"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini
Risposta al Presidente Leone
Tempo
numero 41
5 ottobre 1968
pag. 14
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
Qui la Lettera di Pasolini al Presidente del Consiglio Giovanni Leone
Qui il Presidente Leone, risponde a Pasolini
Qui Pasolini risponde al presidente Leone
Di solito, per una risposta come la Sua, si esordisce ringraziando. É dunque ringraziando che qui esordisco: ma non formalmente. Anzi, aggiungo subito che la Sua risposta - in un Paese come il nostro, che Lei meglio di me conosce - è straordinaria: perché esce, anzi contraddice alle abitudini malamente democratiche che regolano la nostra vita. É chiaro: conoscendola io di persona, non ne sono molto sorpreso: ma so quanto facilmente in Italia le Persone possono scomparire nelle Istituzioni.
É dunque con uno spirito rallegrato dal Suo atto di democrazia "reale" - che è sempre "personale" - che rispondo alle Sue argomentazioni.
Il punto numero uno è, per me, il più misterioso - tecnicamente misterioso - della Sua lettera. Vede, io non ho una formazione né politica, né giuridica, né burocratica: mi è difficile dunque accettare quanto di necessariamente formale c'è nella discussione e nell'azione politica, giuridica e burocratica. Comprendo solo esteriormente che tale momento formale ci deve essere (è vero: anche sul piano dell'espressione letteraria c'è un momento formale; ma di esso ho diretta esperienza, e mi è divenuto abitudinario).
Il momento formale della Sua prima argomentazione è questo: i due alti funzionari presenti a Venezia erano presenti a Venezia in funzione di componenti il consiglio di amministrazione dell'ente veneziano. Ma perché sono componenti del consiglio di amministrazione veneziano? Lo dice Lei stesso: perché sono direttori generali dei Ministeri del Turismo e della Pubblica Istruzione.


