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mercoledì 4 febbraio 2026

Pier Paolo Pasolini, Biografia breve - 1975, Pasolini ultimo atto: Perchè siamo tutti in pericolo"

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Foto Pierre Putelli Eden © www giornaledibrescia it 

Pier Paolo Pasolini
Biografia breve
1975
Pasolini ultimo atto
Perchè siamo tutti in pericolo"


A questo link, trovi la Biografia breve completa: Biografia Breve-Le Pagine Corsare



Il 9 gennaio 1975, Pier Paolo Pasolini rilascia a Luisella Re un’intervista pubblicata su Stampa Sera dal titolo: "Il nudo e la rabbia". Pasolini si trova a Torino per una breve visita, durante la quale incontra i dirigenti della casa editrice Einaudi e partecipa alla proiezione del suo film Accattone.

Pasolini descrive la nudità non come mera provocazione estetica ma come evento simbolico che mette a nudo ipocrisie sociali. La nudità assoluta toglie mediazioni e costringe lo spettatore a confrontarsi con la realtà corporea e con il proprio senso di colpa o di esclusione. L’intervista scorre anche in una più ampia critica alla trasformazione della cultura italiana: omologazione, perdita di vitalità politica e anestetizzazione dei sensi, che per Pasolini sono segnali di decadenza.

L’idea del “nudo” come rivelazione e come atto che rompe artifici sociali. 

L’associazione tra nudità visibile e verità storica, cioè la capacità dell’arte di testimoniare condizioni umane scomode.

La rabbia come sintomo: non solo emozione individuale ma reazione collettiva a una verità che mette in crisi identità e ruoli.

Tono polemico e tagliente, con formule concise e immagini forti.

Uso frequente di contrasti (nudo/velato, verità/ipocrisia, vita/morte) per enfatizzare la frattura tra realtà e rappresentazione.

venerdì 12 settembre 2025

Pier Paolo Pasolini, Biografia breve - 1974, seconda parte - Io so perché sono un intellettuale

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pier Paolo Pasolini
Biografia breve - 1974
seconda parte
Io so perché sono un intellettuale

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La polemica continua:

L’articolo di Pier Paolo Pasolini pubblicato su Il Mondo l’11 luglio 1974, intitolato “Ampliamento del ‘bozzetto’ sulla rivoluzione antropologica in Italia”, è uno dei suoi interventi più lucidi e provocatori sul cambiamento profondo della società italiana nel dopoguerra. In questo testo, Pasolini risponde direttamente alle critiche di Alberto Moravia e Franco Fortini, affrontando il tema della trasformazione culturale e morale del popolo italiano.



Pasolini sostiene che la società italiana ha subito una rivoluzione antropologica: non semplicemente un cambiamento politico o economico, ma una mutazione profonda dell’identità, dei comportamenti e dei valori. Secondo lui:
La cultura popolare tradizionale è stata spazzata via da un nuovo potere, più subdolo e totalitario: la società dei consumi.
Questo potere agisce attraverso la televisione, la pubblicità e i modelli imposti, che plasmano desideri e comportamenti.
Il risultato è una omologazione culturale: tutti aspirano agli stessi modelli, perdendo la propria autenticità.

Pasolini accusa la televisione di essere lo strumento principale di questa mutazione. Persino programmi apparentemente innocui come Carosello contribuiscono a diffondere un modello edonistico e consumista. Scrive:

“Giovani su motociclette, ragazze accanto a dentifrici” — immagini che non rappresentano semplicemente mode, ma nuovi archetipi cui il popolo è costretto ad uniformarsi."

mercoledì 6 dicembre 2023

Pier Paolo Pasolini, biografia breve - 1974 Prima parte - Caro Calvino, Io rimpiangere l’Italietta?

"Le pagine corsare " 
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Eretico e Corsaro

Macciocchi e Pasolini nel 1974

Pier Paolo Pasolini
biografia breve
1974 Prima parte
Caro Calvino, Io rimpiangere l’Italietta?

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Il 1974 è l'anno in cui la sua rubrica sul Corriere, "Tribuna aperta" prende un deciso indirizzo di critica sociale e polemica politica. Il direttore del Corriere, Piero Ottone, offre a Pasolini la possibilità di gestire il suo spazio, nelle pagine del quotidiano, a suo piacimento e senza alcuna censura sulla scelta degli argomenti e su come trattarli (scrivi quello che vuoi). 
Pasolini in quel momento è l'intellettuale italiano più vivace, brillante, libero e capace di scatenare forti polemiche (e Piero Ottone, questo lo sa bene). Il Corriere è una testata di proprietà di privati, non portavoce di un partito e senza dubbio il primo quotidiano nazionale. Un quotidiano molto seguito dalla gente e per questo, con una enorme capacità di influenzare l'opinione pubblica (per Pasolini un terreno fertile per le sue acute analisi sociali e politiche). 
Un rapporto molto forte che in giugno, si rafforza ancora maggiormente: all’inizio del giugno 1974, stipula un ulteriore accordo contrattuale con la proprietà del «Corriere». Pasolini è a Milano per una proiezione di << Il fiore delle Mille e una notte >> ed in questa occasione, incontra Giulia Maria Crespi, che rappresenta la proprietà editoriale del Corriere (che già conosce avendo ambientato nella villa di Giulia Maria Crespi sul Ticino parte di Teorema) e Barbiellini Amidei, vicedirettore del Corriere della Sera e responsabile delle pagine culturali. Viene stretta un'intesa che prevede anche la collaborazione per una rubrica di critica letteraria, come quella che già tiene sulle colonne del settimanale Tempo, a partire dalla fine del 1975 (Pasolini pensa di intitolarla «Che fare?»).

sabato 29 luglio 2023

Pier Paolo Pasolini, biografia breve - 1973, Il Corsaro prende il largo.

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Eretico e Corsaro


Pier Paolo Pasolini
biografia breve
1973
Il Corsaro "issa" le vele e prende il largo.

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La Stampa, 4 gennaio 1973

Il 4 gennaio 1973, su "La Stampa", viene pubblicata un'intervista di Enzo Biagi a Pasolini, dal titolo "Dicono di lei Pasolini".

Corriere della sera. 7 gennaio 1973

giovedì 15 giugno 2023

Pier Paolo Pasolini, biografia breve - 1972 Scandalizzare è un diritto... Amen

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Eretico e Corsaro


Foto di Letizia Battaglia - Tutti i diritti riservati

Pier Paolo Pasolini
biografia breve
1972  
Scandalizzare è un diritto... Amen

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«Io penso che scandalizzare sia un diritto, 
essere scandalizzati un piacere, 
e chi rifiuta di essere scandalizzato è un moralista, 
il cosiddetto moralista»

«Nei saggi ideologici ci metto il mio senso comune:
solo per quelli poetici, oh Tetis, il mio acume»

 Nei primi sei mesi dell’anno, il suo impegno maggiore è  il lavoro di montaggio e doppiaggio de I racconti di Canterbury. 

L' Unità - 23 febbreio 1972
L' Unità - 9 dicembre 1972

Guido Enaudi chiede d tempo a Pasolini di lavoare ad una nuova edizione dell’antologia della Poesia dialettale del Novecento. In febbreio Pasolini scrive all’editore: 


Caro Einaudi,

scusami per il lungo silenzio: faccio tre film in una volta e trascuro gli amici! L’idea di riprendere in mano la «Poesia dialettale» mi attira – fra l’altro, in questi ultimi cinque o sei anni sono usciti dodici o tredici libri di poeti dialettali, anche giovani, molto buoni. Ma quando avrò il tempo di occuparmene? Tu mi dai un largo margine di tempo: ma l’anno che mi attende è occupato dalla fine dei lavori dei «Canterbury», poi dalle «Mille e una notte», e poi devo preparare il mio volume di teatro, e poi, a farla completa, mi sono venuti in mente ben due romanzi!1 Non ti posso dunque promettere niente, purtroppo: ma lascio a me stesso aperto uno spiraglio (in ogni caso, avresti un giovane che, per sollevarmi dalla ricerca, si occupasse di raccogliere i volumi dei dialettali usciti dopo la mia antologia?)

Un affettuoso saluto dal tuo

Pier Paolo Pasolini

domenica 11 giugno 2023

Pier Paolo Pasolini, biografia breve - 1971, No! Non posso dire tutto quello che voglio.

"Le pagine corsare " 
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Eretico e Corsaro


Pier Paolo Pasolini
biografia breve 
1971
No! Non posso dire tutto quello che voglio.

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"Io penso che, prima, non si debba mai, in nessun caso, temere la strumentalizzazione da parte del potere e della sua cultura. Bisogna comportarsi come se questa eventualità pericolosa non esistesse. Ciò che conta è anzitutto la sincerità e la necessità di ciò che si deve dire. Non bisogna tradirla in nessun modo, e tanto meno tacendo diplomaticamente, per partito preso.

       Ma penso anche che, dopo, bisogna saper rendersi conto di quanto si è stati strumentalizzati, eventualmente, dal potere integrante. E allora se la propria sincerità o necessità sono state asservite e manipolate, io penso che si debba avere addirittura il coraggio di abiurarvi."[...]

martedì 31 gennaio 2023

Pier Paolo Pasolini, biografia breve - 1970, «Ci sono dei vecchietti allegri, io sarò uno di quelli»

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro

Epoca, 18 - 10 - 1970 - numero 1047


 Pier Paolo Pasolini
biografia breve
1970
 «Ci sono dei vecchietti allegri, io sarò uno di quelli»

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"L'ora è confusa e noi come perduti la viviamo".


Insieme a Dacia Maraini, Maria Callas e Alberto Moravia, fa un viaggio in Africa: Dakar, Abidjan, Mali. 

La seguì a Parigi - lei venne a Roma. Con lei, Moravia e Dacia, in quattro, compì un viaggio in Africa, fra il dicembre 1970 e il gennaio 1971. La chiamava: «Uccellino con potente voce d’aquila / e aquila tremante».


«Vado in Africa a dicembre, venite con me?»
Dall'inverno del '68 al biennio '69-'70, Pasolini effettuò numerose riprese in Uganda, Tanzania e Tanganika e all'Università Roma “La Sapienza” (instaurando in quell'occasione un dialogo con alcuni studenti africani)


Ho pianto di vere lacrime, davanti a 
un idoletto della tribù Baule, fatto di 
legno e filamenti vegetali; ho pianto 
perché quello era il piccolo nume 
contadino del Lazio di Turno. 
Lacrime su un mondo perduto 

anche nelle sue ultime propaggini. 


Regia:  Pier Paolo Pasolini

Fotografia:  Giorgio Pelloni;

Commento:  Pier Paolo Pasolini;

Musica:  Gato Barbieri;

Montaggio:  Cleofe Conversi, Pier Paolo Pisolini;

Produzione:  Gian Vittorio Baldi per IDI Cinematografica;

Distribuzione:  Cineteca di Bologna; origine: Italia, 1970;

Durata:  55’.


Uno dei più belli di Pasolini. Mai convenzionale, mai pittoresco, il documentario ci mostra un’Africa autentica, per niente esotica e perciò tanto più misteriosa del mistero proprio dell’esistenza, coi suoi vasti paesaggi da preistoria, i suoi miseri villaggi abitati da un’umanità contadina e primitiva, le sue due o tre città modernissime già industriali e proletarie. Pasolini ‘sente’ l’Africa nera con la stessa simpatia poetica e originale con la quale a suo tempo ha sentito le borgate e il sottoproletariato romano.
(Moravia, 1971)  


 Tornato dal viaggio africano, lo attende una lettera di Nicola Cattedra, il nuovo direttore di «Tempo», che lo informa di non aver pubblicato il suo pezzo in quanto i temi affrontati, «specificamente politici». Dopo un ultimo articolo, che appare il 24 gennaio, la collaborazione con il settimanale Tempo, presso il quale scriveva per la rubrica "Il caos", si interrompe.

sabato 12 marzo 2022

Pier Paolo Pasolini, biografia breve -1969, «Il mondo non mi vuole più e non lo sa».

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Disegno di P.P.Pasolini, databile 1969/70
"Il mondo non mi vuole più e non lo sa", è una nota scritta da Pasolini e posta al margine inferiore di questo disegno da lui realizzato.
Il disegno non ha data, presumibilmente è datato 1969/70 
Una serie di linee diagonali, che secondo alcuni rappresentano bocche socchiuse. 
Questo disegno ha sollecitato le "fantasie" dell'amico Giuseppe Zigaina per sostenere le sue "improbabili" teorie sulla morte del Poeta.

Pier Paolo Pasolini
Biografia breve
1969

«Il mondo non mi vuole più e non lo sa».

(Per questo post, ringrazio Bruno Fraccaroli per il grande contributo)

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La nascita di un nuovo tipo di buffone

   Non «caca», ma «baba ndogo» (sor maestro)
   così viene liquidato il mio narcisismo.
   Che ne è di esso?
   Ho perso la compagnia di un sentimento.
   O, meglio, della «forma di una vita» (la mia).
   Son sceso all’ultima stazione.
   Resta un rebus. Tra i Wagogo innamorati degli Europei
   il monumento nero è alto contro i sinistri cespugli,
   e i templi naturali di macigni dove vissero leoni.
   Io non ho più il sentimento
   che mi fa avere ammirazione per me.
   Non considero il fondo delle mie parole
   come un fondo prezioso, una grazia,
   qualcosa di speciale e di particolarmente buono.
   Che cosa comunico, alla fine
   della mia carriera di poeta, che, sotto sotto,
   si considerava indispensabile all’umanità?
   Ecco la risposta (nel mattino
   del primo gennaio 1969):
   «Una spiacevole ironia su tutto ciò».
   Come fu imperterrito e puro il mio zelo
   alla luce del mio narcisismo!
   Attraverso l’umorismo rientro nell’ordine.
   Tace il Tersite imberbe e sedicente
   (oltre che oggettivamente) grazioso.
   L’Ulyxes è rimasto a casa:
   vi fa (appunto) dell’ironia e vi difende
   da folle moderato le istituzioni. Quanto a Ettore,
   lui, fa saltuarie apparizioni.
   Ma anche lui, guai se non ci fosse un po’ di distacco.
   Che cosa comunico, se non comunico più,
   se, tutto sommato non ho mai comunicato
   altro che il piacere di essere ciò che sono?
   Ciò che mi insegnò mia madre?
   Grida, dunque, un uccello sull’Hotel Mwanza.
   Ninetto dorme sotto la zanzariera.
   Io dò sfogo all’equivoco fervore mattutino,
   per cui mi dichiaro «poeta dilettante».
   Ma non è un caso che ciò accada sul Lago Vittoria.
(1969)

venerdì 4 marzo 2022

Pier Paolo Pasolini, biografia breve - 1968, il corpo nella lotta e il bisogno di disobbedire a Budda - Contestazione, Caos, Orgia.

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Eretico e Corsaro



Pier Paolo Pasolini, biografia breve
1968
Il corpo nella lotta e  il bisogno di disobbedire a Budda - Contestazione, Caos, Orgia. 

(Per questo post, ringrazio Bruno Fraccaroli per il grande contributo)


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"Oh Dio! che debba prendere in considerazione

l’eventualità di fare al vostro fianco la Guerra Civile

accantonando la mia vecchia idea di Rivoluzione?"

..."Il borghese - diciamolo spiritosamente - è un vampiro, che non sta in pace finché non morde sul collo la sua vittima per il puro, semplice e naturale gusto di vederla diventar pallida, triste, brutta, devitalizzata, contorta, corrotta, inquieta, piena di senso di colpa, calcolatrice, aggressiva, terroristica, come lui"...

lunedì 7 febbraio 2022

Pier Paolo Pasolini, biografia breve - 1967, La storia della mia vita è la storia dei miei libri.

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Eretico e Corsaro



Pier Paolo Pasolini,   biografia breve
1967
La storia della mia vita è la storia dei miei libri.

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Il 1967 inizia con molte idee e progetti in cantiere. In una lettera a Garzanti Pasolini fa un elenco di nuovi lavori letterari abbozzati:
Pagine Tratte da "Lettere" a cura di Nico Naldini

In un’intervista rilasciata a Manlio Cancogni a febbraio dichiara (L'intervista completa la trovi qui):


Un piccolo Paese non può dare un grande scrittore. Lo ha detto Goldmann.
...
Sì. Ogni libro è in rapporto al suo background culturale. Se questo è mediocre anche il libro lo sarà.

[...]

...Non scrivo poesie perché non ho destinatario. Non so più a chi mi rivolgermi. So che ci sono in Italia un diecimila persone che amano la poesia. Ma a loro mi rivolgo lo stesso, anche senza scrivere... 

[...]

...Il teatro invece mi consente di fare nello stesso tempo poesia e romanzo. Poesia perché come sai scrivo le mie tragedie in versi-romanzo perché racconto una storia...

(Manlio Cancogni intervista Pier Paolo Pasolini

1967

Un piccolo Paese non può dare un grande scrittore.)

 

mercoledì 26 gennaio 2022

Pier Paolo Pasolini, biografia breve - 1966, l’ideologia e "la sua atroce amarezza" .

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Eretico e Corsaro

Pier Paolo Pasolini
biografia breve
1966
l’ideologia e "la sua atroce amarezza"

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 A gennaio del 1966, inizia la nuova serie di Nuovi argomenti. Pasolini affiancato da Alberto Moravia e Alberto Carocci, da vita ad un laboratorio che vuole essere la sede delle autonome ricerche di un gruppo di amici-nemici, con l’obiettivo di << risolvere la difficile situazione della cultura italiana >>. Pasolini nel suo primo articolo spiega cosa vuole essere il nuovo corso della rivista: Pasolini "Sulla formula di «Nuovi Argomenti»"  - «Nuovi Argomenti», numero 1, gennaio-marzo 1966.

lunedì 10 gennaio 2022

Pasolini, biografia breve, 1965 - Il linguaggio tecnologico

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Eretico e Corsaro

L'Avanti, 29 gennaio 1965



Pasolini, biografia breve
1965
Il linguaggio tecnologico


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"……………………….

   Quanto a Moravia, devo dire che egli, intervenendo in questa occasione, non ha avuto orecchie per ascoltare la vera realtà del mio discorso: l’ha anch’egli strumentalizzato alla mia personale ricerca tecnica di autore, mentre esso non era che un passaggio per una comprensione più vasta della realtà italiana, in cui poi operare «anche» linguisticamente; e si è affannato a dimostrare una cosa assolutamente ovvia, cioè che l’italiano è sempre stata una lingua media. Mi dimostri che l’italiano è sempre stata una lingua nazionale: e non una «lingua» media di élite o di classe. Inoltre, per via della sua solita impazienza, egli mi attribuisce la «nozione» di un nuovo italiano già adulto, mentre io mi ero limitato a battesimare un infante. Lo credo bene, per esempio, che gli ingegneri e i tecnici parlino con le loro «signore» l’italiano aulico (per quanto la parola non sia esatta), ed è vero che l’italiano di Moro ha un fondo ancora avvocatesco e umanistico. Le cose stanno cominciando ad avvenire, non sono avvenute!

   Dunque per un utile proseguimento del dibattito, sull’«Espresso» o altrove, direi che andrebbero tenuti presenti i seguenti punti:

   1) Io non ho parlato, ripeto, di un italiano nuovo, ma della nascita di un possibile italiano nuovo (nazionale). Supporne sbrigativamente una figura adulta, significa: a) non riconoscerlo; b) riconoscerlo attraverso esperienze ritardate, già fatte, e quindi accantonarlo in quanto effettiva nuova realtà politica e sociale.

sabato 1 gennaio 2022

Biografia breve, 1964 - «Perché un marxista non può essere religioso? »

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Biografia breve, 1964
«Perché un marxista non può essere religioso? »

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«Allora avrei dovuto fare un altro film: inventare situazioni, linguaggio, tentare di raffigurarmi la società del tempo, e le cose che vi accadevano. Io non ho voluto fare un film storico: ho voluto semplicemente trasporre sullo schermo un testo poetico, letterario, che è il " Vangelo secondo Matteo " Il tema del mio film è il mito di Cristo, non la storia di Gesù Cristo »

La Stampa - Sabato 5 settembre 1964)

giovedì 23 dicembre 2021

Biografia breve, 1963 - Vilipendio alla religione di stato

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dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Biografia breve, 1963
Vilipendio alla religione di stato

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"L'Italia ha il popolo più analfabeta 
e la borghesia più ignorante d'Europa"





Immagine tratta da Alfredo Bini Hotel Pasolini


Gennaio 1963, fa un lungo viaggio in Yemen, Kenia, Ghana, Guinea. Ha in mente il progetto di un film intitolato "Il padre selvaggio "che non realizzerà mai:

Biografia breve, 1962 - La folgorazione figurativa di Pasolini

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro




Biografia breve, 1962 -
La folgorazione figurativa di Pasolini

A questo link, trovi la Biografia breve completa: Biografia Breve-Le Pagine Corsare

Ah, Longhi, intervenga lei, spieghi lei, come non basta mettere una figura di scorcio e guardarla con le piante dei piedi in primo piano per parlare di influenza mantegnesca! Ma non hanno occhi questi critici? Non vedono che bianco e nero cosi essenziali e fortemente chiaroscurati della cella grigia dove Ettore (canottiera bianca e faccia scura) è disteso sul letto di contenzione, richiama pittori vissuti e operanti molti decenni prima del Mantegna? O che se mai, si potrebbe parlare di un’assurda e squisita mistione tra Masaccio e Caravaggio?... Ma lasciamo perdere; figurarsi se simili ‘mistioni’ toccano la sensibilità di gente che ogni giorno deve buttar giù il suo pezzo, preoccupata solo di non sbagliare troppo, e quindi di seguire, soprattutto, quello che dicono gli altri...(1)
 A gennaio 1962, la Longanesi stampa L’odore dell’India  e la Garzanti, Il sogno di una cosa. Tra aprile e giugno, Pasolini lavora alle riprese di Mamma Roma e il 31 agosto, il film, è presentato alla Mostra del cinema di Venezia.

"H. – Come ha scoperto Ettore Garofalo?    
P. – È stato un piccolo colpo di fortuna. Conoscevo il fratello maggiore, che abitava a Trastevere. Lui l’ho visto una sera, andando a cena in un ristorante dove faceva il cameriere, da Meo Patacca, esattamente come l’ho mostrato nel film, mentre portava una fruttiera e sembrava una figura uscita da una tela del Caravaggio. Scrissi la sceneggiatura modellandogliela addosso, senza dirgli niente, e quando fu terminata andai da lui e gli chiesi se voleva fare il film.    
H. – La morte di Ettore è presa da un fatto realmente accaduto a Roma, non è così?    
P. – Sì, circa un anno prima che scrivessi quel soggetto un giovane di nome Marcello Elisei morì proprio a quel modo..."(2)

 



domenica 3 gennaio 2021

Pier Paolo Pasolini, 1961 - Il cinema di poesia

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Pier Paolo Pasolini sul set di Accattone, 1961, Angelo Pennoni / © Reporters Associati - Roma


Biografia breve, 1961

Il cinema di poesia di Pier Paolo Pasolini

(Biografia breve, curata da Bruno Esposito)

A questo link, trovi la Biografia breve completa: Biografia Breve-Le Pagine Corsare


...Ci incamminiamo lungo la strada che porta alla città lontana, che giace ai nostri piedi (siamo su un’altura) tra ricami fitti di nebbie azzurrine e di luci quasi liquide. Ma facciamo solo pochi passi per la strada, tra gli atroci arbusti, che qualcosa di orrendo accade vicino a noi, nella penombra: un ringhio disperato, una corsa rantolante: sono degli sciacalli.
Torniamo subito indietro, con la coda fra le gambe. Il cuoco, in una delle casupole luccicanti accanto al bungalow, ci sta preparando la cena: vedo che gli occhi di Moravia brillano di rassegnato sospetto e di rinnovata speranza... In un‘aria leopardiana, dei bambinelli stanno giocando davanti alla casa dei loro genitori: uno piccolo piccolo è dentro una casetta, e viene ben presto ritirato. L’altro, più grandino, ci guarda con tutta la sua dolcezza.
Lì, intorno c’è anche una capra, coi caprettini ancora lattanti, e un cane, e un pappagalletto in una gabbia appesa ai rami del banjan davanti alla casa. Moravia non nasconde la sua viva simpatia per uno dei capretti, che salta intorno vivamente, chiamando la madre: «ma, ma...» Vorrebbe acchiapparlo per fargli una delle sue carezze: ma quello scappa. Allora il bambino lo rincorre, e torna verso di noi col capretto tra le braccia. Il capretto è bianco bianco, il bambino nero nero: e hanno tutti e due la stessa dolcissima pupilla... (27)
Il 16 gennaio 1961, Pasolini e Moravia sono raggiunti da Elsa Morante, in India, dove si trovano come inviati, rispettivamente, per "Il Giorno" e il "Corriere della sera", ad un convegno per la commemorazione del centenario della nascita di Tagore che si tiene a Mumbai.
Di seguito alcuni art. di Pasolini apparsi su "Il Giorno":
  • Uomini vestiti di asciugamani (26 febbraio 1961)
  • Non conoscono l’allegria (4 marzo 1961) 
  • Il santone sembrava un capoufficio (9 marzo 1961) 
  • È un mondo, un oceano o un inferno? (11 marzo 1961) 
  • Un popolo che esce da ombre atroci (16 marzo 1961) 
  • Il rogo di morti sul fiume sacro (23 marzo 1961)

 




Pubblica: 

Accattone, Garzanti - Milano 1961.

La religione del mio tempo, Garzanti - Milano 1961. 

"La religione del mio tempo esprime la crisi degli anni sessanta... La sirena neo-capitalistica da una parte, la desistenza rivoluzionaria dall'altra: e il vuoto, il terribile vuoto esistenziale che ne consegue. Quando l'azione politica si attenua, o si fa incerta, allora si prova o la voglia dell'evasione, del sogno ('Africa, unica mia alternativa') o una insorgenza moralistica (la mia irritazione contro certa ipocrisia delle sinistre: per cui si tende ad attenuare, classicisticamente la realta': si chiama 'errore del passato', eufemisticamente, la tragedia staliniana ecc.)".(28)

Sempre nello stesso anno, collabora a diversi lavori per il cinema:
  • 1961 La ragazza in vetrina
  • 1961 La ragazza con la valigia 
  • 1961 La canta delle marane 


 


Ad aprile inizia le riprese di Accattone, che verrà presentato in settembre, al festival di Venezia:
In Accattone ho voluto rappresentare la degradazione e l’umile condizione umana di un personaggio che vive nel fango e nella polvere delle borgate di Roma. Io sentivo, sapevo, che dentro questa degradazione c’era qualcosa di sacro, qualcosa di religioso in senso vago e generale della parola, e allora questo aggettivo, «sacro», l’ho aggiunto con la musica. Ho detto, cioè, che la degradazione di Accattone è, sì, una degradazione in qualche modo sacra, e Bach mi è servito a far capire ai vasti pubblici queste mie intenzioni...(29)
In autunno lavora alla sceneggiatura del film Mamma Roma e intanto prosegue l'accanimento giudiziario nei suoi confronti:

Processo Vece

Denuncia Antonio Vece. Antonio Vece, un maestro elementare di Avellino sporge denuncia presso la polizia giudiziaria di Roma contro Pasolini. Dichiara di essere stato avvicinato da Pasolini, di essere salito sulla sua Giulietta, di essere stato portato in aperta campagna, minacciato, malmenato e derubato di un capitolo di un suo romanzo. Due giorni dopo, al commissariato di polizia di Centocelle, confessa di aver inventato ogni cosa. Viene denunciato per simulazione di reato, che sarà archiviata in data 2 dicembre 1965.(30)
25.10.61 Denuncia da parte di Vece Antonio.
27.10.61 Ritrattazione di Vece. Denuncia contro di lui da parte della polizia per calunnia.
04.01.62 Processo per calunnia di Vece. Notifica della citazione in qualità di parte lesa davanti al P.M. di Roma.
05.01.62 Processo Vece. Presentazione spontanea e interrogatorio davanti al P.M.
11.01.63 Processo Vece. Notifica della citazione a comparire come parte lesa davanti al tribunale di Roma.
08.03.63 Processo vece. I udienza. Costituzione di parte civile.
20.03.63 Processo Vece. Notifica della citazione in qualità di parte lesa davanti al tribunale di Roma.
22.03.63 Processo Vece. II udienza e sentenza.
12.11.63 Processo Vece. Notifica del decreto di citazione a comparire, in qualità di parte civile, davanti alla corte di appello di Roma.
26.02.64 Processo Vece. Udienza di corte d'appello.
03.04.64 Processo Vece. Notifica del decreto di citazione a comparire, in qualità di parte civile, davanti alla corte d'appello di Roma.
07.10.64 Processo Vece. Sentenza della corte d'appello.

Fatti del Circeo


 Fatti del Circeo. Il commesso di un bar a S. Felice Circeo, sostiene che uno sconosciuto, dopo aver bevuto una Coca-Cola e dopo aver fatto molte domande, avrebbe indossato un paio di guanti neri, inserito nella pistola un proiettile d'oro e cercato di rapinarlo dell''incasso della giornata.

Il barista cerca di reagire e colpisce con un coltello la mano del rapinatore, che fugge. Il giorno successivo il barista vede passare per strada una Giulietta, in cui riconosce il suo rapinatore: prende il numero di targa e fa una denuncia ai carabinieri. In quella Giulietta c'è Pier Paolo Pasolini. I carabinieri di Roma perquisiscono l'abitazione e la macchina di Pasolini in cerca della pistola. Pasolini ammette di essere entrato nel bar, di aver bevuto una Coca-Cola, di aver fatto alcune domande, ma di essersi poi diretto a S. Felice Circeo, dove stava lavorando alla sceneggiatura di Mamma Roma. La sua versione non convince e viene rinviato a giudizio.
I giornali della sinistra e quelli moderati difendono Pasolini contro l'assurda accusa, mentre i giornali di destra attaccano, come al solito, senza mezze misure lo scrittore.
Il processo si apre a Latina. L'avvocato difensore di Pasolini, il democristiano Carnelutti, viene sospettato dai giornali di essere l'amante dello scrittore. Pasolini viene condannato a quindici giorni di reclusione, più cinque per porto abusivo di armi da fuoco e diecimila lire per mancata denuncia della pistola, con la condizionale. I difensori presentano immediatamente appello. Il 13 luglio 1963 la corte d'appello di Roma dichiara di non doversi procedere contro Pasolini per estinzione del reato intervenuta per amnistia. L'avvocato di Pasolini, Berlingieri, ricorre in cassazione per ottenere l'assoluzione con formula piena, ma ottiene solo un'assoluzione per mancanza di prove.(32)
18.11.61 Fatti del Circeo (rapina). Denuncia di De Santis Benedetto.
19.11.61 Fatti del Circeo. Denuncia di De Santis Bernardino.
22.11.61 Fatti del Circeo. Due interrogatori davanti ai carabinieri (nucleo di polizia giudiziaria di Roma).
22.11.61 Fatti del Circeo. Perquisizione domiciliare.
22.12.61 Fatti del Circeo. Notifica della costituzione di parte civile di De Santis Bernardino.
25.01.62 Fatti del Circeo. Citazione davanti al giudice istruttore di Latina per un confronto con Bernardino De Santis.
27.01.62 Fatti del Circeo. Confronto cono Bernardino De Santis davanti al G.I. di Latina.
28.02.62 Fatti del Circeo. Notifica di un mandato di comparizione davanti al giudice istruttore di Roma (per rogatoria).
09.03.62 Fatti del Circeo. Interrogatorio davanti al G.I. di Roma.
17.04.62 Fatti del Circeo. Sentenza di rinvio a giudizio.
07.06.62 Fatti del Circeo. Notifica del decreto di citazione a comparire davanti al tribunale Latina.
03.07.62 Fatti del Circeo. Udienza davanti al tribunale di Latina e sentenza.
07.07.62 Fatti del Circeo. Notifica della dichiarazione d'appello del pubblico ministero contro la sentenza del tribunale di Latina.
25.07.62 Fatti del Circeo. Notifica della dichiarazione d'appello del procuratore generale contro la sentenza del tribunale di Latina.
09.10.62 Fatti del Circeo. Notifica dell'avviso del deposito della sentenza di I grado.
15.01.63 Fatti del Circeo. Notifica del decreto di citazione a comparire davanti alla corte di appello di Roma.
06.04.63 Fatti del Circeo. Udienza in corte di appello.
09.05.63 Fatti del Circeo. Notifica del decreto di citazione a comparire davanti alla corte di appello di Roma.
12.07.63 Fatti del Circeo. Udienza di corta d'appello e sentenza.
16.07.63 Fatti del Circeo. Notifica della dichiarazione di ricorso per cassazione del procuratore generale.
12.11.63 Fatti del Circeo. Notifica dell'estratto contumaciale della sentenza di II grado.
01.03.65 Fatti del Circeo. La corte di cassazione annulla la sentenza della corte d'appello di Roma e rinvia gli atti per il nuovo giudizio.
09.06.67 Fatti del Circeo. Notifica del decreto di citazione a comparire davanti la corte d'appello di Roma.
06.07.67 Fatti del Circeo. I udienza in corte d'appello. Rinvio a nuovo ruolo.
27.11.67 Fatti del Circeo. Notifica del decreto di citazione davanti alla corte d'appello di Roma.
09.06.67 Fatti del Circeo. Notifica del decreto di citazione a comparire davanti alla corte d'appello di Roma.
06.07.67 Fatti del Circeo. I udienza di corte d'appello. Rinvio a nuovo ruolo.
27.11.67 Fatti del Circeo. Notifica del decreto di citazione a comparire davanti alla corte d'appello di Roma.
19.12.67 Fatti del Circeo. II udienza e sentenza della corte d'appello.
27.12.67 Fatti del Circeo. Notifica del ricorso per cassazione del procuratore generale contro la sentenza.
01.06.68 Fatti del Circeo. Notifica dell'estratto contumaciale della sentenza di II grado.
28.12.68 Fatti del Circeo. Notifica dell'ordinanza di inammissibilità dei ricorsi in cassazione contro la sentenza di II grado.



Note:

27) P.P.Pasolini, L'odore dell'India, Longanesi, Milano, 1962

28) Pier Paolo Pasolini - da un articolo su Vie Nuove del 16 novembre 1961 - raccolta nel volume Le belle bandiere - Editori Riuniti. 29) P.P. Pasolini, BIANCO E NERO, Anno XXVIII n. 3-4, Roma, marzo/aprile 1967

29) P.P. Pasolini, BIANCO E NERO, Anno XXVIII n. 3-4, Roma, marzo/aprile 1967

30)PASOLINI IN TRIBUNALE - Matdid, materiali didattici di italiano per stranieri a cura di Roberto Tartaglione e Giulia Grassi, Scuola d'Italiano Roma.

31) ibid.

@Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare

Curatore, Bruno Esposito

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