Benvenuto/a nel mio blog

Benvenuto nel blog

Questo blog non ha alcuna finalità di "lucro".
Viene aggiornato di frequente e arricchito sempre di nuovi contenuti, anche se non in forma periodica.
Sono certo che navigando al suo interno potrai trovare ciò che cerchi.
Al momento sono presenti oltre 1700 post e molti altri ne verranno aggiunti.
Ti ringrazio per aver visitato il mio blog e di condividere con me la voglia di conoscere uno dei più grandi intellettuali del trascorso secolo.
Visualizzazione post con etichetta Pasolini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pasolini. Mostra tutti i post

giovedì 15 gennaio 2026

Pasolini, "È stato un massacro" - Oriana Fallaci L'Europeo del 21 novembre 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Oriana Fallaci al processo contro Pelosi per l'omicidio Pasolini

Pasolini, "È stato un massacro"

Oriana Fallaci 
L'Europeo 
21 novembre 1975 


Questa è, parola per parola, la ricostruzione del dialogo avvenuto a più riprese tra il nostro collaboratore Mauro Volterra e il ragazzo che sa come morì Pasolini, o meglio chi (oltre al Pelosi) uccise Pasolini. Ho ritenuto giusto lasciare le frasi del ragazzo così come furono dette da lui, e cioè in dialetto romanesco, per non alterarne in nessun modo la spontaneità e l’autenticità. Ho ritenuto opportuno rispettare rigorosamente la successione cronologica dei colloqui avvenuti tra Volterra e il ragazzo per non manipolare in nessun modo la loro importanza e la loro utilità. Le notizie contenute dentro le parentesi che interrompono il dialogo spiegano come avvennero i drammatici incontri e sino a che punto il ragazzo fosse terrorizzato dalla paura d’essere ucciso. 

Te ne devi annà, capito? Te ne devi annà! Io so’ riuscito a uscinne da questa storia, ne so’ uscito fori. Perché me voj rimette in mezzo ar casino? Perché me voj rovinà? Va via, va via! 

E in quale modo sei riuscito a uscirne? 

Mo te lo vengo a dire a te! Perché te lo dovrei dire a te? 

Perché ci potresti guadagnare un po’ di soldi. Io te le pago queste informazioni.

Nun li vojo li sordi tua! Che ci faccio con li sordi tua? Mannaggia, è facile parlà per te che nun rischi gnente. Tu con questa storia ce fai carriera. Ma io me becco ’na pistolettata in bocca, capito? La pelle è mia, mica è tua, capito? 

Ti assicuro che non dirò mai a nessuno d’avere avuto certe informazioni da te. C’è il segreto professionale. 

venerdì 2 maggio 2025

Pier Paolo Pasolini, Una polemica in versi - Officina, numero 7, novembre 1956

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro






Pier Paolo Pasolini, Una polemica in versi

Officina
numero 7
novembre 1956

Buio è quasi il meriggio nel lucore

       terreo del coppedè vivace

       e del marmo fascista, già incolore

       quasi disusata divisa d’orbace

       di cinici antemarcia non più di primo pelo,

       in una sporca fotografia; giace

       schermato il sole come in un velo

       di grassi, di carta carbone,

mercoledì 16 aprile 2025

Pasolini, Dittatura in fiaba - La libertà d’Italia del 9 marzo 1951

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Pasolini, Dittatura in fiaba

La libertà d’Italia del 9 marzo 1951


( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )


Pier Paolo Pasolini, nel marzo 1951, recensì “Favole della dittatura”, che rappresenta l’esordio letterario di Leonardo Sciascia.

Al link qui sotto, trovi uno scritto di Leonardo Sciascia, su questa recensione di Pier Paolo Pasolini, al suo libro:



venerdì 10 novembre 2023

Pasolini - Fascisti: padri e figli - Vie nuove, n. 36 a. XVII, 6 settembre 1962

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro




Fascisti: padri e figli
di Pier Paolo Pasolini

Signor Pasolini, perché tante giovani menti vengono attratte dal pericolo dell’idea fascista? Vivendo in una società di giovani, noi ci poniamo questa domanda e non sappiamo rispondere. 

Michele Brucculeri, Daniele Squinzani - Torino



Le racconto un caso personale, un esempio.
Lei forse saprà o immaginerà come la mia vita sia funestata da una serie di doveri inutili. Un rispondere a vuoto a domande fatte a vuoto. Il vivere cioè in parte nel mondo della pseudo-cultura, o come dice più esplicitamente la mia amica Elsa
Morante, dell’irrealtà.

mercoledì 8 novembre 2023

Pier Paolo Pasolini - Il potere senza volto

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro







Pier Paolo Pasolini
Il potere senza volto
Che cos’è la cultura di una nazione?



24, giugno 1974 - I problemi di un intellettuale appartenente all’intelligencija sono diversi da quelli di un partito e di un uomo politico, anche se magari l’ideologia è la stessa. Vorrei che i miei attuali contraddittori di sinistra comprendessero che io sono in grado di rendermi conto che, nel caso che lo Sviluppo subisse un arresto e si avesse una recessione, se i Partiti di Sinistra non appoggiassero il Potere vigente, l’Italia semplicemente si sfascerebbe; se invece lo Sviluppo continuasse così com’è cominciato, sarebbe indubbiamente realistico il cosiddetto «compromesso storico», unico modo per cercare di correggere quello Sviluppo, nel senso indicato da Berlinguer nel suo rapporto al CC del partito comunista. Tuttavia, come a Maurizio Ferrara non competono le «facce», a me non compete questa manovra di pratica politica. Anzi, io ho, se mai, il dovere di esercitare su essa la mia critica, donchisciottescamente e magari anche estremisticamente. Quali sono dunque i miei problemi?
***

martedì 28 dicembre 2021

SALÒ o le 120 giornate di Sodoma - Pier Paolo Pasolini

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro 

 

Ho finito per dimenticare com’era l’Italia fino a una decina di anni fa e anche meno, e, poiché non ho altra alternativa, ho finito con l’accettare l’Italia com’è diventata. Una immensa fossa di serpenti, dove, salvo qualche eccezione e alcune misere élites, tutti gli altri sono appunto dei serpenti,
stupidi e feroci, indistinguibili, ambigui, sgradevoli... E tutto ciò a causa, a) del loro degradante consumismo coatto, b) della scuola d’obbligo che li ha frustrati rendendoli coscienti della propria ignoranza e nel tempo stesso presuntuosi per quelle quattro sciocchezze moralistiche e pseudo-
democratiche che vi hanno imparato; c) della televisione, che mostra loro i modelli di vita e concretizza i valori attraverso il suo linguaggio che, essendo pura rappresentazione, non ammette repliche logiche; d) di un’infinità di altre cause tutte

Pier Paolo Pasolini, Il fiore delle mille e una notte - 1974

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Il fiore delle mille e una notte di P.P. PASOLINI

Le foto sono di Roberto Villa
Pasolini sul set
Fondo Roberto Villa, Cineteca di Bologna

Le immagini per cortese concessione di Roberto Villa per solo scopo culturale.

"Spero, possa essere usato per promuovere il Grande Uomo di Cultura che è stato in tutti i settori che ha toccato."
Roberto Villa


.
Troupe - Personaggi - Interpreti

Regia e sceneggiatura
: Pier Paolo Pasolini, liberamente ispirata a Le Mille e una notte (in particolare a Storia di Ali Shar e della schiava Zumurrud, Storia di Azíz e Aziza, Storia dei re Shariyàr e Shahzamàn, Storia del facchino e delle ragazze, Storia di Harún ar-Rashíd e di Zobeida, Storia di Abu Nuwàs e di Harún ar-Rashíd, Harún ar-Rashíd e le due schiave, Harún ar-Rashíd e le tre schiave, Storia del re Omar an-Numàn, Storia dell’amante e dell’amato: Tagi al-Mulúk e Dúnya

Collaborazione alla sceneggiatura: Dacia Maraini
Fotografia: Giuseppe Ruzzolini

Pier Paolo Pasolini,1972 I RACCONTI DI CANTERBURY

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro





Pasolini sul set dei Racconti di Canterbury 
Perché io sono giunto all’esasperata libertà di rappresentazione di gesti e atti sessuali, fino alla rappresentazione in dettaglio e in primo piano, del sesso? Ho una spiegazione che mi fa comodo e mi sembra giusta, ed è questa. In un momento di profonda crisi culturale (gli ultimi anni Sessanta), che ha fatto (e fa) addirittura pensare alla fine della cultura - che infatti si è ridotta, in concreto, allo scontro, a suo modo grandioso, di due sottoculture: quella della borghesia e

Pier Paolo Pasolini, 1971 - IL DECAMERON

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


“È stata una gran voglia di ridere che ha ispirato Il Decameron... non sono io che ho scelto Il Decameron, è Il Decameron che ha scelto me.”

( Pasolini: c’est le Décameron qui m’a choisi, 
“La Galérie”, 111, 
dicembre 1971)


Decameron è un’opera che vuole essere
completamente gioiosa, in maniera astratta (...). L’ottimismo del Boccaccio era un ottimismo storico. Cioè, nel momento in cui lui viveva, esplodeva quella meravigliosa e grandiosa novità, che era la rivoluzione borghese: cioè nasceva la borghesia. E, in quel momento, intorno al Boccaccio, la borghesia aveva la grandezza, che avrebbe raggiunto solo in certi momenti, e in certi stadi, e in certe, diciamo così, aree marginali della sua storia. [...] Quindi il Boccaccio ha vissuto in questi momenti di esplosione, di nascita, di inizio e di principio di una nuova era. E questo ottimismo suo, che è razionale e logico (perché la ragione è il segno della borghesia), fa sì che l’opera del Boccaccio sia una grande opera gioiosa. 

 (Pier Paolo Pasolini).

Poer Paolo Pasolini, 1969 - PORCILE

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro





1969 PORCILE


Scritto e diretto
da: P.P.P.; 
fotografia: Armando Nannuzzi (1° ep.), Tonino Delli Colli, Giusppe Ruzzolini (2° ep.); 
costumi: Danilo Donati; 
musica originale: Benedetto Ghiglia; 
montaggio: Nino Baragli; 
aiuti regista: Sergio Citti, Fabio Garriba; 
assistente alla regia: Sergio Elia; 

interpreti e personaggi: 


1° episodio
Pierre Clementi (1° cannibale); 
Franco Citti (2° cannibale); 
Luigi Barbini (il soldato); 
Ninetto Davoli (Maracchione, il testimone dei due episodi); 
Sergio Elia (un domestico); 

2° episodio
Jean-Pierre Léaud (Julian); 
Alberto Lionello (Klotz, il padre); 
Margherita Lozano (M.me Klotz, la madre, doppiata da Laura Betti); 
Anne Wiazemsky (Ida); 
Ugo Tognazzi (Herdhitze); 
Marco Ferreri (Hans Guenther, doppiato da Mario Missiroli); 

produzione 


1 ° episodio: Gianni Barcelloni Corte, BBG cin. s.r.l.;produzione 
2° episodio: Gian Vittorio Baldi e IDI Cinematografica (Roma), I Film dell’Orso, C.A.P.A.C. Filmédis (Paris);

pellicola
: Kodak Eastmancolor; 
formato: 35 mm., colore, 1:1.85; 
macchine da presa: Arriflex, non sonora nel 1° episodio; 
sviluppo e stampa: Technostampa; doppiaggio: C.I.D.; 
sincronizzazione e sonorizzazione: NIS Film; 
distribuzione: INDIEF; 

riprese: 

1969 LA SEQUENZA DEL FIORE DI CARTA [ VANGELO ’70 ]

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Tempo 19 ottobre 1968

Pier Paolo Pasolini, 1969 - MEDEA - con un'intervista a Maria Callas

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Ho riprodotto in Medea tutti i temi dei film precedenti. Medea è il confronto dell’universo arcaico, ieratico, clericale, con il mondo di Giasone, mondo invece razionale e pragmatico. Giasone è l’eroe attuale che non solo ha perso il senso metafisico, ma neppure si pone ancora questioni del genere. E’ il tecnico abulico, la cui ricerca è esclusivamente intenta al successo.
Confrontato all’altra civiltà, alla razza dello spirito, fa scattare una tragedia spaventosa. L’intero dramma poggia su questa reciproca contrapposizione di due culture, sull’irriducibilità reciproca di due civiltà. Potrebbe essere benissimo la storia di un popolo del Terzo Mondo, che vivesse la stessa catastrofe venendo a contatto con la civiltà occidentale materialistica. Del
resto, nell’irreligiosità, nell’assenza di ogni metafisica, Giasone vedeva nel centauro un animale favoloso, pieno di poesia. Poi, man mano che passava il tempo, il centauro è divenuto ragionatore e saggio, ed è finito col divenire un uomo uguale a Giasone. Alla fine, i due centauri si sovrappongono, ma non per questo si aboliscono. Il superamento è un’illusione. Nulla si perde...

P.P. Pasolini, in Jean Duflot, 
Il sogno del centauro, Roma, 1983

1968 CHE COSA SONO LE NUVOLE?

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


<!--  Tasto destro del mouse disabilitato by iolecal.blogspot.it  -  INIZIO  --> <script type="text/javascript">var messageTD = "Il tasto destro del mouse è disabilitato in questo blog!"; </script> <script src="https://www.iolecal.it/blog/posts300/post335/rightDisabled.js"></script> <!--  Tasto destro del mouse disabilitato by iolecal.blogspot.it  -  FINE  -->



1968 CHE COSA SONO LE NUVOLE?

(3° episodio di CAPRICCIO ALL’ITALIANA)


Regia
di Pier Paolo Pasolini (aiuto regia: Sergio Citti)
Produzione:Dino De Laurentiis Cin.
Distribuzione: Euro International Film
Soggetto e sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini
Fotografia: Tonino Delli Colli
Musica: Domenico Modugno («Così sono le nuvole»)
Fra gli interpreti: Totò, Ninetto Davoli, Laura Betti, Adriana Asti, Franco
Franchi, Ciccio Ingrassia, Francesco Leonetti, Domenico Modugno

USCITA NELLE SALE:

13 aprile 1968: Bari, Cinema Impero; 
14 giugno 1968: Roma: Cinema Paris, Reale, Ritz.

STORIA:

Film girato fra marzo e aprile 1967; nei teatri di posa di Cinecittà; esterni nei dintorni di Roma. Terzo episodio del film Capriccio all’italiana. 

Gli altri sono: 

Il mostro della domenica di Steno; 
Perché di Bolognini; 
Viaggio di lavoro di Pino Zac; 
La bambinaia di Monicelli; 
La gelosa di Bolognini.

TRAMA:

In un teatro, dinanzi a un pubblico popolare, viene messa in scena una versione in chiave comica dell’Otello: i personaggi sono attori-marionette: Totò rappresenta Jago, Ninetto Davoli è Otello. Jago mette in atto nei confronti di Otello il falso tradimento di
Desdemona con Cassio: Otello riceve da Jago un fazzoletto avuto con l’inganno da Desdemona e che lo stesso Jago utilizza come prova dell’infedeltà della donna, suscitando la gelosia e le smanie di vendetta di Otello. Il pubblico che assiste alla rappresentazione non accetta la conclusione della storia che, come nella tragedia di Shakespeare, prevede l’assassinio di Desdemona da parte di Otello: gli spettatori salgono sul
palcoscenico, uccidono Jago e Otello e portano in trionfo Desdemona e Cassio. I due attori-marionette (Jago e Otello) vengono buttati nel camion della spazzatura, poi nella discarica. Jago e Otello, semisepolti dai rifiuti, vedono sopra di loro il cielo azzurro cosparso di nuvole bianche. “Iiiiih, che so’ quelle”, chiede Otello. “Sono le nuvole”, risponde Jago. “E che so’ le nuvole? Quanto so’ belle! Quanto so’ belle!”, replica Otello.