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domenica 20 luglio 2025

Una bellissima intervista ad Anna Magnani: Una contro tutti - Marina Maffei, sul set di Mamma Roma - Noi Donne, numero 19, 13 maggio 1962, pag. da 38 a 41

"Le pagine corsare " 

dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Una bellissima intervista ad Anna Magnani: 
Una contro tutti
Marina Maffei, sul set di Mamma Roma

Noi Donne
numero 19
13 maggio 1962
pag. da 38 a 41

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )

 




E' tornata davanti alla macchina da presa con l'entusiasmo di una debuttante. Nel film di Pier Paolo Pasolini crea un personaggio nuovo e audace, quello di una donna sola, in lotta contro l'indifferenza di un'intera città. 

« Mamma Roma è un personaggio nuovo, una donna che ha delle ambizioni piccolo borghesi, sproporzionate al mondo in cui ha vissuto. E' un personaggio bellissimo, una parte che mi fa sognare!». 

Con queste poche, precise, parole Anna Magnani spiega il motivo che l'ha convinta a tornare di nuovo davanti alla macchina da presa, dopo due anni di inattività. Produttori italiani e stranieri, registi famosi, per due anni l'hanno corteggiata, lusingata, offrendole contratti in bianco, ma Anna Magnani aveva sempre rifiutato ogni offerta. E se ne stava nel suo appartamento sui tetti di Palazzo Altieri, dal quale si vede mezza Roma, o nella sua villa al Circeo aspettando l'occasione buona, la parte che la « facesse sognare»: glie l'ha offerta Pier Paolo Pasolini con il film Mamma Roma. 
Per la verità tutto era cominciato a Venezia la scorsa estate, durante il Festival. Sullo schermo del Palazzo del cinema si proiettava Accattone, davanti ad un pubblico attento di critici, di giornalisti, di attori, ma anche di curiosi, di gente che voleva vedere, e non senza qualche prevenzione, il film dello scrittore che, tutto ad un tratto, si era messo a fare il regista. E c'era anche lei fra il pubblico, Anna Magnani. 
Dicevano che fosse venuta a Venezia apposta per vedere II brigante di Castellani, regista al quale è legata da grande amicizia fin dai tempi in cui girarono insieme Nella città l'inferno, e per vedere appunto il film di Pasolini. E forse anche lei era un pò prevenuta. 
L'avevo vista entrare nella sala: pantaloni verdi e camicetta a quadrucci dello stesso olore, scarmigliata; il volto pallido assolutamente  privo di trucco spiccava fra i visetti dipinti e abbronzati delle ragazze venute a Venezia per far colpo su registi e produttori, facendoli diventare di colpo scialbi e insignificanti. 
II film, com'è noto, ottenne un grande successo, anche se non mancarono i dissensi e le polemiche, e fra coloro che alla fine della proiezione applaudivano con maggior calore, c'era anche lei, Anna Magnani. Fu così presa da quel film, dalla sua drammatica realtà, che subito disse al produttore Alfredo Bini: 

«Mi devi far fare un film con Pier Paolo!»

mercoledì 28 maggio 2025

Pier Paolo Pasolini, Il soldato di Napoleone - Sergio Endrigo, 1962 - Canzoni scritte da Pier Paolo Pasolini

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Pier Paolo Pasolini
Il soldato di Napoleone

Sergio Endrigo
1962


 1962 - Il soldato di Napoleone 

Autori del testo - Pier Paolo Pasolini, Sergio Endrigo 

Autori della musica - Sergio Endrigo 

Interprete - Sergio Endrigo


Fu un’idea di Ennio Melis, il direttore artistico della RCA, quella di farmi collaborare con Pier Paolo Pasolini. Anzi lui voleva che Pasolini scrivesse i testi per delle ballate che parlassero del mondo che aveva descritto nei suoi romanzi, i ragazzi di vita, la Roma delle periferie, e che io le musicassi. Così ci incontrammo e io gli parlai di questa idea, ma lui in quel momento stava partendo per l’Africa, doveva fare dei sopralluoghi per un film che doveva girare, non aveva molto tempo e mi disse di guardare tra le sue poesie friulane, in una raccolta che si chiamava “La Meglio Gioventù”, e che prendessi pure quello che volevo. “La Meglio Gioventù” è la storia di una famiglia friulana, la famiglia Colussi, la famiglia della madre di Pasolini, dall’età di Napoleone alla Resistenza. Io presi la prima parte, c’era già la traduzione, mi limitai a togliere qualche sillaba e ad adattarla alla metrica della musica che avevo scritto e così registrai Il Soldato Di Napoleone.

(da “Sergio Endrigo. La Voce Dell’Uomo” -Edizioni Associate, 2002)


Addio, addio Casarsa vado via per il mondo

Lascio il padre e la madre vado via con Napoleone
Addio vecchio paese, addio giovani amici
Napoleone chiama la meglio gioventù
Quando si alza il sole al primo chiaro del giorno
Vincenzo col suo cavallo di nascosto se ne è partito
Correva lungo il Tagliamento e quando suona mezzodì
Vincenzo si presenta a Napoleone
Come furono passati sette mesi sono in mezzo al ghiaccio
A conquistare la Russia perduti e abbandonati
Come furono passati sette giorni sono in mezzo al gelo
Della grande colonia feriti e prigionieri
Spaventato il cavallo, fuggiva per la neve
E sopra aveva Vincenso che ferito delirava
Gridava fermati cavallo, ferma, fermati ti prego
Che è ora che ti dia un mannello di fieno
Il cavallo si ferma e con locchio quieto buono
Guarda il suo padrone che ormai muore di freddo
Lincenso gli squarcia il ventre, la sua baionetta
E dentro vi ripara la vita che gli avanza
Susanna con suo padre passa di lì sul carro
E vede il giovincello nei visceri del cavallo
Salviamolo padre mio questo povero soldato che muore nella colonia
Caduto e abbandonato
Chi siete bel soldato venuto da lontano
Sono Colussi Vincenzo un giovane italiano
E voglio portarti via appena sarò guarito
Perché nel petto con gli occhi mi hai ferito
No, no che non vengo via perché mi sposo questa pasqua
No, no che non vengo via perché a pasqua sarò già morta
La domenica degli ulivi piangevano tutti e due
E luno e laltra a piangere si vedevano di lontano
Il lunedì santo si vedono nellorto
E si danno un bacio come due colombi
Il giovedì santo che nascono rose e fiori
Scappano dalla colonia per saziare lamore
La domenica di pasqua che tutto il mondo canta
Arrivano innamorati in terra di Francia
La domenica di pasqua che tutto il mondo canta
Arrivano innamorati in terra di Francia




@Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare


Curatore, Bruno Esposito

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martedì 13 maggio 2025

Pasolini, Il rosso di Guttuso - Rinascita, 13 ottobre 1962, pag. 32.

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Pasolini, Il rosso di Guttuso

Rinascita
13 ottobre 1962
pag. 32.

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )



La poesia sul “rosso di Guttuso” apparve per la prima volta, senza titolo, sul numero 23 di Rinascita (13 ottobre 1962) a pag. 32. La pagina porta il titolo redazionale "L'amico del popolo". 

Successivamente, con il titolo "Rosso Guttuso, viene inserita in un inserto al numero 42 di Rinascita, di sabato 9 novembre 1985, dal titolo: Dialogo con Pasolini.

giovedì 8 maggio 2025

Pier Paolo Pasolini, La navigazione verso Cuba - Vie nuove, 8 novembre 1962, pag.23

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Pier Paolo Pasolini
La navigazione verso Cuba

Vie nuove

8 novembre 1962

pag. 23

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )


Cari amici, spedisco alla redazione di << Vie Nuove >> una poesia, anzichè le lettere solite. E' una poesia d'occasione, e come tale non si differenzia poi molto dall'eventuale mia risposta a qualcuno che mi chiedesse l'opinione sui fatti di Cuba... Consideratela un po' come tradotta, in sogno, dal cubano... 


La navigazione verso Cuba 


In un mattino di quest'anno, 

azzurrino nella profondità dei secoli, 

il convoglio va verso Cuba. 


In un mattino di quest'anno, 

buio nelle viscere dei secoli, 

un poeta dorme nel suo lettuccio. 

lunedì 24 marzo 2025

Pier Paolo Pasolini, 10 giugno, "Io sono una forza del passato" - le poesie di Mamma Roma

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© Immagine di Divo Cavicchioli


Pier Paolo Pasolini, 10 giugno, 
"Io sono una forza del passato"

le poesie di Mamma Roma 


       Un solo rudere, sogno di un arco,

       di una volta romana o romanica,

       in un prato dove schiumeggia un sole

       il cui calore è calmo come un mare,

       e, del mare, ha il sapore di sale,

       il mistero splendente: lì ridotto,

       sulla schiuma del mare della luce,

       il rudere è solo: liturgia

       e uso, ora profondamente estinti,

       vivono nel suo stile – e nel sole –

       per chi ne comprenda presenza e poesia.

       Fai pochi passi, e sei sull’Appia

       o sulla Tuscolana: lì tutto è vita,

       per tutti. Anzi, meglio è complice

       di quella vita chi non ne sa stile

       e storia. I suoi significati

       si scambiano nella sordida pace

       indifferenza e violenza. Migliaia,

       migliaia di persone, Pulcinella

       d’una modernità di fuoco, nel sole

       il cui significato è anch’esso in atto,

       si incrociano pullulando scure

       sugli accecanti marciapiedi, contro

       l’Ina-Case sprofondate nel cielo.

mercoledì 5 marzo 2025

L'addio di Pasolini alle borgate - Franco Calderoni intervista Pasolini sul set di Mamma Roma - Tempo, numero 19 del 12 maggio 1962

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L'addio di Pasolini alle borgate
Franco Calderoni intervista Pasolini sul set di Mamma Roma

Tempo, numero 19

12 maggio 1962

pag. 36, 37 e 39

( Questa trascrizione da cartaceo, è curata da Bruno Esposito )

Roma, maggio

<< Con Mamma Roma darò l'addio al mondo delle borgate e al sottoproletariato romano. E' un'addio pieno di tristezza il mio, ma è necessario >>.

Passeggio su e giù per via Sagunto con Pasolini. Ha appena finito di girare un primo piano della Magnani appoggiata alla ringhiera delle scale di uno dei palazzoni dell'Ina-Casa che sorgono al Quadraro. Una selva di finestre grigie come buchi nel tufo sputa le voci a tutto volume delle radio. I ragazzi giocano badando bene a non scompigliarsi le accurate capigliature.

<< Non è servito a niente - riprende Pasolini - io ho tentato di proporre all'attenzione e alla meditazione del pubblico un problema. Ma la mia voce è arrivata solo là dove non c'erano porte da sfondare... Gli altri hanno rifiutato il problema e hanno guardato il sottoproletariato, i suoi simboli, con scetticismo e ironia... quando non si è scesi addirittura agli insulti contro loro e contro me. Nessuno ha capito che quello del sottoproletariato non è un fatto folcloristico >>.

sabato 22 febbraio 2025

Pier Paolo Pasolini, Il coraggio di vivere - Vie nuove numero 20, del 17 maggio 1962

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Pier Paolo Pasolini
Il coraggio di vivere

Vie nuove 

numero 20

17 maggio 1962

pag.25

Caro Pasolini, ti scrivo perché mi sono fatta comunista, specifici fatti e una certa sofferenza interiore mi hanno fatto scivolare sull’unica risorsa di vita che mi rimaneva. 

Ti scrivo però soprattutto, per confidare a te, che hai così profondamente capito l’infelicità dei giovani, come poche ore fa io abbia superata l’idea di voler morire: e non è la prima volta. Non so dirti altro della mia vita, all’infuori delle mie poesie. Che valgano o no, sono la mia arma migliore. 

Ho ventidue anni. Mi chiamo Cosetta D. E., vivo a Bologna.

Avrei bisogno, sento fortemente il bisogno di studiare, per salvarmi, ma tutti mi sono contro: 1) perché sono una donna; 2) perché non ho mezzi, sono anzi molto povera. 

Come potrò salvarmi dal cadere all’asservimento di uno dei tanti che mi gironzolano intorno, vuoti di ideali, senza la speranza di una umanità migliore, di una società costruita diversamente? Uomini che affogano: fiumane di pettegolezzi, malvagità nidificata, soprusi morali, e sfruttamento, sempre e in ogni campo. 

Dove prendere il coraggio di vivere? O di partire, per cercare un avvenire migliore? Mi puoi aiutare?

Cosetta

venerdì 21 febbraio 2025

Pier Paolo Pasolini: "E poi io sono… «una forza del Passato»" - Vie nuove, numero 42, 18 ottobre 1962

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Pier Paolo Pasolini
"E poi io sono… 
«una forza del Passato»"

Vie nuove

numero 42

18 ottobre 1962

pag. 35

Caro Pasolini, mi permetta alcune domande a proposito di un fatto che ho notato nei suoi lavori cinematografici e che ha destato una certa sorpresa. Il fatto del ricorso, per quanto riguarda il commento musicale e – per Mamma Roma – i riferimenti pittorici (nel primo caso Bach, nel secondo Mantegna) ad autori del passato. Perché uno scrittore e regista tanto impegnato, come lei nel presente, sente il bisogno di inserire nelle sue opere questi richiami che sanno tanto di intellettualismo? Il suo giudizio sulla musica contemporanea è tanto negativo da indurla a rifiutarne l’esperienza e la collaborazione? Eppure, mi sembra che mai come nel suo caso una collaborazione con le altre forme espressive contemporanee dovrebbe riuscire particolarmente efficace. 

Grazie e cordiali saluti. 

Mario Liverani – Livorno

martedì 18 febbraio 2025

Pasolini - Non siamo complici - Vie nuove numero 42, del 18 ottobre 1962

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Pasolini - Non siamo complici

Vie nuove

numero 42

del 18 ottobre 1962

pag. 35

Caro Pasolini, ricomincia la stagione editoriale e, come negli anni scorsi, avremo nelle principali città italiane una serie di manifestazioni per la presentazione delle nuove opere letterarie. È di prammatica ormai che a queste riunioni siano presenti i maggiori protagonisti della nostra letteratura contemporanea: Moravia, ad esempio, Calvino, Bassani, Soldati ed anche lei, caro Pasolini. Tutti scrittori con interessi e temperamenti diversi, a volte opposti. E tuttavia, tranne casi eccezionali (ricordo soltanto la sua polemica con Cassola) un nuovo romanzo di Calvino sarà presentato e accolto entusiasticamente da Moravia, da Bassani e da Soldati; un nuovo libro di Soldati sarà osannato da Calvino, da Moravia e da Bassani, e via così invertendo l’ordine dei fattori ma sempre con lo stesso risultato. Com’è possibile questo? Non ha anche lei il sospetto, come l’ho io, che tutto ciò accada sotto gli auspici della industria culturale?

Antonio Delle Cese – Albano Laziale

In Italia ci sono degli archetipi – dolorosi, umilianti archetipi – a cui ci si riferisce per spiegarsi ogni fenomeno della nostra vita associata.

Come in ogni paese a carattere arcaico e depresso – tale è, economicamente, metà Italia, e, moralmente, l’altra metà – l’archetipo fondamentale è il «nucleo familiare». La famiglia come clan, come rifugio, come tana, come protezione dal caos e dal diluvio come grembo materno, come terapia ai traumi di una vita che è ancora quella della foresta.

domenica 22 dicembre 2024

MAMMA ROMA - DIARIO AL REGISTRATORE di Pier Paolo Pasolini - 1962

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@Angelo Novi - Marcel Carné con Pier Paolo Pasolini e Anna Magnani in visita sul set


MAMMA ROMA
 DIARIO AL REGISTRATORE 
di Pier Paolo Pasolini

1962


       3 maggio 1962, ore 9

       Ricordo che anche l’anno scorso quando dovevo fare Accattone – e pareva non dovessi più farlo – ho passato delle notti insonni, le sole della mia vita, perché, di solito, io dormo intensamente per nove ore di seguito con dei sogni spesso bellissimi. Invece in quel periodo ho fatto dei sogni terribili. Sognavo nel cuore della notte – avendo coscienza di essere nel cuore della notte – il sole, un sole radioso e stupendo, che era tanto più macabro quanto più era radioso. Perché era, appunto, un sole sognato nella notte, nel cuore della notte. Quel sole colpiva delle facce, o, meglio, dei «primi piani», degli amici di Accattone, al Ciriola, sul Tevere, con i profili delle statue bianche del Ponte degli Angeli. Nel fondo della notte, una luce ardente biancheggiava sulle facce degli amici di Accattone – Peppe il Folle, il Tedesco, Piede d’Oro – con un biancore che aveva qualcosa di mortuario, di funereo – il biancore che hanno le ossa dissepolte abbandonate in un pomeriggio d’estate, con la polvere. E questo senso di funereo che c’era nel sole, che pure era stupendo, era dovuto al fatto che quelle inquadrature erano, per me, irrealizzabili, mi erano impedite dalle circostanze.

venerdì 10 novembre 2023

Pasolini - Fascisti: padri e figli - Vie nuove, n. 36 a. XVII, 6 settembre 1962

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Fascisti: padri e figli
di Pier Paolo Pasolini

Signor Pasolini, perché tante giovani menti vengono attratte dal pericolo dell’idea fascista? Vivendo in una società di giovani, noi ci poniamo questa domanda e non sappiamo rispondere. 

Michele Brucculeri, Daniele Squinzani - Torino



Le racconto un caso personale, un esempio.
Lei forse saprà o immaginerà come la mia vita sia funestata da una serie di doveri inutili. Un rispondere a vuoto a domande fatte a vuoto. Il vivere cioè in parte nel mondo della pseudo-cultura, o come dice più esplicitamente la mia amica Elsa
Morante, dell’irrealtà.

giovedì 9 novembre 2023

NOTE PSICHIATRICHE. DEL PROF. ALDO SEMERARI, DELL’UNIVERSITÀ DI ROMA SULLO SCRITTORE PIER PAOLO PASOLINI.

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Tratto da:

Malastoria
L’Italia ai tempi di Cefis e Pasolini



Le Note psichiatriche di Aldo Semerari

Anno II / N. 22 / 21 Giugno 1962

Documentazione per i caporedattori: riservata non pubblicare.

NOTE PSICHIATRICHE
DEL PROF. ALDO SEMERARI
DELL’UNIVERSITÀ DI ROMA 
SULLO SCRITTORE PIER PAOLO PASOLINI.


Al recente processo di Latina contro Pier Paolo Pasolini chiusosi con la condanna dello scrittore, la parte civile (Avv. Valerio Veronese e Avv. Giorgio Zeppieri), aveva chiesto le perizia psichiatrica, esibendo al Tribunale alcune note dello psichiatra Aldo Semerari, libero docente alla Università di Roma, presso la Clinica delle malattie nervose e mentali. La richiesta della parte civile, alla quale non si oppose la difesa (Avv.to Carnelutti), fu respinta dal Tribunale. Pubblichiamo la perizia del Prof. Semerari a documentazione dei caporedattori.

Pier Paolo Pasolini, Hanno letto solo un titolo / Come un incubo dell'infanzia - Vie nuove, numero 28 del 12 luglio 1962

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Pier Paolo Pasolini
Hanno letto solo  un titolo
Come un incubo dell'infanzia

Vie nuove
numero 28 
12 luglio 1962 

Come un incubo dell’infanzia

Cari amici di «Vie nuove», per due o tre settimane ho dovuto sospendere la mia rubrica, perché il film Mamma Roma era entrato in una fase tale di lavoro, da non lasciarmi respiro. Ora è cominciato il doppiaggio, la fatica è meno atroce, qualche minuto durante la giornata mi rimane per scrivere.

lunedì 30 ottobre 2023

Pier Paolo Pasolini, "Gli anni della rabbia" - La Rabbia - Vie nuove, numero 38, pag. 35 del 20 settembre 1962

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Eretico e Corsaro

 
 
 
Pier Paolo Pasolini, "Gli anni della rabbia"
La Rabbia
Vie nuove
numero 38
pag. 35
20 settembre 1962


Gli anni della rabbia

Caro Pasolini
ho sentito che lei deve fare un film intitolato << La rabbia >>, sarei curioso di sapere di cosa si tratta.

Elio Filippo Carrozza - Isole Tremiti

«E' un film tratto da materiale di repertorio (novantamila metri di pellicola: il materiale cioè di circa sei anni di vita di un settimanale cinematografico, ora estinto). Un'opera giornalistica, dunque, più che creativa. Un saggio più che un racconto. Per dargliene un'idea più precisa, le accludo il "trattamento" del lavoro: le solite cinque paginette che il produttore chiede per il noleggio. Tenga quindi conto della destinazione di questo scritto: una destinazione che implica da una parte una certa ipocrita prudenza ideologica (il film sarà molto più decisamente marxista, nell'impostazione, di quanto non sembri da questo riassunto), e dall'altra parte una certa goffaggine estetica (il film sarà molto più raffinato, nel montaggio e nella scelta delle immagini, di quanto non si deduca da queste affrettate righe).

lunedì 5 giugno 2023

Pasolini, Le parole di Gesù e le parole di Marx - Vie nuove, n. 30, 26 luglio 1962

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Eretico e Corsaro


Pier Paolo Pasolini
Le parole di Gesù e le parole di Marx

Vie nuove
n. 30
26 luglio 1962




   Caro Pasolini, indubbiamente, la lettera di Luigi Novelli di Scarlino (Grosseto) pubblicata da «Vie nuove» il 21 giugno scorso, è piena di idee confuse; di più, l’autore sembra non ammettere idee diverse dalle sue (secondo il Novelli, dove la voce di Cristo «non giunge non esiste il progresso ma il deserto più completo regna sotto l’ombra di false religioni»). Ma la Sua risposta, caro Pasolini, mi sembra anch’essa piena di confusioni e carica di disprezzo per idee diverse da quelle che Lei appassionatamente professa. Il Novelli confessa di giudicare «a casaccio» «La religione del mio tempo», che non ha acquistato «per mancanza di mezzi», e a casaccio la giudica «una delirante poesia sui problemi proletari nella quale vengono confusi i mali sociali ed i mali spirituali». Ma Lei, mi scusi, giudica altrettanto «a casaccio» la confusa fede religiosa del signor Novelli, quando dice: «io non ci credo, in questo suo Dio raccattato nei solai della Controriforma e del perbenismo borghese», oppure quando si diverte a sviluppare un lungo e barocco paragone tra un Dio «ornamento prezioso e solenne della propria identità» e i «monumentali, incredibili cappellini con fiori e veli» che finiscono col trasformare nell’intimo le generiche costrette a portarli sulla scena, soddisfacendo il loro narcisismo.

domenica 5 giugno 2022

Pier Paolo Pasolini, "Le lettere personali", "Devo difendermi" - Vie Nuove, numero 10, 8 marzo 1962, pagina 35.

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Vie Nuove, numero 10, 8 marzo 1962.

Vie Nuove, numero 10, 8 marzo 1962.


Pier Paolo Pasolini
"Le lettere personali"
"Devo difendermi"

Vie Nuove

numero 10

8 marzo 1962

pagina 35. 

( Trascrizione dal cartaceo interamente curata da Bruno Esposito )


Le lettere personali 

   Sono tornato dal Sudan, e, appena a casa. una delle prime cose che ho fatto, è stato aprite la posta di Vie Nuove. La posta mi viene mandata in una busta abbastanza voluminosa che consiste che m viene mandata a mano dal giornale, con sopra scritto, sempre con la solita calligrafia filiforme e dilatata, il mio norne con l'aggiunta << da parte di Vie Nuove >>. Ho ritrovato qui, sul tavolo in orribile disordine, questa busta famigliare ormai: proprio un dato della vita quotidiana, dopo quasi due anni di consuetudine. Sono abbastanza consuetudinario per averne provato un  certo piacere.

lunedì 25 aprile 2022

Pier Paolo Pasolini, Le belle bandiere - II Menabò», n. 6, Torino, 1963

"Le pagine corsare " 
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Eretico e Corsaro



Pier Paolo Pasolini
Le belle bandiere

[«II Menabò», n. 6, Torino, 1963] 

(oggi in Poesia a forma di rosa)


 I sogni del mattino: quando

 il sole già regna,

 in una maturità

 che sa solo il venditore ambulante,

 che da molte ore cammina per le strade

 con una barba di malato

 sulle grinze della sua povera gioventù:

 quando il sole regna

 su reami di verdure già calde, su tende

 stanche, su folle

 i cui panni sanno già oscuramente di miseria

 – e già centinaia di tram sono andati e tornati

 per le rotaie dei viali che circondano la città,

 inesprimibilmente profumati,  

martedì 28 dicembre 2021

1962 MAMMA ROMA

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Eretico e Corsaro



1962 MAMMA ROMA



Regia di Pier Paolo Pasolini (aiuto regia: Carlo Di Carlo)
Produzione: Alfredo Bini - Arco Film
Distribuzione: Cineriz
Soggetto e sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini
Collaborazione dialoghi: Sergio Citti
Fotografia: Tonino Delli Colli
Musica: Antonio Vivaldi (coord. Carlo Rustichelli)
Fra gli interpreti: Anna Magnani, Franco Citti, Paolo Volponi
PRIMA PROIEZIONE:
31 agosto 1962: XXIII mostra di Venezia.
USCITA NELLE SALE:
22 settembre 1962: Roma, Cinema Quattro Fontane

STORIA DEL FILM:
Film girato dal 9 aprile al giugno 1962 nei teatri di posa Incir De Paolis (Roma) e negli esterni di Roma, Frascati, Guidonia, Subiaco. Secondo film di Pasolini. Vince il Premio della FICC (Federazione Italiana dei Circoli del Cinema) alla XXIII Mostra di Venezia.