"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini
con Jean Narboni
una conversazione su Edipo Re
Cahiers du Cinema
numero 192
luglio/agosto 1967
pag. 31
(Intervista registrata al magnetofono da Jean Narboni e tradotta dall'italiano da M. Di Vettimo.)
( © Questa trascrizione da cartaceo e la traduzione, è stata curata da Bruno Esposito )
Cahiers Dopo "Uccellacci e uccellini", film moderno per eccellenza e persino quadro sintetico di quasi tutti i problemi moderni, lei si rivolge di nuovo al passato con l'adattamento dell'"Edipo" di Sofocle...
Pasolini "Edipo re" non è un film interamente antico. Ci sono un prologo e un epilogo moderni. Il prologo è l'infanzia di un bambino, che potrebbe essere uno di noi, il quale sogna l'intero mito di Edipo così come lo ha raccontato Sofocle, con elementi freudiani, s'intende. Alla fine, questo bambino è vecchio e cieco, ed è un po' quello che a suo tempo è stato Tiresia, cioè una sorta di profeta, di "homo sapiens", di saggio che suona motivi con il suo flauto e attraversa il mondo contemporaneo. La prima scena si svolge a Bologna nel 1967 e lì questo vecchio cieco suona un motivo che richiama l'epoca borghese, il mondo "liberale", insomma il mondo capitalista. La seconda scena si svolge a Milano, vicino a una fabbrica dove ci sono degli operai, e lì Edipo suona al flauto motivi della Rivoluzione Russa. Alla fine, sempre alla ricerca di un posto nuovo dove stabilirsi, dove fermarsi, ritorna verso i luoghi in cui per la prima volta ha visto sua madre, e nel film è accompagnato dal tema musicale della madre. Non abbandono quindi del tutto il mondo moderno con questo film e, d'altra parte, nel mito di Edipo vi è un gran numero di temi eterni, quindi attuali...


