"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pasolini
accorto e modesto
Conferenza stampa a Venezia per il Vangelo secondo Matteo
Aggeo Savioli
L'Unità
sabato 5 settembre 1964.
( © Questa trascrizione da cartaceo, fedele al testo per il 98% (a causa della difficoltà di lettura dovuta all'usura), è stata curata da Bruno Esposito )
Da uno dei nostri inviati
Venezia 4
Affollatissima la conferenza stampa di Pier Paolo Pasolini del produttore Alfredo Bini: quest'ultimo, per la verità, non ha quasi aperto bocca, limitandosi a una distribuzione delle poche copie del volume dedicato al film che era riuscito a far stampare, e per le quali c'era chi, con parecchia irriverenza, auspicava un nuovo miracolo: la moltiplicazione dei libri.
Il Pasolini ha risposto con cala a tutte le domande, in una atmosfera del resto neanche lontanamente paragonabile a quella che circondò le << prime >> veneziane di Accattone, nel '61, e di Mamma Roma, nel '62. C'è stato, certo, chi con fare furbesco, domandava la ragione dei << canti rivoluzioni russi >> inseriti nel commento musicale: il regista ha avuto buon gioco nel ribattere che si trattava di vecchi brani popolari, << adattati >> alla rivoluzione in un secondo momento. D'altronde, egli ha precisato, non senza malizia, che la proporzione tra l'elemento rivoluzionario e quello religioso nella colonna sonora come nella vicenda narrata sullo schermo, è giusta, priva di equilibri.
Qualcuno ha chiesto come Pasolini possa conciliare marxismo e cattolicesimo: la domanda era formulata in modo approssimativo e Pasolini ha potuto replicare anche lui semplicisticamente (ma se n'è scusato, sottolineando essere questo un problema difficile da discutere al livello giornalistico) di non vedere alcuna contraddizione fra le due cose.
Vi è stata una consulenza ecclesiastica per il film?
Sì, risponde il regista: da parte della Pro Civitate Christiana di Assisi, cui era stato domandato un parere teologico-filologico. Prima della conferenza stampa, lo stesso organismo cattolico aveva fatto sapere - tramite apposito comunicato - che i suoi esperti erano stati d'accordo nel trovare il Vangelo - assolutamente positivo, per limpidità morale e fedeltà al Sacro Testo -.
Con modestia l'autore ha comunque schivato gli interrogativi più sottili: quelli, ad esempio, per sapere se egli, nel fare il Vangelo, si ritenesse toccato dalla grazia, o quantomeno liberato dall'angoscia.
<< La mia angoscia, signora, è permanente >>,
ha ribattuto Pasolini alla giornalista che aveva posto la questione. Ed è stato, nella schermaglia sin troppo diplomatico, << un momento di completa sincerità >>.
Altri hanno voluto sapere il valore detta dedica iniziale a Giovanni XXIII (la risposta:
<< Perché è stato il primo Papa che abbia detto che il marxista non è un diavolo, una bestia nera >>);
o i motivi per i quali nel film non appare la figura della Maddalena (risposta:
<< Nel Vangelo di San Matteo è appena accennato il nome, d'altronde anche altri episodi non sono stati rappresentati, per necessità >>;
o, ancora, perchè il doppiaggio dell'attore non professionista che incarna il Cristo sia stato affidato ad Enrico Maria Salerno, anziché a Parenti, la cui voce << sgradevole >>, secondo un'anticipazione fatta da Pasolini, si sarebbe adattata al personaggio come egli lo concepiva.
Pasolini ha detto che, alla prova fonica, il contrasto tra l'immagine e il suono si era rivelato troppo stridente.
Donde la scelta di Salerno, che non avrebbe tuttavia implicato una rinuncia all'intenzione primitiva. Ma a qualcuno è sembrato che questa replica non fosse del tutto esauriente.
Aggeo Savioli




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