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venerdì 2 gennaio 2026

Pasolini-Magnani un'accoppiata da Gran Premio: l'autore ci parla di Mamma Roma - Telecineriz, anno III, numero 8, agosto 1962, pag.3-4

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Pasolini-Magnani un'accoppiata da Gran Premio
l'autore ci parla di Mamma Roma

Telecineriz

anno III

numero 8

agosto 1962

pag.3-4

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )

Dopo due anni di volontaria assenza la Magnani torna sullo schermo con un personaggio vivo, inquieto, esuberante, disperata << Mamma Roma >>. Il cinema l'aveva delusa, ma Pasolini, costruendole una sceneggiatura su misura, l'ha riconquistata, ed il cinema le è di nuovo entrato nelle vene. Il privilegio di averla di nuovo attratta davanti alla macchina da presa spetta per metà al produttore Alfredo Bini e per l'altra metà a Pier Paolo Pasolini. Il binomio Bini-Pasolini era una garanzia per Anna Magnani e << l'aventiniana >>  attrice si è fatta convincere.

Anna Magnani in Mamma Roma è una matura prostituta che, per amore del figlio, passa dall'infame commercio notturno ad un più rispettabile commercio di frutta e verdura in un mercato rionale. Mamma Roma (nome di << battaglia >> della prostituta) è una povera donna piena di buone intenzioni che cerca di creare un avvenire al figlio e una nuova reputazione per se stessa. Ma sbaglia tutto, per ignoranza e per colpa dell'ambiente. Che ne sa Mamma Roma della vita? Corre dal parroco e gli chiede aiuto. Ma che aiuto può chiedergli? Non lo sa nemmeno lei. Il suo ideale è un ideale piccolo-borghese di vita per bene, ma questo ideale si sovrappone a una vita le cui esperienze sono tutte atroci, volgari, sbagliate. E quando il prete le consiglia di fare imparare al figlio un mestiere, mandandolo magari in un cantiere, Mamma Roma si ribella
<< allora io ho messo al mondo un fijo pe' faje fà er muratore? No, deve ave un lavoro decente >>. 

E per decente non sa nemmeno lei cosa voglia intendere.

Un destino conseguente farà scivolare invece il ragazzo nel giro dei ladruncoli di periferia, facile preda delle aspirazioni irrequiete della piccola malavita. E Mamma Roma perderà suo figlio.

Mamma Roma un personaggio umano, vivo, inquieto, a volte anche grottesco. La storia è piena di spunti comici. E più volte dalla drammatica maschera di Anna Magnani scompare la malinconia e il personaggio di Mamma Roma si riempie di sfrenata allegria. Il naturale impeto della Magnani, la sua esuberanza, dimostrano che ogni sequenza, ogni battuta del film è stata preparata e scritta da Pasolini pensando a lei.

<< Solo Anna Magnani poteva interpretare il personaggio di Mamma Roma - afferma Pasolini - Nel mondo ci sono cinque o sei attori veramente grandi. Una è Anna Magnani >>.

Gli uomini potrebbero dividersi in tre grandi tipi: o diciamo anche razze, dato che non sono razzista! La razza europea protestante, la razza europea cattolica, e la razza delle aree depresse. In Italia venti o venticinque milioni di abitanti appartengono ancora a questa ultima razza: la razza grigia, come diceva Carlo Levi parlando di << Accattone >>. Il grigio ardore del sole sull'ardente grigione della miseria. Tre quarti della popolazione del mondo, dalla Bassa Europa, all'Africa, all'Asia, al Sud America, vivono in questo stato inferiore, brulicando al sole come felici animali.

<< Memma Roma >> è quasi << di colore >>. Puro emblema del sottoproletariato cittadino di origine agraria. Essa possiede alla perfezione le regole e le leggi del sottomondo, che vive eternamente alla periferia: possiede, insieme, una disperata aspirazione al centro: alla vita dei ricchi, dei buoni, dei << bianchi >>.

Nella sua miseria sottoproletaria e nel suo ideale piccolo-borghese, non ci dovrebbe essere luce, per lei.

Invece l'amore per il figlio, un figlio illegittimo, bastardo, un tenero elegante cucciolo di gente povera, la porta, suo malgrado, a vivere un'esperienza che trascende le norme del suo destino. Va al di là del suo destino, e giunge anzi e una coscienza morale e sociale, che è solo un grido, è vero, ma un grido, che, spero, turberà e irriterà le masse dei milioni di beati appartenenti alle razze superiori.

Pier Paolo Pasolini

Curatore, Bruno Esposito

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