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lunedì 24 marzo 2025

Pier Paolo Pasolini, 10 giugno, "Io sono una forza del passato" - le poesie di Mamma Roma

"Le pagine corsare " 

dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

© Immagine di Divo Cavicchioli


Pier Paolo Pasolini, 10 giugno, 
"Io sono una forza del passato"

le poesie di Mamma Roma 


       Un solo rudere, sogno di un arco,

       di una volta romana o romanica,

       in un prato dove schiumeggia un sole

       il cui calore è calmo come un mare,

       e, del mare, ha il sapore di sale,

       il mistero splendente: lì ridotto,

       sulla schiuma del mare della luce,

       il rudere è solo: liturgia

       e uso, ora profondamente estinti,

       vivono nel suo stile – e nel sole –

       per chi ne comprenda presenza e poesia.

       Fai pochi passi, e sei sull’Appia

       o sulla Tuscolana: lì tutto è vita,

       per tutti. Anzi, meglio è complice

       di quella vita chi non ne sa stile

       e storia. I suoi significati

       si scambiano nella sordida pace

       indifferenza e violenza. Migliaia,

       migliaia di persone, Pulcinella

       d’una modernità di fuoco, nel sole

       il cui significato è anch’esso in atto,

       si incrociano pullulando scure

       sugli accecanti marciapiedi, contro

       l’Ina-Case sprofondate nel cielo.

       Io sono una forza del Passato.

       Solo nella tradizione è il mio amore.

       Vengo dai ruderi, dalle Chiese,

       dalle pale d’altare, dai borghi

       dimenticati sugli Appennini o le Prealpi,

       dove sono vissuti i fratelli.

       Giro per la Tuscolana come un pazzo,

       per l’Appia come un cane senza padrone.

       O guardo i crepuscoli, le mattine

       su Roma, sulla Ciociaria, sul mondo,

       come i primi atti della Dopostoria,

       cui io assisto, per privilegio d’anagrafe,

       dall’orlo estremo di qualche età

       sepolta. Mostruoso è chi è nato

       dalle viscere di una donna morta.

       E io, feto adulto, mi aggiro

       più moderno d’ogni moderno

       a cercare i fratelli che non sono più.


Pier Paolo Pasolini


©Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare


Curatore, Bruno Esposito

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