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Visualizzazione post con etichetta Pasolini andrà al Festival pur di non ottenere premi. Mostra tutti i post
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venerdì 2 gennaio 2026

Pasolini intervistato da Gigi Ghirotti: andrà al Festival pur di non ottenere premi - La Stampa, 15 agosto 1968, pag 7

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


Pasolini andrà al Festival pur di non ottenere premi

La Stampa

15 agosto 1968

pag 7

( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )


La difficile preparazione della Mostra di Venezia Pasolini andrà al Festival pur di non ottenere premi Ha accettato di presentare il suo film « Teorema » dichiarando in partenza che non ritirerà un eventuale riconoscimento - La stessa posizione è condivisa da Liliana Cavani, autrice di «Galileo», e Bernardo Bertolucci, presente con «Partner» - Pier Paolo Pasolini polemizza con i nemici della rassegna e attacca il terrorismo ideologico dei « fascisti di sinistra » 

(Dal nostro inviato speciale) 

Venezia, 14 agosto. 

Il Leone d'oro, premio della Mostra cinematografica di Venezia al miglior film della rassegna, quest'anno corre un rischio che gli anni passati non corse: il rischio di essere lasciato lì, a ruggire davanti la poltrona di Luigi Chiarini, direttore del Festival. Una lunga giornata di discussioni tra Chiarini e alcuni tra i possibili candidati al premio (Pasolini, per Teorema, Liliana Cavani per Galileo, Bertolucci per Partner) avrebbe maturato questa conclusione. 

I registi dì cui si discorre appartengono all'Anac, la associazione degli autori cinematografici che ufficialmente si è schierata contro il festival veneziano. Luigi Chiarini, nel difendere le sue posizioni, ha cercato di convincere l tre autori ad accettare senza storie la regola del gioco. Ma è riuscito a piegare soltanto a metà i suoi interlocutori. Infine hanno trovato l'accordo: ciascuno faccia la sua parte, il festival assegni pure il suo Leon d'oro, le sue coppe e i suoi bucintori. Se questi premi toccheranno a qualcuno dei contestatori, pazienza: essi non diranno di no, ma lasceranno la coppa, il leone e ogni altra suppellettile decorativa nelle mani di chi gliela vorrebbe assegnare. Soluzione di compromesso, dunque. Si contesta, sì, ma con giudizio. 

Domando a Pier Paolo Pasolini, che incontro al Lido nell'atrio dell'Excelsior, perché mai l'anno scorso egli fosse pronto a ricevere il Leone d'oro e oggi è pronto invece a lasciarlo perdere. Quel che l'anno scorso andava bene, quest'anno non va più? 

« Questo festival dovrebbe essere la prefigurazione di quello che il festival dovrà essere nel prossimo futuro, cioè un libero incontro di artisti del cinema, senza lo sfondo competitivo che ha avuto finora. Di nuovo quest'anno c'è stata la protesta dei giovani: per merito degli studenti certe posizioni sono venute a maturazione. Noi stiamo passando dalla democrazia formale alla democrazia sostanziale, e ciò non avviene senza scossoni ». 

venerdì 25 febbraio 2022

Pasolini andrà al Festival pur di non ottenere premi - La Stampa, giovedì 15 agosto 1968

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pasolini andrà al Festival pur di non ottenere premi

La Stampa, giovedì 15 agosto 1968

Anno 102 - Numero 184

(Trascrizione curata da Bruno Fraccaroli)

Ha accettato di presentare il suo film « Teorema » dichiarando in partenza che non ritirerà un eventuale riconoscimento - La stessa posizione è condivisa da Liliana Cavani, autrice di « Galileo », e Bernardo Bertolucci, presente con « Partner » - Pier Paolo Pasolini polemizza con i nemici della rassegna e attacca il terrorismo ideologico dei « fascisti di sinistra ».


(Dal nostro inviato speciale) Venezia, 14 agosto


Il Leone d’oro, premio della Mostra cinematografica di Venezia al miglior film della rassegna, quest’anno corre un rischio che gli anni passati non corse: il rischio di essere lasciato lì, a ruggire davanti alla poltrona di Luigi Chiarini, direttore del Festival. Una lunga giornata di discussioni tra Chiarini e alcuni tra i possibili candidati al premio (Pasolini per Teorema, Liliana Cavani per Galileo, Bertolucci per Partner) avrebbe maturato questa conclusione. I registi di cui si discorre appartengono all’Anac, l'associazione degli autori cinematografici che ufficialmente si è schierata contro il festival veneziano. Luigi Chiarini, nel difendere le sue posizioni, ha cercato di convincere i tre autori ad accettare senza storie la regola del gioco. Ma è riuscito a piegare soltanto a metà i suoi interlocutori. Infine hanno trovato l’accordo: ciascuno faccia la sua parte, il festival assegni pure il suo Leon d’oro, le sue coppe e i suoi bucintori. Se questi premi toccheranno a qualcuno dei contestatori, pazienza: essi non diranno di no, ma lasceranno la coppa, il leone e ogni altro suppellettile decorativa nelle mani di chi gliela vorrebbe assegnare. Soluzione di compromesso, dunque.