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domenica 9 novembre 2025

Pasolini sotto processo: "Un’indagine critica sul libro che ricostruisce la persecuzione giudiziaria e la morte di Pier Paolo Pasolini"

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro


"Pasolini: cronaca giudiziaria, persecuzione, morte"
Pasolini sotto processo: verità negate e giustizia tradita

(Dopo il breve saggio, viene messo a disposizione del lettore un'impressionante elenco  di azioni e procedimenti giudiziari - 372 in totale -, in cui venne coinvolto Pier Paolo Pasolini) 

Il volume "Pasolini: cronaca giudiziaria, persecuzione, morte" a cura di Laura Betti, pubblicato per Garzanti nel 1977, si impone come opera fondamentale per comprendere la complessità della figura di Pier Paolo Pasolini e il clima storico-politico dell’Italia dalla metà degli anni Cinquanta fino alla tragica morte dell’intellettuale nel novembre del 1975. 

La pubblicazione del volume nel 1977 avviene in un'Italia segnata da tensioni profonde e da un panorama politico-culturale straordinariamente conflittuale. Gli anni Settanta sono dominati dalla cosiddetta "strategia della tensione", dagli anni di piombo e da ondate di violenza e terrorismo sia di matrice neofascista sia di estrema sinistra, mentre lo Stato democratico si trova in una posizione ambigua, spesso stretto tra spinte riformatrici e tentazioni autoritarie. Il clima di quegli anni non costituisce soltanto il retroterra degli ultimi scritti pasoliniani, ma diventa anche la trama in cui si inserisce la sua persecuzione giudiziaria, la censura e la costante attenzione della magistratura e delle forze dell’ordine. Il volume si fa testimone delle dinamiche repressive e delle manipolazioni mediatiche a cui fu sottoposto l’intellettuale, restituendo l’immagine di un’Italia in cui la libertà d’espressione e la differenza – sociale, politica, sessuale – erano soggette a forti pressioni.

Il libro nasce pochi mesi dopo la morte di Pasolini ad opera di Laura Betti, attrice, cantante, musa e infine custode della memoria pasoliniana. Al cuore della curatela c’è un atto di amore e di testimonianza: Betti, «autoproclamatasi “vedova”», raccoglie contributi di amici, intellettuali, giuristi, magistrati, insieme a documenti giudiziari, lettere e scritti pasoliniani di straordinaria importanza per la conoscenza dell’uomo e del poeta. La struttura collettanea e polifonica – con la presentazione di Betti e la prefazione di Alberto Moravia – determina la fisionomia di un’opera a più voci, che rifiuta la tentazione della biografia o dell’apologia, preferendo la stratificazione di testimonianze, documenti e interventi critici per intessere un racconto corale, capace di restituire la densità tragica delle vicende giudiziarie e umane di Pasolini. La figura di Laura Betti emerge come quella di una "vestale" della memoria pasoliniana: la sua dedizione illimitata si trasforma in una vera e propria azione culturale e politica, attraverso la fondazione del Fondo Pasolini e la cura del patrimonio documentario e audiovisivo, come raccontato anche da numerose analisi e testimonianze successive.

giovedì 30 dicembre 2021

Stefano Rodotà Il processo - In memoria di Pier Paolo Pasolini -

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro



Stefano Rodotà
Il processo
 In memoria di Pier Paolo Pasolini

Tratto da:



È perfino banale scrivere che non ci sono tanti processi quanti sono i procedimenti giudiziari iniziati contro Pier Paolo Pasolini e che c’è, invece, un processo solo, ininterrotto per almeno vent’anni, che si gonfia e si assecchisce, si dirama e si ritrae, sempre con lo stesso oggetto e la stessa finalità: mettere in dubbio la legittimità dell’esistenza di una personalità come Pasolini nella società e nella cultura italiana. Ma questa impressione di continuità e compattezza non nasce da una imputazione monotona di reati sempre identici. Al contrario. Pasolini viene messo sotto accusa per tutto un campionario di trasgressioni; è osceno e seminatore di oscenità, pornografo, corruttore e diffamatore, rapinatore e favoreggiatore, istigatore a delinquere, uomo di vilipendi alla religione e alla nazione. Non c’è angolo della sua vita pubblica e privata che si riveli accettabile.

mercoledì 1 gennaio 2014

Pasolini, Sofri, Pannella, i reati d'opinione e l'ordine dei giornalisti ...

"Le pagine corsare " 
dedicate a Pier Paolo Pasolini

Eretico e Corsaro





Pasolini, Sofri, Pannella, i reati d'opinione e l'ordine dei giornalisti ...


Estratti dal libro “Pasolini: cronaca giudiziaria, persecuzione, morte” , AA.VV. (a cura di Laura Betti), Garzanti 1977:

<<… il 18 ottobre 1971 la corte di Assise di Torino processa Pier Paolo Pasolini insieme ad altre 41 persone, tra le quali Adriano Sofri, Luigi Bobbio, Guido Viale, Marco Pannella, Pier Giorgio Bellocchio. E’ imputato, come gli altri, di avere

“istigato militari a disobbedire alle leggi”

di avere

“svolto propaganda antinazionale e per il sovvertimento degli ordinamenti economici e sociali costituiti dello Stato”,

di avere

“pubblicamente istigato a commettere delitti”

…Dal 1· marzo 1971, Pasolini risulta direttore responsabile del periodico “Lotta Continua” … come precisa un avviso pubblicato sullo stesso periodico, non è un militante del gruppo, ma “Con la sua concreta solidarietà” permette al giornale di “superare le difficoltà create dalle leggi fasciste sulla stampa”. Le leggi fasciste sulla stampa vigenti in Italia autorizzano la pubblicazione di un giornale soltanto a condizione che il direttore responsabile risulti iscritto all’ordine nazionale dei giornalisti. Priva di militanti appartenenti alla corporazione dei giornalisti, “Lotta Continua” chiede ad intellettuali di sinistra regolarmente iscitti di figurare quali firmatari direttori responsabili del loro giornale. Anche Pasolini acconsente e figurerà direttore responsabile di “Lotta Continua” per due mesi, dal marzo al maggio 1971 …

Il 23 febbraio 1973 il tribunale di Siena processa Pier Paolo Pasolini insieme con altre 14 persone. E’ accusato, come gli altri imputati, di “istigazione a delinquere”, di “istigazione all’odio tra le classi sociali”, di “apologia di reato”. Articoli del fascista codice Rocco solidi e quasi inamovibili riappaiono nel secondo procedimento giudiziario contro Pasolini per aver diretto il periodico “Lotta Continua” come tanti altri intellettuali, per una difesa dei valori democratici della libertà di opinione.
In realtà il rapporto tra Pasolini e Lotta Continua è polemico e alquanto contrastato.

Nel 1971, insieme a Giovanni Bonfanti, un compagno del gruppo extraparlamentare, gira un film, “12 Dicembre”, a cui collabora anche Goffredo Fofi. Un documentario di controinformazione, un tentativo di fare politica allo stato puro, senza compromessi o demagogie. Per Pasolini Lotta Continua è

“… un movimento politico vero e proprio, che continua sempre più testardamente il proprio lavoro. I ragazzi di Lotta Continua sono degli estremisti, d’accordo, magari fanatici e protervamente rozzi dal punto di vista culturale, ma tirano la corda e mi pare che , proprio per questo, meritino di essere appoggiati. Bisogna volere il troppo per volere il poco. E’ sempre con forme di estremismo che si riesce ad andare avanti”
(“Panorama”, 8 marzo 1973).

Nel 73 esce in libreria “Calderon”, un’opera teatrale di Pasolini violentemente discussa e criticata. Adriano Sofri, uno dei leader di lotta continua, dichiara su “L’espresso” del 1· novembre 1973 che :

” … dal punto di vista personale la tragedia lo interessa anche, ma dal punto di vista politico non ha commenti da fare, la sua rilevanza è nulla, non ha peso.”.

Pasolini risponde il 18/11/73 su ” Tempo Illustrato” :

“Adriano Sofri è uno di quei giovani nati col ‘68, nel ‘68. Per lui <<politica>> significa <<azione politica>> nella pratica <<intervento politico>> in ogni altro campo…Per lui il pensiero non è pensiero se non si manifesta come azione…I gauchisti per anni…hanno fatto del Potere…l’oggetto d un <<transfert>>: su tale oggetto essi hanno scaricato tutte le colpe, liberando così, per mezzo di un meccanismo estremamente arcaico, la propria piccolo-borghese<<coscienza infelice>>. Attraverso la drastica identificazione di <<sistema>> e <<Male>> - attuato in modo manicheo e calvinista - si sono delineate di conseguenza sul fronte opposto forme di esistenza e di azione che dovevano per forza essere <<buone>>: donde il trionfalismo, il fanatismo, la disperazione. Che peso ha avuto tutto questo sull’azione politica (con cui i gauchisti identificano totalmente la politica, come chi identificasse l’applicazione della scienza con la scienza)? E’molto semplice. Il risultato di una convenzionale, approssimativa, banale, e quindi mitica ed irrazionale idea del Potere, ha fatto sì che l’azione politica contro il Potere - accanto ai caratteri di originalità e di necessità insiti nella propria natura - accumulasse anche i caratteri <<negativi>> del nemico: non si può condurre una lotta intelligente contro un nemico considerato irreparabilmente stupido. I giovani di LC, dunque, sono stati limitati nella loro azione politica da questi due dati:

a) non hanno saputo o voluto individuare quanto di <<intimo>> li legasse al Potere, nel cui spazio sono nati e si sono educati, conservandone molti caratteri sotto l’etichetta di purezza assoluta che si sono ingenuamente attribuiti;

b) hanno pronunciato sul Potere un aprioristico giudizio negativo di stupidità che è poi ricaduto sulla loro lotta.

Una meditazione, non demagogica, su ciò che è realmente il Potere, sarebbe a questi giovani rivoluzionari molto utile, anche per ciò che riguarda l’azione politica immediata che è la sola che essi
(forse giustamente) ritengono valida.”.

Fonte:
http://www.radioradicale.it/exagora/pasolini-sofri-pannella-i-reati-dopinione-e-lordine-dei-giornalisti




@Eretico e Corsaro - Le Pagine Corsare

Curatore, Bruno Esposito

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