"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini
Voci nella città di Dio
La Fiera Letteraria
anno IV
numero 36
23 settembre 1951
pag. 2
( © Questa trascrizione da cartaceo è stata curata da Bruno Esposito )
NON pare complessa la proposizione che Danilo Dolci ci dà sulla novità del rapporto con Dio ci domandiamo avrebbe scritto se non ci fosse stata in lui, benchè non giunta a definitiva maturazione, una educazione letteraria comprendente forse meno i mistici del passato (traccie della cui incontinente confidenza con l'onnipresenza di Dio restano nelle sue voci) che i mistici delle ultime crisi, più disposti al problema di Dio che a Dio, fin troppo pascaliani. Non vogliamo riferirci a nomi precisi: allo sforzo epico di Claudel, per es., o, più semplicemente all'innografia ungarettiana del Dolore; ci riferiamo piuttosto a una ispirazione media (si pensi in Italia al Frontespizio). L'educazione letteraria di Dolci, si è interrotta, se cosi si può dire, subito dopo l'ultima guerra, quando nella coscienza di molti giovani della sua generazione (è del '24) non si era ancora spostato indietro il limbo ermetico, con la sua aprioristica intransigenza letteraria,
