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Pasolini - VITA, OPERE E MORTE
Pasolini Biografia Breve - Le Pagine Corsare
domenica 1 marzo 2026
Pier Paolo Pasolini: Ballata delle madri - Paragone, numero 146, febbraio 1962
"Le pagine corsare "
giovedì 22 gennaio 2026
Pier Paolo Pasolini, Mamma Roma - Il film che nasce da un atto di ribellione: la cronaca si fa mito, la denuncia si fa arte.
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini, Mamma Roma
Il film che nasce da un atto di ribellione:
la cronaca si fa mito, la denuncia si fa arte.
"Mostruoso è chi è nato
dalle viscere di una donna morta.
E io, feto adulto, mi aggiro
più moderno di ogni moderno
a cercare fratelli che non sono più."
( Le immagini inserite in questo post, sono prese dal "catalogo della mostra Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini nelle fotografie di © Divo Cavicchioli e © Angelo Novi" - 27 ottobre 2018 – 24 febbraio 2019 - Tutti i diritti riservati)
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| © Dino Cavicchioli |
venerdì 2 gennaio 2026
Pasolini-Magnani un'accoppiata da Gran Premio: l'autore ci parla di Mamma Roma - Telecineriz, anno III, numero 8, agosto 1962, pag.3-4
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pasolini-Magnani un'accoppiata da Gran Premio
l'autore ci parla di Mamma Roma
Telecineriz
anno III
numero 8
agosto 1962
pag.3-4
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
Dopo due anni di volontaria assenza la Magnani torna sullo schermo con un personaggio vivo, inquieto, esuberante, disperata << Mamma Roma >>. Il cinema l'aveva delusa, ma Pasolini, costruendole una sceneggiatura su misura, l'ha riconquistata, ed il cinema le è di nuovo entrato nelle vene. Il privilegio di averla di nuovo attratta davanti alla macchina da presa spetta per metà al produttore Alfredo Bini e per l'altra metà a Pier Paolo Pasolini. Il binomio Bini-Pasolini era una garanzia per Anna Magnani e << l'aventiniana >> attrice si è fatta convincere.
Anna Magnani in Mamma Roma è una matura prostituta che, per amore del figlio, passa dall'infame commercio notturno ad un più rispettabile commercio di frutta e verdura in un mercato rionale. Mamma Roma (nome di << battaglia >> della prostituta) è una povera donna piena di buone intenzioni che cerca di creare un avvenire al figlio e una nuova reputazione per se stessa. Ma sbaglia tutto, per ignoranza e per colpa dell'ambiente. Che ne sa Mamma Roma della vita? Corre dal parroco e gli chiede aiuto. Ma che aiuto può chiedergli? Non lo sa nemmeno lei. Il suo ideale è un ideale piccolo-borghese di vita per bene, ma questo ideale si sovrappone a una vita le cui esperienze sono tutte atroci, volgari, sbagliate. E quando il prete le consiglia di fare imparare al figlio un mestiere, mandandolo magari in un cantiere, Mamma Roma si ribella
mercoledì 17 dicembre 2025
Intervista esclusiva con Pier Paolo Pasolini - Pietro A. Buttitta, L'Avanti, 23 febbraio 1962, pag. 3
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo PasoliniEretico e Corsaro
Intervista esclusiva con Pier Paolo Pasolini
Pietro A. Buttitta
L'Avanti
23 febbraio 1962
pag. 3
( © Questa trascrizione inedita da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
Di Pier Paolo Pasolini i giornali scrivono spesso ma quasi solo per contribuire a dare di lui al pubblico un'immagine errata, che vorrebbe forse essere polemica ma che riesce soprattutto falsa.
Un giudizio su Pasolini, il Pasolini vero cioè, va dato soltanto credendo nella sua sincerità, nella sincerità del suo lavoro che lo mostra così scoperto e fragile (è la parola che lui stesso ha usato), fragile perché disposto a non nascondere dietro alla preparazione culturale l'urgenza delle impressioni, l'abbandono all'ispirazione, la volontà di dire la verità o, meglio, quella che per lui, scrittore, è la verità.
Nel 61 Pasolini ha vinto un premio letterario, Chianciano, con il volume di versi La religione del mio tempo, ma non è per questo motivo che il pubblico ha guardato al suo lavoro, lo stesso Pasolini certamente ricorderà l'anno che è passato soprattutto perché ha segnato il suo incontro con il cinema.
Cosa pensa Pasolini di questa sua esperienza? La reputa irripetibile?
Pasolini afferma:
«Macchina da presa e penna sono per me la stessa cosa, un film prende corpo piano piano, man mano che ci lavori, esattamente come un'opera scritta. Il lavoro è diverso soltanto in apparenza, nella sostanza è identico, presenta cioè gli stessi problemi di rapporto fra contenuto e forma e per un artista il processo espressivo non può che essere identico, ma forse posso affermare ciò perché non faccio il cinema come regista di mestiere ma come autore ».
venerdì 21 novembre 2025
Il sogno di una cosa: Pasolini tra sperimentazione linguistica, memoria e disillusione politica - Il sogno infranto di una generazione: amore, lavoro e rivoluzione
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Il sogno di una cosa
Pasolini tra sperimentazione linguistica
memoria e disillusione politica
Il sogno infranto di una generazione:
amore, lavoro e rivoluzione
Il romanzo Il sogno di una cosa, concepito da Pier Paolo Pasolini tra il 1948 e il 1949 ma pubblicato solo nel 1962, si colloca in uno dei momenti più drammatici della storia italiana del Novecento. La narrazione si svolge negli anni immediatamente successivi alla fine della Seconda guerra mondiale, una fase storica segnata da profonde ferite fisiche, sociali e morali per il paese. L’Italia del dopoguerra affrontava la ricostruzione materiale delle città devastate, la perdita delle colonie e di alcuni territori orientali (la cosiddetta questione delle terre giuliane e del confine orientale è centrale per la regione del Friuli). Lo scenario nazionale era caratterizzato da una profonda incertezza politica, da un’acuta povertà diffusa soprattutto nelle campagne e da enormi movimenti migratori interni e transfrontalieri.
Il contesto friulano acquisiva in quegli anni una specificità ulteriore. Situato nella zona di frontiera tra l’Ovest capitalistico e l’Est socialista, il Friuli era segnato sia dalla memoria del conflitto sia dalle tensioni della guerra fredda che vedevano la nascita dell’Italia repubblicana nel 1946 e la polarizzazione politica tra il blocco occidentale, a guida statunitense, e quello dell’Est sotto l’influenza sovietica. Nel Friuli del 1948-49 convivevano la “ferita” dell’esodo giuliano-dalmata, la minaccia di infiltrazioni jugoslave e la tensione tra i gruppi partigiani cattolici della ‘Osoppo’ e quelli comunisti delle ‘Brigate Garibaldi’. Tali tensioni esplosero anche nella memoria del tragico eccidio di Porzûs (7-18 febbraio 1945), in cui furono uccisi 17 partigiani osovani da gappisti comunisti filo-jugoslavi, evento di cui Pasolini, seppur indirettamente, risente nell’immaginario dell’epoca.
giovedì 13 novembre 2025
L’odore dell’India, Pasolini e il profumo della pietà, il tanfo del potere, Cristo, Marx e le vacche sacre.
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
L’odore dell’India
Pasolini e il profumo della pietà
il tanfo del potere
Cristo, Marx e le vacche sacre.
L’odore dell’India è un’opera pubblicata per la prima volta nel 1962 che testimonia l’esperienza vissuta da Pier Paolo Pasolini durante il suo viaggio in India tra la fine del 1960 e l’inizio del 1961, compiuto in compagnia di Alberto Moravia ed Elsa Morante. Il libro nasce dall’esigenza dell’autore di restituire, tramite un diario di viaggio particolarissimo, la complessità, il fascino e le contraddizioni di un paese che, per l’Occidente degli anni Sessanta, incarnava ancora un luogo quasi “mitico”, remoto, avvolto nel mistero e segnato da una povertà sconvolgente ma anche da uno straordinario spessore spirituale e umano.
L’odore dell’India si presenta come un resoconto diaristico ed episodico, suddiviso in diversi capitoli che seguono le tappe di un viaggio fisico, esistenziale e intellettuale nel subcontinente. La struttura dell’opera riflette la stessa geometria emotiva e cognitiva di Pasolini: l’itinerario non è solo esteriore, legato agli spostamenti da una città all’altra, ma anche interiore, fatto di scoperte, smarrimenti, improvvise epifanie e riflessioni amare sugli uomini e sulle civiltà. Ogni tappa - Bombay, Aurangabad, Delhi, Agra, Benares, Calcutta, Madras, Cochin e altre località - funge da sfondo per incontri con singoli personaggi, scene di vita e meditazioni sul senso della miseria, della felicità e della religiosità. La narrazione ha spesso un ritmo sincopato, fatta di aneddoti, dialoghi, ritratti umani tratteggiati con rapidità ma con una forza emozionale intensa. Accanto a una descrizione “esterna” del paese, Pasolini fa emergere una cronaca di passioni e malinconie, alternando descrizioni quasi giornalistiche ad abbandoni lirici, osservazioni prosaiche e lampi di pietà. Il percorso geografico si intreccia costantemente con la raccolta di impressioni sensoriali e morali, che diventa la trama profonda del libro.
mercoledì 29 ottobre 2025
Pier Paolo Pasolini, Gli anni della rabbia - Vie nuove, numero 38, 20 settembre 1962, pag.35
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini
Gli anni della rabbia
Vie nuove
numero 38
20 settembre 1962
pag.35
( © Questa trascrizione da cartaceo è stata curata da Bruno Esposito )
venerdì 3 ottobre 2025
Pier Paolo Pasolini, Paura della morte - Vie nuove, numero 18, 3 maggio 1962, pag. 65 ( con Commento )
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini
Paura della morte
Vie nuove
numero 18
3 maggio 1962
pag. 65
( con Commento )
( © Questa trascrizione da cartaceo è stata curata da Bruno Esposito )
Caro Pasolini, ho letto la sua risposta a «Della mitologia». È una risposta che sa troppo del pensiero del professor Donini. Io, per quanto è caduto sotto la mia esperienza, ritengo che la forza della Chiesa, oltre ad essere economica, si basa sullo sfruttamento del dolore.
Infatti, il marxismo può eliminare le ingiustizie sociali, ma non la vecchiaia, le malattie, la morte. Di ciò approfitta la Chiesa. L’uomo ha bisogno di morfina e la prende dove la trova.
Saggia politica non è (almeno fino a quando i segreti dell’universo non saranno completamente scoperti) «frenare» l’azione di una Chiesa, ma favorire la pluralità dei culti. Così, il monopolio del dolore non sarà esclusivo di una sola corrente religiosa.
Saluti.
Lucio Lupi
Caro amico, lei ha condensato in poche righe quello che io, nella mia risposta cui lei si riferisce, avrei voluto analizzare occupando un intero numero, dicevo, di «Vie nuove» o dell’«Osservatore romano»…
Tuttavia la sua nota, pur essendo molto giusta, non è del tutto giusta. Lo sfruttamento del dolore, come lei dice, è uno degli elementi ideologici della Chiesa in quanto strumento del potere, feudale o capitalistico che sia. Questa è addirittura una banalità… Si potrebbe dire che, oltre al dolore, vengono sfruttate l’ignoranza, il conformismo, la paura, la miseria ecc. ecc. Quando un uomo si accorge di questo (il che avviene o dal suo interno, per una libertà acquisita con le proprie forze, magari proprio attraverso gli strumenti culturali della Chiesa…; oppure, oggettivamente, attraverso la lotta di classe), non ha più bisogno della religione: non ha più bisogno nemmeno di una pluralità di religioni. È vero che in ogni «intimità» umana, in ogni dolore, in ogni angoscia, c’è qualcosa di religioso: ma si può trattare benissimo di una religiosità totalmente privata, individuale, laica.
lunedì 29 settembre 2025
Pier Paolo Pasolini, L’epoca dell’alienazione - Vie Nuove, numero 19, 10 maggio 1962, pag. 35
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Vie Nuove, il settimanale diretto all’epoca da Maria Antonietta Macciocchi, rappresentava allora uno dei principali organi di discussione e divulgazione culturale vicini al Partito Comunista Italiano.
«Io patisco ciò che di peggio può patire uno scrittore. La mistificazione della mia opera: una mistificazione totale, completa, irrimediabile. Una vera e propria operazione industriale. Tutto quanto io dico e scrivo subisce, attraverso l’interpretazione calcolata della stampa ‘libera’, una metamorfosi implacabile: discredito, denigrazione e diffamazione, che, un po’ alla volta, finiscono di essere dei puri e semplici strumenti teppistici, e diventano una realtà, che trasforma sociologicamente il mio stile.»
domenica 20 luglio 2025
Una bellissima intervista ad Anna Magnani: Una contro tutti - Marina Maffei, sul set di Mamma Roma - Noi Donne, numero 19, 13 maggio 1962, pag. da 38 a 41
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Una bellissima intervista ad Anna Magnani: Una contro tuttiMarina Maffei, sul set di Mamma Roma
Noi Donnenumero 1913 maggio 1962pag. da 38 a 41
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
E' tornata davanti alla macchina da presa con l'entusiasmo di una debuttante. Nel film di Pier Paolo Pasolini crea un personaggio nuovo e audace, quello di una donna sola, in lotta contro l'indifferenza di un'intera città.
« Mamma Roma è un personaggio nuovo, una donna che ha delle ambizioni piccolo borghesi, sproporzionate al mondo in cui ha vissuto. E' un personaggio bellissimo, una parte che mi fa sognare!».
«Mi devi far fare un film con Pier Paolo!»
mercoledì 28 maggio 2025
Pier Paolo Pasolini, Il soldato di Napoleone - Sergio Endrigo, 1962 - Canzoni scritte da Pier Paolo Pasolini
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini
Il soldato di Napoleone
1962 - Il soldato di Napoleone
Autori del testo - Pier Paolo Pasolini, Sergio Endrigo
Autori della musica - Sergio Endrigo
Fu un’idea di Ennio Melis, il direttore artistico della RCA, quella di farmi collaborare con Pier Paolo Pasolini. Anzi lui voleva che Pasolini scrivesse i testi per delle ballate che parlassero del mondo che aveva descritto nei suoi romanzi, i ragazzi di vita, la Roma delle periferie, e che io le musicassi. Così ci incontrammo e io gli parlai di questa idea, ma lui in quel momento stava partendo per l’Africa, doveva fare dei sopralluoghi per un film che doveva girare, non aveva molto tempo e mi disse di guardare tra le sue poesie friulane, in una raccolta che si chiamava “La Meglio Gioventù”, e che prendessi pure quello che volevo. “La Meglio Gioventù” è la storia di una famiglia friulana, la famiglia Colussi, la famiglia della madre di Pasolini, dall’età di Napoleone alla Resistenza. Io presi la prima parte, c’era già la traduzione, mi limitai a togliere qualche sillaba e ad adattarla alla metrica della musica che avevo scritto e così registrai Il Soldato Di Napoleone.
Addio, addio Casarsa vado via per il mondo
martedì 13 maggio 2025
Pasolini, Il rosso di Guttuso - Rinascita, 13 ottobre 1962, pag. 32.
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pasolini, Il rosso di Guttuso
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
Successivamente, con il titolo "Rosso Guttuso, viene inserita in un inserto al numero 42 di Rinascita, di sabato 9 novembre 1985, dal titolo: Dialogo con Pasolini.
giovedì 8 maggio 2025
Pier Paolo Pasolini, La navigazione verso Cuba - Vie nuove, 8 novembre 1962, pag.23
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini
La navigazione verso Cuba
Vie nuove
8 novembre 1962
pag. 23
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
Cari amici, spedisco alla redazione di << Vie Nuove >> una poesia, anzichè le lettere solite. E' una poesia d'occasione, e come tale non si differenzia poi molto dall'eventuale mia risposta a qualcuno che mi chiedesse l'opinione sui fatti di Cuba... Consideratela un po' come tradotta, in sogno, dal cubano...
La navigazione verso Cuba
In un mattino di quest'anno,
azzurrino nella profondità dei secoli,
il convoglio va verso Cuba.
In un mattino di quest'anno,
buio nelle viscere dei secoli,
un poeta dorme nel suo lettuccio.
lunedì 24 marzo 2025
Pier Paolo Pasolini, 10 giugno, "Io sono una forza del passato" - le poesie di Mamma Roma
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini, 10 giugno,
"Io sono una forza del passato"
le poesie di Mamma Roma
Un solo rudere, sogno di un arco,
di una volta romana o romanica,
in un prato dove schiumeggia un sole
il cui calore è calmo come un mare,
e, del mare, ha il sapore di sale,
il mistero splendente: lì ridotto,
sulla schiuma del mare della luce,
il rudere è solo: liturgia
e uso, ora profondamente estinti,
vivono nel suo stile – e nel sole –
per chi ne comprenda presenza e poesia.
Fai pochi passi, e sei sull’Appia
o sulla Tuscolana: lì tutto è vita,
per tutti. Anzi, meglio è complice
di quella vita chi non ne sa stile
e storia. I suoi significati
si scambiano nella sordida pace
indifferenza e violenza. Migliaia,
migliaia di persone, Pulcinella
d’una modernità di fuoco, nel sole
il cui significato è anch’esso in atto,
si incrociano pullulando scure
sugli accecanti marciapiedi, contro
l’Ina-Case sprofondate nel cielo.
mercoledì 5 marzo 2025
L'addio di Pasolini alle borgate - Franco Calderoni intervista Pasolini sul set di Mamma Roma - Tempo, numero 19 del 12 maggio 1962
"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
L'addio di Pasolini alle borgate
Franco Calderoni intervista Pasolini sul set di Mamma Roma
Tempo, numero 19
12 maggio 1962
pag. 36, 37 e 39
( Questa trascrizione da cartaceo, è curata da Bruno Esposito )
Roma, maggio
<< Con Mamma Roma darò l'addio al mondo delle borgate e al sottoproletariato romano. E' un'addio pieno di tristezza il mio, ma è necessario >>.
Passeggio su e giù per via Sagunto con Pasolini. Ha appena finito di girare un primo piano della Magnani appoggiata alla ringhiera delle scale di uno dei palazzoni dell'Ina-Casa che sorgono al Quadraro. Una selva di finestre grigie come buchi nel tufo sputa le voci a tutto volume delle radio. I ragazzi giocano badando bene a non scompigliarsi le accurate capigliature.
<< Non è servito a niente - riprende Pasolini - io ho tentato di proporre all'attenzione e alla meditazione del pubblico un problema. Ma la mia voce è arrivata solo là dove non c'erano porte da sfondare... Gli altri hanno rifiutato il problema e hanno guardato il sottoproletariato, i suoi simboli, con scetticismo e ironia... quando non si è scesi addirittura agli insulti contro loro e contro me. Nessuno ha capito che quello del sottoproletariato non è un fatto folcloristico >>.













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