"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Sussurri e grida.
Considero Bergman un grande regista, e, benché così lontano da me, lo comprendo e lo amo senza fatica. I suoi personaggi femminili, dai glutei, dai seni, dai garretti monumentali, eppure così deboli - come elefanti feriti che cercano disorientati il loro cimitero - mi sono, teoricamente, del tutto estranei: in pratica, ne sono affascinato. Luci d'inverno è uno dei film più belli della storia del cinema. Sussurri e grida segna invece un'imprevedibile involuzione nella storia stilistica di Bergman. Anzi, una vera e propria degradazione dei suoi temi e dei suoi strumenti espressivi. La cultura di Bergman sarebbe strettamente cinematografica se non fosse anche teatrale: la cultura fiancheggiatrice è di carattere, suppongo, teosofico ed esoterico, secondo la tradizione scandinava (penso soprattutto a Strindberg). Ma la cultura, la cultura vera e propria, senza qualificazioni, appare in Bergman piuttosto limitata. Già in Persona e nel Rito Bergman aveva acriticamente assunto nel proprio mondo stilistico forme non sue, ma diffuse da una circolazione

