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martedì 2 marzo 2021

Temi arcaici nel teatro di Pasolini - di Fabien S. Gerard

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Temi arcaici
nel teatro di Pasolini

di Fabien S. Gerard
Già in “Teatro contemporaneo”, Rivista quadrimestrale di studi sul teatro contemporaneo diretta da Mario Verdone, 
Anno III n. 7, giugno-settembre 1984
e
 già nel blog di Angela Molteni,  pasolinipuntonet.blogspot.com/



(Ringrazio Fabien S. Gerard per la cortese concessione alla pubblicazione in queste pagine)


PARTE PRIMA


Andrò a pregare sulla tomba del mio povero padre. 
Non l'ho dimenticato, egli è ora nei miei sogni, 
e nei miei sogni mi parla con parole di grazia.
Oreste (Pilade)

Davetti Vitaliano - Teatro stabile Torino
Anche se rapido, uno sguardo sul corpus teatrale di Pier Paolo Pasolini offre l'opportunità di una riflessione originale sul ruolo di questa irreprimibile «forza del Passato» che, da capo a capo, sottende l'opera proteiforme dello scrittore-ci­neasta. Forza del Passato in senso largo, s'intende, che fonden­do in modo magmatico i rinvii all'antichità classica con quelli al terzo mondo o alla millenaria civiltà contadina, partecipa di questo poetico concetto di «barbarie», così congeniale a Pasolini, sulla definizione del quale abbiamo già avuto occa­sione di soffermarci in altra sede [1]. Ma forza del Passato in senso arcaico, innanzitutto, nella misura in cui l'amore «solo nella tradizione», ossessivamente rivendicato dal poeta, defi­nisce con precisione l'attaccamento crescente di Pasolini al­l'insieme dei valori culturali delle comunità preindustriali - o semmai paleoindustriali -, che assume ben presto l'aspetto di un'autentica sfida ideologica nei confronti del potere «infer­nale» del Neocapitalismo e del consumismo trionfante che, di quei valori, intende oggi liberarsi [2].

venerdì 26 febbraio 2021

Pier Paolo Pasolini, I Turcs tal Friûl - Caso o anticipazione profetica?

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Pier Paolo Pasolini, I Turcs tal Friûl
Caso o anticipazione profetica?


Luna, infinit il lun da la to sfera al brila tal seren dai vècius muàrs. Ma nu i sin vifs cun cuàrps di zovinús cujèrs di oru antíc e imbarlumíc […]. Luna, sclarís la ciera dai Furlàns co a clamin da li stalis: Jesus, Jesus! […]. Luna, sfavila fuàrt sora dal ciàf dai fantassús ch’a prèin tal sagràt. I vin che idea di copaju dúcius […] Luna, sclarís la ciera dai Furlàns co a cridin tal ledàn: Soi muàrt, soi muàrt.


Pasolini, I Turcs tal Friúl, pp. 68-69.



Nel settembre del 1943 Pasolini è costretto ad arruolarsi ma dopo l’8 settembre, rifiuta di consegnare le armi ai tedeschi e riesce a fuggire e a raggiungere Casarsa della Delizia, località dove la famiglia aveva trovato rifugio nel 1942. Pasolini nella primavera del 1944 scrive un breve testo teatrale, "I Turcs tal Friûl", che risulterà profetico, rispetto a ciò che da li a breve dovrà accadere.

Casarsa è colpita dai bombardamenti e i fascisti fanno rastrellamenti per l'arruolamento forzato nell'esercito della Repubblica di Salò, il fratello più giovane di Pasolini, Guido, entra nella Resistenza ( Brigata partigiana Osoppo con il nome di battaglia di Ermes ) mentre Pasolini decide di restare con la madre Susanna e insieme si trasferiscono a Versutta dove cominciano a fare gratuitamente scuola ai bambini del paese. Pasolini rifiuta di entrare nella resistenza mentre il fratello Guido, decide di combattere con le armi e nel 1945, il 7 febbraio, viene assassinato per mano di partigiani comunisti al servizio di Tito.

I protagonisti di I Turcs tal Friûl sono due fratelli che reagiscono in modo diverso alla disperata paura di morire: Pauli ( Pier Paolo ), che decide di non combattere e di seguire la strada indicata dai vecchi della comunità, la rassegnazione, si rifugia nella preghiera e nel lavoro