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giovedì 27 febbraio 2025

Pier Paolo Pasolini, I campi di concentramento, Viaggio per Roma e dintorni - Vie nuove, 10 maggio 1958

"Le pagine corsare " 

dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Nel 1958 Pier Paolo Pasolini conduce l’inchiesta sulle periferie di Roma dal titolo


 Viaggio per Roma e dintorni

suddivisa in tre articoli

1) Il fronte della città


2) I campi di concentramento


3) I tuguri


pubblicati su Vie Nuove nel mese di maggio.

( © Trascrizione integrale da cartaceo, curata da Bruno Esposito )


 OGNI CITTA' italiana, anche nel Nord, ha, alla periferia, dietro gli ultimi orti, i suoi piccoli campi di concentramento per « miserabili » : sono per Io più capannoni, casermette, baracche. Ma in nessuna citta italiana il fatto presenta aspetti cosi impressionanti, complessi, direi grandiosi, come a Roma. La « borgata » è un fenomeno tipicamente romano, in quanto Roma fu capitale dello Stato fascista. E' vero, continuano a sorgere anche oggi delle « borgate ». Ma, per così dire, sono borgate « libere » : ammassi di casette a uno o due piani, senza tetto, per anni e anni senza infissi, e senza intonaco, biancheggianti di calce in fondo alle campagne semi-abbandonate — lussureggianti o fangose — come villaggi beduini. Le strade sono per lo più piste di fango o polverone: come a Rebibbia, ad esempio: dove un certo Graziosi ha venduto il terreno a lotti, facendo firmare ai lottizzatori (operai che si sarebbero poi costruiti da sè la casa) dei compromessi in cui essi accettavano di comprare col lotto anche la sede stradale, con l'assicurazione del tempestivo intervento comunale per la costruzione della strada. Alcuni lottizzatori accettarono, altri no, all'insaputa gli uni degli altri: sicchè la sede stradale, frazionata, è rimasta tale e quale: l'intera borgata ha per strade sentieri polverosi o rigagnoli, secondo le stagioni.