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venerdì 16 gennaio 2026

Dichiarazioni di Pasolini a Parigi, in compagnia di Anna Magnani: al cinema Saint-Germain di Parigi per la presentazione di Accattone - Il Piccolo, 10 dicembre 1961, pag. 9

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Dichiarazioni di Pasolini a Parigi, in compagnia di Anna Magnani, al cinema Saint-Germain di Parigi per la presentazione di Accattone 

Il Piccolo

10 dicembre 1961

pag. 9

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )


Dal nostro corrispondente Ugo Ronfani

Parigi, 9

Appena qualche brivido lungo i «décolletés» delle signore. Il film «Accattone» di Pier Paolo Pasolini presentato ieri sera in un cinematografo di Saint-Germain, in onore del comitato direttivo della Comunità europea degli scrittori non ha sollevato scandalo. La sala era tranquilla, quasi austera. Mai un film «maledetto» ha avuto un pubblico più «per bene». Un Premio Nobel, Hallord Laxness, una mezza dozzina di accademici di Francia, fra i quali André Chamson, un paio di «Premi Lenin» della letteratura: in breve, tutto il «gratin» della cultura europea attualmente a Parigi. E. Jonesco, timido e calvo Anna Magnani, vestita di nero al fianco di Pasolini, Marcel Carné, con un sorriso di bambino contento, Jean Seberg, Roger Vailland, Romain Gary, Leonor Fini. François Mauriac, René Clair, Edgar Faure e i Rothschild, avevano preferito la << prima de "Les Violons, Parfois" >> di Françoise Sagan: peggio per loro.

Non c'è stato scandalo, e non poteva esserci. I francesi hanno letto Villon e Rimbaud, Céline e Genet: l'innocente turpiloquio dei «Ragazzi di vita» non ha il potere di impressionarli. Una polemica sul contenuto di un film come << Accattone >> è concepibile magari in Italia, dove la cultura ha una componente puritana e dove c'è sempre qualcuno pronto a gridare al delitto di lesa patria, se le cose vengono rappresentate come sono, e non come dovrebbero essere. Ma in Francia, le bestemmie e i raggiri di << Accattone >> (questo picaro da << bidonville >>, incapace di sfuggire al suo destino, che cerca di abbandonare il mestiere di sfruttatore di donne per un amore pulito, che diventa ladro perchè non sa fare altro e che trova la sua pace nella morte, al termine di una fuga in motocicletta) non offendono nessuno. I lazzi dei suoi compagni, lo squallido discorrere delle prostitute, le scene violente o dolorose, non turbano l'occhio di un pubblico abituato a ben altro. A Parigi, << Accattone >> ha ricevuto il suo passaporto. E' stato considerato un film coraggioso e onesto. Un'opera - ha detto un critico cattolico - che conduce una battaglia contro il male. Una battaglia vera, diversa dalle lotte contro i mulini a vento cui ci hanno abituati i moralisti di professione». Un film antiretorico. Una storia nuda e umana. Una curiosità per l'errore e la colpa, che non è lontana dalla pietà cristiana; un impegno sociale che rifugge dalla demagogia. Una violenza che è amore, una crudezza di linguaggio che è ricerca di verità. La critica francese, oggi, è concorde su questi riconoscimenti. Elogia la bellezza del dialogo, l'incisività della fotografia, il ritmo del racconto che, per una sua segreta perfezione, si accorda con le musiche di Bach stampate sulla colonna sonora. Le riserve sono secondarie: qualche concessione al pittoresco, qua e là una certa dispersione della tensione drammatica, il rischio del convenzionale nel disegno di stella, il personaggio buono.

Pasolini è al suo primo film e già la stampa parigina mette il suo nome accanto a quelli di Antonioni, Visconti e Fellini. Per un regista italiano è, nella capitale francese, il massimo degli onori.

Alcune domande a Pasolini, subito dopo la proiezione del film.

<< I giornali francesi la chiamano "il Jean Genet italiano". Di "Accattone" dicono che è un "Voyage au bout de la nuit". Accetta queste definizioni? >>.

<< Spiacente, ma non ho mai letto Genet. Quanto al "Viaggio al termine della notte" di Céline, il suo ricordo si perde fra le letture giovanili, già dimenticate. Per me la Francia è due cose: Rimbaud e Proust >>.

«E Parigi?».

<< Parigi è un simbolo. Un simbolo enorme. Contiene tutte le attese e le curiosità della mia giovinezza. Ma preferisco che rimanga quella che è stata: un mito, un grande amore. Almeno fino a quando non potrò scoprirla nella sua anima, come Roma. Ma non ha il cuore duro, Parigi? >>.

<< Il suo romanzo "Una vita violenta" è stato tradotto in Francia. Com'è stato accolto? >>

<< Bene, senza pregiudizi. Ma mi domando se poteva essere tradotto. Non dico per il traduttore, che ha lavorato con onestà; dico per la difficoltà di rendere lo stile, il dialogo. A Londra sono al tredicesimo tentativo di traduzione, senza essere ancora riusciti >>.

<< La critica ha visto una certa rassomiglianza fra il sogno di "Accattone" e le famose sequenze che aprono "Il posto delle fragole" di Ingmar Bergman >>.

<< Mi si attribuisce una conoscenza di Bergman che non ho. Non ho visto "Il posto delle fragole". Di Bergman ho visto soltanto "Il settimo sigillo" e "La sorgente". Il primo non mi è piaciuto, "La sorgente" si >>.

<< Nel suo film è riuscito, forse meglio di ogni altro regista italiano, a impiegare degli attori presi "dalla strada". Franco Citti è, nella parte di "Accattone", efficacissimo. Anche Franca Pasut è molto brava. E' un po' Carla Gravina, un po' Anita Ekberg e un po' una cameriera. Chi è Franca Pasut? >>

<< E' una ragazza friulana di ventitrè anni. Sua madre conosceva la mia. Franca venne a Roma qualche anno fa. Voleva fare del cinema, si presentò a Fellini e chiese una parte nella "Dolce vita". E' una ragazza semplice, come nel film. Credo che farà dei film storici >>.

<< Non crede che, facendoli lavorare in "Accattone", lei si è assunto nei riguardi di Franco Citti e Franca Pasut delle responsabilità? E' la storia di Lamberto Maggiorani. Che ne facciamo, poi, di questi attori presi dalla strada? >>

<< Vero, ma io pretendo che non si facciano illusioni.. "Non montatevi la testa ragazzi". Sono romani, capiscono. Franco Citti, del resto, lavorerà ancora per me. Sto preparando un film, su un santo del Medioevo. Un santo da villaggio, che ha le visioni e finisce eretico. Lo girerò nel Lazio e Franco Citti sarà protagonista >>.

<< E "Mamma Rosa"? >> *

*(il titolo del film è ovviamente Mamma Roma - ma per fedeltà di trascrizione dal cartaceo, ho riportato fedelmente il titolo scritto)  

<< Lo comincerò in marzo. Anna Magnani sarà l'unica attrice professionista. Il protagonista maschile sarà un altro giovane delle Borgate "Garofalo": per il momento soltanto un nome. "Mamma Rosa"* è la storia di una vecchia prostituta, che sogna per il figlio una vita facile e pulita. Un impasto di volgarità plebea e di ambizioni piccolo-borghesi. Su questa confusione non potrà fondare nulla. Resterà sola, il figlio morirà in prigione >>.

«E la letteratura?»

<< Porto avanti il romanzo "La mortaccia". Dopo avere letto una riduzione a fumetti della Divina Commedia, una "donna di vita" sogna di andare all'inferno e di incontrare un sacco di persone. Mi sfogherò >>.

Qui termina l'intervista. Si può tremare all'idea di quello che sarà l'inferno di Pasolini.

Dopo la proiezione Claudo Mauriac, figlio dell'accademico e critico cinematografico del << Figaro Litteraire >>, si è complimentato con Pasolini ed è corso a casa. Ha letto d'un fiato, fino alle quattro del mattino, << Una vita violenta >>.

Gli altri spettatori si sono incamminati adagio verso il Boulevard Saint Germain. Ecco, colte a volo, alcune battute dei loro si. Anna Magnani (con il suo famoso sorriso, rivolta al critico di «France Soir»):

 << E si ricordi, amico, che in Italia chi tocca Pasolini muore >>. 

  • Marcel Carnet: << Un film meraviglioso >>.
  • André Chamson: << E' forte come il vino dei Castelli >>. 
  • Il giornalista Sennegon: << Certo che i fascisti si sono arrabbiati; nel film c'è un avanzo di galera che si chiama Balilla >>. 
  • Madame Fouchet, moglie di un banchiere: << Per me quel Pasolini è una specie di dottor Hayde >>.
  •  Benito Merlino, << chansonnier >> trapiantato a Parigi: << Come volevasi dimostrare. L'ultimo guaglione di Posillipo vale dieci "blousons noirs" di Saint-Germain >>. 
  • Paul Liwinski, compositore: << Un commento sonoro con le musiche di Bach! Secondo Pasolini, il grande Giovanni Sebastiano era un teddy boys"? >>.

<< Accattone >> è stato tradotto in francese << Les mendigots >>. I giornali hanno spiegato che significa << morto di fame >> e altre cose ancora: 

<< Truand >>, << Voyou >>, << Gueux >>. 

Tre parole che sarà bene non tradurre.

Ugo Ronfani


Curatore, Bruno Esposito

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