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Biografia, lavori in corso - a breve anche il 1974 e il 1975

mercoledì 10 aprile 2013

Delitto Pasolini - Inchiesta MicroMega - Prologo: l’arresto di Pelosi

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

l'Unità, 3 novembre 1975


di Gianni Borgna e Carlo Lucarelli, da MicroMega 6/2005

Una ricostruzione minuziosa, attraverso fatti e testimonianze, di quel 2 novembre 1975 in cui fu ucciso Pasolini, e delle incongruenze delle ricostruzioni ufficiali e ufficiose che vorrebbero spiegare l’omicidio. Fino a questa clamorosa e documentata ipotesi, l’unica che fa andare al suo posto tutti i pezzi del terribile puzzle: un omicidio politico premeditato.


Prologo: l’arresto di Pelosi

È l’una e mezzo di notte del 2 novembre 1975 e sul lungomare Duilio di Ostia, un chilometro e mezzo prima di piazzale Cristoforo Colombo, c’è una gazzella dei carabinieri in servizio di pattuglia. All’improvviso, un’Alfa 2000 GT, una bella macchina, gli passa davanti a tutta velocità, contromano e in senso vietato. Non si ferma all’alt, e così i carabinieri fanno inversione di marcia e si lanciano all’inseguimento. Raggiungono l’Alfa all’altezza di uno stabilimento balneare, la stringono contro la carreggiata e la costringono a rallentare e a fermarsi.
Dalla gazzella scende un appuntato, che va a vedere chi c’è in quella macchina e perché sta correndo così, ma non fa in tempo a distinguere il conducente che all’improvviso l’Alfa riparte e cerca ancora di scappare.
L’appuntato rimonta in macchina e di nuovo la gazzella si lancia all’inseguimento su quella strada del lungomare di Ostia.
Raggiungono di nuovo l’Alfa, la stringono contro il marciapiede e questa volta l’appuntato tira fuori il mitra e lo fa vedere, e l’Alfa si ferma.
Sembra la scena di un film, uno di quei polizieschi all’italiana che si vedevano in quegli anni, negli anni Settanta, Roma violenta, o Il trucido e lo sbirro, ma non è un film, è cronaca, cronaca vera, e dall’auto non scende un attore o uno stunt-man, non scendono Thomas Milian o Maurizio Merli, ma un ragazzo spaventato che cerca ancora di scappare, a piedi, ma viene subito preso dai carabinieri, che gli girano un braccio dietro la schiena e gli mettono le manette.
Il ragazzo si chiama Pino Pelosi, detto Pino la Rana, ha 17 anni e ha qualche precedente per furto.
Perché scappava? Intanto è minorenne, e non potrebbe neppure guidarla, quell’auto. E poi dice di averla rubata, l’ha presa vicino al cinema Argo, nel quartiere Tiburtino, a Roma, vicino a dove abita. Ad Ostia c’è andato per accompagnare un amico, poi ha visto i carabinieri, ha avuto paura ed è scappato. Sanguina da una ferita, perché ha battuto la testa contro il volante mentre stava scappando.
E l’auto? L’auto di chi è? Lo dicono i documenti della macchina, la carta di circolazione. È di Pier Paolo Pasolini, uno scrittore, un poeta, un regista del cinema. Uno famoso. Pino Pelosi ha rubato la macchina di un personaggio noto. Alle cinque del mattino Pino Pelosi viene portato al carcere minorile di Casal del Marmo.
Prima, però, insiste perché i carabinieri tornino alla macchina, a cercare qualcosa, un pacchetto di sigarette e un accendino e anche un anello d’oro con una pietra rossa e la scritta: «United States Army».
Ha anche il segno dell’anello attorno al dito, e lo fa vedere ai carabinieri, che lo aiutano a cercare.
Però non trovano niente.
Poi, Pelosi viene portato in carcere e l’Alfa 2000 alla rimessa e lì i carabinieri si accorgono che dentro c’è anche un pullover verde, un vecchio maglione usato e piuttosto logoro.
È sul sedile posteriore, assieme al giubbotto e al maglione di Pino Pelosi, e ad altri indumenti. C’è anche un plantare, uno solo, per scarpa destra.
L’Alfa 2000 nella rimessa, il ladro in galera. Alle tre di notte i carabinieri avvertono i genitori di Pelosi. Vostro figlio è dentro per furto d’auto. Lo potete andare a trovare domani mattina al carcere minorile di Casal del Marmo.
Caso risolto, un furto sventato prima ancora che fosse compiuto.
E invece c’è qualcos’altro. In carcere, appena arrivato, Pino Pelosi parla con il suo compagno di cella. È inutile nasconderlo, perché tanto prima o poi lo scopriranno, così gli dice cos’ha fatto.
Ha ammazzato Pasolini.


Fonte:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/cosi-mori-pasolini/


@Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare

Curatore, Bruno Esposito

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