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Pasolini - VITA, OPERE E MORTE
Pasolini Biografia Breve - Le Pagine Corsare
martedì 9 dicembre 2025
Pier Paolo Pasolini, Festività e consumismo - Tempo, numero 1, 4 gennaio 1969, pag. 10
"Le pagine corsare "
sabato 5 luglio 2025
Pier Paolo Pasolini, Una disperata vitalità - da Poesia in forma di rosa, 1964
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Una disperata vitalità
(da Poesia in forma di rosa, 1964)
(Stesura, in «cursus» di linguaggio «gergale»
corrente, dell'antefatto: Fiumicino, il vecchio
castello e una prima idea vera della morte.)
Come in un film di Godard: solo
in una macchina che corre per le autostrade
del Neo-capitalismo latino – di ritorno dall’aeroporto –
[là è rimasto Moravia, puro fra le sue valige]
solo, «pilotando la sua Alfa Romeo»
in un sole irriferibile in rime
non elegiache, perché celestiale
il più bel sole dell’anno –
come in un film di Godard:
martedì 17 giugno 2025
Pasolini - UN MIO SOGNO - Libertà, 7 settembre 1946, pag. 3
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Pasolini
UN MIO SOGNO
Libertà
7 settembre 1946
pag. 3
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
Dopo un primo assopimento cieco e frammentario, mi trovai sopra uno di quei piccoli ponti che si vedono, negli estremi sobborghi delle città, sopra qualche torrentello... Parallelo ad esso un cavalcavia rosseggiava contro alcune colline cosparse di case. Davanti ai miei occhi, nella luce semispenta del crepuscolo, si stendevano gli immensi sobborghi di una città; tutto era deserto e silenzioso. Un vento inanimato aleggiava dai campi, ma più che investire il corpo, lo colpiva leggermente, come l’urto furtivo di un gomito che solleciti a osservare qualcosa di raccapricciante. Ma poi continuava ad alitare, trastullandosi qua e là con le foglie e la polvere, distratto, impassibile. Quando, improvvisamente, il colpo di una imposta mi allarmò.
Volsi il capo: ma fra le cento imposte che mi attorniavano dalle fredde facciate degli edifici, mi fu del tutto impossibile individuare quella che aveva battuto. In tutte c’era il medesimo senso di fissa e imperturbabile eternità. Mi tornai a voltare, ed ecco che quella imposta si mise a cigolare di nuovo, come un canto strano, nel silenzio del sobborgo. Allora cominciai ad abbandonarmi ad una sviscerata attenzione per ciò che mi era intorno; non che vi trovassi qualcosa di assurdo e innaturale. Tutto era anzi consueto: la strada asfaltata che s’incupiva nella curva tra le case enormi... il verde di alcuni alberelli intorno al giallo limone di una edicola... prati umidi che si infossavano, più lontano, cosparsi di pietre e di immondizie... Nulla di strano infine; ma c’era quell’assoluto abbandono,
giovedì 5 giugno 2025
Pasolini: Le confessioni di un Poeta (Trascrizione) - Di Fernaldo Di Giammatteo - Produzione: R.T.S.I., Radiotelevisione Svizzera Italiana del 23 febbraio 1967
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pasolini
Le confessioni di un Poeta
(Trascrizione)
F. D.G. - Ha scritto due romanzi, volumi di poesia, ha diretto alcuni film noti in tutto il mondo, è stato esaltato e aggredito con un accanimento incredibile, ma chi sia davvero, nessuno ha mai tentato di scoprirlo. Ha avuto per maestro il teorico e l'uomo d'azione più importante nella storia del comunismo italiano, Antonio Gramsci. A Gramsci ha dedicato nel 1954 un poema che è insieme una confessione e un gesto di rivolta.
P.P.P. -
- Lo scandalo del contraddirmi,
- dell'essere
- con te e contro te; con te nel core,
- in luce, contro te nelle buie viscere;
- del mio paterno stato traditore
- - nel pensiero, in un'ombra di azione -
- mi so ad esso attaccato nel calore
- degli istinti, dell'estetica passione;
- attratto da una vita proletaria
- a te anteriore, è per me religione
- la sua allegria, non la millenaria
- sua lotta: la sua natura, non la sua
- coscienza: è la forza originaria
- dell'uomo, che nell'atto s'è perduta,
- a darle l'ebbrezza della nostalgia,
- una luce poetica: ed altro più
- io non so dirne, che non sia
- giusto ma non sincero, astratto
- amore, non accorante simpatia...
- Come i poveri povero, mi attacco
- come loro a umilianti speranze,
- come loro per vivere mi batto
- ogni giorno. Ma nella desolante
- mia condizione di diseredato,
- io possiedo: ed è il più esaltante
- dei possessi borghesi, lo stato
- più assoluto. Ma come io possiedo la
- storia,
- essa mi possiede; ne sono illuminato:
- ma a che serve la luce?
F.D.G. - Le cenere di Gramsci si intitola questa poesia, la tomba dell'uomo politico, morto al confino durante il fascismo, è al cimitero degli inglesi a Roma, nel quartiere popolare del Testaccio. Qui, sotto un colle di detriti c'è il mattatoio comunale, venuto a Roma dal nord nei primi anni del dopoguerra Pier Paolo Pasolini poeta e romanziere si formò in questa periferia rumorosa, ammucchiata accanto alle rive del Tevere, dove il fiume sta per uscire dalla città, come i poveri povero, imparò qui ad amare i diseredati, la loro allegria naturale e irragionevole, più che la loro lotta e la loro storia. Mucchi di case, mucchi di gente, i diseredati in cinque a dormire in una stanza e quelli che già sono un gradino più su, usciti appena dal buio della miseria, in questa periferia, in queste case prigione, qui Pasolini cominciò allora oscuramente a sentirsi un traditore. Un'altra Roma vede ora Pier Paolo Pasolini, la Roma lustra e solenne del nuovo quartiere dell'euro, dove il fascismo lasciò il segno di una civiltà di cartapesta, è la tipica Roma dei ricchi di oggi, dove il passato incompiuto si impasta con il futuro, la chiesa di San Pietro e Paolo, tonda, goffa e imperiale, nasconde piccoli edifici eleganti, dove non giungono rumori proletari, dove non arriva nemmeno il frastuono del caotico traffico romano, qui vive, appartato, il poeta delle ceneri di Gramsci, vive in una grande casa accogliente, protetto dall'amore di una piccola donna di 60 anni, sua madre.
sabato 31 maggio 2025
Pier Paolo Pasolini, La meglio gioventù - La nuova gioventù ( Poesie friulane) - 1941-75
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
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“In una mattina dell’estate del 1941 io stavo sul poggiolo esterno di legno della casa di mia madre. Il sole dolce e forte del Friuli batteva su tutto quel caro materiale rustico… su quel poggiolo o stavo disegnando (…), oppure scrivendo versi. Quando risuonò la parola ROSADA.
Pasolini - LO SPECCHIO INSISTENTE - Libertà, 8 giugno 1946, pag.3
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pasolini
LO SPECCHIO INSISTENTE
Libertà
8 giugno 1946
pag.3
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
... Pietro udì alcune voci imprecise, e in mezzo a quelle riconobbe qualche parola nitida, così si riscosse. Vide con esattezza com’era vestito e pensò (quasi i suoi pensieri deragliassero, ed egli ne avesse una specie di ironica coscienza) che quelli erano i «suoi» vestiti, e che lo definivano, lo indicavano come l’unico che potesse indossarli; quindi risalì ad un pensiero assillante. La questione dei vestiti fu subito superata per la troppa abitudine a simili sensazioni; egli ne prese coscienza e così la risolse. Restò l’amarezza del pensiero fondamentale ancora una volta dimostratosi inafferrabile, e la convinzione che sarebbe venuto il momento in cui il troppo ripetersi di situazioni simili l’avrebbe reso incapace a rassegnarsi. Prima di uscire si guardò nello specchio (uno specchio alto e rettangolare) gettandosi un’occhiata distratta:
Pasolini, Brividi di gelo - Del costume - La scrittura del poeta - Tempo, 25 ottobre 1969, pag. 27
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Pasolini
Brividi di gelo
Del costume
La scrittura del poeta
Tempo
25 ottobre 1969
pag. 27
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
Brividi di gelo
Leggo sul Messaggero una notizia riportata da Novella Duemila: il ministro Gava si appresterebbe a una riforma radicale della censura italiana. La lettura del titolo di tale notizia mi ha riempito di speranza... sia pure riformistica, sia pure colpevole... Poi la lettura dell'articolo mi ha agghiacciato. La fonte (Il Messaggero) non è decisamente attendibile, se non in questioni di cronaca nera, e l'altra fonte, quella mediante (Novella Duemila), per quanto mettiamo molto più rispettabile dell'Europeo, non si presenta nemmeno essa, per questioni così gravi, come l'ideale. Ma il fatto che il ministro Gava si appresterebbe ad abolire la censura dando il benservito alle sue varie commissioni, e a chiamare al suo posto un unico collegio di censori, a livello della magistratura romana, per dare il beneplacito ai film, fondandosi solamente e formalmente sul Codice, è una cosa che nel suo insieme fa correre brividi gelati per la schiena.
Un'unica commissione romana di magistrati?
Il Codice fascista Rocco?
venerdì 30 maggio 2025
Pasolini, UMANITÀ TIPO 2 - Tempo, 25 ottobre 1969, pag. 27
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Pasolini
UMANITÀ TIPO 2
Tempo
25 ottobre 1969
pag. 27
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
Leggo con straordinario interesse nell’«Express» (6-12 ottobre 1969) un’intervista a Henry Ford (molto fotogenico). L’intervistatore ottempera a tutti i suoi obblighi: l’obbligo a essere distaccato, l’obbligo a essere dotato di humour, l’obbligo, soprattutto, a essere intelligente. Ma se questi obblighi, esercitati su un povero diavolo o su un artista, o comunque su un comune mortale che vive onestamente e prosaicamente i problemi del suo tempo, sono ingiusti e offensivi, esercitati su Henry Ford sembrano avere, per una volta, il tono giusto. Non che io voglia ingloriosamente infierire su Ford: egli è, come spesso succede, un uomo innocente e simpatico (i suoi delitti capitalistici sono involontari,
Pier Paolo Pasolini, Trasumanar e organizzar - 1971, Garzanti.
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Lo devo ammettere: i veri lettori di questo libro sono coloro che gli possono conferire una certa oggettività attraverso un interesse professionale. Ciò, è vero, accade in Italia per tutti i libri di poesia: ma per questo, credo, in modo particolare, perché almeno per la prima metà esso è costituito da "documenti", o privati (a testimoniare una vita) o letterari (a testimoniare una evoluzione linguistica e intellettuale).
Tuttavia, per quanto privo di illusioni, continuo sempre a credere nell'esistenza almeno ideale di un lettore ingenuo, disposto a prendere come fatti obbiettivi e di consumo non ignobile, anche le cose più intime, stravaganti e personali. Così, è a questo lettore che voglio specialmente dire che non dipende da me se Trasumanar e organizzar può già apparire, nell'aprile del 1971, leggermente anacronistico: le involuzioni sociali sono sempre traumatiche e perciò rapide.
E' vero che da quasi un anno ho cessato la collaborazione a un rotocalco perché era impubblicabile una mia osservazione riguardante uomini influenti, i quali si dichiaravano "equidistanti" dai gruppi sovversivi di destra e dai gruppi sovversivi di sinistra: e prevedevo dunque con questo che si sarebbe arrivati all'attuale situazione, in cui si è costretti a ricordare il '19 se non addirittura il '22. La dichiarazione di equidistanza dai due corni estremi è oggettivamente un appoggio al corno destro.
giovedì 29 maggio 2025
Canzoni scritte da Pier Paolo Pasolini
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
"Non vedo perché sia la musica che le parole delle canzonette non dovrebbero essere più belle. Un intervento di un poeta colto e magari raffinato non avrebbe niente di illecito. Anzi, la sua opera sarebbe sollecitabile e raccomandabile. Personalmente non mi è mai capitato di scrivere versi per canzoni: ossia, come alla maggior parte dei miei amici, non mi si è presentata l’occasione. Musicisti e parolieri si sono stretti in un impenetrabile clan, si son ben protetti dalla concorrenza (e si capisce, i diritti d’autore fruttano talvolta milioni). Quanto a me, credo che mi interesserebbe e mi divertirebbe applicare dei versi ad una bella musica, tango o samba che sia.” Così si esprimeva nel 1956 Pasolini intervistato dalla rivista “Avanguardia”, nell’ambito di una inchiesta sul possibile coinvolgimento dei poeti in veste di autori di testi di canzoni, con la prospettiva di migliorarne la qualità culturale.
| @Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare |
Pier Paolo Pasolini, Cosa sono le nuvole - Domenico Modugno, 1967 - Canzoni scritte da Pier Paolo Pasolini
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini
Cosa sono le nuvole
1967 Cosa sono le nuvole
Autori del testo - Pier Paolo Pasolini, Domenico Modugno
Autore della musica - Domenico Modugno
Che io possa esser dannato
Pier Paolo Pasolini, I ragazzi giù nel campo - Daniela Davoli, 1974 - Canzoni scritte da Pier Paolo Pasolini
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini
I ragazzi giù nel campo
1974 I ragazzi giù nel campo
Autori del testo - Pier Paolo Pasolini, Dacia Maraini
Autori della musica - Hadjidakis
Pier Paolo Pasolini, C'è forse vita sulla terra? - Daniela Davoli, 1974 - Canzoni scritte da Pier Paolo Pasolini
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini
C'è forse vita sulla terra?
mercoledì 28 maggio 2025
Pier Paolo Pasolini, Il soldato di Napoleone - Sergio Endrigo, 1962 - Canzoni scritte da Pier Paolo Pasolini
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini
Il soldato di Napoleone
1962 - Il soldato di Napoleone
Autori del testo - Pier Paolo Pasolini, Sergio Endrigo
Autori della musica - Sergio Endrigo
Fu un’idea di Ennio Melis, il direttore artistico della RCA, quella di farmi collaborare con Pier Paolo Pasolini. Anzi lui voleva che Pasolini scrivesse i testi per delle ballate che parlassero del mondo che aveva descritto nei suoi romanzi, i ragazzi di vita, la Roma delle periferie, e che io le musicassi. Così ci incontrammo e io gli parlai di questa idea, ma lui in quel momento stava partendo per l’Africa, doveva fare dei sopralluoghi per un film che doveva girare, non aveva molto tempo e mi disse di guardare tra le sue poesie friulane, in una raccolta che si chiamava “La Meglio Gioventù”, e che prendessi pure quello che volevo. “La Meglio Gioventù” è la storia di una famiglia friulana, la famiglia Colussi, la famiglia della madre di Pasolini, dall’età di Napoleone alla Resistenza. Io presi la prima parte, c’era già la traduzione, mi limitai a togliere qualche sillaba e ad adattarla alla metrica della musica che avevo scritto e così registrai Il Soldato Di Napoleone.
Addio, addio Casarsa vado via per il mondo




















