"Le pagine corsare "
dedicate a Pier Paolo Pasolini
Pier Paolo Pasolini
Cultura dopo l’«impegno»
Vie Nuove
numero 34
26 agosto 1965
pag. 30
( © Questa trascrizione da cartaceo, è stata curata da Bruno Esposito )
Egregio Sig. Pasolini, qualche tempo addietro le scrissi in merito al suo «Vangelo secondo Matteo», non per discutere il film, di cui ella ha sempre detto di averne abbastanza, ma per sentire il suo giudizio etico sui Vangeli in genere. A tale lettera, coraggiosamente ella non ha risposto ed ha tutto il diritto di farlo, anche se per dovere chi dirige una rubrica deve rispondere al più oscuro sconosciuto. Ora le scrivo nuovamente circa la presunta crisi del marxismo da lei tanto decantata. Associandomi a quanto le ha ben detto il sig. Luigi Natale (che non conosco e non so chi sia), lei crede di poter dare lezioni e giudizi su tutto e su tutti; ma si sbaglia, egregio signor Pasolini, in quanto l’italiano d’oggi pensa con la propria testa e non con quella di chi è pagato per dirigere una rubrica.
Se il marxismo è in crisi, come si spiega che sui due terzi dell’umanità dilaga il marxismo? Come si spiega la lotta del proletariato e l’indipendenza dei popoli? Non è forse il marxismo che ha condannato per sempre il colonialismo? Non è merito dell’idea marxista se nazioni quali la Cina, l’Egitto, Cuba, l’Algeria, ecc. ecc. hanno nazionalizzato le loro economie? La stessa Inghilterra, patria di Adam Smith, la nazione più conservatrice del mondo è ricorsa ad alcune nazionalizzazioni, in attesa di farne altre. Mi dica, signor Pasolini, cosa ne pensa di queste mie osservazioni? Perciò se crisi vi è, non è nel marxismo, ma nei partiti politici che non sanno o non vogliono applicare la vera dialettica marxista (vedi revisionismo di cattiva memoria kruscioviana e sue conseguenze).
E dato che mi ci trovo voglio ancora dirle una cosa. Lasci la politica e continui ad interessarsi di romanzi, poesie e soggetti cinematografici, poiché poche persone sono disposte a seguirla in tale direzione. Ne vuole una prova? Lanci un referendum su «Vie nuove» e se ne convincerà. Se vuole può cestinare anche questa lettera, ma, chi dirige una rubrica deve avere il coraggio civile di trattare qualsiasi argomento gli venga posto.
Attilio Micale – Pescara



