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mercoledì 17 settembre 2025

Le lucciole e i potenti Giulio Andreotti risponde a Pier Paolo Pasolini, sul suo articolo: Gli insostituibili Nixon italiani - Corriere della serra, 18 febbraio 1975

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Le lucciole e i potenti
Giulio Andreotti risponde a Pier Paolo Pasolini
sul suo articolo
Gli insostituibili Nixon italiani

Corriere della serra

18 febbraio 1975 

( © Questa trascrizione da cartaceo è stata curata da Bruno Esposito )


Qui trovi Il vuoto del poter in Italia di P.P.Pasolimi

Qui trovi la risposta di Giulio Andreotti - Andreotti replica a Pasolini

Qui travi la risposta di Pier Paolo Pasolini - Gli insostituibili Nixon italiani - Continua il dibattito tra Pasolini e Andreotti

Qui trovi Le lucciole e i potenti Giulio Andreotti risponde a Pier Paolo Pasolini, sul suo articolo: Gli insostituibili Nixon italiani 

Qui trovi Giulio Andreotti, Caro Pasolini ti chiedo ora le scuse per allora


Pasolini replica alle mie note al suo precedente articolo in termini che spero non rendano inutile qualche ulteriore osservazione.

Tralascio i commenti sulle cronache televisive del nostro ultimo consiglio nazionale. Per quel che mi riguarda, non mi andava e non ho parlato (libertà nei non regimi) ed in quanto ad esser pallido lo sono da cinquantasei anni e sopravvivo.

In termini più generali, Pasolini non contesta una serie di fatti da me elencati. Ritiene che qualunque altro raggruppamento (egli continua a chiamarlo regime) fosse stato al potere, avrebbe ugualmente dovuto fare opere di una certa carica positiva. Anzi, la Democrazia cristiana sarebbe stata solo inebriata dall'espansione economica dei padroni, non avendo alcun merito nella costruzione di << miriadi di case >> e nella creazione di alcuni milioni di posti di lavoro industriale e terziario.

Non sarebbe invece esente la Democrazia cristiana dalla duplice colpa di aver provocato l'avvento del consumismo e dell'edonismo di massa, con l'aggravante di non essersene neppure accorta.

Tale neomaterialismo, diffuso tra la nostra gente, avrebbe prodotto, tra gli altri mali, oltre al suddetto esodo di contadini, anche un vero e proprio genocidio di preti, distruggendo la << Chiesa >>. Niente di meno.

Non vorrei essere frainteso se distinguo il consumismo dall'edonismo (riprovevole, quest'ultimo, di massa o no, che sia). Non mi sento di condannare in blocco la dilatazione intervenuta di alcuni effetti sensibili dello sviluppo industriale.

Prescindiamo anche dalle automobili, la cui straordinaria diffusione è effettivamente offuscata dalla mancanza di una parallela comprensione ed azione per i mezzi di trasporto pubblico. Ma è giusto, come fanno retoricamente molti (spero che Pasolini non ne condivida il ragionamento) scagliarsi contro la civiltà degli elettrodomestici, vedendola come foriera di imbarbarimento e di presunta perdita di livello spirituale?

Quando leggo che in undici milioni di famiglie esiste oggi una lavatrice, so che questo non comporta automaticamente felicità; ma ricordo bene mia madre con le mani spaccate dalla fatica del bucato e sono lieto di vivere in un tempo che almeno in questo è molto migliorativo.

D'accordo, dal consumismo può prendere alimento l'edonismo. Così, anche alcuni sacerdoti sembrano conferire più importanza al campo sportivo o al turismo sociale che non all'insegnamento della Scrittura, magari attraverso un cineforum, sul bellissimo film di Pasolini ispirato al Vangelo di Matteo.

Le dottrine edonistiche hanno una gamma involutiva che sta corrodendo - da noi e altrove - l'animo umano. Chi non ha delle riserve morali rischia di essere sopraffatto. Non sapendo resistere al peccato, si nega che esista il demonio. Freud è il segreto ispiratore anche di chi non lo ha mai letto e studiato.

In questo contesto, dove sesso e violenza dominano prepotentemente, la criminalità aumenta ed ogni giorno, accanto alle previsioni atmosferiche, si apprendono le notizie sui sequestrali e i rapinati. Gli scippi semplici ormai non fanno più cronaca.

Ma dove sta scritto mai che una società per non essere così sconvolta debba rinunciare a far stare i suoi cittadini in condizioni di vita non di penuria? Non è solo compito dei politici correggere questo paradossale errore. Gli uomini di cultura e, più in generale, la scuola, hanno un ruolo insostituibile e preliminare.

E' vero: la strategia della tensione è più grave ancora dell'ondata di delinquenza comune. L'ho sempre pensata così, sia quando molti fautori degli extraparlamentari chiudevano volentieri ambo gli occhi, scusando come ragazzate i pestaggi o l'artigianato delle bombe molotov. E quando ho potuto - anche a costo di esser temporaneamente incompreso - aiutare a far luce su responsabilità ovunque collocate, credo di aver agito senza esitazioni e forse con qualche risultato. Fino al giorno in cui rimarranno oscuri i mandanti e gli  esecutori dei troppi atti di terrorismo che hanno funestato l'Italia, resta all'orizzonte una nube nerissima e assai preoccupante.

In quanto a Nixon, non vedo dove e quando io lo abbia citato. Pasolini ha equivocato sul concetto di mutamento non traumatico di partiti al potere che stabilmente avviene sia negli Stati Uniti che in Inghilterra. Il caso Nixon non rientra affatto in questa intermittenza che direi fisiologico delle forze di governo.

Da noi questi cambiamenti radicali non ci sono stati dal 1948 ad oggi, perché gli elettori in maggioranza hanno ragionato e deciso diversamente dal modo di opinare pasoliniano. Anche se devono prendersi da lui la poco elegante censura di << accettare con passiva apoliticità la stessa fisica presenza dei potenti democristiani >>.

Dopo le lucciole si dovrebbero vedere spenti anche dirigenti dc. Non è un po' troppo per un auspicio ricostruttivo?

Giulio Andreotti

@Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare

Curatore, Bruno Esposito

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