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Biografia, lavori in corso - a breve anche il 1974 e il 1975

martedì 22 novembre 2022

Una domanda a Pier Paolo Pasolini - Radiocorriere TV del 5/11 gennaio 1969

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Eretico e Corsaro


Una domanda a Pier Paolo Pasolini 

Radiocorriere TV

5/11 gennaio 1969

Pier Paolo Pasolini, "Dialetto nella poesia e nel romanzo" - «La Fiera letteraria», IX, 47, 25 novembre 1956

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Pier Paolo Pasolini
Dialetto nella poesia e nel romanzo

La Fiera letteraria», IX, 47

25 novembre 1956

     L'uscita delle poesie di Noventa, finalmente raccolte in volume (ed. di «Comunità»), dopo anni di attesa da parte dei suoi privati ammiratori, e premiate con uno squillante Viareggio, ha rinnovato un certo interesse intorno alla poesia dialettale. Anzi per molti è stata una scoperta, in quanto problema di stile e fenomeno di cultura: e allora si è avuta una serie di interventi che, riguardo a quel problema e a quel fenomeno, si dichiaravano apertamente agnostici o lecitamente incerti. Ma bastava, almeno, che questi facitori di recensioni e notiziari leggessero qualche pagina degli scritti usciti in questi ultimi anni del Devoto, dello Schiaffini, del Contini, per rendersi conto, almeno, di come

lunedì 21 novembre 2022

Michel-M. Campbell intervista Pier Paolo Pasolini - Pier Paolo Pasolini e la religione - Sequenze Numero 69, aprile 1972

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Michel-M. Campbell intervista Pier Paolo Pasolini

Pier Paolo Pasolini e la religione

Sequenze  Numero 69, aprile 1972

(Traduzione dal francese curata da Bruno Esposito)


Ammiratore di Pier Paolo Pasolini, Michel-M. Campbell ha approfittato di un viaggia in Italia per incontrare l'autore del Vangelo secondo Matteo. In  questa sua intervista, il professore della Facoltà di Teologia dell'Università di Montréal non esita a rivolgere a Pasolini domande sulla religione. 

Sembra che il mondo religioso sia costantemente presente nei film di Pasolini.

L.B.

domenica 20 novembre 2022

Pier Paolo Pasolini: Ho vinto il premio di poesia ma non ho i soldi per il treno - Due lettere inedite - La Stampa, sabato 25 settembre 1982

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Pier Paolo Pasolini
Ho vinto il premio di poesia ma non ho i soldi per il treno


Due lettere inedite

La Stampa
sabato 25 settembre 1982

A Susanna Pasolini
Colleverde – Montecassiano

Roma

28 agosto 1950

Carissima mammetta,

eccoti una bella notizia. Sabato ho ricevuto questo telegramma:

 «Sua poesia Testament Coran ha vinto giuria unanime secondo premio lire cinquantamila concorso nazionale Cattolica. Gradiremmo se possibile sua presenza domenica pomeriggio. Congratulazioni».

Sei contenta? Io ho goduto soprattutto per te, e per le benefiche influenze sul babbo (almeno temporanee). È un bel successo poi, perché, se il vincitore era preordinato, io ho vinto il secondo posto per puro merito come dice l’unanimità della giuria.

sabato 19 novembre 2022

Pier Paolo Pasolini "1944", LA POESIA NELLA SCUOLA - Tratto da Un paese di temporali e di primule, a cura di Nico Naldini - Ugo Ganda Editore

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Pier Paolo Pasolini

"1944"

LA POESIA NELLA SCUOLA 

Tratto da Un paese di temporali e di primule, a cura di Nico Naldini

Ugo Ganda Editore

Gli scolaretti di Versuta, Learco Cossarin, Dante Spagnol, Bepino Bertolin e altri, hanno conservato un quadernetto di poesie che il loro insegnante compose per loro, per cantare l’umile bellezza del mondo che essi conoscevano, ma per rivelargliela meglio attraverso la poesia. La raccoltina di quattordici poesie si intitola «1944».


 Gli scolaretti di Versuta

  

 Bionduccio e allegro il Nini

 con gli occhi birichini;

 Cesare, serio e Dante

 con l’occhio un po’ sognante.

 Crovatin studentino

 Gigiuti un bel bambino.

 

Pietà per la nazione di Lawrence Ferlinghetti - Alla mia nazione di Pier Paolo Pasolini.

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Eretico e Corsaro



Pietà per la nazione di Lawrence Ferlinghetti

Pietà per la nazione i cui uomini sono pecore

e i cui pastori sono guide cattive

Pietà per la nazione i cui leader sono bugiardi

i cui saggi sono messi a tacere

Pietà per la nazione che non alza la propria

voce

lunedì 7 novembre 2022

Pasolini ha copiato Giotto per il Giudizio Universale - La Stampa, 7 novembre 1970.

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Il regista conclude il "Decamerone,, 

Pasolini ha copiato Giotto per il Giudizio Universale 

Manichini impiccati, diavoli pelosi, beati e gerarchie: tutto «alla napoletana» 

La Stampa, 7 novembre 1970.

Pag. 7

(Trascrizione dal cartaceo curata da Bruno Esposito)

(Nostro servizio particolare) 

Roma, 6 novembre. 

(l.m.)  All'ultimo giro di manovella del Decamerone di Pier Paolo Pasolini l'operatore Tonino Delli Colli e tutti i tecnici della troupe hanno un'aria stravolta, sfiniti come sono dalle sei settimane di riprese in esterni fra Napoli, Caserta, Ravello, Amalfi, Bolzano, Viterbo, Roma e persino lo Yemen. Il regista conserva la consueta calma e gentilezza. Si gira, oggi, all'aperto; è stato ricostruito un Giudizio Universale sulla base di quello, famosissimo, di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova, con manichini a grandezza naturale impiccati ed appesi ad uncini di ferro, diavoli pelosi, beati paludati in ampi manti, gerarchie celesti disposte in scala ed un enorme manichino raffigurante una Madonna severa, che sostituisce Dio padre.

 « E' un giudizio universale alla napoletana — spiega Pasolini — perché le novelle di Boccaccio che ho portato sullo schermo sono state calate nell'ambiente napoletano, napoletano è il linguaggio usato per quasi tutto il film, e a Napoli — si sa — si invoca sempre la Madonna, non Dio ». 

Il viso più scavato del solito, l'occhio inquieto e febbrile, Pasolini definisce questo suo Decamerone 

« il più lieto e solare fra ì film prima fatti », 

ricollegandolo per il lato realistico ad Accattone e Mamma Roma, per la vena onirica e surreale a Uccellacci e uccellini. Teorema, La ricotta. 

La fatica sembra che non pesi su di lui. Parla già del prossimo film che girerà, una vita di San Paolo riportata fra i grattacieli di New York e i boulevards di Parigi, mettendo l'accento sul momento in cui nasce la Chiesa come organismo burocratico e potenza temporale, 

« e San Paolo quindi fallisce al suo compito di organizzatore». 

Il regista annunzia anche la prossima pubblicazione di un suo volume di versi, per lo più inediti. 

« Sono stato fermo due anni — egli ha detto —. Ho scritto solo "versi su commissione" o versi molto brutti. Poi sono tornato a cercare questo mezzo di espressione, ma il perché non saprei spiegarlo. Anche alla stesura di alcune tragedie sto lavorando alacremente. Tre sono terminate. Altre tre sono ancora incomplete ». 

Queste forme di cinema collettivo che si stanno tentando — gli chiediamo — crede che abbiano una validità? Pensa di dargli il suo contributo? 

« Io sono in un certo senso all'antica — risponde —. Per me la paternità di un'opera spetta solo al suo creatore. A meno che non si tratti di documenti, testimonianze, interpretazioni storiche. In questo caso il lavoro di équipe è utile e positivo. Ad un filmato di questo tipo sto già lavorando da tempo con un gruppo di giovani di "Potere Operaio". Intendiamo raccontare, interpretandolo e giudicandolo con partecipazione e passione civili, questo ultimo anno della storia italiana. C'è il problema della diffusione. Di far arrivare cioè il prodotto ad un pubblico il più vasto possibile. Ebbene: noi gireremo per le città, le università, ovunque sarà possibile allestire proiezioni di questo filmato. Se ci saranno dall'alto divieti ed opposizioni, noi li affronteremo, direttamente ».


@Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare


Curatore, Bruno Esposito

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sabato 5 novembre 2022

Quando muore un poeta - Orazione "funebre" di Alberto Moravia ai funerali di Pier Paolo Pasolini Pasolini - 5 novembre 1975

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Quando muore un poeta
Orazione funebre di Alberto Moravia ai funerali di Pier Paolo Pasolini Pasolini 

5 novembre 1975

(Trascrizione integrale curata da Bruno Esposito)


Prima di tutto voglio ringraziarvi di essere convenuti qui per dare l'estremo addio ad un caro amico e ad un grande artista. 

E adesso vorrei aggiungere una cosa: in questi ultimi giorni sono stato continuamente ossessionato dalle immagini della morte di Pier Paolo Pasolini, non soltanto per la crudeltà, l'atrocità, di questa morte, ma perchè non mi riusciva di rintracciarne il senso, il significato. E noi siamo... noi uomini, vogliamo che le cose significhino qualche cosa, che non siano slegate, assurde, inerti - senza una voce, senza un messaggio. 

martedì 1 novembre 2022

L'affannoso racconto di Ninetto Davoli «Pasolini pareva amareggiato dopo tante minacce e ripetuti affronti» - L'Unità del 3 novembre 1975

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 L'affannoso racconto di Ninetto Davoli
«Pareva amareggiato dopo tante minacce e ripetuti affronti»

 L'Unità del 3 novembre 1975

Come è giunta lo notizia in casa dagli amici più cari. L'attere ha effettuato il riconoscimento del corpo - L'ansia a casa - Gli occhiali nell'auto.

2 novembre 1975

E' passato da poco mezzogiorno quando Ninetto Davoli arriva in via Eufrate all'EUR e infila il portone del palazzo dove abita la famiglia di Pasolini. L'attore ritorna dall'Idroscalo di Ostia dove, poche ore prima, è stato ritrovato il cadavere del regista. E' stato lui l'ultimo degli amici che l'hanno visto sabato sera, ed è toccato a lui, stamane, riconoscere nel povero viso sfigurato i lineamenti di Pasolini.

Davoli ha ancora gli occhi rossi, si stringe nell'impermeabile, cerca di raccontare quanto è successo - 

« Stamattina presto — dice — mi ha telefonato la cugina di Pier Paolo, Graziella, che vive con lui e con la madre. Era preoccupata Mi ha detto che i carabinieri avevano trovato l'automobile rubata a Paolo, ed erano venuti a casa sua alle due di mattina. Ma che di Paolo ancora non si sapeva nulla ».

« Mi sono precipitato qui, e poi sono andato subito dai carabinieri. Ho chiesto informazioni, notizie, ma nessuno mi ha saputo dire niente. Poi ho sentito che avevano trovato un cadavere a Ostia. Dicevano che non poteva essere quello di Pasolini. Neanche lo ci volevo credere, ma ho convinto i carabinieri ad accompagnarmi sul posto. Volevo vedere, accertarmi».

Davoli è circondato dai giornalisti che arrivano uno dietro l'altro. Continua il suo racconto. 

« Ad Ostia mi sono prima fatto portare all'automobile, quella rubata. Quando ho visto che dentro c'erano gli occhiali, ho capito che era successo qualcosa a Paolo; non si separava mai dai suoi occhiali. Poi. quando siamo arrivati all'Idroscalo l'ho riconosciuto ».

Qualcuno gli chiede particolari sul riconoscimento, ma Davoli non vuole parlarne.

« Che vi devo dire? E' una cosa atroce. Non riesco a capire come si possa passare avanti e indietro, con un'auto sul corpo di un uomo ».

lunedì 31 ottobre 2022

Quell’intervista con Pasolini era gravida di morte - Furio Colombo, La Stampa 31 ottobre 2015

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Quell’intervista con Pasolini era gravida di morte 
 

Furio Colombo

La Stampa, 31 ottobre 2015


      Furio Colombo ricorda lo storico colloquio avvenuto con Pasolini il pomeriggio precedente di poco la notte dell’omicidio: “Siamo stati a parlare ore, con lunghe pause, asciutta severità. E timore”. Fu un’intervista che assume un inquietante valore documentale, anche alla luce del titolo che fu scelto dallo stesso Pasolini: Siamo tutti in pericolo. 

giovedì 29 settembre 2022

Pier Paolo Pasolini, Cos'è questo golpe? Io so - Corriere della Sera, 14 novembre 1974

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Pier Paolo Pasolini
Cos'è questo golpe? 

Io so

Corriere della Sera, 14 novembre 1974

pag. 3

rubrica: "Tribuna aperta"

Io so.

Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di "golpe", sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il '68, e in seguito, sempre con
l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del "referendum".

lunedì 26 settembre 2022

Pier Paolo Pasolini, Dialetto e poesia popolare - Mondo operaio, 14 aprile 1951, pag.12.

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Pier Paolo Pasolini
Dialetto e poesia popolare

Mondo operaio

14 aprile 1951

pag.12. 

(Trascrizione dal cartaceo, curata da Bruno Esposito)


Questa del rapporto tra poesia dialettale e poetica << popolare >>  è una questione che non è ancora stata posta, a meno che non si voglia considerare un primo implicito contributo all'argomento l'istituzione del << Premio Cattolica >>: il cui bando, l'anno passato, richiedeva  ai versi dialettali concorrenti il tema della pace, che è appunto un tema della poetica popolare.

I risultati del Premio (che speriamo ripetuto nel '51) sono confortanti: una riprova, esplicita stavolta, della bontà dell'ipotesi critica. Astraendo naturalmente da chi firma questo scritto, c'è veramente da stupirsi della validità delle liriche dialettali premiate e segnalate a Cattolica: si pensa a cosa potrebbe essere una raccolta, anche solo di due dozzine, di liriche tutte all'altezza di << Su pizzinu mutiladu >>, di Giovanni Moi, il vincitore del concorso: quanti libri di poesia in lingua, rivelerebbero, al confronto, la loro impoeticità letteraria? La questione è grossa: del resto non è chi istintivamente non pensi a quanto di falso permanga a minacciare la lingua chiamata << italiano >>, non solo scritta (che in tal caso si conoscono bene i pericoli della tradizione) ma anche parlata. E a quanto,

mercoledì 27 luglio 2022

Pier Paolo Pasolini, "La sua intervista conferma che ci vuole il processo" - Il Mondo, 11 settembre 1975

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Immagine: 25 gennaio 1975
Fonte:
Italian magazine Epoca, N. 1268, year XXVI, p.64

(Questa è una fotografia il cui paese di origine è l'Italia e che è nel pubblico dominio in Italia poiché il suo copyright è scaduto. Secondo la legge 22 aprile 1941 n. 633 e successive modificazioni, «il diritto esclusivo sulle fotografie dura vent'anni dalla produzione della fotografia» (articolo 92) ovvero tali fotografie divengono di pubblico dominio a partire dall'inizio dell'anno solare seguente il termine dei vent'anni. In accordo al testo di legge, tali fotografie sono: «immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell'arte figurativa e i fotogrammi delle pellicole cinematografiche.) 


Pier Paolo Pasolini
"La sua intervista conferma che ci vuole il processo"

Il Mondo, 11 settembre 1975

Signor Presidente, ho letto con molta emozione il resoconto sia pur frammentario e divagante delle sue conversazioni di Ferragosto. Lei vi si esprimeva con l'ansia e il senso di impotenza di un qualsiasi cittadino italiano, la cui visione delle cose non può essere che parziale. Ciò dava nobiltà «democratica» alle sue parole. La rendeva «uno di noi». Ed è questa la ragione per cui le scrivo questa lettera.

martedì 28 giugno 2022

San Paolo in doppiopetto grigio sulla via di Pasolini - Stampa Sera, mercoledi 7 e giovedi 8 gennaio 1970

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San Paolo in doppiopetto grigio sulla via di Pasolini  

Stampa Sera
mercoledi 7 e giovedi 8 gennaio 1970
Adele Galloni
(Trascrizione curata da B. Esposito)

Un San Paolo in doppiopetto grigio, capelli  « beat ». il viso emaciato e intelligente di Terzìeff. ecco il protagonista del prossimo film di Pasolini. 

« Per ora ho scelto solo lui, gli altri attori 1: troverò girando, come Santo Stefano, d: cui simboleggerò il martirio facendolo fucilare a Parigi dai nazisti, perché il mio film sarà moderno, attualissimo ». 

La sceneggiatura de « Le lettere di S. Paolo » da cui Pasolini trarrà questo film, e pronta da tempo. 

lunedì 27 giugno 2022

Come un corvo può essere corsaro, di Francesco Leonetti - Pasolini è stanco eppure si scatena in Testimonianze per il Vangelo di Pasolini - “L’Europa Letteraria” nn. 30-32, giugno-settembre 1964

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Come un corvo può essere corsaro
di Francesco Leonetti
Pasolini è stanco eppure si scatena in Testimonianze per il Vangelo di Pasolini

“L’Europa Letteraria” nn. 30-32, giugno-settembre 1964

( oggi anche in PASOLINI SCONOSCIUTO. Interviste, scritti, testimonianze a cura di Fabio Francione)


     Un giorno che passeggiavamo a Roma più di un anno fa, Pasolini e io discutemmo del suo progetto di un film dal Vangelo di Matteo. (Io ho ricordi-suoni di Bach, brandenburghesi, lezioni, e quei recitativi, che sono tutto del mio essere, in un periodo d’adolescenza...). Dal colloquio romano mi è rimasta un’incertezza su quanto egli può trasporre nel film della sua idea di una nuova moralità, che Gesù significa come maestro e giudice vivo e assoluto; e su quanto di languori troppo personali e troppo umani può pensare Pasolini di esprimere nel film. E insomma si rende, col film, religioso in modo tutto sublime, o in modo rivoluzionario?

domenica 26 giugno 2022

Pasolini - Non doveva finire così - Un estratto della Postfazione di Walter Siti a Petrolio edizione 2022

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Walter Siti
Pasolini - Non doveva finire così

Un estratto della Postfazione a Petrolio edizione 2022

Tratto da pag. 560 e da pag. 570 di Petrolio edizione 2022, curata da Walter Siti e Maria Careri.   

Presente anche anche in "Quindici riprese - Cinquant'anni di studi su Pasolini, sempre a cura di Walter Siti (2022) rispettivamente a pag. 381 e pag. 390 

[...]

pag. 560

Sull’omicidio di Pasolini si sono accumulate negli anni le incongruenze, le coincidenze troppo strane, le ombre di depistaggio, le novità intervenute con l’ausilio di strumenti più sofisticati; al punto da rendere necessaria una riapertura delle indagini, poi troppo frettolosamente concluse con un’archiviazione. Pino Pelosi non era solo quella sera all’idroscalo di Ostia, tracce di DNA sui reperti lo confermano; erano presenti un’auto targata Catania e una terza auto quasi uguale

sabato 25 giugno 2022

Pier Paolo Pasolini, Sesso, consolazione della miseria! - La religione del mio tempo

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Pier Paolo Pasolini
Sesso consolazione della miseria!


(La religione del mio tempo)

La puttana è una regina, il suo trono
è un rudere, la sua terra un pezzo
di merdoso prato, il suo scettro
una borsetta di vernice rossa:
abbaia nella notte, sporca e feroce
come un'antica madre: difende
il suo possesso e la sua vita.
I magnaccia, attorno, a frotte,
gonfi e sbattuti, coi loro baffi
brindisi o slavi, sono
capi, reggenti: combinano
nel buio, i loro affari di cento lire,
ammiccando in silenzio, scambiandosi
parole d'ordine: il mondo, escluso, tace
intorno a loro, che se ne sono esclusi,
silenziose carogne di rapaci.

venerdì 24 giugno 2022

Pier Paolo Pasolini, "DIALOGHETTI" SUL CINEMA E IL TEATRO - IL TEMPO DISTRUGGE LA PUREZZA - ARTISTI, ESPERIENZA E FANTASIA - Tempo n. 48, pagina 17, 23 novembre 1968

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Pier Paolo Pasolini


*"DIALOGHETTI" SUL CINEMA E IL TEATRO


*IL TEMPO DISTRUGGE LA PUREZZA


*ARTISTI, ESPERIENZA E FANTASIA


Tempo
numero 48
rubrica "Il Caos"
pagina 17
23 novembre 1968


Sono sull’Etna. Piove, nevica, passa la nebbia, splende il sole. Torna a piovere, torna a nevicare, torna a passare la nebbia, torna a splendere il sole. Ho, con tre dei protagonisti del film che devo cominciare a girare, i seguenti dialoghetti.

Io. Cos'è il cinema, Niné?

Ninetto Davoli. Il cinema è il cinema.

Io. Lo dice anche Godard, lo sai?

Ninetto. Godard è un uomo intelligente.

Io. Soltanto intelligente?

Ninetto. E poi è uno che mi piace.

Io. Perché?

Ninetto. Perché è uno che potrebbe essere un amico mio... uno che potrebbe essere dei paraggi miei... Un uomo semplice...

giovedì 23 giugno 2022

Pier Paolo Pasolini, Una disperata vitalità - da Poesia in forma di rosa, 1964

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Una disperata vitalità

(da Poesia in forma di rosa, 1964)


Come in un film di Godard: solo

in una macchina che corre per le autostrade

del Neo-capitalismo latino – di ritorno dall’aeroporto –

[là è rimasto Moravia, puro fra le sue valige]

solo, «pilotando la sua Alfa Romeo»

in un sole irriferibile in rime

non elegiache, perché celestiale

il più bel sole dell’anno –

come in un film di Godard:

lunedì 20 giugno 2022

Pier Paolo Pasolini, La ballata delle madri

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Ballata delle madri

Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
d'esperienze così diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete
il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
o lo passate, a redattori rotti
a ogni compromesso, capirebbero chi siete?

Pier Paolo Pasolini, Non ho amato Claudel - La Fiera Letteraria, domenica 10 aprile 1955.

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La Fiera Letteraria, domenica 10 aprile 1955.


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venerdì 17 giugno 2022

Pier Paolo Pasolini, La passione - Tratto da L'usignolo della chiesa cattolica.

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Pier Paolo Pasolini
La passione

da L'usignolo della chiesa cattolica


       I


       Cristo nel corpo

       sente spirare

       odore di morte.

       Ah che ribrezzo

       sentirsi piangere!

       Marie, Marie,

       albe immortali,

       quanto dolore...

       Io fui fanciullo

       e oggi muoio.

Pier Paolo Pasolini, L'usignolo - Tratto da L'usignolo della chiesa cattolica.

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Pier Paolo Pasolini
L’usignolo

da L'usignolo della chiesa cattolica.

«Io non sono la luce...»

(San Giovanni, Vangelo)


I

STRANIERO
Salute, giovinetto. Cosa fai appoggiato al fresco rastrello?

GIOVINETTO
Salute, straniero, dietro di me Casarsa coi campi smarriti e i vecchi muri.

STRANIERO
Sei povero o signore? che nome hai?

GIOVINETTO
Ho vent’anni, vado nel campo a servire il mio padrone.

STRANIERO
Qual è la vostra bellezza?

GIOVINETTO
Il Vallo e il Bosco con le rogge d’argento.

STRANIERO
E non avete mai feste?

GIOVINETTO
Le Domeniche son feste piene di canti!

STRANIERO
Che triste paese!

GIOVINETTO
Donne mie, vecchi della mia infanzia, che dolce allegria i giorni della Settimana Santa!

STRANIERO
Non avete corpi dentro lo scuro vestito?

GIOVINETTO
Campana dell’Ave, campana dell’Angelus.

STRANIERO
Sentite sempre la voce del cielo?

GIOVINETTO
No. L’uomo ha le carte, il vino e le ragazze.

STRANIERO
Ah, vedo che sono ombre i vostri anni!

GIOVINETTO
L’alba schiarisce i paesucci cristiani, prega il giovane e va a zappare nel campo.

STRANIERO
Felice te! Io sono lontano dal mio paese.

GIOVINETTO
E che cosa hai trovato per la tua strada?

STRANIERO
Questa conchiglia, giovinetto!

GIOVINETTO
Oh, lascia che vi posi sopra l’orecchio!

STRANIERO
Attento, è un suono di dolore...

GIOVINETTO
No! Io vi sento battere Rosario, cantare ragazzi, e sospirare mia madre nel campo.


II