"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
“Trasumanar e organizzar”
Pasolini e la materialità del verso
Quando la parola si fa corpo e la poesia si fa gesto politico
L’opera "Trasumanar e organizzar", pubblicata nel 1971, rappresenta l’ultima raccolta poetica di Pier Paolo Pasolini, una voce irrinunciabile e controcorrente della letteratura italiana del Novecento. La raccolta segna il culmine di un percorso poetico, ideologico e linguistico iniziato nei versi dialettali friulani e passato per la grandiosa stagione della poesia civile di "Le ceneri di Gramsci", fino ai toni spiazzanti e autocritici di quest’ultimo libro. Con "Trasumanar e organizzar", Pasolini si pone come testimone scettico e dolente dell’Italia post-1968, dialogando con la tradizione e spezzandola, affrontando lo scontro tra ascesa spirituale e realtà organizzativa e ponendo la questione della libertà in modo radicale. L’operazione poetica diventa così resoconto di una crisi e occasione di riflessione sulla società, sulla funzione della poesia e sul destino dell’uomo moderno. La natura di "Trasumanar e organizzar" è profondamente segnata dal contesto storico torrido in cui viene concepita, al punto che la raccolta sembra farsi diario, pamphlet, confessione e documento delle tensioni politiche e culturali dell’Italia a cavallo tra anni Sessanta e Settanta. Numerosi sono i riferimenti ad eventi e figure iconiche del tempo, e centrale risulta la dialettica tra impulso utopico (trasumanar) e necessità pragmatica (organizzar), in una tensione che attraversa ogni pagina del libro e ne determina i toni, i temi e la sperimentazione formale. Con questa raccolta Pasolini chiude la sua parabola poetica consacrandosi definitivamente come poeta civile, eretico rispetto alle mode e alle ideologie dominanti, capace di unire intellettualismo e emozione, critica sociale e dialogo con la tradizione.

