"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pasolini i dialoghi su Vie nuove
le "Belle bandiere"
un esperimento di
“democrazia intellettuale”.
Tra il 1960 e il 1965 Pier Paolo Pasolini tenne sulla rivista «Vie nuove» una rubrica destinata a segnare un momento cardine sia nel giornalismo culturale italiano sia nell'evoluzione della sua stessa figura di intellettuale pubblico. Nei cosiddetti "Dialoghi", Pasolini si confrontò settimanalmente con i lettori, rispondendo a lettere e questioni provenienti dalle fasce più diverse della società italiana, spaziando con acume da temi letterari e religiosi al costume, dalla politica alla crisi del marxismo, dalla censura alla figura del sottoproletariato, dando voce a un’Italia in profonda mutazione. L’approccio di questa esperienza fu particolare perché mise in scena, in forma dialogica, il rapporto fra un intellettuale “organico”, come avrebbe detto Gramsci, e una comunità di lettori desiderosa non solo di informazioni ma anche di confronto e di orientamento.
La collaborazione tra Pier Paolo Pasolini e la rivista Vie Nuove, costituisce uno snodo fondamentale nel percorso intellettuale dell’autore e nel dibattito culturale dell’Italia del boom economico. Vie Nuove, settimanale legato al Partito Comunista Italiano e fondato nel 1946 da Luigi Longo, si proponeva come “settimanale di orientamento e lotta politica”, per poi aprirsi progressivamente, negli anni ’50 e ’60, a temi di attualità, cultura e persino costume, nel tentativo di raggiungere un pubblico più vasto e di competere con le riviste di grande diffusione dell’epoca. La direzione di Maria Antonietta Macciocchi (1956-1961) segna un periodo di particolare dinamismo: è proprio su suo invito che Pasolini avvia i celeberrimi Dialoghi con i lettori.

