"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini
I Parlanti
Un ragazzo di Casarsa e uno di S. Lorenzo
Botteghe oscure
Quaderno VIII
1951
( © Questa trascrizione da cartaceo è stata curata da Bruno Esposito )
La cucina col pavimento di mattoni rossi, due o tre poveri mobili, la vetrina piena di commoventi fotografie; il vestito della festa e quello da lavoro rigorosamente distinti; i pasti consumati sedendo sulla pietra del focolare; il lavoro dei campi diviso e concretato in immagini chiuse (egli che ritto sul carro guidato dal fratello minore pompa il solfato azzurro lungo i filari delle viti; egli che rincasa per la strada provinciale disteso in cima all'enorme mucchio di fieno ammassato sul carro; egli che, verso sera, finiti i lavori si lava alla pompa mentre il fratello minore abbevera i vitelli...) tutti questi fatti sono per me blocchi di materia marmorea, privi di imperfezione, di inquietudine e di scontento, e costruiscono la sua vita come se fosse necessaria e naturale, non come se fosse, e come realmente è, un sacrificio continuo che lo umilia e lo brucia con le aspirazioni inespresse e i viziosi malcontenti di cui egli, come la libellula del suo volo, non sa che la fatica. Contro la compattezza della persona di questo coetaneo ideale, Stefano o Pieri o cento altri, la mia simpatia spesso urta inutilmente, non entra, non passa il limite: se c'è ancora in lui un'immagine di me stesso da cui io mi sia ulteriormente distaccato per rimpianto, non la riconosco che in parte, e del resto la nostalgia l'ha già ricoperta di mistero. Ma è proprio per mezzo di una connivenza e complicità di coetaneo che posso avvicinarmi al centro senza forma e spiegazione ma ardente di vita che è nel suo petto, e sentir nascere quei suoi pensieri che sono l'equivalente del sole, dell'asfalto, dei campi freschi e deserti, della piazza vibrante di colori.








