"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
La lunga strada di sabbia
1959
l’Italia vista da Pasolini
Cronaca poetica di un’estate tra spiagge, volti e inquietudini
di un’Italia in trasformazione.
(Le Immagini del post sono di proprietà: ©Archivio Fotografico Paolo Di Paolo - Tutti i diritti riservati)
La lunga strada di sabbia occupa un posto singolare nell’opera di Pier Paolo Pasolini: non è né un romanzo compiuto né un semplice reportage giornalistico, ma rappresenta un nodo fondamentale nell’evoluzione dello scrittore e nel racconto antropologico di un’Italia in transizione. Scritto nell’estate del 1959 per la rivista Successo, viaggia lungo le coste italiane da Ventimiglia a Trieste, attraversando geografie esterne e interne in uno straordinario dialogo tra paesaggio, corpo e identità collettiva. Oltre all’importanza documentaria del testo, il progetto assume una doppia vita grazie alle fotografie di Paolo Di Paolo, mentre quarant’anni dopo il fotografo Philippe Séclier reinterpreterà quel viaggio, accendendo nuove riflessioni sulla mutazione antropologica e sui paesaggi della memoria. I
Nel giugno-agosto 1959, quando Pasolini compie il viaggio che darà vita a La lunga strada di sabbia, l’Italia è all’inizio del cosiddetto “miracolo economico”. Il paese, dopo la distruzione e la miseria della guerra, conosce un’accelerazione della modernizzazione: industrializzazione, aumento dei consumi, spostamenti di massa interni, la penetrazione della cultura urbana e l’omologazione sociale operata dai nuovi media, in particolare la televisione. Tuttavia, questa trasformazione porta con sé profonde tensioni: il Sud e le aree rurali restano ai margini, la povertà e l’arretratezza emergono accanto ai primi segni della società dei consumi, la crescita del turismo di massa inizia a modificare i costumi e i paesaggi costieri. Queste contraddizioni saranno il cuore pulsante degli sguardi e delle riflessioni di Pasolini.
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