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Biografia, lavori in corso - a breve anche il 1974 e il 1975

mercoledì 6 agosto 2014

Pasolini e Calvino - La funzione dell’intellettuale negli anni 1923-1985

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


 

QUADERNI DEL LICEO SCIENTIFICO STATALE
“GALILEO GALILEI”ALILEO GALILEI”
numero 2
Sentieri letterari del Novecento
Relazioni su temi di Letteratura italiana
a cura di
Lina D’Andrea
PROVINCIA DI PERUGIA


La funzione dell’intellettuale negli anni 1923-1985

Definire il ruolo dell’intellettuale in rapporto alle caratteristiche e alle peculiarità del Novecento in ambito letterario rappresenta un problema di non facile soluzione.
Delimitando la nostra analisi al periodo che va dal 1955 ai nostri giorni ci ritroviamo comunque dinanzi ad una complessità di eventi e di fenomeni sociali che evidenziano la crisi dell’intellettuale soprattutto con l’affermarsi dell’industria delle comunicazioni e dello spettacolo, veicoli privilegiati di opinioni e di miti di massa. L’intellettuale si esprime in questo periodo soprattutto nel rapporto realtà - finzione con il rituale della visibilità e con caratteristiche funzionali alla visibilità stessa.
Entra perciò in crisi la figura dell’intellettuale-umanista e dell’intellettuale - legislatore, portatore di valori e ideologie; a livello alto si diffondono invece le figure dell’intellettuale-esperto, dell’intellettuale-manager e dell’intellettuale-intrattenitore inserito nei mass-media.(1)
E. Gioanola, integrando la riflessione precedente, afferma che la letteratura di questo secolo ha tutti i caratteri della negatività, informata com’è al pessimismo, alla nevrosi, al non-senso, ma è pur vero che essa ha giocato una disperata partita per la sopravvivenza contro una cultura sempre più funzionalizzata ai valori borghesi dell’efficienza e della produttività economica. Per questo ha rifiutato tutte le maschere del perbenismo e delle illusioni idealistiche, svuotandosi dei valori tradizionali, ma assicurando così la presenza di quel valore che essa stessa di per sè rappresenta (la “poesie pure” dei simbolisti), come possibilità di alternativa alle varie forme di razionalizzazione e come custodia dell’“altro” .(2)
Questa riflessione affronta il tentativo di penetrare nella complessità labirintica del problema integrando le due chiavi interpretative esposte: la prima prevalentemente sociologica, la seconda prevalentemente psicoanalitica, per affermare, ad esempio, non più la contrapposizione Calvino-Pasolini, ma piuttosto la loro convergenza sul terreno di comune riflessione sull’essere attraverso modalità ideative differenziate: la parola-imago e l’immagine-imago.
I due intellettuali sono stati assunti come modelli per le peculiarità espresse nella loro attività letteraria ed i segni lasciati nel nostro Novecento.



1) R. Luperini - P. Cataldi - L. Marchiani - F. Marchese, La scrittura e l’interpretazione, G. B. Palumbo,1999, 3, III pag. 543
2) E. Gioanola, Il Novecento, Colonna Edizioni, Milano, 1999, pag. 109


@Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare

Curatore, Bruno Esposito

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