"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Eretico e Corsaro
Pier Paolo Pasolini
“Il PCI ai giovani”
Il 1968 rappresenta un crocevia fondamentale nella storia sociale, politica e culturale d’Italia e d’Europa. A livello mondiale, il cosiddetto “Sessantotto” ha visto il sorgere di vasti movimenti di contestazione, antimperialisti e anti-autoritari, con protagonisti soprattutto studenti e, in molti casi, anche operai e altre categorie marginalizzate, in una carica di radicale messa in discussione dei sistemi e dei valori dominanti. L’Italia stessa, dopo un ventennio di crescita economica (“miracolo economico italiano”), vide affacciarsi sulla scena pubblica una generazione cresciuta nella relativa sicurezza economica, ma frustrata dal persistere di rigidità autoritarie, diseguaglianze sociali, mancanza di mobilità e di rappresentanza nei luoghi del sapere e del lavoro.
Nel gennaio 1966 si registrò l’occupazione della facoltà di Sociologia a Trento: la prima occupazione universitaria in Italia. Alla fine del 1967 e nel corso del 1968 le occupazioni e i sit-in si moltiplicarono nelle università e nei licei, investendo tutte le principali città (da Milano a Torino, Pisa, Roma). La società, sebbene attraversata da nuovo benessere e aspirazioni modernizzatrici, rimaneva marcatamente gerarchica: la scuola e l’università riproducevano classi di potere, e il sessismo, l’autoritarismo e il conservatorismo sedevano come norme implicite nelle istituzioni. Il dissenso non si manifestò solo rispetto alla scuola: il movimento operaio, specialmente durante il cosiddetto “autunno caldo” del 1969, si saldò talvolta a rivendicazioni di studenti, donne, migranti, dando luogo a un discorso complesso sul lavoro, i diritti civili, la riforma dei costumi e la libertà individuale.
La specificità italiana includeva una frattura generazionale acutissima, acuita dal fatto che il ceto universitario era ancora largamente dominato dalla borghesia urbana. In questo clima, il movimento di protesta contestò non solo le autorità universitarie, ma anche i partiti di sinistra ritenuti ormai integrati e incapaci di proporre una reale alternativa rivoluzionaria. In particolare, il Partito Comunista Italiano (PCI) subì sia contestazioni frontali sia richieste di rinnovamento interno, come dimostra anche il celebre caso de “Il manifesto” nel partito.
Un episodio centrale fu la cosiddetta “battaglia di Valle Giulia” a Roma il 1° marzo 1968, in cui studenti e forze dell’ordine si scontrarono violentemente davanti alla facoltà di Architettura. Mai le forze dell’ordine erano state contrastate con tanta efficacia proprio sul piano della violenza fisica. Questo episodio avrebbe inciso profondamente non solo sulla cronaca politica, ma anche sull’immaginario collettivo, divenendo pietra di paragone per la radicalità e i limiti della rivolta giovanile.
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| In piazza quel giorno, insieme agli studenti di sinistra, c'erano militanti di Alleanza Nazionale, guidati da Stefano delle Chiaie. |

