"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini
intervista su Porcile
rilasciata a Gian Piero Brunetta
Cahiers du Cinema
numero 212
maggio 1969
pag. 13-14-15
( © Questa trascrizione da cartaceo e la traduzione, è stata curata da Bruno Esposito )
(Intervista raccolta da Gian Piero Brunetta e tradotta dall'italiano da Marianne di Vettimo.)
Questa intervista, originariamente rilasciata a Gian Piero Brunetta, è di fondamentale importanza: Pasolini vi teorizza in modo chiarissimo il suo addio alla fase gramsciana e nazionale-popolare e il passaggio a una fase più allegorica e saggistica (Teorema, Porcile), legata alla mutazione antropologica dell'Italia in una società consumistica di massa.
Dal Popolo alla Massa: la nascita di Porcile
Il testo ruota attorno a tre snodi che definiscono la nuova postura politica e poetica di Pasolini.
1. La fine del mondo gramsciano
Pasolini lo dice senza esitazioni: non è più possibile lavorare “sotto il segno di Gramsci”. L’Italia ha subito una mutazione antropologica che ha dissolto il concetto stesso di popolo. Popolo e borghesia non sono più due soggetti contrapposti: si sono fusi nella massa consumistica, omogenea, indifferenziata, priva di quella vitalità arcaica che aveva alimentato i suoi primi film.

