"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
I ragazzi de "La notte brava"
intervista con Pier Paolo Pasolini
Vie nuove
numero 36
12 settembre 1959
da pag. 26 a pag. 29
( © trascrizione da cartaceo curata da Bruno Esposito )
DOVE SONO I "PERICOLI PER LA SOCIETA' "
A Pier Paolo Pasolini, ideatore e sceneggiatore del film « La notte brava », che il regista Bolognini ha portato a termine in questi giorni, abbiamo rivolto alcune domande sul significato della vicenda, sul carattere dei personaggi e sulla realizzazione del film. Pubblichiamo anche, nelle pagine seguenti, la sceneggiatura di una delle sequenze iniziali.
P.P.P. - «La notte brava» è il primo film veramente mio. Ho lavorato spesso per il cinema, e nel mio lavoro ho sempre messo qualcosa di mio (anche, mettiamo, in « Marisa la civetta », che è passato come un filmetto volgare, mentre, invece, nella sua estrema esilità, era un elegante prodotto epigono del neorealismo). «La notte brava» è il primo film che ho interamente ideato, scritto e sceneggiato da solo.
D. - La storia narrata nel film è nata subito, nelle tue intenzioni, come soggetto cinematografico o come racconto dal quale, per caso, è stato tratto un film?
P.P.P. - I produttori Cervi e Jacovoni mi hanno chiesto un film di ambiente romano. Ci ho pensato un po' e poi ho capito che l'avevo già in mente da tempo: sia in « Ragazzi di vita » che in « Una vita violenta », c'era già la storia di una notte: una notte ideale, dilatata, violentata. Lo schema dunque era pronto: rientrava nel mio sistema stilistico. Anche il motivo della ricerca della grana, era un motivo mio. Mi ci è voluto poco, dunque: non si trattava che di raccogliere e organizzare degli elementi già fermentati e maturi in me.