"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini
al Setaccio
di Bruno Esposito
La breve vita della rivista «Il Setaccio», pubblicata a Bologna tra il novembre 1942 e il maggio 1943, rappresenta un passaggio decisivo nel percorso formativo di Pier Paolo Pasolini, offrendo uno spaccato prezioso dell’Italia intellettuale in uno dei suoi momenti più complessi. Nonostante la sua uscita limitata a soli sette numeri, «Il Setaccio» ha lasciato un’impronta significativa sul giovane Pasolini e, indirettamente, sulla cultura italiana, fungendo da crocevia tra aspirazioni artistiche, pressioni ideologiche e tentativi di emancipazione generazionale.
Nata nel pieno della Seconda guerra mondiale, «Il Setaccio» riflette il clima di tensione, restrizione e controllo che caratterizzava la vita culturale italiana dei primi anni Quaranta. Nel 1942 il regime fascista, ormai logorato dalle difficoltà militari, intensifica la propria azione di propaganda e regimentazione delle istituzioni culturali, affidando alle organizzazioni della Gioventù Italiana del Littorio (GIL) la missione di plasmare e organizzare la gioventù sotto la propria egida. La GIL, fondata nel 1937 assorbendo l’Opera Nazionale Balilla (ONB), si avvale di periodici, circoli e biblioteche – come la grande Biblioteca Popolare di Bologna, diretta da Giovanni Falzone – per estendere la propria influenza in ambito letterario, artistico e associativo.
