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giovedì 5 agosto 2021

Pier Paolo Pasolini, "Puoi leggere, leggere, leggere" - Vie nuove n. 27, 8 luglio 1965

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Pier Paolo Pasolini
"Puoi leggere, leggere, leggere"

Vie nuove n. 27
8 luglio 1965

( © Questa trascrizione da cartaceo è stata curata da Bruno Esposito )

A precedere la lettura del dialogo tra Pasolini e la Lettrice, alcune mie personali riflessioni. 

Il titolo, da me attribuito al dialogo tra la lettrice e Pasolini è: “Puoi leggere, leggere, leggere”. 
Quello dato da Pasolini alla sua risposta alla lettrice è: "Coraggio collettivo"

Il contributo che Pasolini ci offre con questo scritto, nasce dalla risposta a una lettera di una giovane lettrice – “Anna da Certaldo” – che pone all’intellettuale questioni cruciali di formazione culturale, di scelte di vita, di condizione sociale e di rapporto tra destino individuale e responsabilità collettiva. “Coraggio collettivo”, ne riassume la tensione pedagogica ed esistenziale.
Il testo esprime apertamente il carattere dialogico e la volontà di Pasolini di parlare direttamente, senza mediazioni, alla nuova generazione, interpretando le angosce e le speranze di una ragazza che si confronta con l’impossibilità economica di frequentare l’università, il peso delle responsabilità familiari, il fascino e insieme la delusione dei modelli offerti dalla società contemporanea.
Questo specifico intervento, pur nella sua apparente marginalità rispetto a saggi strutturati o a grandi inchieste, evidenzia la cifra più autentica dell’impegno pasoliniano in quegli anni: la tensione tra universale e particolare, tra valore pedagogico e coscienza del limite, tra desiderio di rivoluzione e accettazione della realtà.
“Coraggio collettivo”, pubblicato su "Vie nuove", n. 27, dell’8 luglio 1965, testimonia una posizione pedagogica radicale, che invita a non accettare la rassegnazione: la cultura può essere strumento di emancipazione anche quando la società sembra negarla; la "lotta di classe", lungi dal rimanere una parola d’ordine, diventa percorso personale e collettivo di consapevolezza. Sullo sfondo, si avverte il senso del limite e della crisi dei modelli di mobilità sociale: la risposta non sta nel successo individuale, ma nella riconversione coraggiosa dei travagli in nuovi modi di "stare al mondo".
L’articolo di Pasolini, così come la sua intera esperienza sulla rivista, rimane modello di "giornalismo partecipato", in cui l’intellettuale, più che "maestro", diventa interlocutore, stimolando la crescita di una generazione come soggetto critico e autonomo. Il suo messaggio, allora come oggi, invita a leggere, leggere, leggere: non solo libri – ma la realtà, la società, se stessi.

Di seguito la trascrizione del dialogo tra la lettrice e P.P.Pasolini

"Puoi leggere, leggere, leggere"

(Coraggio collettivo)

Caro Pasolini, sei la 3a persona «che scrive sui giornali» a cui scrivo. Sai, sono una ragazza di 18 anni; a 14 anni scrissi a Liala, a 16 a Candida, adesso scrivo a te. Buffo vero?
Tranquillizzati, non è per il consiglio amoroso, come nei due casi precedenti, credo proprio che a 18 anni l’amore non possa essere consigliato. Non lo so perché ti scrivo: forse perché sono un’incosciente, pensa che fra 10 giorni avrò gli esami di Stato ed io perdo le serate a scriverti. Stasera era destinata a filosofia, ma ho cominciato a leggere «Vie Nuove» ed addio studio.