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venerdì 30 gennaio 2026

Il Decamerone inglese di Pasolini - La Stampa, 25 novembre 1971, pag. 7

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Il Decamerone inglese di Pasolini

La Stampa

25 novembre 1971

pag. 7  

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )


A questo link, trovi tutte le interviste: Interviste a Pasolini - Le pagine Corsare 


II regista gira un film da "I racconti di Canterbury,, Il Decamerone inglese di Pasolini  (Nostro servizio particolare I Londra, 22 novembre. Pasolini giudica Chaucer un borghese. Lo scrittore italiano sta girando in Inghilterra le Canterbury Tales. «Chaucer — ha dichiarato il regista al nuovo settimanale socialista " 7 Days " — non appartiene al popolo, anche se trae le sue storie dal popolo. Egli era già un borghese. Egli guarda verso la rivoluzione protestante e persino alla rivoluzione liberale, almeno nella misura' in cui le due cose erano combinate in Cromwell ». 

Pasolini ha confessato di essere « disincantato », deluso dalla vita. Il regista ha detto, parlando di se stesso:

 « Sento la perdita del mondo del passato. Sono un uomo deluso. Sono sempre stato in lotta con la società. Mi sono battuto contro di essa e da essa sono stato perseguitato, ma mi ha anche dato una misura di successo. Ora, non mi piace più. Non mi piace il suo modo di vivere, la qualità della sua vita. E per ciò, rimpiango il passato. Alla mia età, suppongo, è quasi convenzionale ». 

sabato 3 gennaio 2026

Intervista a Pasolini il regista dissidente tra la mamma e la Callas - La Stampa, 31 agosto 1969, pag. 7

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Pasolini il regista dissidente tra la mamma e la Callas 
L'autore presenta la pellicola nell'isola dove ha girato «Medea» 

La Stampa

31 agosto 1969

pag. 7

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )

(Dal nostro inviato speciale) 

Grado, 30 agosto. 

E' toccato a Grado, isola « borghese » e sotto certi aspetti legata ancora a una tradizione absburgica, il ruolo di contraltare alla Mostra di Venezia, la più celebrata della cinematografia europea. Qui, forse, sono nati i germi di una scissione che potrebbe ripetersi in avvenire. 

Pier Paolo Pasolini ha dunque presentato il suo Porcile a Grado, un'isola che sta diventando un po' il suo feudo artistico e « studio » in Adriatico per la realizzazione e la presentazione delle sue opere. Infatti, mentre si presenta Porcile, si tiene un occhio su Medea, buona parte della quale e stata realizzata qui, fra le isole di questa laguna una delle quali, chiamata il « Safon » appartiene allo stesso Pasolini, donatogli dalla municipalità locale. « Complice » simpaticissimo in questo originale programma, il pittore e professore d'arte Giuseppe Zigaina. 

Pasolini voleva completamente snobbare Venezia: lo prova il fatto che ha fatto assistere all'odierna presentazione di Porcile anche Maria Callas, personaggio che «fa notizia » in qualsiasi parte del mondo si trovi. Infatti, «la brava Maria », come la chiama il regista, è giunta ieri sera all'aeroporto di Ronchi da Parigi per dare a questa « prima assoluta » un rilievo ancor più notevole. Si è presentata a fianco di Pasolini, il suo primo regista cinematografico, in un completo azzurro, capelli a coda di cavallo trattenuti da un fiocco blu scuro. Era sorridente e serena, non sembrava più la donna nervosa e irritabile vista durante la più recente lavorazione di « Medea ». 

C'era una folla di giornalisti arrivati da Venezia su un pullman zeppo o con autovetture personali. Tutti in morbosa attesa per questa misteriosa pellicola. Finalmente buio in sala e Porcile si è svelato agli occhi attentissimi degli spettatori. 

Al termine della proiezione Pasolini ha parlato lungamente della sua « creatura ». 

« Nel film — ha detto il regista — ci sono i porci veri e quelli metafisici. I più. simpatici sono i primi, ma tutti finiscono per divorare, come fa la società moderna, sia colui che obbedisce sia colui che disobbedisce e combatte inutilmente ». 

« Porcile — ha detto ancora Pasolini — vuole essere una protesta contro la cultura di massa, per cui un autore impegnato deve creare prodotti più difficili da consumare ». 

Nessun cenno, invece, a un tentativo di contestazione avvenuto prima della proiezione. Il « Fronte d'azione studentesca» del centro provinciale di « Ordine Nuovo » di Udine, come si firmano gli autori del messaggio, aveva, fatto distribuire alcuni fogli ciclostilati contenenti una serie di critiche e anche qualche insulto al regista. Dopo tante polemiche è venuta una simpatica colazione con Pasolini, la Callas e Ninetto Davoli, uno degli interpreti del film, offerta in un ristorante del luogo. Molto euforica mamma Pasolini, soddisfatta della luminosa giornata del figlio. Maria Callas ha detto di Porcile: 

«E' l'espressione più poetica di un periodo di violenza che la cinematografia mondiale abbia mai fornito». 

Italo Soncìnì


Curatore, Bruno Esposito

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venerdì 2 gennaio 2026

Pasolini intervistato da Gigi Ghirotti: andrà al Festival pur di non ottenere premi - La Stampa, 15 agosto 1968, pag 7

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Pasolini andrà al Festival pur di non ottenere premi

La Stampa

15 agosto 1968

pag 7

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )


La difficile preparazione della Mostra di Venezia Pasolini andrà al Festival pur di non ottenere premi Ha accettato di presentare il suo film « Teorema » dichiarando in partenza che non ritirerà un eventuale riconoscimento - La stessa posizione è condivisa da Liliana Cavani, autrice di «Galileo», e Bernardo Bertolucci, presente con «Partner» - Pier Paolo Pasolini polemizza con i nemici della rassegna e attacca il terrorismo ideologico dei « fascisti di sinistra » 

(Dal nostro inviato speciale) 

Venezia, 14 agosto. 

Il Leone d'oro, premio della Mostra cinematografica di Venezia al miglior film della rassegna, quest'anno corre un rischio che gli anni passati non corse: il rischio di essere lasciato lì, a ruggire davanti la poltrona di Luigi Chiarini, direttore del Festival. Una lunga giornata di discussioni tra Chiarini e alcuni tra i possibili candidati al premio (Pasolini, per Teorema, Liliana Cavani per Galileo, Bertolucci per Partner) avrebbe maturato questa conclusione. 

I registi dì cui si discorre appartengono all'Anac, la associazione degli autori cinematografici che ufficialmente si è schierata contro il festival veneziano. Luigi Chiarini, nel difendere le sue posizioni, ha cercato di convincere l tre autori ad accettare senza storie la regola del gioco. Ma è riuscito a piegare soltanto a metà i suoi interlocutori. Infine hanno trovato l'accordo: ciascuno faccia la sua parte, il festival assegni pure il suo Leon d'oro, le sue coppe e i suoi bucintori. Se questi premi toccheranno a qualcuno dei contestatori, pazienza: essi non diranno di no, ma lasceranno la coppa, il leone e ogni altra suppellettile decorativa nelle mani di chi gliela vorrebbe assegnare. Soluzione di compromesso, dunque. Si contesta, sì, ma con giudizio. 

Domando a Pier Paolo Pasolini, che incontro al Lido nell'atrio dell'Excelsior, perché mai l'anno scorso egli fosse pronto a ricevere il Leone d'oro e oggi è pronto invece a lasciarlo perdere. Quel che l'anno scorso andava bene, quest'anno non va più? 

« Questo festival dovrebbe essere la prefigurazione di quello che il festival dovrà essere nel prossimo futuro, cioè un libero incontro di artisti del cinema, senza lo sfondo competitivo che ha avuto finora. Di nuovo quest'anno c'è stata la protesta dei giovani: per merito degli studenti certe posizioni sono venute a maturazione. Noi stiamo passando dalla democrazia formale alla democrazia sostanziale, e ciò non avviene senza scossoni ». 

lunedì 6 ottobre 2025

Pasolini ricomincia - Lorenzo Mondo intervista Pier Paolo Pasolini - "La Stampa", 10 gennaio 1975 - numero 8, pagina 3

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Pasolini ricomincia
Lorenzo Mondo intervista Pier Paolo Pasolini

"La Stampa"

10 gennaio 1975

numero 8

pagina 3

( © Questa trascrizione da cartaceo è stata curata da Bruno Esposito )


Pier Paolo Pasolini ha appena rivisto il suo primo film, Accattone, in una sala torinese stipata di gente. Spiega che l'effetto è stato, per lui, traumatizzante, come davanti a un film dimezzato. In Accattone, che è del 1961, risulta oggi appannato lo stile comico a vantaggio di quello tragico: perchè il dialetto romanesco in cui si esprimono i personaggi, la sua inventività, non esistono più. sono scomparsi insieme con il sottoproletariato delle borgate. Era un mondo degradato e atroce, ma conservava un suo codice di vita e di lingua al quale nulla si è sostituito. Oggi i ragazzi delle borgate vanno in moto e guardano la televisione, ma non sanno più parlare, sogghignano appena. E' il problema di tutto il mondo contadino, almeno nel Centro-Sud. Sicché nel film, quello che a suo tempo apparve come denuncia si muta ora in interrogativo storico. 

martedì 8 aprile 2025

Una femminista (Dacia Maraini) contro Pasolini in difesa dell'aborto - La Stampa, sabato 25 gennaio 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Una femminista (Dacia Maraini )contro Pasolini In difesa dell'aborto 

La Stampa

sabato 25 gennaio 1975

pag. 1 e 2

( © Questa trascrizione da cartaceo,è stata curata da Bruno Esposito )


IN DIFESA DELL'ABORTO  

La scrittrice Dacia Maraini risponde a Pier Paolo Pasolini, che in un articolo si è detto 

« contrario alla legalizzazione dell'aborto, perchè la considero, come molti, una legalizzazione dell'omicidio ».

 

Caro Pier Paolo, il tuo articolo contro l'aborto parte secondo me da un presupposto sbagliato. Cioè tu pretendi che le femministe e i radicali e in genere i laici progressisti siano favorevoli all'aborto e la Chiesa, lo Stato e i partiti conservatori siano contro. 

Ma questo non è affatto vero. Anzi, è esattamente il contrario. Infatti sono proprio Io Stato, la Chiesa e i partiti conservatori a volere l'aborto così com'è ora, con i suoi pericoli, la sua speculazione, i sensi di colpa che comporta. 

Se lo Stato e le classi dirigenti pensassero che la legge contro l'aborto è buona, l'applicherebbero. In realtà la legge non viene mai applicata (su tre milioni di aborti l'anno solo alcune centinaia vengono perseguiti). Questo significa che i gruppi dirigenti e Io Stato non hanno nessuna voglia di applicare la legge. E quando non si vuole applicare una legge vuol dite che si incoraggia a trasgredirla. 

venerdì 17 novembre 2023

Le confusioni di Pasolini & C - Carlo Casalegno, La Stampa 23/10/1974 - numero 238, pagina 9

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Le confusioni di Pasolini & C.

Carlo Casalegno

La Stampa 23/10/1974

numero 238

pagina 9

Pasolini, Moravia e Palmella sono stati invitati da Panorama, insieme con Parise e Riccardo Lombardi, a prendere visione del film Fascista, documentario costruito con gli originali d'epoca dell'istituto Luce, e poi discuterne. Il testo della tavola rotonda, pubblicato dal settimanale, è una lettura istruttiva: dimostra, almeno per qualche inviato che il lamento sulla trahison des clercs non ha perduto d'attualità.

 Gli intellettuali possono « tradire » in due modi: chiudendo gli occhi alla realtà, rinnegando per calcolo le proprie convinzioni, isolandosi per ignavia nella torre d'avorio; oppure giocando con le idee ed i fatti per faziosità, snobismo, ricerca del successo, paura di lasciarsi distanziare dall'ultima moda. Negli Anni Trenta, al tempo della marea fascista, prevaleva il primo tipo di tradimento; oggi, almeno in Italia, il secondo. Ma il cambio di maschera non ci sembra di grande vantaggio, se è dovere dell'intellettuale rispettare la verità e la ragione. I buoni scrittoli possono diventare, giocando con i principi e le parole, dei pessimi maestri.. 

mercoledì 5 luglio 2023

Pasolini, Ai Studens Grecs Ta Un Flat - Agli studenti greci, in un fiato - La Stampa, 16 dicembre 1973

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pasolini
Ai Studens Grecs Ta Un Flat
Agli studenti greci, in un fiato



La Stampa

16 dicembre 1973


Recuardàisi, zòvins vifs (i no parli
a chej muàrs) ch’al è zòvin encia
il timp, par vualtris. Cà a vi vuàrdin
coma vecius chej ch’a àn la vustra cosiensa

insièmit cu la vustra etàt. Un dì,
che par chis’cius vustris fradis al è vuei,
i savarèis encia vu che il pèsul nemìc
ch’al vi firìs e al vi copa, al è miej

di chej ch’a comandin in chistu gris
dì da l’avignì. I Fassis’c a no tocin
l’anima. Jo i sai che tal me paìs
par vinc’ àins a àn provàt: ma bocis

e òmis a son restàs chej di duciu i sècui.
Copàju, metèju in preson, coma
ch’a fan lòur. A son pucs. Si secin
e a tornin a cressi coma la grama.

Il pòpul al era il furmìnt ch’a no’l mòur.
Adès al scumìnsia a murì. Qualchidùn
a à tociàt la so anima. Bocis e òmis
a vivin, brus e tris’c, coma ta un siùn.

A son coma màs, a no cognossin pietàt,
a zirin blancs di musa coma rinegàs,
par chel puc di richessa e libertàt
che forsi àn vulùt, ma no si son vuadagnàs.

A ghi l’àn data, e no par bon còur,
i vecius Antifassis’c ch’a son i vèir Fassis’c... 

( 1 - sotto la traduzione di questa prima parte )

giovedì 15 giugno 2023

CON IL NUOVO FILM TRATTO DA CHAUCER Pasolini ci svelerà il mondo delle allegre comari inglesi - STAMPA SERA Giovedì 13 - Venerdì 14 Gennaio 1972

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



 CON IL NUOVO FILM TRATTO DA CHAUCER 
Pasolini ci svelerà il mondo delle allegre comari inglesi 

Diavoli, carnefici e penitenti in una scena fantastica del film «I racconti di Canterbury» 

STAMPA SERA 

Giovedì 13 - Venerdì 14 Gennaio 

1972

nostro servizio Roma, 

giovedì sera. 

Pier Paolo Pasolini è sempre in prima fila. Dopo il successo incontrato dal Decameron (e mentre si stanno producendo in Italia altri quattro o cinque film, del filone boccaccesco, un filone che si annuncia più prolifico del western all'italiana) Pasolini ha riscoperto Geoffrey Chaucer, il grande poeta inglese contemporaneo del Boccaccio, più volte accusato dai critici letterari di aver plagiato qua e là il narratore italiano. The Tales of Canterbury («I racconti di Canterbury»), comunemente indicati come il Decameron inglese, forniscono al regista italiano una materia altrettanto gustosa: beffe, allegre comari, mariti traditi, monaci libertini e monache vogliose. 

martedì 13 giugno 2023

Per il «Decamerone» di Pasolini, 80 denunce - LA STAMPA Anno 106 - Numero 34 - Venerdì 11 Febbraio 1972

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Liliana Madeo 
Per il «Decamerone» di Pasolini, 80 denunce.

LA STAMPA Anno 106

Numero 34

Venerdì 11 Febbraio 1972 

Tanti "moralizzatori,, fra il pubblico del cinema.  

L'opera di Pasolini ha ottenuto il record degli incassi e quello delle proteste - Gli italiani che si scandalizzano per i film sono gli spettatori più zelanti: le lettere alla Procura partono il giorno della « prima ». 

(Nostro servizio particolare) 

Roma. 10 febbraio 1972. 



Record degli incassi e delle frequenze, il Decameron di Pasolini detiene fino ad oggi anche il record delle sdegnate proteste. Oltre ottanta sono le denunce sporte contro questo film. Sono ancora in corso un paio di procedimenti giudiziari, che la Procura competente a giudicare — quella di Trento, dove il film era uscito il 25 agosto — aveva già archiviato: a Sulmona si sta preparando un'istruttoria formale e da Ancona sono stati inviati gli atti alla Corte di Cassazione dopo una movimentata altalena di sequestri e dissequestri. In queste denunce c'è un campionario di un possibile «Esercito della salvezza» nostrano. Sono denunce dettate a voce al più vicino commissariato, o consegnate a mano, o inviate per posta. Alcuni usano carta da bollo, altri semplici fogli bianchi o la carta intestata che li qualifica. C'è un medico-chirurgo di Venezia, il comitato romano del fronte monarchico giovanile, il comitato nazionale per la pubblica moralità di Napoli, l'ispettore generale del Corpo forestale di Ancona, ben due suore missionarie del S. Cuore di Milano. 

venerdì 9 giugno 2023

Le rivoluzioni di Pasolini - Di Enzo Siciliano, 5 Marzo 1971

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



"...io vorrei soltanto vivere . pur essendo poeta - perché la vita si esprime anche solo con se stessa. - Vorrei esprimermi con gli esempi. - Gettare il mio corpo nella lotta. - Ma se le azioni della vita sono espressive, - anche l'espressione è azione...". 

Le rivoluzioni di Pasolini - Di Enzo Siciliano

LA STAMPA
Venerdì 5 Marzo 1971
Anno 105
Numero 54

(Trascrizione curata da Bruno Esposito)

In una intervista concessa venerdì scorso al supplemento letterario de Le Monde, Pier Paolo Pasolini, parlando del suo volume di versi, Trasumanar e organizzar, di prossima pubblicazione, ha detto fra l'altro:

« Non posso più credere alla rivoluzione, ma non posso non stare dalla parte dei giovani che si battono per essa. E' già un'illusione scrivere poesia, eppure continuo a scriverne, pure se la poesia non è più per me quel meraviglioso mito classico che ha esaltato la mia adolescenza... Non credo più nella dialettica e nella contraddizione, ma alle pure opposizioni... Tuttavia sono sempre più affascinato da quell'alleanza esemplare che si compie nei grandi santi, come san Paolo, tra vita attiva e vita contemplativa ».

domenica 20 novembre 2022

Pier Paolo Pasolini: Ho vinto il premio di poesia ma non ho i soldi per il treno - Due lettere inedite - La Stampa, sabato 25 settembre 1982

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Pier Paolo Pasolini
Ho vinto il premio di poesia ma non ho i soldi per il treno


Due lettere inedite

La Stampa
sabato 25 settembre 1982

A Susanna Pasolini
Colleverde – Montecassiano

Roma

28 agosto 1950

Carissima mammetta,

eccoti una bella notizia. Sabato ho ricevuto questo telegramma:

 «Sua poesia Testament Coran ha vinto giuria unanime secondo premio lire cinquantamila concorso nazionale Cattolica. Gradiremmo se possibile sua presenza domenica pomeriggio. Congratulazioni».

Sei contenta? Io ho goduto soprattutto per te, e per le benefiche influenze sul babbo (almeno temporanee). È un bel successo poi, perché, se il vincitore era preordinato, io ho vinto il secondo posto per puro merito come dice l’unanimità della giuria.

lunedì 7 novembre 2022

Pasolini ha copiato Giotto per il Giudizio Universale - La Stampa, 7 novembre 1970.

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Il regista conclude il "Decamerone,, 

Pasolini ha copiato Giotto per il Giudizio Universale 

Manichini impiccati, diavoli pelosi, beati e gerarchie: tutto «alla napoletana» 

La Stampa, 7 novembre 1970.

Pag. 7

(Trascrizione dal cartaceo curata da Bruno Esposito)

(Nostro servizio particolare) 

Roma, 6 novembre. 

(l.m.)  All'ultimo giro di manovella del Decamerone di Pier Paolo Pasolini l'operatore Tonino Delli Colli e tutti i tecnici della troupe hanno un'aria stravolta, sfiniti come sono dalle sei settimane di riprese in esterni fra Napoli, Caserta, Ravello, Amalfi, Bolzano, Viterbo, Roma e persino lo Yemen. Il regista conserva la consueta calma e gentilezza. Si gira, oggi, all'aperto; è stato ricostruito un Giudizio Universale sulla base di quello, famosissimo, di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova, con manichini a grandezza naturale impiccati ed appesi ad uncini di ferro, diavoli pelosi, beati paludati in ampi manti, gerarchie celesti disposte in scala ed un enorme manichino raffigurante una Madonna severa, che sostituisce Dio padre.

 « E' un giudizio universale alla napoletana — spiega Pasolini — perché le novelle di Boccaccio che ho portato sullo schermo sono state calate nell'ambiente napoletano, napoletano è il linguaggio usato per quasi tutto il film, e a Napoli — si sa — si invoca sempre la Madonna, non Dio ». 

Il viso più scavato del solito, l'occhio inquieto e febbrile, Pasolini definisce questo suo Decamerone 

« il più lieto e solare fra ì film prima fatti », 

ricollegandolo per il lato realistico ad Accattone e Mamma Roma, per la vena onirica e surreale a Uccellacci e uccellini. Teorema, La ricotta. 

La fatica sembra che non pesi su di lui. Parla già del prossimo film che girerà, una vita di San Paolo riportata fra i grattacieli di New York e i boulevards di Parigi, mettendo l'accento sul momento in cui nasce la Chiesa come organismo burocratico e potenza temporale, 

« e San Paolo quindi fallisce al suo compito di organizzatore». 

Il regista annunzia anche la prossima pubblicazione di un suo volume di versi, per lo più inediti. 

« Sono stato fermo due anni — egli ha detto —. Ho scritto solo "versi su commissione" o versi molto brutti. Poi sono tornato a cercare questo mezzo di espressione, ma il perché non saprei spiegarlo. Anche alla stesura di alcune tragedie sto lavorando alacremente. Tre sono terminate. Altre tre sono ancora incomplete ». 

Queste forme di cinema collettivo che si stanno tentando — gli chiediamo — crede che abbiano una validità? Pensa di dargli il suo contributo? 

« Io sono in un certo senso all'antica — risponde —. Per me la paternità di un'opera spetta solo al suo creatore. A meno che non si tratti di documenti, testimonianze, interpretazioni storiche. In questo caso il lavoro di équipe è utile e positivo. Ad un filmato di questo tipo sto già lavorando da tempo con un gruppo di giovani di "Potere Operaio". Intendiamo raccontare, interpretandolo e giudicandolo con partecipazione e passione civili, questo ultimo anno della storia italiana. C'è il problema della diffusione. Di far arrivare cioè il prodotto ad un pubblico il più vasto possibile. Ebbene: noi gireremo per le città, le università, ovunque sarà possibile allestire proiezioni di questo filmato. Se ci saranno dall'alto divieti ed opposizioni, noi li affronteremo, direttamente ».


@Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare


Curatore, Bruno Esposito

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lunedì 31 ottobre 2022

Quell’intervista con Pasolini era gravida di morte - Furio Colombo, La Stampa 31 ottobre 2015

"Le pagine corsare " 
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Eretico e Corsaro



Quell’intervista con Pasolini era gravida di morte 
 

Furio Colombo

La Stampa, 31 ottobre 2015


      Furio Colombo ricorda lo storico colloquio avvenuto con Pasolini il pomeriggio precedente di poco la notte dell’omicidio: “Siamo stati a parlare ore, con lunghe pause, asciutta severità. E timore”. Fu un’intervista che assume un inquietante valore documentale, anche alla luce del titolo che fu scelto dallo stesso Pasolini: Siamo tutti in pericolo. 

martedì 28 giugno 2022

San Paolo in doppiopetto grigio sulla via di Pasolini - Stampa Sera, mercoledi 7 e giovedi 8 gennaio 1970

"Le pagine corsare " 
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Eretico e Corsaro




San Paolo in doppiopetto grigio sulla via di Pasolini  

Stampa Sera
mercoledi 7 e giovedi 8 gennaio 1970
Adele Galloni
(Trascrizione curata da B. Esposito)

Un San Paolo in doppiopetto grigio, capelli  « beat ». il viso emaciato e intelligente di Terzìeff. ecco il protagonista del prossimo film di Pasolini. 

« Per ora ho scelto solo lui, gli altri attori 1: troverò girando, come Santo Stefano, d: cui simboleggerò il martirio facendolo fucilare a Parigi dai nazisti, perché il mio film sarà moderno, attualissimo ». 

La sceneggiatura de « Le lettere di S. Paolo » da cui Pasolini trarrà questo film, e pronta da tempo. 

venerdì 25 febbraio 2022

Pier Paolo Pasolini, "Ora posso lavorare tranquillo" - La Stampa, 24 novembre 1968

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Eretico e Corsaro


Lo scrittore-regista a Torino: 
"Ora posso lavorare tranquillo"
 

La Stampa, 24 novembre 1968

Pasolini ha appreso la notizia dell'assoluzione a Torino, mentre stava terminando le prove della commedia che andrà in scena mercoledì sera, per la stagione del nostro Teatro Stabile. Gliel'ha telefonata da Venezia il produttore del film, Franco Rossellini, nipote del celebre regista. Lo abbiamo incontrato pochi minuti dopo, nel « deposito d'arte San Fermo », il singolare ambiente da lui scelto per il debutto teatrale, alla barriera Crimea; un grande capannone bianco di calce, con tante panche di legno per sostituire le poltrone dì velluto rosso -del teatro « borghese », e il minuscolo palcoscenico sul fondo.

Pasolini andrà al Festival pur di non ottenere premi - La Stampa, giovedì 15 agosto 1968

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pasolini andrà al Festival pur di non ottenere premi

La Stampa, giovedì 15 agosto 1968

Anno 102 - Numero 184

(Trascrizione curata da Bruno Fraccaroli)

Ha accettato di presentare il suo film « Teorema » dichiarando in partenza che non ritirerà un eventuale riconoscimento - La stessa posizione è condivisa da Liliana Cavani, autrice di « Galileo », e Bernardo Bertolucci, presente con « Partner » - Pier Paolo Pasolini polemizza con i nemici della rassegna e attacca il terrorismo ideologico dei « fascisti di sinistra ».


(Dal nostro inviato speciale) Venezia, 14 agosto


Il Leone d’oro, premio della Mostra cinematografica di Venezia al miglior film della rassegna, quest’anno corre un rischio che gli anni passati non corse: il rischio di essere lasciato lì, a ruggire davanti alla poltrona di Luigi Chiarini, direttore del Festival. Una lunga giornata di discussioni tra Chiarini e alcuni tra i possibili candidati al premio (Pasolini per Teorema, Liliana Cavani per Galileo, Bertolucci per Partner) avrebbe maturato questa conclusione. I registi di cui si discorre appartengono all’Anac, l'associazione degli autori cinematografici che ufficialmente si è schierata contro il festival veneziano. Luigi Chiarini, nel difendere le sue posizioni, ha cercato di convincere i tre autori ad accettare senza storie la regola del gioco. Ma è riuscito a piegare soltanto a metà i suoi interlocutori. Infine hanno trovato l’accordo: ciascuno faccia la sua parte, il festival assegni pure il suo Leon d’oro, le sue coppe e i suoi bucintori. Se questi premi toccheranno a qualcuno dei contestatori, pazienza: essi non diranno di no, ma lasceranno la coppa, il leone e ogni altro suppellettile decorativa nelle mani di chi gliela vorrebbe assegnare. Soluzione di compromesso, dunque.

mercoledì 16 febbraio 2022

Pasolini invita il pubblico a non vedere Teorema - Conferenza alla mostra di Venezia 1968 - LA STAMPA, venerdì 6 Settembre 1968

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro






Pasolini invita il pubblico a non vedere Teorema
Anno 102 - Numero 202 
LA STAMPA 
Venerdì 6 Settembre 1968
Venezia, 5 settembre.
 
(Trascrizione curata da Bruno Fraccaroli)

Dal nostro inviato speciale

Sta per accendersi lo schermo per la proiezione del film Teorema quando il suo autore, Pier Paolo Pasolini, sale sul palcoscenico: il film, egli annuncia, si proietta contro la sua volontà, perciò coloro che vogliono solidarizzare con lui contro questa decisione della Mostra, sono invitati ad uscire. Ciò è avvenuto nella sala grande del Palazzo del Cinema, stamane, all'inizio della proiezione riservata ai critici. All'appello di Pasolini, dieci o venti tra il pubblico abbandonano la sala al seguito di P.P.P.; ma i più rimangono. Teorema si proietta senza incidenti. Ma due ore dopo, conferenza stampa esplicativa. Sotto le piante, nel parco d'un grande albergo del Lido, 

P.P.P., in piedi sopra un tavolo risponde al tiro incrociato di critici e cineasti delle più varie estrazioni: contestatori, antì-contestatori, rivoluzionari, ecc. 

« Come mai », 

   domanda il critico Paolo dì Valmarana, del giornale de II Popolo: 

venerdì 11 febbraio 2022

Pier Paolo Pasolini: « Fare ospedali psichiatrici è un crimine » - STAMPA SERA, sabato 14 - domenica 15 dicembre 1968

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Intervista con il più polemico scrittore d’Italia
« Fare ospedali psichiatrici è un crimine » 

STAMPA SERA 

Sabato 14 - domenica 15 dicembre 1968

Anno 100 - Numero 284

(Trascrizione curata da Bruno Fraccaroli)

 

È una risposta a un convegno che si tiene in questi giorni a Torino sui manicomi e al quale l’autore di « Orgia » ha voluto partecipare - Si tratta di ghetti dove vengono rinchiusi i «diversi» - Il problema rimane: ma la società deve rispettare le loro conquiste .

«È un crimine costruire un ospedale psichiatrico?»: è il tema del convegno che si svolge in questi giorni a Torino e a cui partecipano docenti, medici, sociologi di tutta Italia. Dalla facoltà di Architettura, dove vi era iniziato, si è trasferito in un’aula della clinica neurologica delle Molinette, occupata in segno di protesta dagli studenti di Medicina; stamane i congressisti si sono recati in visita all’ospedale di Collegno e hanno tenuto una riunione nel teatro.

domenica 23 gennaio 2022

Liliana Madeo intervista a Pier Paolo Pasolini - gira a colori il suo Edipo moderno - La Stampa, venerdi 2 - sabato 3 dicembre 1966

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Liliana Madeo intervista a Pier Paolo Pasolini 
Gira a colori il suo Edipo moderno

La Stampa, venerdi 2 - sabato 3 dicembre 1966

Il personaggio della tragedia di Sofocle trasformato in un provinciale italiano piccolo-borghese.

Incontro con il regista nella sua casa romana. 

Roma, venerdì sera. 

Il primo film a colori di Pier Paolo Pasolini inizierà a dicembre. Il titolo è Edipo Re, gli interpreti principali Silvana Mangano nel ruolo di Giocasta, Franco Citti in quello' di Edipo e Orson Welles nelle vesti dell'indovino Tiresia. Dice il regista: 

<< Nel '61 quando giravo Accattone, pensai per la prima volta ad utilizzare Citti in una storia che prendesse le mosse dal dramma di Sofocle. L'idea si trasformò alcuni anni dopo, quando tradussi L'Orestiade e progettai di farne una trasposizione cinematografica. Ma quest'estate sono ritornato al progetto originario ». 

In un'ardita mescolanza di storia e mito, realtà contemporanea e fantasie poetiche, Pasolini narrerà la vicenda di un Edipo moderno, l'avventura di un bambino di estrazione piccolo-borghese che intorno agli anni trenta vive nella provincia italiana e passa attraverso le fasi tipiche dì un complesso edipico. 

<< Freud ha spiegato tutto ciò molto bene — egli dice. — A me non interessava il ricorso a termini psicanalitici.. Ho scelto invece la via della poesia, Sofocle appunto, della cui tragedia — che io stesso ho tradotto e ridotto — sarà costituita la parte centrale del film >>. 

In Friuli, la terra dove Pasolini ha trascorso i suoi primi anni, a Bologna e a Milano verrà << girata >> l'infanzia, la maturità e la vecchiaia dell'Edipo << contemporaneo >>. Mentre la parentesi <<.mitica >> di Edipo — quello illuminante — avrà per sfondo il Marocco, coi suoi magici colori: il rosso estenuato della terra, il bruno delle abitazioni, i verdi tenerissimi della vegetazione. 

<< L'ambiente e i costumi sono liberamente inventati, come già feci per il Vangelo. E tale operazione non mi sembra arbitraria, poiché Edipo non è personaggio storico ma figura emblematica, che appartiene al mito, anteriore allo sfesso Sofocle >>. 

La preparazione del film è stata rapida. A Pasolini non è stata d'intralcio la lavorazione di un episodio delle. Streghe attualmente al montaggio, né l'intensa attività critica — << prevalentemente saggi di teoria cinematografica linguistica >> — ne l'improvvisa quanto feconda produzione teatrale — un dramma in versi scritto in tre giorni, ambientato in una grande città industriale, Milano... ma potrebbe essere anche New York, centrato sul valore della morte; la storia di un poeta cecoslovacco negli anni dal '50 al '60; ed altri tre lavori abbozzati in meno di un mese. 

Nel bel salotto della sua casa, una villetta all'Eur, << l'arrabbiato numero uno della cultura italiana >> prende con delicatezza dalle mani della madre la sua camomilla bollente. Gli occhi lucidi e severi, la voce sottile, egli non sorride mai. Indossa un pullover nocciola, pantaloni di velluto a coste color miele  e scarpe pesanti: << La tuta da lavoro >> dice scusandosi. Giunto al quarto film, più due episodi, il bilancio che trae è positivo. 

<< Nei miei interessi — dice — il cinema ha preso il posto della narrativa: dopo Accattone non ho più scritto romanzi. Lo stesso sta avvenendo con il teatro: scrivo i drammi in versi, e non compongo poesie da oltre un anno. Iniziai ad usare la macchina da presa come in un atto di ribellione, alla ricerca di un nuovo modo di raccontare. Ma oggi il cinema ha assunto per me un significato ancora più originale, quasi un'esperienza di tipo filosofico. Eppure, rivedendo i miei film, mi accorgo che lo stile è unitario e io — pur avendo narrato storie diverse in chiavi diverse — ho girato sempre lo stesso film >>. 

Liliana Madeo



Curatore, Bruno Esposito

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venerdì 10 dicembre 2021

Pier Paolo Pasolini, I Dispetti - La Stampa, Tuttolibri ottobre 1993.

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pier Paolo Pasolini
 I Dispetti

La Stampa
Tuttolibri, ottobre 1993.


Ricordo Casarsa nel '29: allora non conoscevo che una decina di adulti, e, naturalmente, li conoscevo attraverso i discorsi che si facevano in casa. 
Quando mi comparivano davanti in carne e ossa, ero subito preso da una specie di entusiasmo che ora, da lontano, chiamerei ironico, e che nascondevo ipocritamente dietro la falsa distrazione che, come fanciullo, mi era concessa. Ma c'è un momento negli impubi di estrema quasi senile saggezza (momento che si manifesta, forse, nell'imbarazzante simbolo dell' «omettino»); credo che questo si verifichi soprattutto nei ragazzetti borghesi della campagna dato che essi perdono già verso i sette o gli otto anni quella che i genitori chiamano ingenuità. Io, allora, ero in effetti un vecchione indifferente nei cui sensi l'assenza dell'Amore era compensata dalla gola e dalla curiosità. Mi trovavo molto a mio agio tra le donne perché scarseggiavano di quella qualità mostruosa che si chiama ironia, mentre erano invece fornitissime di saggezza. Era naturalmente una saggezza