Benvenuto/a nel mio blog

Benvenuto nel blog

Questo blog non ha alcuna finalità di "lucro".
Viene aggiornato di frequente e arricchito sempre di nuovi contenuti, anche se non in forma periodica.
Sono certo che navigando al suo interno potrai trovare ciò che cerchi.
Al momento sono presenti oltre 1700 post e molti altri ne verranno aggiunti.
Ti ringrazio per aver visitato il mio blog e di condividere con me la voglia di conoscere uno dei più grandi intellettuali del trascorso secolo.
Visualizzazione post con etichetta Pier Paolo Pasolini: Un piccolo Werther Enrico Fracassi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pier Paolo Pasolini: Un piccolo Werther Enrico Fracassi. Mostra tutti i post

sabato 11 luglio 2026

Pier Paolo Pasolini: Un piccolo Werther, Enrico Fracassi (1902-24) - La Libertà d'Italia, Anno III, numero 181, 1 agosto 1950, pagina 3

Pier Paolo Pasolini: Un piccolo Werther, Enrico Fracassi (1902-24)

La Libertà d'Italia
Anno III
numero 181
1 agosto 1950
pagina 3

Il gesto della scrittura, la concentrazione, il saggio prende forma. (immagine non reale)

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )


Di seguito:

1) Commento critico al saggio ad opera del curatore del blog
2) Il saggio di Pier Paolo Pasolini
 

Caso Fracassi: il contagio di un romanzo di dieci minuti

Nel saggio Un piccolo Werther (1950), Pasolini compie un gesto critico che si inserisce perfettamente nella genealogia dei “casi” letterari: individua un punto marginale, apparentemente secondario – l’opera postuma di Enrico Fracassi, poeta romano morto suicida nel 1924 – e lo porta al centro della scena, sottraendolo alla riduzione biografica che ne aveva limitato la ricezione. Congedo non è, per Pasolini, una raccolta di liriche né un diario frammentario: è un oggetto narrativo estremo, un «romanzo che si legge in dieci minuti», dove il tempo non scorre ma si contrae, si coagula, si tende fino a diventare spasimo. La scrittura non rappresenta la vita: ne è la pressione interna, la deformazione, la ferita.

Il “caso Fracassi” si regge su tre intuizioni critiche che definiscono la sua singolarità nel primo Novecento.