.P. Pasolini, in Jean Duflot, 
Il sogno del centauro, Roma, 1983

venerdì 7 maggio 2021

Pier Paolo Pasolini, Charta ( sporca )

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Ringrazio Barbara Croce per avermi inviato le immagini del volume.


Charta  ( sporca )


Bisogna assentarsi ogni tanto dai luoghi dei Doveri,
per il mondo Occidentale - tornare ricoperti
degli allori della Integrazione
allora si è utili alla Riv...
altrimenti se egli fa il monaco ( per protesta, rigore e