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martedì 14 ottobre 2025

Pasolini a Scicli, La loro coscienza è già nel domani ( Ho discusso per un giorno con i giovani di Scicli) - Vie nuove, numero 22, 30 maggio 1959

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Pasolini a Scicli
La loro coscienza è già nel domani
( Ho discusso per un giorno con i giovani di Scicli)

Vie nuove

numero 22

30 maggio 1959 

© Questa trascrizione da cartaceo è stata curata da Bruno Esposito )


Vedi anche:

Pasolini a  Scicli, dove le parole sono pietre - il dibattito


Piombati da Roma a Catania, da Catania a Scicli, attraverso cento e più chilometri di Sicilia verde, deserta, araba, greca, gesuitica, coperta di fiori e di pietre, con mucchi di città incolori, raggrumate, senza periferia, come le città dei quadri, sui fronti delle colline, nelle vallate - un gruppo di gente era ad aspettarci nella piazzetta giallognola di Scicli.

Subito i giovani si sono fatti intorno a me, parlando: eravamo - io, cioè, c'ero, da un minuto - nell'ultimo angolo della Sicilia, ancora un po' di campagna, carrubi, mandorli, villette estive di baroni, poi il mare, il mare africano. Non capivo, perciò, addirittura, alla lettera, quello che mi stavano dicendo quei giovani, intorno, assiepandosi, ridendo, in un italiano stretto e accavallato, con le dentali invertite, le modulazioni di siciliano paesano, sconosciuto e aletterario, umile, parlato da secoli, diventato assoluto solo lì. Non afferravo parole e fisionomie: ma intanto capivo tutto. Un po' della ...metodologia stilistica - magari in accezione yossleriana - la potrò pure adottare anche con i parlanti! Il «clic» era scattato. Tutta la giornata di Scicli doveva essere una verifica. Quei giovani parlavano, deversando come la bottiglia dantesca, di «Officina», di «Paragone», di «Tempo presente», del dibattito sul realismo del «Contemporaneo»: per quello che mi riguardava, sapevano tutto; ricordavano perfino un articolo uscito sulla Fiera letteraria due anni fa, che toccava un piccolo particolare del mio lavoro; scherzavano sulla faccenda del «Circolo della Caccia»:

Pasolini a Scicli, dove le parole sono pietre - il dibattito - Vie nuove, numero 22, 30 maggio 1959

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Pasolini a  Scicli
dove le parole sono pietre

il dibattito

Vie nuove

numero 22

30 maggio 1959 

( © Questa trascrizione da cartaceo è stata curata da Bruno Esposito )


Vedi anche:

Pasolini a Scicli, La loro coscienza è già nel domani ( Ho discusso per un giorno con i giovani di Scicli)


Bartolomeo Amenta

(studente membro del direttivo del circolo « V. Brancati »)

Ho il piacere di presentare il gruppo di scrittori, di artisti e di giornalisti che son venuti a Scicli per visitare le grotte di Formello e per prendere visione di uno degli aspetti più crudi e gravi della vita siciliana, che rappresenta una macchia nera non solo per la nostra città, non solo per la Sicilia, ma per l'Italia intera. Essi con la loro opera faranno in modo di portare questo problema al livello nazionale, di farlo conoscere, e farlo sentire come questione attorno alla quale vale la pena di muovere le forze di tutti coloro che sono interessati ad un avvenire di civiltà dell'Italia. E' stata preparata dal nostro circolo culturale «Vitaliano Brancati», composto di giovani di varia parte politica, una conferenza del pittore e scrittore Carlo Levi, che tutti conoscete. L'iniziativa è stata presa di accordo con i dirigenti del Comune di Scicli. Colgo intanto l'occasione per ringraziare tutti i componenti la comitiva: Carlo Levi, lo scrittore, Renato Guttuso, Pier Paolo Pasolini, lo storico Paolo Alatri, Maria Antonietta Macciocchi, direttrice di Vie Nuove, la quale si scusa di non essere presente al dibattito essendosi dovuta recare a Ragusa, e Antonello Trombadori, direttore de Il Contemporaneo. Voglio anche ringraziarli a nome del Circolo Brancati, di essere venuti fino a Scicli e di onorarci con la loro presenza. Cedo la parola a Guttuso, per la presentazione dell'oratore che introdurrà la conversazione.