"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini
I campi del Friuli
Officina
numero 2
luglio 1955
da pag. 59 a pag. 66
(nel volume "Le ceneri di Gramsci, con il titolo: Quadri friulani)
mi perdo nella passeggiata serale,
respirando – avido e prostrato, fino
a non esistere, a essere febbre nell’aria –
la pioggia che germoglia e il sereno
che incombe arido su asfalti, fanali,
cantieri, mandrie di grattacieli, piene
di sterri e di fabbriche, incrostati
di buio e di miseria...
Sordido fango indurito, pesto, e rasento
tuguri recenti e decrepiti, ai limiti
di calde aree erbose... Spesso l’esperienza
espande intorno più allegria, più vita,
che l’innocenza: ma questo muto vento
risale dalla regione aprica
dell’innocenza... L’odore precoce e stento
di primavera che spande, scioglie
ogni difesa nel cuore che ho redento
con la sola chiarezza: antiche voglie,
smanie, sperdute tenerezze, riconosco
in questo smosso mondo di foglie.
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