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sabato 6 settembre 2025

Pier PaoloPasolini, La poesia in vernacolo come fenomeno di gusto - La fiera letteraria, anno IX, numero 23, 6 giugno 1954, pag. 3

"Le pagine corsare " 

dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pier PaoloPasolini
La poesia in vernacolo come fenomeno di gusto

La fiera letteraria

anno IX

numero 23

6 giugno 1954

pag. 3

( © Questa trascrizione da cartaceo è stata curata da Bruno Esposito )


I testi dialettali che sono qui presentati, lo sono secondo un dato criterio: appartengono cioè a un gruppo di quei poeti che, nell'<<Antologia della poesia dialettale del '900>> da noi curata con Dell'Arco (Guanda, 1953), vengono citati nel panorama introduttivo, e sia pure con poche parole, críticamente circostanziati, nelle sezioni pertinenti: ma loro versi, per varie ragioni, non

compaiono nella parte antologia. Eccentuato Nettore Neri, romagnolo, che, già molto anziano, possiede una sua storia critica (nella bibliografia va notato, fra gli altri, il nome di Baldini) e si presenta quindi, compiutamente espresso, tutti gli altri, mentre lavoravamo alla nostra antologia, si trovavano in un momento iniziale del loro sviluppo, per quanto già promettente. Non essendo trascorso che un anno, non possiamo ancora parlare di vere e proprie conferme, di scommesse vinte: ma di nuove prove notevoli, si certamente. Si guardi per es. Vivaldi (insieme a questo sonetto, potremmo indicare al lettore un altro gruppo di cose sue, pubblicate sul Belli». A. II n. 2, con un appunto a cura di Caproni): che vigore, calato dentro la ferrea convenzione metrica di un sonetto sentito secondo una sua storia stilistica diversa da quella del sonetto in lingua: e di cui, in lingua, potremmo indicare gli equivalenti nello << Ça ira >> carducciano, da una parte (stacco dal lirico in senso epico-lirico) e nel sonetti pascoliani e crepuscolari dall'altra (stacco dal lirico in senso prosastico antipetrarchesco). Esemplari, metrici, di tal genere si trovano in buon numero nella nostra antologia, specie tra i testi delle generazioni anteriori a quella del Vivaldi, ch'è giovanissimo: e, per essere più esatti - prescindendo dalla sonetteria di tipo pascarelliano - nella sezione veristica con specimen Ferdinando Russo. E si capisce: data la tendenza neorealistica e impegnata, del Vivaldi. Ma non si tratta, qui, di un puro e semplice ritorno a vecchi schemi: c'è di mezzo tutto il gusto del novecento più autentico e centrale (in lingua, s'intende, compreso l'ermetismo...), in cui Vivaldi si è formato, e dentro cui resta la sua polemica: con effetti di contaminazione stilistica, e, sotto, per interdipendenza, morale. La sua scelta non è definitiva e decisa. Si vedano in questo pezzo i dati di una disperazione puramente lirica, d'uomo solo, calati in uno schema stilistico approntato ad altro fine, e i cui stilemi realistici » (...m'accorsu apena d'esse a Ruma...per es)., residuati danno alla realtà prosastica un eccesso di evidenza che la violenta poeticamente.

E si guardi anche l'altro ligure, di Loano, Luigi Panero: alla cui ineffebilità, alla cui finezza, avevamo già dato credito in quella nostra Introduzione, e che ora, ritroviamo squisitamente circostanziato nelle sue ultime cose: con accentuazione del suo rapporto con i raffinati piemontesi, pascoliano-simbolistici, e il reparto più deliziosamente esangue della poesia del conterraneo Firpo; con riaccensione dei decolorati miti bucolico-pastorali, in canzoneine alla Chiabrera, sul filo del rasoio tra fasullaggine e angelicità, tra testi per sillabario e frammenti per Antologia. Identica conferma in << Cercu la paparina >> del siciliano Molino: conferma di un gusto particolarmente aggiornato per un dialettale periferico (di provenienza Roma-Friuli) e di un naturale senso della misura, di una naturale delicatezza.

Qualcosa di molto simile a quanto si diceva per Panero si potrebbe anche ripetere per la friulana Enrica Cragnolini: ma la contraddizione, in lei, è piuttosto tra una sentimentalità convenzionale e una più interna. Inebbriata sentimentalità dal ricco tessuto sensuale: da ciò una sua mancanza di misura che il Panero possiede in eccesso e una maggiore misteriosità e colorazione delle sue brevi poesie. In metro libero: la cui atecnicità coincide con l'effettivo calore irrazionale che le produce. Certe cose, benchè assai modeste, trattenute da una poetica umile, e, malgrado le sollecitazioni del prossimo movimento casarsese, legata ancora a certo gusto di tradizionalismo provinciale, si direbbero scritte in trance: ingorgate attorno a un nucleo di ricettività allucinata, a una incantata, ossessione del sentire. Caso specialissimo, e non per deduzioni più o meno consentite, è quello di Tonuti Spagnol, l'altro friulano qui presente: o per lo meno, specialissimo, è stato. << Una ombrena blancia >>, qui stampata, è stata scritta da Tonuti quando aveva quattordici o quindici anni, e di poco dopo è << Matina >>: no, non si tratta di un comune caso di precocità. Tonuti è stato tutt'altro che un enfant prodige. Non apparteneva a una famiglia borghese per poter esserlo nel senso corrente della 
definizione; e non cominciava come poeta, o cantore << popolare >> per poter esserlo nel senso che le darebbero i demopsicologi. Contadino, appena adolescente, è stato messo dalle circostanze - sí era in piena guerra - contatto con la cultura dell'altra classe sociale, e la più aggiornata, con Lorca, Montale... Ma si tenga conto che Tonuti apparteneva a una famiglia contadina del più civile Friuli: di mezzadri cattolici, che, come spesso del resto accade in molte zone dell'Italia del Nord, erano assai vicini, negli usi e nei pensieri, alla piccola borghesia della provincia, malgrado la loro agreste e salubre rozzezza. Uno dei loro figli poteva essere un << sensibile: e tale era l'adolescente Tonuti. La sua assimilazione appunto per la mancanza della diseducazione scolastica e moralistica del ragazzo borghese di un gusto poetico assai difficile e ancora di avanguardia, è stata pronta e naturale. I risultati, spesse volte, deliziosi; ma senza, da parte nostra, nessun compiacimento estetistico in tale valutazione. Nella ingenuità di Tonuti non c'è nessun primitivismo, ma molta bontà, dedizione, dolcezza d'animo.

Dal più giovane, l'ancora ventenne Spagnol (di cui presto uscirà, curato da Luigi Ciceri, in Friuli, un volumetto di versi, << La Cresima >>), il più anziano: il settantenne Nettore Neri. Già abbiamo accennato alla compiutezza, non dovuta solo all'età, della sua figura poetica: ch'è poi molto complessa, si che non è possibile, qui, cavarsela con poche righe. Basterà dire come, poeta in romagnolo, egli sia un caso psicologico tipicamente romagnolo.

PIER PAOLO PASOLINI

@Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare


Curatore, Bruno Esposito


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