Benvenuto/a nel mio blog

Benvenuto nel blog

Questo blog non ha alcuna finalità di "lucro".
Viene aggiornato di frequente e arricchito sempre di nuovi contenuti, anche se non in forma periodica.
Sono certo che navigando al suo interno potrai trovare ciò che cerchi.
Al momento sono presenti oltre 1700 post e molti altri ne verranno aggiunti.
Ti ringrazio per aver visitato il mio blog e di condividere con me la voglia di conoscere uno dei più grandi intellettuali del trascorso secolo.
Visualizzazione post con etichetta Aborto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Aborto. Mostra tutti i post

sabato 17 maggio 2025

Pasolini, Non aver paura di avere un cuore - Corriere della sera, 10 marzo 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pasolini  -, Non aver paura di avere un cuore 

Corriere della sera

10 marzo 1975  

(In Scritti corsari con il titolo: Cuore)


Clicca sul link qui sotto,

1975, Pasolini e la polemica sull'aborto - Cronologia di fatti, misfatti e banalità 


   Il  lettore mi perdoni, ma voglio tornare ancora sul problema dell'aborto, o meglio sui problemi che il discutere dell'aborto ha suscitato. Infatti quelli che veramente contano sono i problemi del coito, non quelli dell'aborto.

   L'aborto contiene in sé qualcosa, tuttavia, che evidentemente scatena in noi forze «oscure» ancora anteriori al coito stesso: è il nostro eros nella sua illimitatezza che esso mette in discussione - o su cui impone la discussione. Per quanto mi riguarda, e come ho detto chiaramente - l'aborto mi rimanda oscuramente all'offensiva naturalezza con cui viene sentito in generale il coito. Tanta offensiva naturalezza rende così ontologico il coito da annullarlo.

martedì 15 aprile 2025

1975, Pasolini e la polemica sull'aborto - Cronologia di fatti, misfatti e banalità

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



1975
Pasolini e la polemica sull'aborto
Cronologia di fatti, misfatti e banalità

 Il 13 gennaio 1975, viene arrestato Gianfranco Spadaccia, per una disobbedienza civile, organizzata dal CISA (Centro d'informazione sulla sterilizzazione e sull'aborto di Firenze) e attivamente sostenuta dal Partito Radicale, contro la legge italiana che vietava l'aborto. Con Spadaccia, allora segretario del partito, vengono arrestati anche Emma BoninoAdele Faccio e Giorgio Conciani. L'accusa è procurato aborto.

 Il 19 gennaio 1975, sulle pagine del Corriere della sera, viene pubblicato un articolo  di  Pier Paolo Pasolini, intitolato "Sono contro l’aborto" ( poi in Scritti corsari col titolo "Il coito, l’aborto, la falsa tolleranza del potere, il conformismo dei progressisti"). La polemica scatta immediatamente. 

 

Il 15 gennaio, sulle pagine del Corriere della sera, pubblica un articolo dal titolo: Sono contro l'aborto 
Il 21 gennaio, Carla Lonzi invia una lettera indirizzata a Pier Paolo Pasolini, al Corriere della sera, nella quale esprime la sua opinione sull'aborto - Il Corriere non la pubblica e Pasolini, non la legge.
Il 21 gennaio, dalle pagine del Quotidiano dei lavoratori, Ida Farè, attacca Pier Paolo Pasolini 
Il 21 gennaio, Umberto Eco (Dedalus), dalle pagine di Il Manifesto, ci va con mano pesante contro Pasolini
.Il 22 gennaio, Giorgio Manganelli pubblica sul Corriere della sera, un articolo: Risposta a Pasolini 
Il 24 gennaio Alberto Moravia, dallepagine del Corriere, risponde all'articolo di Pier Paolo Pasolini. Uno scritto nel quale Moravia attacca in modo quasi inspiegabile, il suo amico
Il 25 gennaio sul settimanale Epoca, i pareri di alcuni partiti sella legalizzazione dell'aborto
Il 25 gennaio sul quotidiano La Stampa, Dacia Maraini si schiera contro Pasolini. 
Il 25 gennaio, Pier Paolo Pasolini, pubblica sul Corriere della sera, un articolo dal titolo: Opinioni sull'aborto

Il 26 gennaio, sempre dalle pagine del Corriere della sera, Leonardo Sciascia pubblica la sua opinione in merito alla polemica: Pasolini non dileggiare i cattolici 

Il 30 gennaio, Sulle pagine del Corriere della sera, viene pubblicato un articolo di Pier Paolo Pasolini dal titolo: Pasolini replica sull'aborto (a Moravia) 

Il 7 febbraio sul Corriere della sera, viene pubblicato un articolo di Natalia Ginzburg dal titolo: Aborto:la donna è sola

Il 9 febbraio, anche Italo calvino entra nella polemica con una lettera al Corriere della sera, intitolata: Lettera di Italo Calvino a Claudio Magris

Nel febbraio del 1975, Pasolini scrive un testo che resterà indetito e che oggi si può leggere in Scritti corsari, dal titolo: Cani
In questa conversazione con Jean Duflot, del 1975 ( tratta dal Sogno del centauro) Pasolini torna sul tema dell'aborto 


@Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare


Curatore, Bruno Esposito

Grazie per aver visitato il mio blog

Pier Paolo Pasolini, Paradiso perduto - Il sogno del Centauro. Incontro con Jean Duflot (1969-1975)

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pier Paolo Pasolini
Paradiso perduto

Il sogno del Centauro

Incontro con Jean Duflot 

(1969-1975)

( Oggi in Pasolini. Saggi sulla politica e sulla società, Meridiani Mondadori, Milano 1999 )


Clicca sul link qui sotto,

1975, Pasolini e la polemica sull'aborto - Cronologia di fatti, misfatti e banalità 


Nel corso della campagna del 1974-1975, Lei ha dichiarato di essere vicino alle posizioni del Partito radicale) pur dichiarandosi «traumatizzato dalla legalizzazione dell'aborto»; Lei ha molto sorpreso l'opinione pubblica assimilando questa legalizzazione alla «legalizzazione di un omicidio» ...

C'è, di primo acchito, qualcosa di non ideologico, di precosciente in questo mio rifiuto dell'interruzione artificiale della vita. Non mi sento del tutto staccato dalle acque primordiali del ventre materno, ma pur sempre escluso da un'esistenza in cui regnava la plenitudine di un paradiso definitivamente perduto. Naturalmente, non è questa una considerazione che possa essere imputabile a egoismo o perlomeno a egocentrismo. Ripeto, il mio sentimento profondo della ierofania, del carattere sacro di ogni cosa (una certa visione gnostica che ho del mondo), ripugna a vedere distrutto l'ordine principale della vita. Ammetto però che questa particolare sensibilità non sia condivisa allo stesso grado dagli avversari e dai partigiani dell'aborto. Ammetto che questa idiosincrasia possa essere rimessa in discussione, purché ciò non mi impedisca di analizzare i princìpi in nome dei quali i partigiani dell'aborto propongono la loro politica. 

Pier Paolo Pasolini, Cani (Inedito) - Scritti corsari - Febbraio 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pier Paolo Pasolini
Cani 
(Inedito)

Scritti corsari

Febbraio 1975


Clicca sul link qui sotto,

1975, Pasolini e la polemica sull'aborto - Cronologia di fatti, misfatti e banalità 


   In una lettera al «Corriere» il teologo Don Giovanni Giavini chiede che cosa ci sia di vero nella mia affermazione (in un articolo dello stesso «Corriere», 30-1-1975) che San Paolo fosse omosessuale e che da parte dei cartolici informati non ci sia, su questo punto, dello scandalo. (Del resto neanche Don Giovanni Giavini si scandalizza: e va peraltro ricordato che l'omosessualità di Sant'Agostino è ormai, anzi da sempre, accettata, in quanto è Sant'Agostino stesso a confessarla.) Su San Paolo, che probabilmente era inconsapevole di tale sua diversità (la quale, rimossa, creava in lui, appunto, quel suo stato patologico che è universalmente ammesso, e che è a sua volta confessato nelle «Lettere») è stato necessario l'intervento della psicanalisi: a interpretarne i sintomi, a tentarne una diagnosi. Si veda, da parte cattolica «disobbediente», émile Gillabert, Saint Paul ou le colosse aux pieds d'argile, éditions Métanoia, 1974; mentre, da parte cattolica «obbediente», citerei: «Se nella giovinezza frequentò lo stadio, queste scappatelle clandestine che costituivano un peccato contro la legge - queste concessioni al fascino del frutto proibito - sarebbero da porsi fra quelle che si leggono in filigrana nella patetica pagina della Lettera ai Romani, in cui certi psicanalisti, alla luce della loro «arte», hanno voluto addirittura leggere, collegandole con altre indicazioni contenute nelle Lettere, una tendenza alla pederastia...» (Jean Colson, Paolo Apostolo martire, Mondadori Editore 1974, e éditions du Seuil, Paris, 1971).

Lettera di Italo Calvino a Claudio Magris (sull'aborto) - Corriere della sera del 9 febbraio 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Lettera di Italo Calvino a Claudio Magris 
(sull'aborto) 

Corriere della sera 

9 febbraio 1975


Clicca sul link qui sotto,

1975, Pasolini e la polemica sull'aborto - Cronologia di fatti, misfatti e banalità 


Caro Magris

con grande dispiacere leggo il tuo articolo Gli sbagliati. Sono molto addolorato non solo che tu l’abbia scritto, ma soprattutto che tu pensi in questo modo.

Mettere al mondo un figlio ha un senso solo se questo figlio è voluto, coscientemente e liberamente dai due genitori. Se no è un atto animalesco e criminoso. Un essere umano diventa tale non per il casuale verificarsi di certe condizioni biologiche, ma per un atto di volontà e d’amore da parte degli altri. Se no, l’umanità diventa – come in larga parte già è – una stalla di conigli. Ma non si tratta più della stalla «agreste», ma d’un allevamento «in batteria» nelle condizioni d’artificialità in cui vive a luce artificiale e con mangime chimico.

Natalia Ginzburg, Aborto: la donna è sola - Corriere della Sera, Il 7 febbraio 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Natalia Ginzburg
Aborto: la donna è sola

Corriere della Sera
7 febbraio 1975

Giorni fa c’è stata una persona che ha parlato dell’aborto con parole serie e vere, ed è Franco Rodano, in un articolo uscito su un quotidiano il 28 gennaio. Questo articolo si chiama Aborto e clericalismo. È un articolo molto bello e civile; fra i piú belli e civili che mi sia successo di leggere negli ultimi tempi.

 Penso che la questione dell’aborto è forse la questione piú complicata, piú delicata, piú triste che esista; una zona dove muoversi è ben difficile. Quando Franco Rodano parla dell’aborto, in questo articolo, ci sembra di respirare aria pura; perché egli ne parla con estremo rispetto umano e con una estrema serietà.

 Io sono per la legalizzazione dell’aborto. Con Franco Rodano, penso che ha ragione l’Unione delle Donne Italiane, «il solo organismo popolare, e perciò serio, realista e autentico dell’emancipazione femminile nel nostro paese», quando «avanza la proposta d’una depenalizzazione dell’aborto, ove e purché si verifichi in istituti sanitari pubblici».

lunedì 14 aprile 2025

Claudio Magris “Gli sbagliati” apparso la prima volta sul Corriere della Sera del 3 febbraio 1975.

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Claudio Magris “Gli sbagliati” 

apparso la prima volta sul Corriere della Sera 

del 3 febbraio 1975.


Dittatore mite e bonario, Cesare cercò di perdonare e di graziare i propri avversari politici, ma fece strangolare Vercingetorige. Non si può fargliene colpa, perché non sapeva, e forse non poteva capire, che anche Vercingetorige era un uomo, pur non essendo un romano. Questa difficoltà di riconoscere gli uomini sembra ripresentarsi di continuo. In un recente articolo sul «Corriere» Giuseppe Montalenti si sofferma, nell’ambito della discussione sull’aborto, sui casi nei quali si ha la certezza che la persona concepita sia affetta da minorazioni gravissime e incurabili. Non ho, ovviamente, nulla da obiettare alle precise argomentazioni scientifiche di Montalenti, che fa un elenco dettagliato delle malformazioni accertabili già nelle primissime fasi dell’esistenza di un individuo. Mi sembra tuttavia sorprendente il tono col quale vengono presentati questi casi clinici, i conflitti di coscienza che essi instaurano e la tragedia che essi rappresentano. Montalenti parla della nascita di un «individuo gravemente tarato» come di una «iattura, talvolta per l’individuo stesso, sempre per i genitori e gli altri familiari, nonché per la comunità, alla quale in ultima analisi risalgono le responsabilità morali e materiali della cura e del mantenimento di questi individui incapaci di provvedere a se stessi e bisognosi di cure» (i corsivi sono miei).

domenica 13 aprile 2025

Pasolini replica sull'aborto (a Moravia - Sacer) - Corriere della sera 30 gennaio 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pasolini replica sull'aborto
a Moravia

Corriere della sera 

30 gennaio 1975

( In Scritti corsari con il titolo Sacer) 



   Caro Moravia, sono ormai alcuni anni che io mi precludo di dare del fascista a qualcuno (anche se talvolta la tentazione è forte); e, in seconda istanza mi precludo anche di dare a qualcuno del cattolico.

   In tutti gli italiani alcuni tratti sono fascisti o cattolici. Ma darci a vicenda dei fascisti o dei cattolici - privilegiando quei tratti, spesso trascurabili - 

"diventerebbe un gioco sgradevole e ossessivo".

   Tu, certo per un vecchio, acritico automatismo - e certo non senza grazia e amicizia - ti sei appunto lasciato andare a darmi del «cattolico» 

"(proprio del «cattolico», e non del «cristiano» o del «religioso»)". 

E mi hai dato del cattolico cogliendo, scandalizzato, in me (mi sembra) un trauma per cui la «maggioranza» considera-consciamente o inconsciamente come Himmler - "la mia vita «indegna di essere vissuta»". "Cioè il mio blocco sessuale che mi rende un «diverso»". Corollario di tale blocco è una certa traumatica e profonda «sessuofobia», comprendente la pretesa - altrettanto traumatica e profonda - della verginità o quanto meno della castità da parte della donna. Tutto ciò è vero, fin troppo vero. Ma è anche la mia privata tragedia, su cui mi sembra un po' ingeneroso fondare delle illazioni ideologiche. Tanto più che tali illazioni mi sembrano sbagliate.

   Prima di tutto l'assioma 

«il cattolico è sessuofobo, quindi chi è sessuofobo è cattolico», 

è un assioma che io trovo assurdo e irragionevole. 

C'è una sessuofobia protestante, c'è una sessuofobia mussulmana, c'è una sessuofobia indù, c'è una sessuofobia selvaggia.

Una lettera di Pasolini : «opinioni» sull'aborto (Thalassa) - Paese sera, 25 gennaio 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Una lettera di Pasolini: 
«opinioni» sull'aborto

Paese sera

25 gennaio 1975

(In Scritti corsari con il titolo Thalassa )


Caro direttore

   Le invio a parte, con una dedica che è segno di sincera amicizia -anche se nella fattispecie non è priva di polivalenze e di lunghe vibrazioni allusive - Thalassa di Ferenczi. Non è un testo sacro.

   Però son certo che per esempio Marcuse, Barthes, Jakobson o Lacan lo amano. E' un libro delle «origini» della psicanalisi, non si può non amarlo. Lo legga. Preghi di leggerlo anche qualche suo collaboratore. Non c'è da imbarazzarsi: il non averlo letto non è poi così grave lacuna. Mi riferisco a un articolo uscito sul «Paese sera», del 21 gennaio 1975. «Le ceneri di Solgenitzin», che sarebbero poi le mie: a quanto pare, mi si vuole decisamente incenerito, se si tien conto anche dell'articolo di Eco sul «Manifesto» dello stesso giorno, «Le ceneri di Malthus», anch'esso riferentesi per interposta persona, alle mie ceneri. Son qui per cercar di risorgere ancora una volta, appunto dalle ceneri. Che, com'è noto, sono il resto di un rogo in cui generalmente si bruciano le idee. A questo proposito, vorrei anticipare che una delle lotte più piene di tensione degli uomini di sinistra è contro quella serie di commi del codice Rocco (su cui scrivevo qui, sul «Paese sera» almeno una quindicina di anni fa, e per primo, delle frasi «estremistiche» che allora non venivano nemmeno percepite), che vertono il «reato di opinione».

sabato 12 aprile 2025

Pasolini: non dileggiare i cattolici - Leonardo Sciascia, Corriere della sera di domenica 26 gennaio 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Pier Paolo Pasolini e Leonardo Sciascia (dal volume Pasolini e la Calabria)-THR, 2025

Pasolini: non dileggiare i cattolici
Leonardo Sciascia

Corriere della sera

domenica 26 gennaio 1975


Sono, per tante ragioni, favorevole alla legalizzazione dell'aborto. 

Lo sono, come tutti gli uomini che pronunciano un sì o un no sulla questione, da una posizione che direi di illegittimità. Il diritto mi pare si dica che è in difetto di legittimazione colui che si arroga posizione di parte in una causa in cui non ha reali interessi da difendere o da negare. Di fronte al problema della legalizzazione dell'aborto la vera parte in causa è la donna: l'uomo vi assume un ruolo che, appunto, difetta di legittimità, e specialmente quando si dichiara contrario. Perché è come per il divorzio: i voti contrari alla legge venivano a conculcare il bisogno e la libertà di chi voleva divorziare; i voti favorevoli non obbligavano a divorziare chi non ne sentiva il bisogno o voleva continuare a credere nel matrimonio sacramentale, indissolubile. 

Non sono dunque d'accordo con Pasolini.

venerdì 11 aprile 2025

Giorgio Manganelli, Risposta a Pasolini ( aborto) - «Corriere della sera», 22 gennaio 1975.

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Giorgio Manganelli
Risposta a Pasolini

Corriere della sera
22 gennaio 1975.

Da qualche tempo mi accade di leggere le prose teoretiche di Pier Paolo Pasolini con una sorta di devozionale raccapriccio; non oserò dire che scrive male, tenuto conto anche della media nazionale, ma che scrive, all’incirca, come un sociologo che, dopo passionali e discontinui studi giuridici, abbia scoperto e incautamente amato una letteratura, degli autori non indiscriminatamente consigliabili, tanto per fare un esempio, Giovanni Papini, Luigi Russo e l’ultimo Pier Paolo Pasolini. Mi rendo conto di esser caduto in un errore di logica, ma di un genere così squisitamente pasoliniano, da non trovar cuore per emendarlo. Quello che si nota, in questi ultimi scritti, è una tale quantità di superiorità morale nei confronti dell’universo, da essere difficilmente compatibile con una prosa comprensibile. Era già successo al tempo del divorzio, succede di nuovo oggi sul tema dell’aborto. Il lettore ha l’impressione di tentare l’autostop durante gli ultimi tre giri sulla pista di Indianapolis: estremamente frustrante. Non sono assolutamente certo di aver capito tutto, ma quel che ho cercato ha provocato in me una varietà di emozioni di cui cercherò di render conto, supponendole comuni ad altri mortali.

Dedalus (Umberto Eco) contro Pasolini: Le ceneri di Malthus - Il Manifesto del 21 gennaio 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Dedalus (Umberto Eco) 
contro 
Pasolini
Le ceneri di Malthus

Il Manifesto

21 gennaio 1975 

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )

di Dedalus 

I fatti di Firenze e l'esplosione della polemica sull'aborto vedono schierati, come al solito, la sinistra laica contro la destra clerico-reazionaria. I progressisti sono capitanati dal sostituto procuratore di Firenze, Casini, la tradizione sessuofobica cattolica da Pier Paolo Pasolini. 

La funzione del nostro Casini come Mano della Provvidenza — o, in termini laici e hegeliani, Come agente della Astuzia della Ragione è stata immensamente positiva. Da mesi I radicali  si affannano a portare alla ribalta il problema dell'aborto, mentre i partiti cercavano di rimandarlo indefinitivamente: solo il coraggioso intervento del dottor Casini ha permesso  di sensibilizzare ogni essere civilmente pensoso su questo grave problema. Ma la sua splendida azione poteva Fallire: infatti il Corriere della sera all'inizio aveva impostato il discorso in termini sordidamente scandalistici: non cogliendo il valore laico e civile della faccenda, l'aveva lasciata nelle mani di bassi arnesi di cronaca nera che ne avevano fatto un ennesimo e pruriginoso caso di << fabbrica degli angeli >> e di << cucchiai d'oro >> con medicastri ambigui che impinguavano i loro conti in Svizzera. E la cosa minacciava di finire in una bolla di sapone. Ma il dottor Casini, Arcangelo della Giustizia, è rapidamente intervenuto  ristabilire l'equilibrio: arrestando  Spadaccia ed emettendo gli altri mandati di cattura ha riportato la questione nei suoi corretti termini politici e civili. Persino il Corriere è stato costretto a cambiare politica. I partiti hanno dovuto intervenire. Dopo l'arresto di Miceli, l'arresto di Spadaccia  è stato l'episodio più promettente per lo sviluppo del costume democratico in Italia. Oltre tutto,  Miceli non voleva essere arrestato, mentre Spadaccia lo voleva e quindi il tandem Casini Spadaccia costituisce un meraviglioso esempio di azione congiunta tra magistratura avanzata e gruppi di dissenso. Siamo un grande paese.

giovedì 10 aprile 2025

Pasolini immerso nelle acque prenatali - Ida Farè, Quotidiano dei lavoratori, martedi 21 gennaio 1975, pag.5

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pasolini immerso nelle acque prenatali

Ida Farè

Quotidiano dei lavoratori

martedi 21 gennaio 1975

pag.5

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )



«Sono contrario alla legalizzazione dell'aborto, perchè la considero come molti, una legalizzazione  dell'omicidio...Che la vita sia sacra è ovvio, è un principio più forte di ogni principio di democrazia» .


Chi scrive dalle pagine del Corriere della Sera non è l'arcivescovo di Firenze, e nemmeno Tina Anselmi, ma Pier Paolo Pasolini, noto «bastian-contrario» della cultura «di sinistra». Nel '68 stava dalla parte dei poliziotti, i proletari che manganellavano a buon diritto i figli di papà; nel maggio '74 ha scoperto che tutti i giovani sono fascisti perchè tutti hanno i capelli lunghi, e ora, con la sua «aristocrazia intellettuale», si pone con Paolo VI e Fanfani, in difesa della vita umana. Benedice le acque materne che lo avvolgevano : vita prenatale che lui (eletto poeta-scrittore) ricorda, perchè sa che là era esistente, e con un antifemminismo viscerale, si scatena contro questa maggioranza di donne che non sa essere «aristocratica» e rivendica questa «comoda permissività», costituita dall'aborto, che non fa che consolidare la nevrosi collettiva del rapporto eterosessuale. 

Già, perchè la maggioranza, il popolo bue, è così poco culturalizzato che fa ancora l'amore in modo tradizionale, con una persona dell'altro sesso, per intenderci. 

E i radicali vengono accusati di appellarsi alla realpolitik, in un'occasione in cui i principi non sono reali, ma imposti. Lui non vuole confondersi con le masse; che hanno sempre torto e, vittime del nuovo fascismo (il potere dei consumi), sono costrette a praticare questa orgia permissiva e convenzionale del «coito libero e facile». L'aborto, dice, é un frutto della società dei consumi, una «falsa libertà» che tutti, perfino Fanfani, vogliono regalare alle donne. E siccome l'aborto diventa, in quest'ottica, una necessità «ecologica» del regime, bisogna lottare contro l'aborto, ponendo una più vasta concezione della sessualità, una maggiore diffusione delle pillole, una diversa moralità. 

Per essere sempre «speciale», come un gatto che si morde la coda, Pier Paolo diventa un orribile conformista. 

martedì 8 aprile 2025

Una femminista (Dacia Maraini) contro Pasolini in difesa dell'aborto - La Stampa, sabato 25 gennaio 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Una femminista (Dacia Maraini )contro Pasolini In difesa dell'aborto 

La Stampa

sabato 25 gennaio 1975

pag. 1 e 2

( © Questa trascrizione da cartaceo,è stata curata da Bruno Esposito )


IN DIFESA DELL'ABORTO  

La scrittrice Dacia Maraini risponde a Pier Paolo Pasolini, che in un articolo si è detto 

« contrario alla legalizzazione dell'aborto, perchè la considero, come molti, una legalizzazione dell'omicidio ».

 

Caro Pier Paolo, il tuo articolo contro l'aborto parte secondo me da un presupposto sbagliato. Cioè tu pretendi che le femministe e i radicali e in genere i laici progressisti siano favorevoli all'aborto e la Chiesa, lo Stato e i partiti conservatori siano contro. 

Ma questo non è affatto vero. Anzi, è esattamente il contrario. Infatti sono proprio Io Stato, la Chiesa e i partiti conservatori a volere l'aborto così com'è ora, con i suoi pericoli, la sua speculazione, i sensi di colpa che comporta. 

Se lo Stato e le classi dirigenti pensassero che la legge contro l'aborto è buona, l'applicherebbero. In realtà la legge non viene mai applicata (su tre milioni di aborti l'anno solo alcune centinaia vengono perseguiti). Questo significa che i gruppi dirigenti e Io Stato non hanno nessuna voglia di applicare la legge. E quando non si vuole applicare una legge vuol dite che si incoraggia a trasgredirla. 

Moravia, il 24 gennaio 1975, dalle pagine del Corriere, risponde a Pasolini sull'aborto, con un art. dal titolo "Lo scandalo Pasolini

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Moravia risponde a Pasolini sull'aborto

sul Corriere della sera, del 24 gennaio 1975

con un art. dal titolo 

"Lo scandalo Pasolini"

Emma Bonino a sostegno della legge per l'aborto legalizzato

Il 24 gennaio del 1975, Alberto Moravia risponde ad un articolo di Pier Paolo Pasolini, apparso sulle colonne del Corriere della sera, il 15 gennaio del 1975, con il titolo "Sono contro l'aborto". 

Di seguito alcuni passaggi significativi della sua risposta.


Alberto Moravia:  

Da qualche tempo Pier Paolo Pasolini, per motivi certamente seri e profondi che non mi curo di definire, cerca lo scandalo. La peculiarità distintiva di questo suo atteggiamento è, però, che egli non mira a scandalizzare i conservatori ma gli intellettuali. 

Perché questo?

lunedì 7 aprile 2025

Lettera a Pier Paolo Pasolini di Carla Lonzi sull'aborto, non pubblicata dal Corriere della sera - 21 gennaio 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



 Lettera a Pier Paolo Pasolini di Carla Lonzi 

(Nel 1970, Carla Lonzi, scrisse il manifesto del collettivo “Rivolta Femminile”)

Nel gennaio 1975, Pier Paolo Pasolini su «Il Corriere della Sera» critica il movimento femminista per non aver affrontato il nodo della sessualità e del nesso coito-aborto. Lonzi invia al giornale lo scritto Sessualità femminile e aborto, con allegata una lettera a Pasolini. Il giornale non pubblicò e Pasolini non rispose.

21 gennaio 1975

Caro Pasolini,


nel tuo articolo sul “Corriere della Sera” ‘Io sono contro l’aborto’, scrivi: “Non mi risulta che gli abortisti, in relazione al problema dell’aborto, abbiano messo in discussione tutto questo”. Io  e le donne del gruppo femminista cui appartengo l’abbiamo fatto e abbiamo pubblicato gli scritti in proposito, che però sono passati completamente sotto silenzio. Gli abortisti, come li chiami, non hanno mostrato di prenderci in considerazione.

Eppure non ci siamo pronunciate contro la libertà di aborto – che rispecchia, sono d’accordo con te, una tappa obbligata del patriarcato che si rinnova per sopravvivere, e in questo senso noi di Rivolta Femminile non abbiamo mosso un dito, ma abbiamo posto dal ’71 il problema della presa di coscienza su ciò che l’aborto legale sottintende: la consacrazione del coito. Il nostro obbiettivo non era negare la libertà di aborto, ma cambiare il suo significato nella coscienza di chi continuerà a subirlo, anche libero, la donna, e a imporlo, una cultura se non vogliamo dire l’uomo.

sabato 5 aprile 2025

Pasolini, Sono contro l'aborto - Corriere della sera, 15 gennaio 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pasolini
Sono contro l'aborto

Corriere della sera

15 gennaio 1975       

( In Scritti corsari con il titolo: "19 gennaio 1975. Il coito, l'aborto, la falsa tolleranza del potere, il conformismo dei progressisti")



 Io sono per gli otto referendum del partito radicale, e sarei disposto a una campagna anche immediata in loro favore. Condivido col partito radicale l'ansia della ratificazione, l'ansia cioè del dar corpo formale a realtà esistenti: che è il primo principio della democrazia.

   Sono però traumatizzato dalla legalizzazione dell'aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell'omicidio. Nei sogni, e nel comportamento quotidiano - cosa comune a tutti gli uomini - io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente. Mi limito a dir questo, perché, a proposito dell'aborto, ho cose più urgenti da dire. Che la vita sia sacra è ovvio: è un principio più forte ancora che ogni principio della democrazia, ed è inutile ripeterlo.

   La prima cosa che vorrei invece dire è questa: a proposito dell'aborto, è il primo, e l'unico, caso in cui i radicali e tutti gli abortisti democratici più puri e rigorosi, si appellano alla Realpolitik e quindi ricorrono alla prevaricazione «cinica» dei dati di fatto e del buon senso.

   Se essi si sono posti sempre, anzitutto, e magari idealmente (com'è giusto), il problema di quali siano i «principi reali» da difendere, questa volta non l'hanno fatto.

Dopo Firenze - Lo schieramento dei partiti sul problema dell’aborto - Epoca, 25 gennaio 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

DOPO FIRENZE  

Lo schieramento dei partiti sul problema dell’aborto 

Epoca

numero 1268

25 gennaio 1975

da pag.20 e pag. 21

( © Questa trascrizione da cartaceo, anche un po faticosa, è stata curata da Bruno Esposito )

Quest'articolo di Sandra Bonsanti - tra l'altro citato anche da Walter Siti, in Pasolini saggi sulla politica e sulla società, Meridiani Mondadori -, viene inserito nel mio blog, per introdurre una serie di altri post che verranno pubblicati, sulla polemica scaturita da un articolo di Pier Paolo Pasolini, apparso sulle colonne del Corriere della sera, il 15 gennaio del 1975, dal titolo "Sono contro l'aborto".

Man Mano che il materiale da me raccolto, si trasformerà in post (presto), i link verranno aggiunti a questa pagina.  

Buona lettura.




PSI: « Entro quest’anno il Parlamento è in grado di approvare la legalizzazione »

DC: « L’attuale legge può e deve essere riveduta » 

PCI: « Favorevoli all’interruzione della maternità in circostanze da valutare bene »

PSDI: « L’esempio francese può valere anche per noi »

PRI: « In certi casi è necessario »

PLI: « Siamo per la procreazione responsabile »

MSI: « È un falso problema per distrarre il paese da Quelli più gravi » 

di SANDRA BONSANTI


 

Roma, gennaio

I dibattito sull’aborto, uscito dalle strette cerchie del femminismo e dei movimenti di liberazione della donna, ha investito con violenza l'opinione pubblica italiana (vedasi l’arresto del segretario del partito radicale Spadaccia dopo la scoperta di una clinica per aborti a Firenze) e sta coinvolgendo, forse con risvolti clamorosi, l’attività politica. Come si è sviluppata la discussione all’interno dei vari partiti? Quale sarà il loro atteggiamento il giorno in cui saranno chiamati a pronunciarsi in Parlamento sulla legalizzazione dell’ aborto o sul mantenimento della situazione attuale? 

Epoca ha rivolto queste do mande ai responsabili dei partiti, tra i più qualificati ad esprimersi a tale riguardo. Siamo quindi in grado di offrire ai lettori un panorama completo delle varie posizioni politiche su questo importante problema.