"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pasolini ci direbbe...
di Gianni D'Elia
"l'Unità" 11 novembre 2008
Forse, l’unico modo per ricordare Pasolini e il suo delitto del 2 novembre 1975, è quello di chiederci che cosa oggi egli direbbe e farebbe, in questa Italia. L’unico modo davvero pasoliniano sarebbe continuarne l’ossessione politica, che negli ultimi anni il poeta concentrò sulla radice stragista dello Stato, su quella economia politica delle stragi, che riempie le carte postume di Petrolio, il romanzo incompiuto uscito nel 1992, nonché gli Scritti corsari e luterani. L’Italia del 2008 presenta ancora la «questione democratica» come centrale, nel succedersi degli scandali economici, finanziari, sportivi, bancari, di spionaggio politico e fiscale, di dossieraggio, come ai tempi del Sid privato di Cefis e del generale Miceli: non è cambiato il modo di fare politica oscura e dietro le quinte di pubblici poteri civili e militari e di cartelli economici e industriali, con raccolta di dati attraverso la manipolazione informatica e lo smistamento politico criminale, al servizio segreto delle varie fazioni in lotta.
