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venerdì 26 settembre 2025

Pier Paolo Pasolini, Come polli da allevamento.

"Le pagine corsare " 

dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Pier Paolo Pasolini
Come polli da allevamento

Un piccolo saggio di 

© Bruno Esposito

« Non è affatto vero che io non credo nel progresso, io credo nel progresso. Non credo nello sviluppo. E nella fattispecie in questo sviluppo. Ed è questo sviluppo che da alla mia natura gaia una svolta tremendamente triste, quasi tragica. »

Pier Paolo Pasolini, figura centrale del panorama culturale italiano del Novecento, ha elaborato una critica radicale alla modernità intesa come semplice "sviluppo" commerciale, solo economico, senza alcun "progresso" sociale e culturale (attraverso una serie di interventi giornalistici e saggi, molti dei quali, raccolti in opere come Scritti corsari (1975) e Lettere luterane (1976). Tra le immagini più emblematiche ed immediate della sua riflessione vi è quella dei “polli di allevamento”, utilizzata per descrivere la condizione degli italiani nella società consumistica e mediatica. Tale metafora, apparentemente semplice, racchiude una visione complessa e profonda della trasformazione antropologica in atto nel nostro paese, che Pasolini interpreta come una forma di omologazione culturale e perdita dell’identità.