"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Pier PaoloPasolini
La poesia in vernacolo come fenomeno di gusto
La fiera letteraria
anno IX
numero 23
6 giugno 1954
pag. 3
( © Questa trascrizione da cartaceo è stata curata da Bruno Esposito )
I testi dialettali che sono qui presentati, lo sono secondo un dato criterio: appartengono cioè a un gruppo di quei poeti che, nell'<<Antologia della poesia dialettale del '900>> da noi curata con Dell'Arco (Guanda, 1953), vengono citati nel panorama introduttivo, e sia pure con poche parole, críticamente circostanziati, nelle sezioni pertinenti: ma loro versi, per varie ragioni, non
compaiono nella parte antologia. Eccentuato Nettore Neri, romagnolo, che, già molto anziano, possiede una sua storia critica (nella bibliografia va notato, fra gli altri, il nome di Baldini) e si presenta quindi, compiutamente espresso, tutti gli altri, mentre lavoravamo alla nostra antologia, si trovavano in un momento iniziale del loro sviluppo, per quanto già promettente. Non essendo trascorso che un anno, non possiamo ancora parlare di vere e proprie conferme, di scommesse vinte: ma di nuove prove notevoli, si certamente. Si guardi per es. Vivaldi (insieme a questo sonetto, potremmo indicare al lettore un altro gruppo di cose sue, pubblicate sul Belli». A. II n. 2, con un appunto a cura di Caproni): che vigore, calato dentro la ferrea convenzione metrica di un sonetto sentito secondo una sua storia stilistica diversa da quella del sonetto in lingua: e di cui, in lingua, potremmo indicare gli equivalenti nello << Ça ira >> carducciano, da una parte (stacco dal lirico in senso epico-lirico) e nel sonetti pascoliani e crepuscolari dall'altra (stacco dal lirico in senso prosastico antipetrarchesco). Esemplari, metrici, di tal genere si trovano in buon numero nella nostra antologia, specie tra i testi delle generazioni anteriori a quella del Vivaldi, ch'è giovanissimo: e, per essere più esatti - prescindendo dalla sonetteria di tipo pascarelliano - nella sezione veristica con specimen Ferdinando Russo. E si capisce: data la tendenza neorealistica e impegnata, del Vivaldi. Ma non si tratta, qui, di un puro e semplice ritorno a vecchi schemi: c'è di mezzo tutto il gusto del novecento più autentico e centrale (in lingua, s'intende, compreso l'ermetismo...), in cui Vivaldi si è formato, e dentro cui resta la sua polemica: con effetti di contaminazione stilistica, e, sotto, per interdipendenza, morale. La sua scelta non è definitiva e decisa. Si vedano in questo pezzo i dati di una disperazione puramente lirica, d'uomo solo, calati in uno schema stilistico approntato ad altro fine, e i cui stilemi realistici » (...m'accorsu apena d'esse a Ruma...per es)., residuati danno alla realtà prosastica un eccesso di evidenza che la violenta poeticamente.
Dal più giovane, l'ancora ventenne Spagnol (di cui presto uscirà, curato da Luigi Ciceri, in Friuli, un volumetto di versi, << La Cresima >>), il più anziano: il settantenne Nettore Neri. Già abbiamo accennato alla compiutezza, non dovuta solo all'età, della sua figura poetica: ch'è poi molto complessa, si che non è possibile, qui, cavarsela con poche righe. Basterà dire come, poeta in romagnolo, egli sia un caso psicologico tipicamente romagnolo.

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