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sabato 26 settembre 2026

Pasolini, da « La ricotta » a « Il Vangelo secondo Matteo » - di Virgilio Fantuzzi, da "Lo scandalo Pasolini, Bianco e Nero, fascicolo 1/4, gennaio/aprile 1976

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Pasolini
da « La ricotta » a « Il Vangelo secondo Matteo »

di Virgilio Fantuzzi
da "Lo scandalo Pasolini
Bianco e Nero
fascicolo 1/4
gennaio/aprile 1976

[Introduzione della Redazione]
La faglia del sacro e il corpo a corpo con la forma

Rileggere oggi l'intervento di Virgilio Fantuzzi, pubblicato nel fascicolo speciale di Bianco e Nero a ridosso dell'assassinio di Pasolini, significa sottrarre Il Vangelo secondo Matteo sia all'agiografia cattolica sia alla liquidazione moralistica della sinistra ortodossa dell'epoca. Fantuzzi penetra nel laboratorio più doloroso del regista, cogliendo il biennio 1962-1964 non come una parabola di "ritorno all'ovile" o di pacificazione neocattolica, ma come un corpo a corpo disperato tra ragione marxista e irrazionalismo poetico.

Il saggio svela la traiettoria sotterranea che lega il film mancato su un santo eretico (Bestemmia) all'autocaricatura de La ricotta, fino all'approdo al testo di Matteo. Pasolini non cerca il dogma; compie un'operazione di mimesi eretica. Sceglie di guardare l'evento cristiano attraverso gli occhi di un credente ipotetico per liberare una sacralità arcaica e barbarica, usandola come arma contromoderna contro l'imminente omologazione neocapitalista.

Bruno Esposito


Pasolini, da « La ricotta » a « Il Vangelo secondo Matteo »

di Virgilio Fantuzzi («Bianco e Nero», fascicolo 1/4, gennaio/aprile 1976)

Dopo la realizzazione di Mamma Roma Pasolini aveva in mente due progetti cinematografici che non riuscì a condurre a termine; si tratta de Il padre selvaggio, un film ambientato in Africa, in un Paese di recente indipendenza, del quale è stata pubblicata a sceneggiatura, e sul cui contenuto farò qualche cenno più avanti, e di Bestemmia, la storia di un santo eretico del Medioevo, a proposito del quale si conoscono solo pochi dati sui quali vale qui la pena di soffermarsi.
[Per integrare le analisi filologiche precedenti su queste transizioni formali, si veda l'analisi del Cinema di Poesia su Le Pagine Corsare e gli Appunti storici dopo Accattone - Le Pagine Corsare.]

 

Primavera medioevale. Un Santo eretico
(chiamato Bestemmia, dai compari.
Sarà un magnaccia, al solito. Chiedere
al dolente Leonetti consulenza
su prostituzione Medioevo).
Poi visione. La passione popolare
(una infinita carrellata con Maria
che avanza, chiedendo in umbro
del figlio, cantando in umbro l'agonia) ⁵⁸.
Bestemmia
avrebbe dovuto essere una specie di san Francesco, ma completamente reinventato e legato solo da vaghi punti di riferimento al santo di Assisi; avrebbe dovuto comporre un suo cantico delle creature, ma con un linguaggio molto più rozzo di quello di san Francesco ⁵⁹; passato all'eresia, avrebbe dovuto essere giustiziato dai soldati del Papa. Tra i frammenti di questa concezione originaria del film, successivamente rielaborati da Pasolini, si conosce il momento nel quale Bestemmia ha una visione del Crocifisso di impressionante realismo.
Così Bestemmia vide Cristo — e per forza!
Lo vide com'era lui: un corpo [...].
Aveva la sua stessa natura, e, tacendo, parlava con lui.
Era prossimo suo, figlio d'un'altra madre; ancora giovane;
ma cosa diceva il linguaggio della sua Carne?
Che moriva.
Lo dicevano gli occhi rovesciati,
le guance tese e grige di mummia,
i capelli coperti di un sudore denso come pus,
il piccolo torace d'uomo sapiente squarciato
con le labbra della ferita orlate di marciume,
le braccia disperatamente tese,
e tutto il corpo tirato giù dal suo peso
come una vittima nuda sul trogolo,
le gambe bagnate di orina
gocciolata giù come alle bestie,
finò sui piedi, a mescolarsi col sangue,
le feci incollate alle coscie e puzzolenti,
le nuove sopra le vecchie, già secche,
perdate dal povero ano senza più volontà ⁶⁰.

venerdì 16 maggio 2025

Colloquio con Pasolini: Una visione del mondo epico-religiosa: "prima parte" - Bianco e Nero, numero 6, giugno 1964, da pag.12 a pag.41

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Bianco e Nero, numero 6, giugno 1964 

Colloquio con Pasolini
Una visione del mondo epico-religiosa

prima parte

Bianco e Nero
numero 6
giugno 1964
da pag.12 a pag.41
 

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )



Questa conversazione ha avuto luogo, sotto la direzione del dott. Leonardo Fioravanti, in un'aula del Centro Sperimentale di Cinematografia il 9 marzo 1964. Trascriviamo fedelmente, salvo gli inevitabili adattamenti di forma, dalla registrazione su nastro magnetico. Ha redatto il testo Lodoletta Lupo.

Bianco e Nero, numero 6, giugno 1964

La trascrizione sotto, è stata fedelmente ripresa dal  numero 6, del giugno 1964, di Bianco e Nero. ( Già nei Meridiani Mondadori, a cura di Walter Siti - Pasolini per Il cinema ). 




D. (LEONARDO FIORAVANTI)
: Cercheremo, nel corso della conversazione di dilatare i temi della discussione perché dalle molteplici esperienze di Pasolini come autore, scrittore, poeta, cineasta, potremo avere delle illuminazioni più vaste di quelle ché si possono invece trarre da un artista che abbia svolto la sua attività soltanto nel campo della realizzazione cinematografica.

Pasolini con i suoi film ha sollevato molte polemiche; queste polemiche si sono appuntate a volle sul contenuto, a volte sulla struttura drammatica, a volte ancora sulla evoluzione dei personaggi, i quali sono apparsi questo punto i pareri sono stati davvero contrastanti ad alcuni del tutto privi di ogni contenuto morale, ad altri invece ricchi di un anelito morale Che li riscatta da ogni bassezza. Devo anche dire che i film di Pasolini hanno suscitato molte perplessità in certi paesi stranieri, fra cui debbo annoverare anche l'Unione Sovietica. Ricordo infatti che durante il convegno promosso dall'Associazione Italia-URSS a Roma, nell'ottobre del 1963, quando il discorso cadde sulle nuove correnti del cinema italiano (e naturalmente non poteva non essere ricordato Pasolini), il regista Ciuèrai, che nella generazione nuova del cinema sovietico appare come una forza di rinnovamento
e quasi d'avanguardia, espresse un giudizio piuttosto negativo sui di Pasolini ed in particolare su Accattone, affermando che il mondo pasoliniano non lo interessava trattandosi più di una esercitazione intellettualistica che di una realtà vissuta o sentita. Naturalmente non è che noi chiediamo a Pasolini di dirci una parola a questo riguardo, ma l'argomento potrebbe essere forse
motivo di discussione nel corso del nostro incontro.

Colloquio con Pasolini: Una visione del mondo epico-religiosa: "seconda parte" - Bianco e Nero, numero 6, giugno 1964, da pag.12 a pag.41

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Bianco e Nero, numero 6, giugno 1964 

Colloquio con Pasolini
Una visione del mondo epico-religiosa

seconda parte

Bianco e Nero
numero 6
giugno 1964
da pag.12 a pag.41
 

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )






Colloquio con Pasolini
Una visione del mondo epico-religiosa

seconda parte

Bianco e Nero
numero 6
giugno 1964
da pag.12 a pag.41 

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )


Questa conversazione ha avuto luogo, sotto la direzione del dott. Leonardo Fioravanti, in un'aula del Centro Sperimentale di Cinematografia il 9 marzo 1964. Trascriviamo fedelmente, salvo gli inevitabili adattamenti di forma, dalla registrazione su nastro magnetico. Ha redatto il testo Lodoletta Lupo.

Bianco e Nero, numero 6, giugno 1964

La trascrizione sotto, è stata fedelmente ripresa dal  numero 6, del giugno 1964, di Bianco e Nero. ( Già nei Meridiani Mondadori, a cura di Walter Siti - Pasolini per Il cinema ). 


D. (ANTONIETTA FIORITO, 2° anno recitazione): Nei suoi film lei ha usato attori non professionisti, tranne Anna Magnani in Mamma Roma. Ora io vorrei sapere quali sono i motivi che l' banno indotta a scegliere attori non professionisti, quali sono i criteri che lei ha usato nella scelta di questi attori e a quali problemi si è trovato di fronte nel dirigere questi attori. 


R. : Se devo rispondere a voi che vi accingete ad essere dei professionisti, debbo farlo con sincerità. lo ho una specie di idiosincrasia per gli attori professionisti. Non ho però, sia ben chiaro, una prevenzione totale e ciò perché non voglio mai sottoporre la mia attività a delle regole precise, a delle coazioni. Questo mai. Io infatti non soltanto ho usato Anna

Colloquio con Pasolini: Una visione del mondo epico-religiosa: "terza parte" - Bianco e Nero, numero 6, giugno 1964, da pag.12 a pag.41

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Bianco e Nero, numero 6, giugno 1964 

Colloquio con Pasolini
Una visione del mondo epico-religiosa

terza parte

Bianco e Nero
numero 6
giugno 1964
da pag.12 a pag.41
 

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )




Questa conversazione ha avuto luogo, sotto la direzione del dott. Leonardo Fioravanti, in un'aula del Centro Sperimentale di Cinematografia il 9 marzo 1964. Trascriviamo fedelmente, salvo gli inevitabili adattamenti di forma, dalla registrazione su nastro magnetico. Ha redatto il testo Lodoletta Lupo.

Bianco e Nero, numero 6, giugno 1964

La trascrizione sotto, è stata fedelmente ripresa dal  numero 6, del giugno 1964, di Bianco e Nero. ( Già nei Meridiani Mondadori, a cura di Walter Siti - Pasolini per Il cinema ). 

D. (HARTOG): Da quanto lei dice discende forse il suo atteggiamento nei confronti del film La commare  secca, che desidererei conoscere. 

R. Come ho già scherzosamente sostenuto, io credo che mentre la mia idea estetica è un'idea di un mondo frontale, massiccio, romantico, chiaroscurale, a tutto tondo, statuario, invece l'idea di Bertolucci è un'idea più elegante, moderna, cioè un'idea impressionistica poiché i pittori che sono alla radice dell'ispirazione visiva di Bertolucci sono gli impressionisti francesi e il cinema francese anche. A me piace tuttavia La commare secca, ci sono molti punti belli. 

D. (HARTOG): Io non so se la sceneggiatura è totalmente realizzata come lei l'ha scritta. 

R. : La sceneggiatura non l'ho scritta io, io ho scritto soltanto il soggetto. La sceneggiatura l'ha fatta lo stesso Bertolucci con la mia consulenza ed il mio aiuto, in verità se l'è fatta lui ed è stato abbastanza fedele alla sua sceneggiatura. Ma è successo quello che è successo sia con Rossi che con Bolognini. Cioè evidentemente quando si dà un testo ad un autore, anche se non è un grandissimo autore, quello lo trasforma inevitabilmente in cosa sua. lo stesso quando giro un mio film da una mia sceneggiatura avverto poi quel famoso salto di cui si parlava in principio tra la stesura iniziale e la realizzazione cinematografica. 

sabato 1 marzo 2025

Pasolini - "Stare al mondo, in un mondo neocapitalista" - Pasolini la quotidiana eresia, di Fernaldo Di Giammatteo - Lo scandalo Pasolini, Rosso e Nero gennaio/aprile 1976

 "Le pagine corsare " 

dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro







 
Questo volume costituisce un tentativo di raccogliere le idee sul significato che la presenza dello scrittore e dell'autore cinematografico ha avuto nella cultura italiana dell'ultimo ventennio. Un capitolo è dedicato a Salò, opera postuma e << fuori legge >>, condannata a morte violenta: non come s'è detto, << testamento >> ma risultato esemplare di una rigorosa evoluzione ideologico-stilistica. qui ripercorsa per giustificare l'importanza di un cinema spudoratamente << eretico >>
Un altro traccia, sulla scorta delle opere, le coordinate di una singolare ideologia religiosa, figlia e vittima (e negazione) dell'universo borghese. Un terzo esamina (e rivaluta ) il controverso contributo di P. agli studi di semiologia cinematografica. indispensabile non solo per afferrare il senso di una 
ideologia ma anche per valutare la posizione (e i limiti) di una pratica scientifica generale. L'ultimo propone, attraverso la minuziosa analisi dei testi, una coerente chiave di lettura di alcuni racconti pasoliniani (e, per non indebita estensione, dell'intera Opera letteraria). I quattro capitoli sono preceduti da una antologia ragionata degli • interventi pubblici di P... scelti fra le occasioni in cui la << presenza >> che qui stiamo esaminando si manifestò più scandalosa. immediata e indifesa: un modo semplice. e forse giusto, per introdurre il discorso sul poeta assassinato. 

Pasolini - "Stare al mondo, in un mondo neocapitalista"

FERNALDO Dl GIAMMATTEO 
PASOLINI LA QUOTIDIANA ERESIA

 Lo scandalo Pasolini

Rosso e Nero

gennaio/aprile 1976

( © Trascrizione da cartaceo, curata da Bruno Esposito ).

Sommario:

Stare al mondo, in un mondo neocapitalista





Frammenti sparsi di una biografia, di una cultura e di una ideologia: interviste, dichiarazioni, invettive e polemiche .
C'è ancora molto Pasolini disperso in giornali, rivista, bollettini opuscoli, archivi radiofonici e televisivi, Bisognerà raccoglierlo, ordinarlo. Ci vorrà tempo. Non si sa che cosa ne verrà fuori. Si può provare ad anticipare il futuro. con una prima schematica ricognizione. 
Intanto, supponiamo che quella enorme massa di interventi non classificati (cioè, non raccolti nei tre volumi di saggistica curati dall'autore: << Passione e ideologia >>, 1960;  << Empirismo eretico >>, 
1972; << Scritti corsari >>, 1975 ) poco aggiunga al già noto: qualche particolare marginale, qualche osservazione minore, qualche spunto per approfondire temi già studiati. Si tratterà, allora, di vedere il << colore >> di questo poco, di capire se il << colore >> conta qualcosa. 

Pasolini, Duemila anni di « Imitatio Christi per rinnegare il Cristo - Pasolini la quotidiana eresia, di Ferdinando Di Giammatteo - Lo scandalo Pasolini, Rosso e Nero gennaio/aprile 1976

"Le pagine corsare " 

dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pasolini, Duemila anni di « Imitatio Christi per rinnegare il Cristo

Pasolini la quotidiana eresia

di Ferdinando Di Giammatteo

Lo scandalo Pasolini

Rosso e Nero

gennaio/aprile 1976

( © Trascrizione da cartaceo, curata da Bruno Esposito ).


 Sommario:



Duemila anni di « Imitatio Christi per rinnegare il Cristo




Le motivazioni psicologiche della religiosità pasoliniana non hanno bisogno di essere ricordate. Né servirebbe analizzare il conflitto fra questa religiosità e la istituzione ecclesiale: si uscirebbe dai confini del discorso e si finirebbe sul terreno altrui (cfr., appunto, il saggio di V. Fantuzzi). Qui, invece, sul piano della immediatezza 
e delle quotidiane reazioni dell'eretico, si può tentare una breve ricognizione di quelle insofferenze a livello minimo, di quegli impulsi profondi e. di quelle brutalità che hanno sempre caratterizzato il rapporto di Pasolini con la Chiesa cattolica. Vi troveremo una maggiore sincerità, un più aperto impegno polemico? Anche. Ma vi troveremo soprattutto quegli aspetti che più intensamente rivelano il dolore dell'intellettuale. la sofferenza << umana >> della eresia che insegue vanamente il dogma, che vuole trasformarsi in dogma. L'accusa di tradimento rivolta con sistematica ostinazione alla Chiesa cattolica, ne uscirà certamente, se non più chiara, più netta e disperata. Un frammento privato introduce 
nel modo giusto il tema: 

Pier Paolo Pasolini, "Questioni tecniche, questioni critiche (e dei critici)" - Pasolini la quotidiana eresia, di Ferdinando Di Giammatteo - Lo scandalo Pasolini, Rosso e Nero gennaio/aprile 1976

"Le pagine corsare " 

dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pasolini Questioni tecniche, questioni critiche (e dei critici) 

Pasolini la quotidiana eresia, di Ferdinando Di Giammatteo

Lo scandalo Pasolini

Rosso e Nero 

gennaio/aprile 1976

( © Trascrizione da cartaceo, curata da Bruno Esposito )


Sommario:




Questioni tecniche, questioni critiche (e dei critici) 


Non ricordo il primo film che vidi perchè ero troppo giovane. Ma ricordo il primo contatto con il cinema. Avevo cinque anni. Contatto, diciamo. fatidico, con una sfaccettatura sicuramente erotico-sessuale, Ricordo che guardavo il manifesto di un film; si vedeva una tigre che sbranava un uomo. Naturalmente, la tigre stava sopra l'uomo, ma per qualche misteriosa ragione, mi sembrò, nella mia immaginazione infantile, che la tigre avesse per metà inghiottito l'uomo e che l'altra metà spuntasse ancora dalla sue fauci. Mi venne una voglia terribile di vedere il film. Ovviamente i miei genitori non mi ci portarono, e ancora oggi ne provo un forte dispiacere. Ecco. questa immagine della tigre che mangia l'uomo — immagine masochistica e, forse, cannibalica — è la prima cosa che mi è rimasta impressa, anche se naturalmente vidi altri film a quell'epoca, ma non me li ricordo. 

Quando avevo sette-otto anni, e noi abitavamo a Sacile. andavo al cinema parrocchiale. Ricordo frammenti di qualche film muto, e ricordo anche il passaggio al cinema sonoro. II primo film sonoro che vidi era un film di guerra. 

Questa è la mia preistoria cinematografica. Più tardi, a Bologna, mi iscrissi a un circolo del cinema e vidi alcuni classici: tutto René Clair, i primi Renoir, qualche Chaplin, ecc. Li cominciò il mio grande amore per il cinema. Ricordo che partecipai a una selezione locale per i "littoriali" e che scrissi un dramma dannunziano, barbarico e sensuale. La guerra, poi, bloccò tutto. Dopo la guerra venne il neorealismo. Ricordo in particolare che andai apposta da Casarsa a Udine per vedere Ladri di biciclette. Ricordo soprattutto Roma città aperta, che vidi in Friuli: fu un autentico trauma, lo ricordo ancora con emozione. 

Pasolini on Pasolini 1969 

Pier Paolo Pasolini, "La solitudine dell'intellettuale e la cieca violenza dei forti" - Pasolini la quotidiana eresia, di Ferdinando Di Giammatteo Lo scandalo Pasolini Rosso e Nero gennaio/aprile 1976

"Le pagine corsare " 

dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



La solitudine dell'intellettuale e la cieca violenza dei forti 

Pasolini la quotidiana eresia, di Ferdinando Di Giammatteo

Lo scandalo Pasolini

Rosso e Nero 

gennaio/aprile 1976

( © Trascrizione da cartaceo, curata da Bruno Esposito )


Sommario:




La solitudine dell'intellettuale e la cieca violenza dei forti

Gli ultimi tre anni della polemica pasoliniana contro il << mostruoso >> edonismo consumistico si trovano documentati, con puntigliosa cura, negli << Scritti corsari >>. La collaborazione al << Corriere della Sera >> , tribuna autorevole, dà nuovo vigore a quell'ansia profetica che aveva percorso tutta la carriera pubblica del poeta. 

Lo scontro frontale con le istituzioni (quelle civili in primo piano, la Chiesa relegata sullo sfondo) lo impegna in un'opera tormentata e affannosa di testimonianza. I colpi subiti accrescono la violenza della polemica: Pasolini li cerca con ostinazione. in una sfida che sempre più appare come una autopunizione (l'<<eautontimorùrienos >> non era stato citato a caso, nella vecchia intervista annunciante l'inizio di quell'attività pubblica per eccellenza che è la creazione cinematografica). La sofferenza è ormai un bisogno insopprimibile. Una volta la sapeva giudicare e, nel giudizio, razionalizzarla: 

Dovrei avere la forza di non parlare delle mie sofferenze: è stato rimproverato anche alle mie ultime poesie de La religione del mio tempo di essere troppo lagnose. Fare un rimprovero simile mi pare un pò disumano: ma io tuttavia non posso non prenderlo in considerazione.

Vie Nuove agosto 1962 

domenica 5 febbraio 2023

Pier Paolo Pasolini: La «Gag» in Chaplin come metafora dell'azione come linguaggio - «Bianco e Nero», fascicolo 3/4, marzo-aprile 1971.

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



 Pier Paolo Pasolini
La «Gag» in Chaplin come metafora dell'azione come linguaggio

Bianco e Nero

fascicolo 3/4, marzo-aprile 1971

da pag. 36 a pag. 40

( Dal 1972, in Empirismo Eretico )


   La «gag» è generalmente un processo stilistico che vuole rendere automatica l’azione: un po’ come la maschera del teatro dell’arte vuole rendere automatico il personaggio.

   La «gag» e la «maschera» si muovono tra due poli (tra due usi diametralmente opposti); da una parte possono raggiungere il massimo dell’automatismo trasformando l’azione e il personaggio in un’astrazione che conta come elemento di una rappresentazione non-naturale; dall’altra parte, attraverso la sintesi che esse operano, necessariamente, direi tecnicamente, esse rendono essenziale l’umanità di un’azione o di un personaggio, presentandoli in un loro momento fulmineo e ispirato, che ne dà la realtà al suo culmine (e il contesto è dunque, sia pure senza alcuna punta naturalistica, realistico).

   Generalmente le «gags» sono disseminate nei films, interrompendo un diverso tipo di tecnica narrativa. Solo i films comici muti sono costituiti soltanto di gags. Essi sono dunque un fenomeno tecnico e stilistico a sé. Il cinema di Chaplin non assomiglia ad alcun altro cinema: è un altro universo.

martedì 11 maggio 2021

Interrogativi di Pier Paolo Pasolini - Bianco e Nero, fascicolo 9/12, 1974

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro




Interrogativi di Pier Paolo Pasolini 

Bianco e Nero
mensile di studio su cinema e spettacolo
fascicolo 9/12, 1974
pag. 157 - 160
Convegno su: « cinema, industria e cultura »


Ogni opera, è ambigua. Ma io dico non in difesa della sua unità; bensì in polemica con la sua unità. Ogni unità è infatti idealistica. (Noi ci poniamo evidentemente, anzitutto, su un terreno culturale materialista). L'ambiguità dell'arte non è dunque, malgrado le apparenze, un dato negativo in quanto irrazionalistico, e quindi decadentistico e borghese. L'ambiguità dell'arte è un dato positivo, in quanto presuppone nell'opera due momenti diversi, che la lacerano, e ne