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giovedì 12 febbraio 2026

Pasolini: Lampi sull’Eni - Tratto da: Il libro nero delle stragi di Stato, a cura di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza

"Le pagine corsare " 

dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Pasolini: Lampi sull’Eni
Tratto da
Il libro nero delle stragi di Stato

a cura di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza 

© Chiarelettere editore srl

Lampi sull’Eni


Sfogliamo ora Petrolio. In particolare, analizziamo il testo chiave del 16 ottobre 1974, ovvero il riassunto dei capitoli che, a quella data, Pasolini ha già scritto. (1) È quanto ci rimane del piano complessivo dell’opera, compreso il riferimento al capitolo scomparso Lampi sull’Eni.

         Appunti 20-30

         Storia del problema del petrolio e retroscena

  ↓

  LAMPI SULL’ENI

 *

  Appunti 20-25 circa (antefatti): Le fonti

 Appunti 25-30 circa (la trama): Appendici gialle


* romanzo non tanto ‘a schidionata’ quanto ‘a brulichio’, o magari a ‘shish kebab’)

tutta questa è un’enorme digressione alla Sterne, che lascia Carlo nell’atto di andare al ricevimento della Signora F. e lo riprende quando egli entra.

Specchietto dell’Impero Eni poi Montedison

– Specchietto dell’Impero Monti secondo questo schema

– La signora presso cui c’è il ricevimento è la Signora titolare di un Ente Culturale finanziato (per ragioni di amicizia o parentela) sia da Cefis che da Monti (fascista) – Il salotto però è un salotto intellettuale di Sinistra.

– in questa occasione Carlo viene osservato e assunto da una delle due grandi Società: ma, risalendo attraverso le diramazioni petrolchimiche comuni – diventerà un pezzo grosso (vicepresidente o presidente nominale, come Beolchini) dell’altra

* Il racconto che porta al punto di incrocio del salotto della Signora è costituito tutto da notizie e informazioni di affari e parentele ecc. (Appunti 20-30). Ma anche nel punto di incrocio si raccontano <?> fatti di affari, interessi, mene, clientelismo che preparano la II parte

martedì 21 ottobre 2025

Pier Paolo Pasolini: "Petrolio" ("petrae oleum"), la “scoria nera” dello spirito contemporaneo - di Bruno Esposito

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Pier Paolo Pasolini
"Petrolio"
("petrae oleum")
la “scoria nera” dello spirito contemporaneo.

(Le immagini sono prese dall'edizione Garzanti 2022, a cura di Maria Careri e Walter Siti)


Nel 1992 Einaudi pubblicò per la prima volta "Petrolio" di Pier Paolo Pasolini (si ringrazia Graziella Chiarcossi ), l’Italia e il mondo letterario furono costretti a fare i conti non solo con un’opera monumentale – benché incompiuta – ma con un vero e proprio enigma che ancora oggi, a distanza di oltre trent’anni, resta oggetto di controversie e continue reinterpretazioni critiche. "Petrolio" si presenta come un romanzo-summa, un’opera magmatica e sperimentale, spesso definita “preambolo di un testamento” dallo stesso autore, un saggio poetico, filosofico e politico che cerca di inglobare e superare i generi. Questa ambizione si riflette nella struttura, nei temi e nel linguaggio, così come nella sua ricezione lacerante nel panorama letterario e sociale italiano.

venerdì 8 dicembre 2023

Gocce di Petrolio - Pier Paolo Pasolini, 1974

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Gocce di Petrolio
Pier Paolo Pasolini 
1974


APPENDICE 1 DAL DATTILOSCRITTO

 Carlo I divenuto santo, nel cercare per Carlo II ecc. nella sua “stoica” lotta sociale ecc. ecc. un aiuto soprannaturale ecc. compie

Una DISCESA AGLI INFERI

che si configura come un classico viaggio, secondo i modelli mitologici e medioevali, compreso Dante. Ma non è che un capitolo (come per Ulisse) e molto più semplice, frontale, nomenclatorio ecc.

 Cosa sono questi Inferi oggi, per un uomo come C.: sono il luogo dei Sogni, o dell’Inconscio (il Girone personale e il Girone della Massenpsyche, o Inconscio collettivo) con tutti i suoi simboli. Un “Sogno ideale”, che sintetizzi tutti i sogni possibili, con tutti i loro simboli possibili; il sogno dei sogni, divenuto luogo comune, archetipo e cristallizzato in una serie di visioni didascaliche. Arrivato nel punto più profondo di questi Inferi, di fronte alla Scena originaria (che può essere inventata, ribaltando tutte le ipotesi degli studiosi: e ridotta a un atto irrilevante e deludente, e per questo estremamente significativo, come rovesciare un bicchiere posato sopra una tomba sotto cui si stende la vera Regione della Morte ecc.), C. compie il gesto rituale e liberatorio – liberato appunto da ogni senso e meccanica logica (anche dalla logica del simbolismo dei sogni). Naturalmente la “Discesa” è romanzata. Per es. riapparizione del sesso, attraverso la Visione del Centauro col cazzo enorme tra le gambe davanti anziché tra quelle di dietro ecc.; visioni “architettoniche di città”. Ma la vera e propria Storia romanzesca di questa Discesa non riguarda C. ma un personaggio che egli in realtà accompagna in questa Discesa, e che deve ripetere la sua impresa mitica, riavere un rapporto con un suo pari, un compagno – come Oreste e Pilade ecc. morto (alcuni secoli avanti) prima di lui. Un mito alessandrino (come gli Argonauti, ancora, di Apollonio Rodio) che riguardi fatti accaduti nel mondo classico, benché tutto si riferisca poi ai primordi. Per questo potrei rielaborare un mito primitivo indiano, o africano o polinesiano, in cui ci siano, rozzi, gli elementi del mito mediterraneo e cristiano ecc.

 –  Carrellata indietro per cui Carlo è spettatore delle imprese dell’eroe mitico – Solo alla fine protagonista diventa Carlo – La carrellata è analoga a quella della Visione nella sezione del “Merda”.

 Chia, 16 Agosto 1974

 (sognato durante la notte)

domenica 26 giugno 2022

Pasolini - Non doveva finire così - Un estratto della Postfazione di Walter Siti a Petrolio edizione 2022

"Le pagine corsare " 
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Walter Siti
Pasolini - Non doveva finire così

Un estratto della Postfazione a Petrolio edizione 2022

Tratto da pag. 560 e da pag. 570 di Petrolio edizione 2022, curata da Walter Siti e Maria Careri.   

Presente anche anche in "Quindici riprese - Cinquant'anni di studi su Pasolini, sempre a cura di Walter Siti (2022) rispettivamente a pag. 381 e pag. 390 

[...]

pag. 560

Sull’omicidio di Pasolini si sono accumulate negli anni le incongruenze, le coincidenze troppo strane, le ombre di depistaggio, le novità intervenute con l’ausilio di strumenti più sofisticati; al punto da rendere necessaria una riapertura delle indagini, poi troppo frettolosamente concluse con un’archiviazione. Pino Pelosi non era solo quella sera all’idroscalo di Ostia, tracce di DNA sui reperti lo confermano; erano presenti un’auto targata Catania e una terza auto quasi uguale

martedì 1 giugno 2021

Lettera ad Alberto Moravia - Pasolini, Petrolio.

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Lettera ad Alberto Moravia

   Caro Alberto, ti mando questo manoscritto perchè tu mi dia un consiglio. E un romanzo, ma non e scritto come sono scritti i romanzi [veri] : la sua lingua e quella che si adopera per la saggistica, per certi articoli giornalistici, per le recensioni, per le lettere private o anche per la poesia: rari sono i passi che si possono chiamare [decisamente] narrativi, e in tal caso sono passi

venerdì 19 marzo 2021

Pier Paolo Pasolini - Neropetrolio: una tenebrosa storia, tutta italiana - Video

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Pier Paolo Pasolini - Neropetrolio:
una tenebrosa storia, tutta italiana


Quella del petrolio italiano è una linea nera che attraversa tutto il Novecento e risale al 1923 quando il principe Gelasio Caetani, nuovo ambasciatore fascista a Washington, ritorna in Italia con un filmato molto convincente: si tratta di “The history of petroleum”, una pellicola che spiega la potenzialità dell’oro nero.

lunedì 8 marzo 2021

Pasolini, Quattro porte su Petrolio di Carla Benedetti - Visioni, Tempi, Mondo.

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2. VISIONI

Leggiamo un passo dall’”Appunto 3".

Carlo vede venire due esseri, di una natura che non è certamente umana; ma appare tuttavia naturale, inserendosi nella logica della Visione. Si mettono uno di qua e uno di là del corpo di Carlo, coi piedi all’altezza della sua testa, e cominciano a parlare… Il primo dei due disputanti aveva un aspetto angelico, e Carlo sapeva interiormente che il suo nome era Polis; il secondo, invece, aveva un povero aspetto infernale, di miserabile; e il suo nome era Tetis. Era Polis che aveva cominciato a parlare: “Questo corpo è mio, mi appartiene. Esso è il corpo di un buono, di un obbediente…”"Sì, ma il Peso che ha dentro, invece, è mio…” ribatteva Tetis.

Finché si trovano d’accordo: Polis prenderà il corpo di Carlo, Tetis si prenderà l’altro corpo che vi è dentro. Siamo appena all’inizio di Petrolio, e già la convenzione di realtà è infranta. È avvenuta una sorta di rottura del muro del suono del realismo. Ma in una direzione che non è nemmeno surrealista (finta alternativa al realismo). È semplicemente un’altra forma di rappresentazione. Una forma che si lascia alle spalle il realismo, con tutta la sua convenzionalità, con

Pasolini, Quattro porte su Petrolio di Carla Benedetti - Banalità del potere

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Banalità del potere


Il titolo di questo secondo paragrafetto ricalca quello di Hannah Arendt, La banalità del male. Ma l’ho scelto solo perché è in antitesi al precedente (‘ le trame del potere’).
Se Pasolini non sfrutta il romanzesco del potere è anche perché gli interessa la sua banalità, la sua quotidianità, il suo rapporto con il costume, il suo essere intrecciato con la vita degli individui. Così infatti, dopo i “Lampi sull’Eni”, l’attenzione converge tutta sulla scena del ricevimento, nel salotto intellettuale della signora F.
Che cosa avviene dunque di tanto importante in questo salotto?

Avviene la collusione col potere.

Pasolini, Quattro porte su Petrolio di Carla Benedetti - Potere.

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Pasolini, Quattro porte su Petrolio di Carla Benedetti -
1) Potere
Testo presentato nel marzo 2003 a Roma nelle prime due giornate di lavoro per il ‘Progetto Petrolio’, un’idea di Mario Martone.
I numeri di pagina si riferiscono a Petrolio , Einaudi, 1992.
 

La prima porta è: potere.
La seconda: visioni.
La terza: tempi.
La quarta: mondo.
 
POTERE


L’ultima opera di Pasolini è un romanzo sul potere. Un susseguirsi di “Appunti” che si stratificano e si espandono avendo per asse il tema del potere. Perciò questa prima porta è obbligata. E’ la porta d’accesso a Petrolio, per entrare non si può che passare da qui.

Nella prima pagina del libro è scritta questa frase:

Col mondo del potere non ho avuto che vincoli puerili (Osip Mandel’stam).

E’ l’esergo dell’opera, quasi un’iscrizione sul portone d’ingresso.
Cosa significa questa citazione nel contesto di Petrolio? E soprattutto, cosa si intende per “vincoli puerili”? Più avanti faremo qualche ipotesi. Per il momento entriamo.

1.1 Le trame del potere

Chi dice potere, dice trame. Ma anche chi dice romanzo dice trame.

Giallo Pasolini - Sul capitolo scomparso di «Petrolio» - Carla Benedetti

"Le pagine corsare " 
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Giallo Pasolini - Sul capitolo scomparso di «Petrolio»
Carla Benedetti



Che le carte di un grande scrittore, conservate a lungo nel segreto di qualche cassa, attirino molta curiosità, è più che naturale. È successo anche con le 11 lettere private di J. D. Salinger. Dopo la sua morte, avvenuta in gennaio, si è deciso di esporle alla Morgan Library di New York, le prime quattro il 16 marzo, le altre il 13 aprile. La notizia ha avuto grande eco sulla stampa internazionale. E il 16 marzo le lettere erano lì. E certo ci saranno anche le altre, alla data prevista. Ma in Italia le cose vanno in un altro modo. Dell’Utri si giustifica così: il clamore sorto attorno alla notizia ha "spaventato" chi gli aveva mostrato e promesso l’inedito. Anche le lettere di Salinger hanno suscitato clamore, ma nessuno si è tirato indietro per questo. C’è anche chi pensa che l’annuncio del senatore Dell’Utri, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa, fosse un avvertimento in codice, rivolto a non si sa chi.

domenica 7 marzo 2021

Pasolini compie novant’anni di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti - Le fonti di Petrolio

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Eretico e Corsaro

 

 
Pasolini compie novant’anni
di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti
Le fonti di Petrolio
Indice:

L’introvabile libro di Steimetz è stato una delle fonti di Petrolio, da cui Pasolini riprende dati e notizie relative all’Eni e a Cefis, e a volte anche intere frasi. Ma ad accorgersene non è stato un filologo bensì un magistrato, il sostituto Procuratore pavese Vincenzo Calia, mentre stava svolgendo una nuova inchiesta sull’omicidio di Mattei. L’aereo del presidente dell’Eni, in volo tra Catania e Milano, precipitò infatti la sera del 27 ottobre 1962, nella campagna di Bascapè, presso Pavia. La procura di Pavia aveva già svolto anni prima un’inchiesta su quella morte, che però si era conclusa con una sentenza di «non luogo a procedere, perché i fatti non sussistono», avendo attribuito la caduta dell’aereo a un incidente, dovuto all’errore del pilota Irnerio Bertuzzi (la prima inchiesta, condotta dal pm pavese Edgardo Santachiara, si era conclusa il 31 marzo 1966). Calia riapre l’inchiesta il 20 settembre 1994, sulla base di nuovi fatti, e la conclude il 20 febbraio 2003 con una Richiesta di archiviazione.

Pasolini compie novant’anni di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti - La via del sangue

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Pasolini compie novant’anni
di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti
 La via del sangue


Il 4 settembre 1998 Graziano Verzotto – interrogato a Pavia – confida a Calia che per Mauro De Mauro «il sabotaggio del Morane Saulnier [il bireattore su cui è morto Mattei] si spiegava con una pista esclusivamente italiana. Tale pista, secondo De Mauro, portava direttamente ad Eugenio Cefis e a Vito Guarrasi», avvocato palermitano in odore di mafia, già componente del cda della s.a. "l’Ora" di Palermo – il quotidiano vicino al Pci presso cui lavorava De Mauro – e braccio destro di Cefis in Sicilia. È un tardivo riscontro della testimonianza di Junia De Mauro al giudice istruttore di Palermo Mario Fratantonio il 17 marzo 1971: «Sono in grado di affermare con sicurezza che mio padre addossava precise responsabilità per la morte di Mattei all’attuale presidente dell’Eni Eugenio Cefis».

Pasolini compie novant’anni di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti - Lampi sull’Eni

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Pasolini compie novant’anni
By 
di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti
 
Lampi sull’Eni
 
 Indice:

Tutte le edizioni di Petrolio finora pubblicate contengono uno strano capitolo formato da un titolo e una pagina bianca. Il titolo èAppunto 21. Lampi sull’Eni. È quello che viene subito prima dell‘Appunto 22. Il cosiddeto impero dei Troya, cioè le pagine di cui abbiamo parlato finora. Secondo Graziella Chiarcossi, erede di Pasolini e curatrice della prima edizione di Petrolio, quel capitolo non è mai strato scritto. Eppure viene richiamato in un’altra pagina di Petrolio come se fosse già scritto: «Per quanto riguarda le imprese antifasciste, ineccepibili e rispettabili, malgrado il misto, della formazione partigiana guidata da Bonocore, ne ho già

Pasolini compie novant’anni di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti - Le verità negate

"Le pagine corsare " 
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Pasolini compie novant’anni
di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti
Le verità negate
 
  
Indice:

 
«Chi tocca il Principe avrà del piombo; chi non lo tocca avrà dell’oro», scrive Steimetz: piombo tipografico o di un qualche calibro? Un ragazzo di 17 anni, Pino Pelosi, si è autoaccusato dell’omicidio di Pasolini. Il 26 aprile 1976 il Tribunale di Roma lo ha condannato alla pena di nove anni, sette mesi e dieci giorni di carcerazione, oltre a una multa di 30.000 lire per atti osceni. Il 7 maggio 2005 Pelosi ha ammesso che quel giorno non era solo, che altri avevano partecipato al pestaggio: «Erano in tre, sbucarono dal buio. Mi dissero tu fatti i cazzi tuoi e iniziò il massacro. Io gridavo, lui gridava… Avranno avuto 45, 46 anni, gli gridavano “sporco comunista”, “arruso”, “fetuso”». Insomma, fu un agguato e forse Pelosi era solo un’esca.

Pasolini, stando alla seconda versione di Pelosi, viene massacrato da «tre siciliani»; nel frattempo altri provvedono a sottrarre daPetrolio il capitolo Lampi sull’Eni, «che dall’omicidio ipotizzato di Mattei guida al regime di Eugenio Cefis, ai “fondi neri”, alle stragi dal 1969 al 1980 e, ora sappiamo, fino a Tangentopoli,

Pasolini compie novant’anni di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti - Introduzione

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Pasolini compie novant’anni
By Ggiovannetti
di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti
Introduzione

Indice:


Era nato il 5 marzo 1922, dunque oggi avremmo festeggiato il suo novantesimo compleanno. Cosa avrebbe detto Pasolini del tracimante ‘sacco’ del territorio? O di quanto è cronaca in Val di Susa? E del berlusconismo? Dell’ideologia edonistica come strumento subliminale del controllo sociale e dei nuovi modelli di consumo? Il «piacere di consumare, l’essere felici in quanto consumatori» era un suo motivo di fondo nei periodici interventi giornalistici di critica corsara e luterana alla progressiva restaurazione in corso, ben prima di Tangentopoli e la coda lunga dello stragismo fascista mafioso e di Stato, ben prima dunque che fosse emerso prepotentemente l’indistinto e perverso intreccio tra politica criminalità e affari. Pasolini ci manca. Manca all’Italia. Lo voglio ricordare riproponendo Come corsari sulla filibusta, saggio-inchiesta scritto insieme a Carla Benedetti sui possibili scenari e mandanti della sua morte violenta. (G. G.)

L’uccisione di Pasolini e le molte verità negate - Giovanni Giovannetti

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dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

 
 

L’uccisione di Pasolini e le molte verità negate
Giovanni Giovannetti




«Chi tocca il Principe avrà del piombo; chi non lo tocca avrà dell’oro», scrive Giorgio Steimetz in Questo è Cefis: piombo tipografico o di un qualche calibro? Un ragazzo di 17 anni, Pino Pelosi detto “Pelosino”, si è autoaccusato dell’omicidio di Pasolini. Il 7 maggio 2005, in una intervista televisiva a Franca Leosini, conduttrice di Ombre sul giallo, Pelosi ha ammesso che quel giorno non era solo, che altri avevano partecipato al pestaggio: «Erano in tre, sbucarono dal buio. Mi dissero tu fatti i cazzi tuoi e iniziò il massacro. Io gridavo, lui gridava… Avranno avuto 45, 46 anni, gli gridavano “sporco comunista”, “arruso”, “fetuso”».Stando a questa che è la seconda versione di Pelosi, Pasolini viene massacrato da «tre siciliani o calabresi». Lo stesso racconto viene poi riproposto con varianti e nuovi particolari a Claudio Manicola del “Messaggero” (23 luglio 2008), agli autori di Profondo nero Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza (Chiarelettere, 2009) e nell’autobiografico Io so… come hanno ucciso Pasolini (Vertigo, 2011): non più tre «siciliani o calabresi» (nel 2005 «diedi una falsa pista dichiarando che gli aggressori parlavano dialetto siciliano o calabrese»), ma «in tutto cinque persone»; non più una sola auto ma due («una fiat 1500 scura e una GT identica

Mattei, De Mauro, Pasolini/Cefis - Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti, Frocio e basta.

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Mattei, De Mauro, Pasolini/Cefis
Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti



Il massacro di Pasolini resta uno dei buchi neri della notte repubblicana. Il nostro nuovo libro, nei “fiammiferi del primo amore”, fa il punto su ciò che oggi sappiamo del delitto, su cosa lo lega all’omicidio di Mattei (1962) e di De Mauro (1969), svolgendo un lavoro preciso e ragionato di controinformazione.

“Frocio e basta” si riferisce a come quel delitto è stato invece rubricato, allo scenario omosessuale che gli ha fatto da copertura, e a tutti i ricami estetici con cui una parte della cultura italiana lo ha reso credibile (la “bella morte” omosessuale, la “morte sacrificale” del poeta, la “sacra follia” che lo portò nelle braccia dell’assassino) facendosi complice di un depistaggio durato quasi quarant’anni.

Qui di seguito l’indice e le pagine iniziali del libro.

Indice

 Il “capolavoro” di Pasolini
Come la cultura italiana reagì all’assassinio
Le “fonti” di Petrolio
Tra filologi e magistratura
Note



Il “capolavoro” di Pasolini

Come la cultura italiana reagì all’assassinio

Molti anni fa sentii dire da un critico letterario che il capolavoro di Pasolini è la sua morte. Poiché i capolavori stanno di solito tra le opere e non nella biografia dei loro autori, egli stava evidentemente enunciando un paradosso, del quale era ben consapevole. Forse in quella affermazione arguta c’era anche un pizzico di malizia, quasi un’implicita svalutazione dell’opera dello scrittore. Come dire: Pasolini è riuscito a fare morendo quel che non gli è riuscito con i versi. Ma ciò la renderebbe ancor più significativa, se persino chi non apprezzava lo scrittore non poté fare a meno di scorgere in quella morte un segno di grandezza. L’omicidio di Pasolini, nella sua tragica anomalia, in effetti colpì profondamente i contemporanei. Per molti letterati esso diventò un “segno” da interpretare, quasi fosse un testo poetico. Quasi fosse un’opera di Pasolini, l’ultima e la più singolare: il suo capolavoro, appunto.

In morte di Licio Gelli - Pasolini e Petrolio - di Giovanni Giovannetti

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In morte di Licio Gelli
di Giovanni Giovannetti


La prenderò un poco alla larga, ma colgo quest’occasione per offrire da subito qualche tosta "rivelazione" sull’omicidio di Pasolini e certe vicinanze con le trame piduiste nell’asse politico-massonico-criminale che a lungo governò il Paese e la strategia della tensione. Un arco di tempo che va dall’assassinio del presidente Eni Enrico Mattei (1962) alla strage alla stazione di Bologna (1980), passando per piazza Fontana a Milano (1969), piazza della Loggia a Brescia e la bomba sull’Italicus a San Benedetto val di Sambro (1974). Sono alcuni paragrafi di un ampio aggiornamento a Frocio e Basta, libro che ho condiviso con Carla Benedetti. La nuova edizione vedrà la luce in aprile-maggio.
E «quando è il momento di ammazzare Mattei», scrive Pasolini in Petrolio, il polimorfico ingegner Carlo Valletti protagonista del romanzo «si fa complice (sia pure solo col silenzio). A proposito della Mafia» (Petrolio, p. 546)

Pasolini - Come corsari sulla filibusta - di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti

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L'immagine-collage è realizzata da opere di Fabio Pop Gismondi

Come corsari sulla filibusta 1

by

di Carla Benedetti e Giovanni Giovannetti


Questo è Cefis. L’altra faccia dell’onorato presidente oggi finalmente in libreria. Pubblichiamo qui l’introduzione alla nuova edizione edita da Effigie.
..
Nel 1972 arriva in libreria Questo è Cefis. L’altra faccia dell’onorato presidente di Giorgio Steimetz, una quasi biografia – non autorizzata – del presidente di Eni e Montedison, pubblicata dall’Agenzia Milano Informazioni di Corrado Ragozzino, di cui Steimetz è forse l’alter ego.[1] L’agenzia è finanziata da Graziano Verzotto, democristiano della corrente dorotea di Mariano Rumor, uomo di Enrico Mattei ed ex presidente dell’Ente minerario siciliano. Fu anche l’informatore di Mauro De Mauro, il giornalista de “l’Ora ” di Palermo rapito e ucciso dalla mafia nel 1970. Così come era accaduto a Mattei sette anni prima. Così come accadrà a Pier Paolo Pasolini cinque anni dopo. Questo è Cefis vive solo pochi mesi, poi scompare. Dalle due sedi della Biblioteca Nazionale Centrale spariscono anche le copie d’obbligo; se ne trova ancora traccia nel registro di quella fiorentina, ma il volume non c ’è: «a ridosso della pubblicazione, gli uomini della Montedison si mossero efficacemente per toglierne dal mercato il maggior numero di copie possibile e scongiurare al Presidente l’eventualità di un ’inchiesta giudiziaria ».[2] Il libro, probabilmente pubblicato con l ’intento di avvertimento o di minaccia nei confronti di Eugenio Cefis, racconta la spregiudicata avventura di uno dei timonieri del pubblico-privato, la mescolanza di poteri tra Stato e le mafie sommerse economico-finanziarie.
Pier Paolo Pasolini sta lavorando in quegli anni sugli stessi temi e, forse, sta utilizzando le stesse fonti. Proprio nel 1972 comincia a scrivere Petrolio, il grande romanzo incompiuto, che sarebbe stato pubblicato postumo solo nel 1992, diciassette anni dopo la sua morte. Un romanzo del quale la critica ha spesso enfatizzato l’aspetto erotico – la doppia vita di un ingegnere petrolchimico – mentre il suo vero tema è il Potere. È un romanzo che cerca di rendere visibile il Potere in tutte le sue forme, attraverso “Visioni ”. [3] Vi si parla del Nuovo Potere che agisce sugli individui in forme capillari, attraverso imposizione di modelli, e che raggiunge anche i loro corpi. Vi si parla della banalità del Potere, quella che agisce attraverso la «collusione » innocente (dove “innocente ” sta per “nascosto alla coscienza”) degli individui, degli intellettuali, persino dei letterati, nel loro desiderio di carriera. Vi si parla anche del potere delle trame, quelle destinate a restare segrete. E anche di quello delle stragi. Si parla persino di una bomba fatta scoppiare alla stazione di Bologna [4] – quasi una profezia di quella che davvero sarebbe scoppiata il 2 agosto 1980.

sabato 6 marzo 2021

‘Petrolio’ la bomba di Pasolini, di Gianni D’Elia

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


‘Petrolio’ la bomba di Pasolini

di Gianni D’Elia


Il romanzo postumo di Pasolini, Petrolio, scritto tra il 1972 e il giorno della sua esecuzione (nella notte tra l’l e il 2 novembre del 1975), è come una bomba che non è esplosa. È stata disinnescata dal suo delitto, pubblicata diciassette anni dopo, quasi sicuramente monca, con un intero “paragrafo” che è volato via ed è stato fatto brillare altrove, dove i Lampi sull’Eni non hanno fatto rumore, né vera luce.