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giovedì 24 aprile 2025

Pasolini 1948, "Il Friuli della mia piccola vita" - Il Friuli : rivista turistica della Regione, anno 12, n. 3 (giugno 1968), p. 15-17

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pasolini
1948
"Il Friuli della mia piccola vita"

Il Friuli : rivista turistica della Regione

anno 12

numero 3

giugno 1968

da pag. 15 a pag. 17

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )



Pier Paolo Pasolini, che trascorse in Friuli gli anni felici de1l'ultima fanciullezza e quelli, meno generosi, della giovinezza, affida alla Rivista, da noi richiestegli, queste sue paginette dedicate, nell'ormai lontano 1948, e lasciate intatte, ad alcuni luoghi friulani. Sono momenti confidenziali di un poeta a cui il Friuli, paesaggio e popolo, aveva dato le prime emozioni ispiratrici, entrando nel suo canto.

lunedì 24 marzo 2025

Pasolini, (Ermes tra Musi e Porzùs) UNA LETTERA AL DIRETTORE DEL «MATTINO DEL POPOLO» - 8 febbraio 1948

"Le pagine corsare " 

dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pasolini, (Ermes tra Musi e Porzùs) 

UNA LETTERA AL DIRETTORE DEL  «MATTINO DEL POPOLO»

8 febbraio 1948


 Egregio Signor Direttore,


 sono passati tre anni dal giorno dell’eccidio di Porzùs, ma ancora io non so affrontare quella «difficoltà d’infinito» che protegge la vita di mio fratello Guido e il suo volontario sacrificio, dalle nostre disordinate interpretazioni. Certo «interpretare» Porzùs è ancora, dopo tre anni, un’operazione delicata, quasi intempestiva: due partiti, sullo sfondo di uno sconvolto cielo di confine, si contendono la competenza richiesta per estrarre dalle tremende cronache del ’44-’45 quei fatti e assumerli su un

  accomodante piano di storia o di leggenda. Possiamo ammettere che Bolla fosse forse un caso «in fieri» di nazionalismo e il suo rifiuto di fondere le forze osovane con quelle garibaldino-slave presenti qualche incrinatura, qualche vizio d’origine; ciò che però non possiamo ammettere, per appoggiare l’interpretazione democristiana, è che si debba trasferire tutto l’episodio senza limitazioni su un piano di patriottismo in funzione anti-slava e anti-comunista.

domenica 11 aprile 2021

Pasolini e Ungaretti -- Un poeta e Dio

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro




Un poeta e Dio
Tratto da Passione e Ideologia, Garzanti.

La prima poesia religiosa di Ungaretti, in cui la religiosità si esprima  direttamente come problema di Dio, è Dannazione scritta a Mariano il 29 giugno  1916, e quindi una delle prime dell’Allegria: «Chiuso fra cose mortali | anche il  cielo stellato finirà | perché bramo Dio». C’è già il respiro irregistrabile attraverso una lettura puramente acustica del più alto Ungaretti, e forse ciò è dovuto all’altezza iniziale dell’argomento, anche se questo Dio non è quello della Pietà e tanto meno quello di Mio fiume anche tu. Lo stesso giorno (29 giugno) Ungaretti aveva scritto un’altra lirica, Peso, anch’essa spesso citata a documentare la verginità linguistica del primo Ungaretti; l’isolamento e l’alleggerimento del vocabolo (parti di quell’operazione che attraverso l’«immediatezza» non diaristica, e la